Bologna, 14 gennaio 2018, ore 15:30: “Tutti giù per terra”. Viaggio nei luoghi sotterranei della città…

Nel sottosuolo di Bologna, c’è tutto un mondo da scoprire, che racconta una parte della città a molti sconosciuta: dalle chiese sotterranee, alle civiltà villanoviana e romana, ai canali nascosti, fino al rifugio antiaereo, utilizzato durante la seconda guerra mondiale…

tuttigiuperterra_BOLOGNA“Tutti giù per terra” è un viaggio. Un viaggio nella Bologna antica. Una Bologna d’altri tempi. Un sottosuolo ricco di vicende storiche che partono dall’età villanoviana e arrivano ai giorni terribili della seconda guerra mondiale.

Un tour davvero singolare, che partirà dal rifugio antiaereo, farà tappa in uno scorcio di una Piccola Venezia d’altri tempi, con i suoi corsi d’acqua, continuerà nella suggestiva cripta di San Vitale e Agricola, per terminare nel nuovo percorso, sotterraneo, sito nella stessa (vi ricordiamo che, il tour è artistico/storico/culturale. Andremo a visitare le quattro interessantissime tappe, segnalate, ricche di suggestione e storicità. Tra una tappa e l’altra, si attraverserà il centro storico, passando per l’antico Ghetto Ebraico).

rifugio2Prima tappa: RIFUGIO ANTIAEREO DEL PINCIO…
Sotto la minaccia di probabili attacchi aerei sulla città è approvato dal Comune il progetto per un grande rifugio sotto la Montagnola. Come primo provvedimento viene sgomberato in fretta il magazzino comunale del Pincio, dove è depositata una grande quantità di legna e altro materiale. Si tratta dei resti di una ghiacciaia dell’antico “castello del papa”, più volte edificato, tra il XIV e il XVI secolo, nei pressi di Porta Galliera e più volte distrutto dai bolognesi. Il ricovero antibomba è appaltato alla ditta Del Fante, che innanzitutto edifica una serie di bagni, con scarico nel vicino torrente Aposa, e un rifugio antigas dotato di porte stagne, che durante la guerra sarà utilizzato come infermeria. L’allestimento del primo lotto del rifugio procederà speditamente e la consegna avverrà il 12 giugno, con un mese di anticipo rispetto al previsto. Il colosso blindato comincerà ad essere utilizzato, e spesso abitato in pianta stabile, dopo le prime incursioni aeree, in particolare dopo quella disastrosa del 24 luglio, che colpirà in più punti il centro cittadino. Il primo lotto sarà in seguito prolungato con un enorme tubo in muratura, che porterà la capienza complessiva a 2.500 persone. Nel 1944 saranno aggiunte altre gallerie, con ingressi dal giardino della Montagnola, da via Indipendenza e da via del Pallone. Intitolato, dopo la sua uccisione, all’ex segretario del PNF Ettore Muti, il grande rifugio della Montagnola sarà l’ultimo ad essere completamente sgomberato: ospiterà alcune famiglie sfollate fino al 1947, ben oltre il termine del conflitto.

canale delle moline a bolognaSeconda tappa: ACQUE NASCOSTE A BOLOGNA (osserveremo i canali di via Piella e via Malcontenti)…
Bologna fu uno dei porti più importanti come volume di traffico: 2500 navi con un volume di 200.000 tonnellate di merce in movimento all’anno. Bologna nasconde un complesso reticolo di circa 60 km di vie d’acqua, soltanto in parte visibile. Fin dal XII secolo la città si dota di un sistema idraulico artificiale composto da chiuse, canali e condutture sotterranee che distribuivano l’acqua, utilizzata prevalentemente come fonte di energia per le attività produttive. I Canali di Savena e di Reno sono stati costruiti in epoca medievale per portare le acque dei due fiumi nel cuore della città. Dalla Chiusa di San Ruffillo sul torrente Savena ha origine il canale omonimo che entra nel centro storico a Porta Castiglione. Il Canale di Reno nasce da una grande chiusa che si trova nel vicino Comune di Casalecchio di Reno ed in città scorre al di sotto delle vie della Grada e Riva di Reno, sino a via Capo di Lucca. Le loro acque, una volta uscite dal centro, confluiscono nel Navile,porto_bologna canale un tempo navigabile, lungo 36 km, che consentiva i collegamenti con le città del Nord ed il commercio internazionale. Le città progredite e industriose avevano bisogno di acqua e Bologna riuscì ad imporre ai suoi fiumi e torrenti un dominio tecnico vicino alla perfezione imbrigliandoli in una serie di canali, di chiuse e di chiaviche che consentiva la navigazione mercantile e l’attivazione di opifici e mulini. Della fitta rete di canali che attraversavano la città, in superficie restano i nomi delle vie (via del Porto, via Riva di Reno, via Val D’Aposa, via delle Moline, via Savenella) ed alcuni suggestivi scorci come la “finestrella di via Piella” (la Piccola Venezia), che si affaccia sul canale delle Moline.

2004-cripta_4Terza tappa: CRIPTA DI SAN VITALE E AGRICOLA…
La chiesa si vuole innalzata sui resti dell’Arena romana dove, secondo la tradizione, sotto l’impero di Diocleziano, subirono il martirio i Santi Vitale e Agricola, i cui corpi furono riconosciuti da sant’Ambrogio durante la visita compiuta a Bologna nel 392. Ricostruita dalle monache benedettine
nel secolo XVI, ospita pregevoli opere artistiche tra cui  la rinascimentale cappella di S. Maria degli Angeli attribuita a Gasparo Nadi e una suggestiva cripta millenaria, unico resto della chiesa primitiva. È una delle “sette chiese di Bologna”. Pare che qui sorgesse l’arena di Bononia dove combattevano i gladiatori e, sempre in questo luogo, hanno trovato il martirio Vitale e Agricola. È considerata una delle prime chiese sotterranee che ricordano le catacombe romane. La cripta che si trova nella chiesa é quindi una grande testimonianza storica.

mdeQuarta tappa: SCAVI LONGOBARDO-ROMANI, NEI SOTTERRANEI DELLA CHIESA DI SAN VITALE E AGRICOLA…
Si potranno ammirare antichi scavi e la sedimentazione delle varie civiltà in uno scenario di armonia e di luce. Rivivono così secoli di storia, dai primi insediamenti della civiltà longobarda, alla Bononia romana fondata nel 189 a.C. resto della chiesa primitiva. L’odierna cripta venne ricavata nell’XI sec., da ciò che remdestava di una basilica tripartita. Un frammento di mattone, prelevato da uno dei pilastri, è risultato essere stato cotto nel 354 A.D. (± 35 anni). Che poi da Ss. Vitale e Agricola, alle 7 Chiese, sia stata la seconda cattedrale di Bologna a sua volta distrutta durante le incursioni ungariche (903) è assai probabile. L’antichità del sito non può essere messa in dubbio: impossibile entrare qui nel merito. Ricordo solo i due sarcofagi di Agricola e Vitale considerati carolingi, ma certamente più antichi (VII-VIII sec.); il sarcofago di S. Giuliana considerato romano di riutilizzo, ma certamente paleocristiano: il crismon e la croce scolpiti simultaneamente alla strigilatura non lasciano dubbi in proposito; l’iscrizione dei due fratelli innocenti (fine IV inizi V sec.), le tracce evidenti di un grande incendio che non contrasta con quello – presunto – appiccato dagli Ungari nel 902, e non ultimi i risultati di numerosi scavi: si tratta quindi di un importantissimo luogo di culto. Ricostruita dalle monache benedettine del secolo XVI, ospita pregevoli opere artistiche tra cui la rinascimentale cappella di S. Maria degli Angeli attribuita a Gasparo Nadi e una suggestiva cripta millenaria, unico resto della chiesa primitiva. È una delle “sette chiese di Bologna.


L’evento, che si terrà domenica, 14 gennaio 2018 (con punto di ritrovo presso Dynamo, la Velostazione, di via dell’Indipendenza n. 71/Z), partirà alle 15:30, con guida turistica certificata dalla Regione Emilia Romagna e si concluderà dopo due oreAuricolari forniti dallo staff, per un eccellente ascolto del tour. 

Costo della sola visita guidata (con ingresso esclusivo presso la Cripta (incluso IL NUOVO PERCORSO ROMANO/LONGOBARDO) di San Vitale e Agricola + il rifugio antiaereo del Pincio + guida turistica + radio guide):  25,00.
Visita guidata + cena (con cucina tradizionale o vegetariana, presso la “Trattoria Belfiore”):  45,00.
I bambini, sotto i 6 anni di età e i portatori di disabilità, non pagano la visita guidata (pagano per intero, soltanto la cena). I ragazzi, dai 7 ai 18 anni, gli over 65, usufruiscono di uno sconto di € 3,00 sul costo della visita guidata.

Per partecipare alla visita guidata, è obbligatorio prenotarsi, spedendo un SMS/Whatsapp, al numero +39 3897995877, oppure, mandando un messaggio alla pagina di Facebook “I love Emilia Romagna” (indicate il nome e cognome di ogni partecipante, numero di telefono e almeno un indirizzo email).

La quota di partecipazione, per questioni di esclusività del tour, con ingressi a tappe, prenotati e remunerati in anticipo, sarà da saldare in anticipo, tramite carta di credito (PayPal), oppure, bonifico bancario.

In caso di maltempo, la visita guidata si terrà ugualmente, perché le tappe sono collocate completamente al chiuso (verrà modificato esclusivamente il punto di ritrovo).

Durante l’evento, verranno scattate fotografie, che successivamente, saranno pubblicate sulla pagina di Facebook.


Buon divertimento con le visite guidate di “I love Emilia Romagna”…

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