Pillole di Arte & Cultura. La mortadella: il simbolo di una città, nota in tutto il mondo…

Buon pomeriggio e scusate il ritardo nella pubblicazione! Eccoci nuovamente con la nostra “rubrica” denominata “Pillole di Arte & Cultura”. Speriamo di allietarvi, come ogni settimana…


pillole_arte_cultura3Bologna è conosciuta in tutto il mondo per alcune sue peculiarità. La mortadella, ad esempio, ha una storia secolare ed è considerata il salume più famoso della tradizione gastronomica bolognese…

Rosa, profumatissima, dal gusto equilibrato e pieno: vi presentiamo la regina dei salumi, la mortadella. Buona da sola, tagliata grossa e fatta a tocchetti, irresistibile tagliata sottile, stracciata, dentro alla crescenta, alla pizza bianca o a una rosetta croccante. La mortadella, la “Bologna”, è un prodotto IGP dal 1998… ❤️

Buon pomeriggio a tutti!  Eccoci nuovamente alla nostra rubrica di “Pillole di arte & cultura”.

32649-mortadella-paninoOggi ci soffermeremo sulla storia niente popò di meno che, della mortadella, il salume che non mancherà mai sulle tavole dei bolognesi. Dovete sapere che, i primi indizi sulla produzione di questo alimento diventato simbolo dell’Emilia-Romagna, risalgono addirittura ai tempi dell’antica Felsina, etrusca e della Bononia dei galli boi. L’allora territorio era ricchissimo di querceti che rifornivano di gustose ghiande la dieta dei maiali, selvatici ed addomesticati, della nostra regione.

Il nome, probabilmente, deriva dal “mortarium” o meglio da “murtatum” che faceva esplicitamente riferimento al mortaio utilizzato dagli antichi per pestare e preparare la carne, cui venivano aggiunte alcune spezie. La mortadella divenne talmente famosa ed apprezzata da tutti che nei primi anni del XVII secolo l’agronomo Vincenzo Tanara ne scrisse un’accurata ricetta per la relativa produzione, completa di ingredienti e precise quantità dei primi (nella ricetta originale c’era una quantità nettamente maggiore di grasso rispetto a quella odierna).

15915458473271305000805La ricetta ebbe così tanto successo che nel 1661 il cardinale Farnese emise un bando che codificava la produzione della mortadella. Possiamo dire, insomma, con orsalaroligoglio, che si trattava del primo documento DOP e IGP della storia dell’uomo. Ovviamente, perché le regole fossero rispettate e sigillate a dovere venne istituita la “Corporazione dei Salaroli” con sede a Casalecchio di Reno, la quale aveva il compito di monitorare le varie produzioni di salume nel territorio e soprattutto, si assicurava che venissero rispettati i processi di preparazione. Rispetto ad oggi le sanzioni in vigore per chi avesse tentato di “taroccare” la mortadella erano abbastanza rigide, tant’è che nei casi più estremi, si rischiava, addirittura, anche l’esilio da Bologna.

La mortadella era una prelibatezza riservata ai nobili e ai più facoltosi che si potevano unnamed (1)permettere il salume più volte a settimana sulle loro tavole. Immaginate solamente che il prosciutto crudo, ad esempio, era molto meno costoso. Tutto ciò grazie a ingredienti di unnamedprimissima qualità e alla lunga e meticolosa modalità di preparazione, della quale erano incaricati artigiani altamente specializzati. Successivamente, grazie allo sviluppo dell’industria salumiera avviato nell’Ottocento, la mortadella diventerà un prodotto globale ed accessibile ai più, tanto da essere eletto come migliore spuntino da parte della quasi totalità degli operai italiani.

Per oggi è tutto, signori! A sabato prossimo e buona mortadella a tutti.

N.B. Quante volte, da bambini, in attesa della merenda pomeridiana, la cucina veniva invasa dalla fragranza della mortadella! Se chiudo gli occhi sento, ancora oggi, lo sgranocchìo della rosetta sotto ai denti e del companatico che si scioglieva in bocca. Buona merenda a tutti


Grazie al nostro vice, Roberto, per la redazione dell’articolo… 


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