Bologna. Domenica, 19 aprile 2020, ore 14: “Bononia sottosopra”. Alla scoperta dei siti archeologici del decumano romano, sopra e sotto il suolo del centro cittadino…

Un affascinante itinerario per ripercorrere la storia antica del capoluogo emiliano-romagnolo, tra cinte murarie, teatro romano, necropoli dei reietti, scavi romani della suggestiva Sala Borsa e, infine, l’antico acquedotto, voluto dall’imperatore Augusto. Bologna, ancora una volta, ci riserva archeologici e sorprendenti misteri, che ci permetteranno di avere una visione più completa di quella che era Bononia al tempo del decumano romano (sorse nel 43 a.c.)…

bononia_sottosopra_2020Gli antichi romani avevano compreso l’importanza della posizione strategica di Bologna, come crocevia commerciale tra il nord e il sud della penisola italica, ed è per questo che abbiamo ancora nascosta, nel sottosuolo, una quantità innumerevole di esempi architettonici e indizi che, dopo più di 2.000 anni, ci permettono di poter comprendere al meglio la struttura, la società e la morfologia della Bononia imperiale.

La colonia romana di Bononia fu stabilita dai romani dopo aver sconfitto i Galli Boi (popolazione celtica dell’Età del ferro, originaria dell’Antica Gallia, che con gli Etruschi abitò la città in età preromana). Si presuppone che, il nome provenisse dal nome Boi, oppure, dalla parola celta “bona”, dato a un “luogo fortificato”, o forse ancora, proveniva da Bona, divinità celtica della prosperità (sempre collegata ai Galli Boi). Bononia era uno dei primi esempi di città fortificata costruita dagli antichi romani. Moltissime sono le testimonianze del passaggio e dello stazionamento dei capitolini nel nostro territorio e sarebbe stato quanto meno inappropriato rimanere estranei al racconto di secoli di dominio imperiale, per mettere in luce la magnificenza e l’ingegno di un popolo che ha dominato per un millennio il mondo antico.


IMG-20200212-WA0033Prima tappa: cinta muraria palazzo Caccianemici, di via de’ Toschi
Alla fine del terzo secolo, i barbari saccheggiarono o conquistarono tutte le città attraversate dalla via Emilia, per cui i bolognesi decisero di edificare una cerchia muraria costruita con blocchi di selenite che, però, non racchiudevano tutta l’area urbana, ma escludevano i quartieri più poveri, a nord e a ovest. Le mura ebbero sei porte: Ravegnana, a est; San Procolo, a sud; Stiera, a ovest; IMG-20200212-WA0026San Cassiano, denominata successivamente San Pietro, a nord. Il perimetro della città fortificata (costruito in selenite) che all’epoca contava circa 25-30 mila abitanti, è visibile in rarissimi punti del centro storico. Uno di questi è situato a ridosso di palazzo Caccianemici, in via de’ Toschi, che assieme ad altri scorci (Palazzo Conoscenti di via Mnzoni e piazzetta San Simone a lato di via Oberdan), hanno permesso agli studiosi di tracciare i confini cartografici della prima cinta muraria.

Durante questa tappa, faremo un accenno alla necropoli dei Reietti, scoperta creietti2asualmente durante gli scavi dell’alta velocità in via de’ Carracci. Ancora avvolta nel mistero, la sepoltura dei cadaveri. Alcuni scheletri, infatti, sono stati ritrovati letteralmente inchiodati al terreno. La causa è da attribuirsi, molto probabilmente, alla paura che potessero risorgere dall’inferno degli Dei, portando sventura e malasorte ai vivi.

viaugobassi2Seconda tappa: via Ugo Bassi
Gli scavi di via Ugo Bassi hanno evidenziato molti strati di terreno, sovrapposti, con una difficile distinzione cronologica. Sono state, però, rinvenute strade solcate perfino dai carri trainati (ancora oggi, visibili), di epoca romana, Ancora oggi, le stesse, mantengono la loro morfologia originale, tant’è che, durante i lavori di ristrutturazione dell’attuale via Ugo Bassi, è riemerso un tratto della via Emilia praticamente intatto dopo più di 2000 viaugobassi1anni. Fatto di ciottolame, comprendente marciapiede e piccolo canale di scolo utilizzato come scarico fognario, è stato poi accuratamente coperto con tessuto speciale per conservarlo al di sotto dell’odierno manto stradale. Bologna rivela ancora, nel centro storico, resti dell’epoca romana. La città romana fu impostata secondo lo schema classico, basato su due strade principali: il cardine massimo, che andava da nord a sud (via Galliera, via Val d’Aposa) e il decumano massimo, diretto da est a ovest (via Rizzoli, via Ugo Bassi). Una serie di cardini e decumani minori formavano una griglia di isolati rettangolari di 600 metri per lato.

9c8277c099591a1b981ac36ee24a07bb_1_1_1Terza tappa: scavi di Sala Borsa (sottosuolo)
Sotto il cristallo della piazza coperta si possono ammirare gli antichi scavi e la sedimentazione delle varie civiltà in uno scenario di armonia e di luce. Rivivono così secoli di storia, dai primi insediamenti di capanne della civiltà villanoviana del VII secolo a.C., alla Felsina etrusca, alla Bononia romana fondata nel 189 a.C. Che cosa sia stata nel tempo la parte nord del palazzo di città che si affaccia su piazza Nettuno ce lo raccontano gli scavi archeologici intrapresi nel corso dei lavori bologna-sotto-sala-borsadell’attuale sistemazione di Sala Borsa. Le tracce di edifici pubblici e religiosi e l’assetto urbanistico testimoniano che il luogo è stato fin dalle origini il baricentro della vita pubblica cittadina. La stratigrafia degli scavi scopre le trasformazioni che si sono verificate in età romana fino a quando, tra la fine del V sec. ed il VII sec. d.C., l’area subisce sempre più marcati fenomeni di degrado, dal crollo delle strutture a spogli del materiale di pregio. La depauperazione del territorio provoca una notevole riduzione degli edifici, fino alla loro quasi totale scomparsa all’inizio dell’alto medioevo.

teatro1Quarta tappa: teatro romano (sottosuolo)
Il teatro romano in via de’ Carbonesi, finalmente riaperto al pubblico, dopo anni di apparente abbandono, è uno straordinario monumento di età repubblicana (88 a.c.), quando, all’indomani della guerra sociale, gli abitanti di Bononia, ottennero lo status di teatro2cittadini romani e la città fu promossa da colonia di diritto latino a Municipium. In quella occasione, l’impianto urbano fu dotato di nuovi edifici, di cui abbiamo, forse, un’ulteriore testimonianza nella basilica e proprio nelel strutture murarie del teatro. Esso rappresentava un unicum per il suo tempo. Basti pensare che, neanche a Roma esistevano teatri in muratura, ma solo strutture lignee, rimovibili. Sarà solo Gneo Pompeo Magno a far erigere un teatro in muratura, a quasi trent’anni di distanza da quello bolognese, tra il 61 e il 55 a.c. Infatti, il teatro, costruito in epoca tardo repubblicana (dal 120 all’80 a.c.) fu successivamente ampliato in età augustea e ancora sotto Nerone nel primo teatro3secolo d.c., il teatro costituisce una delle più interessanti testimonianze della Bononia Romana. Lo stesso è caratterizzato da una struttura autoportante, fondata su una fitta rete di muri radiali a vista, in pietra arenaria, lavorati a opus incertum.

Prima di accedere al teatro romano, nel tragittneroneo da Sala Borsa, ripercorreremo la storia di espansione demografica e strutturale dell’antica Bononia, ricordando che lo stesso Nerone amava talmente tanto la nostra città da averla eletta come seconda dimora dopo Roma. Erano molti, infatti, i possedimenti dell’imperatore nelle nostre terre. Come tutte le città imperiali di una certa importanza anche Bononia era dotata di terme (salus per aquam), poste esattamente nel centro cittadino (unico caso in Italia), dove l’imperatore Augusto decise di erigere il primo stabilimento pubblico. Si evince da due iscrizioni rinvenute, durante i relativi scavi archeologici, la grande considerazione che avevano gli antichi romani rispetto a questi luoghi di benessere. Sono state ritrovate, infatti, testimonianze che ci raccontano come un facoltoso cittadino, tamaretermalel Tito Avasio Servando, in punto di morte lasciò in eredità al figlio Seneca la somma di 400.000 sesterzi, incaricandolo di utilizzarli per garantire l’accesso gratuito al maggior numero di cittadini residenti a Bononia.

azeglio1Quinta tappa: acquedotto romano, sito in via d’Azeglio
È uno dei rari esempi di acquedotti interrati (costruito completamente in galleria), costruiti nella storia dell’impero romano (generalmente, erano condotti aerei). Della lunghezza di ben 18 chilometri, riforniva d’acqua i quasi 30.000 abitanti dell’antica Bononia, prelevandola direttamente dal fiume che scorreva a Sasso Marconi (fiume Setta), convogliandola, a sua volta, nell’Aposa. Grazie a vasche di decantazione (Castellum), ne aumentavano la qualità e ne diminuivano le impurità rendendola più appropriata per l’utilizzo a uso domestico e termale. Nel corso dei secoli, a causa delle invasioni barbariche e della conseguente incuria, rimase inutilizzato per parecchio tempo sino al suo definitivo restauro e reintegro nell’impianto idrico bolognese verso la fine dell’’800. A rafforzare l’intuizione degli antichi romani, l’acquedotto è tutt’oggi in funzione e contribuisce, anche se parzialmente, al rifornimento d’acqua, la città. In fontanazannonionore della fine dei lavori di ristrutturazione, venne costruita una fontana (posizionata proprio al centro di Piazza Maggiore, sull’attuale Crescentone). Oltre all’approvvigionamento d’acqua per la città, l’antico acquedotto romano contribuì in maniera decisa alla limitazione di epidemie virali, a causa dell’inquinamento prodotto dai rifiuti organici della falda freatica.


L’evento, che si terrà domenica, 19 aprile 2020 (con punto di ritrovo presso piazza Galvani, sotto alla statua dello scienziato), partirà alle ore 14, con guida turistica certificata dalla Regione Emilia Romagna e si concluderà dopo due ore e mezzo. Auricolari forniti dallo staff, per un eccellente ascolto del tour.

Costo della visita guidata:  28,00.
Ai ragazzi, dai 10 ai 18 anni di età e agli over 60, applichiamo € 2,00 di sconto sul tour.

Per partecipare alla visita guidata, è obbligatorio prenotarsi, spedendo un SMS/Whatsapp, al numero +39 3897995877, oppure, mandando un messaggio alla pagina di Facebook “I love Emilia Romagna” (indicate il nome e cognome di ogni partecipante, numero di telefono e almeno un indirizzo email).

La quota di partecipazione, per questioni di esclusività del tour, con ingressi a tappe, prenotati e remunerati in anticipo, sarà da saldare in anticipo, tramite carta di credito (PayPal), oppure, bonifico bancario.

In caso di maltempo, la visita guidata si terrà ugualmente.

Sarà possibile scattare fotografie per utilizzo personale (Sala Borsa e Teatro Romano, senza flash)…


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