Bologna, 19 novembre 2022, ore 15, 16 e 17 (durata: un’ora, 15° costanti all’interno del sito sotterraneo): “Tunnel misteriosi nel sottosuolo”. Visita agli antichi condotti idrici, sotterranei, realizzati per alimentare la fontana del Nettuno e l’orto di Sala Borsa…

Nel sottosuolo di Bologna ci sono luoghi sotterranei, sconosciuti, che raccontano una parte dell’antica città sull’acqua…

bagni_di_mario_2021“Tunnel misteriosi nel sottosuolo” è un viaggio. Un viaggio nella Bologna rinascimentale. Una cisterna, ricca di cunicoli e condotti, sotterranei, denominati “Conserva di Valverde”, che furono realizzati per alimentare la fontana del Nettuno e l’orto dei Semplici (attuale Sala Borsa).

Un tour davvero singolare, dove sono situate vasche originariamente destinate a raccogliere l’acqua proveniente da quattro condotti che si inoltrano nella collina di Valverde e che si utilizzavano per raccogliere le acque cittadine.

65038093_10157035899093382_1559603501074481152_nConserva di Valverde…
La Conserva di Valverde, che si suppose luogo per uso termale quando venne scoperta, nel XX secolo, in realtà non ha mai avuto attinenza con quell’uso. Cisterna di epoca rinascimentale (1563) eseguita da Tommaso Laureti, architetto palermitano, fu realizzata per alimentare la fontana del Nettuno e altre particolarità idrauliche come l’orto dei Semplici (oggi, piazza coperta di Sala Borsa).

Tunnel e cunicoli: scendendo nel sottosuolo incontriamo, oltre ad un vestibolo, una spettacolare sala ottagonale (sovrastata da un’ampia cupola avente stessa forma) dove, nel piano di calpestio, sono scavate otto piccole vasche originariamente destinate a raccogliere l’acqua proveniente da66108455_10157076726638382_4518577385217458176_n quattro condotti che si inoltrano nella collina di Valverde. Da questi l’acqua usciva depurata mediante un procedimento di decantazione. All’interno del primo cunicolo si segnala la particolarità di un camino di aerazione completamente ricoperto da incrostazioni calcaree secolari. Inoltre, è presente una seconda piccola camera ottagonale, detta Cisternetta, dotata di un’ulteriore vasca di decantazione, oggi, ancora visibile). L’acqua che usciva da questa seconda camera scendeva al livello inferiore tramite apposita tubazione, per percorrere centinaia di metri, prima di sfociare nel pieno centro città, andando ad alimentare la fontana del Nettuno e l’orto di Sala Borsa. Tutte le acque provenienti dalla Conserva di Valverde procedevano all’interno di un cunicolo in mattoni fin nei pressi della chiesa di Santa Maria dell’Annunziata, dove si univano a quelle del condotto del Remondato (fonte Remonda) che a sua volta raccoglieva le acque che scaturivano da San Michele in Bosco. Da qui sono immesse all’interno di una tubazione (originariamente in orcioli di terracotta) che, alloggiata sopra un muretto, arriva attraverso un cunicolo lungo oltre 1 km sotto la Fontana del Nettuno, realizzata proprio in quegli anni.


L’evento, che si terrà sabato, 19 novembre 2022 (con punto di ritrovo presso la Conserva di Valverde, via Bagni di Mario n. 10, Bologna), partirà alle ore 15, alle ore 16 e alle ore 17, con guida turistica certificata dalla Regione Emilia Romagna e si concluderà dopo un’ora

Costo della sola visita guidata (con ingresso esclusivo + guida turistica):  22,00.
I ragazzi, dai 7 ai 18 anni e gli over 60, usufruiscono di uno sconto di € 2,00 sul costo della visita guidata.

IL TOUR È A NUMERO CHIUSO.

Per partecipare alla visita guidata, è obbligatorio prenotarsi, spedendo un WhatsApp/SMS, al numero +39 3897995877, indicando: nome e cognome di ogni partecipante e numero di telefono.

La quota di partecipazione sarà da saldare in anticipo, tramite carta di credito, oppure, bonifico bancario (sarà premura del nostro staff indicarvi i relativi dati, al momento dell’iscrizione, a seconda del metodo di pagamento selezionato).

In caso di maltempo, la visita guidata si terrà ugualmente.
Durante l’evento, verranno scattate fotografie, che successivamente, saranno pubblicate sulla pagina di Facebook.


Buon divertimento con le visite guidate di “I love Emilia Romagna”…

Bologna, 13 novembre 2022, ore 15 e 16:30: Dalla terra al cielo. Percorso esclusivo nel sottotetto di San Petronio (con caschetto, fornito), passando per la terrazza panoramica…

sottotetto_2021Un’occasione unica per visitare il sottotetto della basilica di San Petronio (con caschetto, fornito), passando per la sua panoramica terrazza, che dà su Piazza Maggiore e ne contempla i dintorni…

Sovrastare San Petronio, camminando tra le due intercapedini che ne formano il sottotetto, vi darà la possibilità di ammirare i suoi legni originali, le iscrizioni lasciate dai lavoratori edili e le cupole delle volte. Vedremo gli argani utilizzati per alzare e abbassare i lampadari che illuminavano la chiesa e gli “apparati effimeri” montati nelle occasioni speciali.

61188171_10156965264808382_8960080959537938432_n (1)Quella al sottotetto è una visita veramente suggestiva, il cui accesso permette di accedere a un affascinante complesso di capriate e travature sopra l’abside (di costruzione seicentesca), fino alla facciata della basilica (di costruzione trecentesca). Un passaggio attraverso secoli di storia edile e artistica, attraverso un camminamento tra travi antiche e cigolanti, che ha lasciato segni visibili delle diverse tecniche di travatura; sui muri si possono notare anche antiche iscrizioni di lavoratori che hanno lasciato a noi posteri l’incisione dell’anno che li ha visti dedicare sudore e fatica a questo luogo… 

Il sottotetto è una sorta di soffitta, una per ogni navata, che sta tra le volte della basilica (quelle in muratura, decorate) interamente in legno. L’emozione e il senso della storia avvolgono lo spettatore in un mondo che cattura occhi e cuore. La visita al sottotetto permette anche di guardare dall’alto verso l’interno attraverso il piccolo foro gnomonico della linea meridiana diimages Cassini, quella che, all’interno della Basilica, è posta sul pavimento, attorniata da simboli zodiacali e segnante il mezzogiorno. Si entra all’interno del sottotetto con apposito casco di sicurezza ed è necessario indossare scarpe comode.

sanpetronio1La basilica di San Petronio, dedicata al patrono cittadino (ottavo vescovo di Bologna dal 431 al 450), è la più grande e importante chiesa bolognese (132 metri di lunghezza, 66 di larghezza totale, 47 di altezza). Nel 1514 Arduino degli Arriguzzi propone un nuovo modello a croce latina che avrebbe superato in grandezza la chiesa di San Pietro a Roma. Secondo la leggenda Pio IV bloccò la realizzazione di questo sogno megalomane, sollecitando i lavori per la costruzione dell’Archiginnasio. Anche la facciata rimase incompiuta. Celebre fu la Cappella musicale petroniana il cui il simbolo più prestigioso è un organo tuttora funzionante, costruito attorno al 1470 da Lorenzo da Prato: il piùsanpetronio4 vecchio al mondo ancora in uso. L’interno del tempio, benché costruito in diverse epoche, ha un mirabile senso classico, lontano quindi dal gotico oltremontano. È diviso in tre navate sorrette da dieci piloni a nervatura poligona, sui quali si slanciano gli archi e le volte: le campate della navata maggiore sono a pianta quadrata. Il Sole, simbolo dell’antica divinità è presente anche all’interno della chiesa: si tratta della meridiana che attraversa il pavimento della navata sinistra. sanpetronio7Realizzata dall’astronomo Gian Domenico Cassini nel 1655, con i suoi 66,8 metri è la più lunga al mondo. Indica con sorprendente precisione il mezzogiorno solare, al punto che si narra che i vecchi orologiai di Bologna andassero in San Petronio per regolare gli orologi. Una delle particolarità è che non è una linea d’ombra a indicare l’orario come nelle meridiane tradizionali, ma un cono di luce che ricorda la figura del Sole. Una leggenda vuole che visitare la meridiana sia di buon auspicio per gli innamorati, in quanto periodicamente proietta un’immagine a forma di cuore.

Approfittando dei ponteggi allestiti per un cantiere di restauro (l’attuale terrazza di San Petronio), è stato reso accessibile, tramite visite guidate su prenotazione, un luogo che da 600 anni a questa parte è stato visto e calpestato solo da pochi addetti ai lavori.

L’evento, che si terrà domenica, 13 novembre 2022 (con punto di ritrovo presso piazza Galvani, sotto la statua dello scienziato), partirà alle ore 15 e alle ore 16:30, con guida turistica certificata dalla Regione Emilia Romagna e si concluderà dopo un’ora. Auricolari forniti dallo staff, per un eccellente ascolto del tour. 

Costo della visita guidata (che comprende: guida turistica, radio guide, ingresso esclusivo al sottotetto, con passaggio per la terrazza panoramica e noleggio caschetto di protezione):  25,00.
I ragazzi, dai 7 ai 18 anni, gli over 60, usufruiscono di uno sconto di € 2,00 sul costo del tour.

IL TOUR È A NUMERO CHIUSO.

Per partecipare alla visita guidata, è obbligatorio prenotarsi, spedendo un WhatsApp/SMS, al numero +39 3897995877, indicando: nome e cognome di ogni partecipante e numero di telefono.

La quota di partecipazione sarà da saldare in anticipo, tramite carta di credito, oppure, bonifico bancario (sarà premura del nostro staff indicarvi i relativi dati, al momento dell’iscrizione, a seconda del metodo di pagamento selezionato).

In caso di maltempo, la visita guidata si terrà ugualmente.
Durante l’evento, verranno scattate fotografie, che successivamente, saranno pubblicate sulla pagina di Facebook.


Buon divertimento con le visite guidate di “I love Emilia Romagna”…

 

Bologna, 6 novembre 2022, ore 15, 16 e 17 (durata: un’ora, 15° costanti all’interno del sito sotterraneo): “Tunnel misteriosi nel sottosuolo”. Visita agli antichi condotti idrici, sotterranei, realizzati per alimentare la fontana del Nettuno e l’orto di Sala Borsa…

Nel sottosuolo di Bologna ci sono luoghi sotterranei, sconosciuti, che raccontano una parte dell’antica città sull’acqua…

bagni_di_mario_2021“Tunnel misteriosi nel sottosuolo” è un viaggio. Un viaggio nella Bologna rinascimentale. Una cisterna, ricca di cunicoli e condotti, sotterranei, denominati “Conserva di Valverde”, che furono realizzati per alimentare la fontana del Nettuno e l’orto dei Semplici (attuale Sala Borsa).

Un tour davvero singolare, dove sono situate vasche originariamente destinate a raccogliere l’acqua proveniente da quattro condotti che si inoltrano nella collina di Valverde e che si utilizzavano per raccogliere le acque cittadine.

65038093_10157035899093382_1559603501074481152_nConserva di Valverde…
La Conserva di Valverde, che si suppose luogo per uso termale quando venne scoperta, nel XX secolo, in realtà non ha mai avuto attinenza con quell’uso. Cisterna di epoca rinascimentale (1563) eseguita da Tommaso Laureti, architetto palermitano, fu realizzata per alimentare la fontana del Nettuno e altre particolarità idrauliche come l’orto dei Semplici (oggi, piazza coperta di Sala Borsa).

Tunnel e cunicoli: scendendo nel sottosuolo incontriamo, oltre ad un vestibolo, una spettacolare sala ottagonale (sovrastata da un’ampia cupola avente stessa forma) dove, nel piano di calpestio, sono scavate otto piccole vasche originariamente destinate a raccogliere l’acqua proveniente da66108455_10157076726638382_4518577385217458176_n quattro condotti che si inoltrano nella collina di Valverde. Da questi l’acqua usciva depurata mediante un procedimento di decantazione. All’interno del primo cunicolo si segnala la particolarità di un camino di aerazione completamente ricoperto da incrostazioni calcaree secolari. Inoltre, è presente una seconda piccola camera ottagonale, detta Cisternetta, dotata di un’ulteriore vasca di decantazione, oggi, ancora visibile). L’acqua che usciva da questa seconda camera scendeva al livello inferiore tramite apposita tubazione, per percorrere centinaia di metri, prima di sfociare nel pieno centro città, andando ad alimentare la fontana del Nettuno e l’orto di Sala Borsa. Tutte le acque provenienti dalla Conserva di Valverde procedevano all’interno di un cunicolo in mattoni fin nei pressi della chiesa di Santa Maria dell’Annunziata, dove si univano a quelle del condotto del Remondato (fonte Remonda) che a sua volta raccoglieva le acque che scaturivano da San Michele in Bosco. Da qui sono immesse all’interno di una tubazione (originariamente in orcioli di terracotta) che, alloggiata sopra un muretto, arriva attraverso un cunicolo lungo oltre 1 km sotto la Fontana del Nettuno, realizzata proprio in quegli anni.


L’evento, che si terrà domenica, 6 novembre 2022 (con punto di ritrovo presso la Conserva di Valverde, via Bagni di Mario n. 10, Bologna), partirà alle ore 15, alle ore 16 e alle ore 17, con guida turistica certificata dalla Regione Emilia Romagna e si concluderà dopo un’ora

Costo della sola visita guidata (con ingresso esclusivo + guida turistica):  22,00.
I ragazzi, dai 7 ai 18 anni e gli over 60, usufruiscono di uno sconto di € 2,00 sul costo della visita guidata.

IL TOUR È A NUMERO CHIUSO.

Per partecipare alla visita guidata, è obbligatorio prenotarsi, spedendo un WhatsApp/SMS, al numero +39 3897995877, indicando: nome e cognome di ogni partecipante e numero di telefono.

La quota di partecipazione sarà da saldare in anticipo, tramite carta di credito, oppure, bonifico bancario (sarà premura del nostro staff indicarvi i relativi dati, al momento dell’iscrizione, a seconda del metodo di pagamento selezionato).

In caso di maltempo, la visita guidata si terrà ugualmente.
Durante l’evento, verranno scattate fotografie, che successivamente, saranno pubblicate sulla pagina di Facebook.


Buon divertimento con le visite guidate di “I love Emilia Romagna”…

Parma, 30 ottobre 2022, ore 10, 11 e 12: “Parma Underground”. Visita agli spazi sotterranei denominati “Galleria delle Fontane”, in pieno centro storico (si scende da piazza Garibaldi, per risalire in via Farini; caschetto fornito)…

Percorrendo gli spazi sotterranei di piazza Garibaldi, fino a emergere lungo via Farini, compiremo un viaggio indietro nel tempo, alle origini della città di Parma (caschetto fornito)…

parmaunderground_2022“Parma Underground” ci darà la possibilità di scoprire il profondo legame tra l’acqua, risorsa imprescindibile per lo sviluppo della civiltà e le trasformazioni accorse durante i secoli, nel territorio parmense. L’acqua assumerà, quindi, un doppio significato: risorsa produttiva, ma anche elemento naturale riconducibile alla sacralità. Un percorso che mostrerà come, nei secoli, le acque siano state addomesticate grazie alle infrastrutture romane, alla canalizzazione di epoca medievale, fino agli interventi farnesiani.

Schermata 2022-06-21 alle 12.53.44Il progetto ha puntato, tra le altre cose, a rendere sicuri e fruibili gli spazi che si trovano al di sotto del palazzo Municipale, di origine medievale, collegati, poi, all’antico acquedotto Farnesiano che corre da piazza Garibaldi verso via Farini. Gli spazi ristrutturati, conosciuti come “Galleria delle Fontane“, sono oggi utilizzabili in sicurezza da parte del personale addetto alla manutenzioni dell’acquedotto e122618663-d98693bc-b932-4c84-8be7-e1d26f67ce10 soprattutto sono aperti alla cittadinanza, prevedendo visite turistiche ad hoc. Il percorso sotterraneo corre da piazza Garibaldi, lungo via Farini.

Un’infrastruttura turistica e culturale dedicata al tema dell’acqua per sensibilizzare il pubblico verso i temi della preservazione e ottimizzazione dello sfruttamento della risorsa idrica e per raccontare in una chiave di lettura multidisciplinare il valore di questa risorsa, preziosa anche per le produzioni alimentari tipiche e gestita dall’uomo, nel tempo, con perizia, gratitudine e passione.

Schermata 2022-06-21 alle 12.53.31La straordinaria ricchezza di acquiferi del territorio parmense, un unicum in regione, ha da sempre favorevolmente condizionato la vita del suo territorio. Nella valorizzazione di singoli luoghi strutturati in rete, non solo concettuale ma anche fisica grazie a supporti cartacei e digitali e fino ad ora mai interpretati come risorsa turistico-culturale, risiede il cuore pulsante del progetto, che metterà a disposizione della comunità risorse turistiche e culturali disponibili ben oltre l’anno 2020, consistenti nell’apertura al pubblico di aree e monumenti135634339-7c663f72-e109-4e04-b304-290b88432d80 prima non accessibili in modo strutturato e nella messa a disposizione ragionata di contributi multidisciplinari.

La rilevanza dell’iniziativa ha permesso di mettere insieme enti pubblici e privati legati dall’interesse nella valorizzazione di questo prezioso elemento. Hub dei percorsi è rappresentato dagli spazi della Galleria delle Fontane,
allestita e restituita ai cittadini grazie all’intervento di Comune di Parma e Iren Spa.Schermata 2022-06-21 alle 12.53.53

Accesso vietato a chi soffre di problemi cardiaci, cardio-vascolari, respiratori, a chi soffre di claustrofobia e alle persone con problemi di deambulazione. Inoltre, ai bambini sotto ai 6 anni. Raccomandate scarpe sportive e antiscivolo.

L’evento, che si terrà domenica, 30 ottobre 2022 (con punto di ritrovo in piazza Garibaldi n. 1, Parma), partirà alle ore 10, alle ore 11 e alle ore 12, con guida turistica certificata e si concluderà dopo un’ora

Costo della sola visita guidata (con ingresso esclusivo + guida turistica):  22,00.
I ragazzi, dai 7 ai 18 anni e gli over 60, usufruiscono di uno sconto di € 2,00 sul costo della visita guidata.

IL TOUR È A NUMERO CHIUSO (15 persone per turno).

Per partecipare alla visita guidata, è obbligatorio prenotarsi, spedendo un WhatsApp/SMS, al numero +39 3897995877, indicando: nome e cognome di ogni partecipante e numero di telefono.

La quota di partecipazione, sarà da saldare in anticipo, tramite carta di credito, oppure, bonifico bancario. A chi dovesse essere impossibilitato a partecipare, forniamo un credito senza scadenza.

In caso di maltempo, la visita guidata si terrà ugualmente.

Durante l’evento, verranno scattate fotografie, che successivamente, saranno pubblicate sulla pagina di Facebook.


Buon divertimento con le visite guidate di “I love Emilia Romagna”…

Modena, 29 ottobre 2022, ore 19:30: Magia, streghe ed enigmi. I luoghi occulti della città della Ghirlandina…

Magia, streghe ed enigmi, un viaggio tra misteri, enigmi, il surreale e l’eretico…

magia_streghe_enigmi_2022Modena e il suo territorio, preservano un modo di vivere lontano nel tempo, ma che unisce, ancora, uomini e donne di questo lembo di terra emiliana. Una sorta di realtà impalpabile, ma vita, con i suoi misteri, le leggende, , la magia, le superstizioni e i riti propiziatori.

L’alchimia, con l’apprendista stregone di via Coltellini, la città, come centro di studi della cabala ebraica, l’origine del simbolo celtico sulla famosissima “tigella” modenese, Re Artù e il significato della sua presenza sui bassorilievi riportati sulla Porta della Pescheria del Duomo, il palazzo dei Templari, situato in vicolo Masone, l’Osso del Drago, sul lato del Duomo, gli eretici e le streghe, perseguitati e processati presso il più importante Tribunale d’Inquisizione d’Italia, il Ghetto Ebraico, l’acqua e i rifugi segreti e la famosissima e imperdibile leggenda della “Secchia Rapita”, oggetto della contesa tra modenesi e bolognesi, appesa al soffitto, all’interno di una stanza, in quel della Ghirlandina.

Un viaggio serale nel tempo, imperdibile e suggestivo.

alchimia_modenaPrima tappa: TRA CABALA E ALCHIMIA…
Pochi ancora sono a conoscenza dell’importanza di Modena come centro di studi della cabala ebraica e dell’alchimia durante il Rinascimento. Questa tradizione nasce con Angelochai nipote di Mordechai da Modena e figlio prediletto di Leone da Modena, illustre quanto mai discusso personaggio dedito all’alchimia. Fu lui stesso studioso di Kabalah e praticante alchimista. Mordechai, di origine modenese ma residente a Venezia, insieme al padre Leone, aveva aperto un laboratorio di alchimia insieme a un certo Giuseppe Grillo. Nel 1615, dopo lunghi esperimenti, credette di aver creato 10 once di argento puro, da nove once di piombo e un’oncia di argento. Quello che Mordechai aveva creato era però arseniato di rame! Il processo di creazione durò per mesi e il povero Mordechai morì avvelenato dalle esalazioni del composto chimico da lui elaborato. Secondo il racconto di Leone da Modena il sangue fluiva dalla testa di Mordechai incessantemente attraverso la bocca. Mordechai non fu il solo a cimentarsi in questi esperimenti. Prima di chiamarsi via Coltellini, la stradina che costeggia a sinistra l’attuale Sinagoga prendeva il nome da un certo Daniel Machari, orefice ed alchimista tedesco, assassinato nel suo laboratorio a seguito di un parapiglia durante il quale Daniel avrebbe tentato di ricavare proventi dall’oro prodotto nel suo laboratorio.

494184_f28c50bbffac4cc98488172a0128cbd4_mv2Seconda tappa: RE ARTÙ A MODENA…
Uno dei misteri, o almeno una cosa molto strana del nostro Duomo è la presenza nei bassorilievi della Porta della Pescheria dei personaggi della saga di re Artù. Le leggende legate a Camelot ed ai cavalieri della tavola rotonda sono infatti diffuse in Cornovaglia e nel Nord Europa. In Italia si segnalano solo in altri bassorilievi nel Duomo di Bari. Martin Mystère riporta questo fatto in una sua affascinante avventura dandone una spiegazione ovviamente “ mysteriosa”. La nostra ipotesi, forse altrettanto fantasiosa è che a Modena, ed ancor più a Nonantola, era forte l’influsso culturale Longobardo. E questo popolo ha sempre considerato suoi nemici naturali Carlo Magno ed i suoi paladini che nel 774 conquistarono Modena mettendo fine al dominio longobardo. A Nonantola questo fatto segnò una frattura tra il popolo e i monaci, che erano passati dalla parte dei vincitori, che durò fino a tempi recenti. I nonantolani infatti considerarono la loro chiesa non l’abbazia ma la pieve, dedicato a San Michele, patrono dei longobardi. Ecco perché ci sembra plausibile che uno scultore a Modena abbia voluto celebrare le gesta di un re come Artù, disprezzando quel Carlo Magno che aveva sconfitto il suo popolo.

TEMPLARI (2)Terza tappa: LA CASA DEI TEMPLARI…
I Templari furono un ordine fondato nel 1118 e sciolto nel 1314, durante questi anni raggiunsero un immenso potere. In Europa possedevano oltre 5000 tra castelli, chiese e palazzi. Il loro scopo ufficiale era quello di proteggere i pellegrini in Terra Santa, ma molte leggende vogliono che in realtà fosse una setta per iniziati con il compito di ritrovare l’Arca dell’ Alleanza e il Sacro Graal. Secondo alcuni le loro conoscenze misteriose ed i riti magici che professavano permisero ai Templari di disegnare la rotta per le Americhe raggiunte, secondo alcuni, molto prima di Cristoforo Colombo. Dopo lo scioglimento secondo alcuni autori i Templari continuarono ad esistere in segreto fino a che da loro nacque la Massoneria. A Modena i Templari avevano un palazzo che ospitava i membri dell’ Ordine durante i loro viaggi, situato in vicolo Masone, chiamato così proprio perché ospitava la Maison des Templaires. Alcuni vogliono che nei muri e nei sotterranei della casa di Modena, come in tutte quelle dei Templari, siano celati tesori e documenti segreti.

46361604535_5d0471bcb7_bQuarta tappa: L’OSSO DEL DRAGO…
Sul lato del Duomo che da su piazza Grande, di fianco alla statua di San Geminiano sovrastante la Porta Regia è posto un enorme osso, fermato al muro con due ganci. Si tratta, secondo la tradizione modenese, di un osso di drago che è stato ritrovato in piazza Grande durante gli scavi del Duomo e che è stato posto a scopo di proteggere i cristiani dalle insidie del demonio che, nel medioevo era raffigurato come serpente o drago. Della presenza dell’ osso si hanno notizie a partire dal 1518 anno in cui però viene citato come presente in quel posto “da sempre”. In realtà si tratta di una vertebra di balena, osso fossile relativamente frequente nelle argille plio-pleistoceniche delle nostre zone. Anche di recente è stato estratto uno scheletro completo di questo mammifero marino nel reggiano. Il Duomo è comunque ricco di pietre fossilifere. Per chi è interessato segnaliamo che in tutto il Duomo sono riconoscibili, nel marmo rosso veronese, numerose ammoniti. Gli stessi gradini della Porta Regia ne conservano diversi esemplari anche di buone dimensioni.

streghe.gif (1)Quinta tappa: ERETICI E STREGHE…
È con il 1238 che una lettera di papa Gregorio IX° istituisce la Sacra Inquisizione a Modena con il compito di perseguitare la stregoneria e gli eretici. Anche il Comune di Modena negli statuti del 1327 inserisce nel VI° libro una sezione dedicata a questo tema. Sacrileghi e bestemmiatori venivano invece puniti dalla giustizia civile. La sede dell’ Inquisizione è nella chiesa di San Domenico, nello stesso luogo dove sorge quella attuale ma situata in modoSergio-Padovani-San-Cassiano-2017-courtesy-l’artista diverso, con l’abside orientato verso il Castello, cioé dove oggi c’é l’ Accademia. Le esecuzioni capitali avvenivano in piazza Roma e, seppur non numerosissime, furono diverse nella nostra città. L’ ultimo eretico fu impiccato nella prima metà del 1700. Tra le eresie più grandi che presero piede nel modenese ci fu quella dei seguaci di Gerardo Segarelli di Parma, dalla cui predicazione nacquero i dolciniani. Per anni nella nostra città furono conservate, in segreto, le reliquie di questi condannati e forse ancor oggi esistono nascoste in luoghi ormai dimenticati. Tra le streghe e gli stregoni più celebri Benvenuta Benincasa e Giovanni di Nave. Infine clamoroso nel 1350 il caso del notaio Jacopo de’ Ravasi dissepolto dopo due anni dalla morte e il cui cadavere fu condannato ad essere arso sul rogo perché ritenuto eretico.

Sesta tappa: IL GHETTO EBRAICO…vicolo_squallore
Un quartiere della antica Modena che comprendeva l’attuale piazza Mazzini, mezzo vicolo Squallore, , mezza via Torre e confinava con l’attuale via Taglio era chiamato il ghetto e comprendeva tutti gli edifici dove abitavano gli ebrei modenesi. Il ghetto era circondato da una cancellata che veniva chiusa ogni notte obbligando gli abitanti a non uscire dal loro rione. Ancora oggi se si percorre vicolo Squallore dalla via Emilia si nota che la parte sinistra, tranne alcune aperture chiaramente recenti, non ha porte né portoni. La presenza degli ebrei a Modena è segnalata dal 1205 però la cultura ebraica ha molti aspetti comuni con quella tradizionale modenese. Basti dire che l’ antichissimo modo di dire “a gh’è casche la ghegna” corrisponde esattamente al biblico “concidit vultus suus“ . Le leggende intorno al ghetto sono numerose, si parla di passaggi segreti che collegano piazza Mazzini ad altre parti della città, di tesori, di sotterranei, di formule magiche incise sui muri delle sinagoghe che hanno preceduto quella attuale e, perché no, di un golem, nascosto tra le rovine di una di queste ed attualmente murato in una delle case del ghetto.

canali modena-2Settima tappa: STRADE D’ACQUA E RIFUGI “SEGRETI”…
Modena, come Venezia, era una città costruita su canali. Solo nel centro di Modena le vie Canalino, Canaletto, Canal-chiaro, Canalgrande e Cerca prendono i nomi da canali, ma anche molte altre strade erano percorse da vie d’acqua, come potete vedere nella carta di sfondo alla figura di questa pagina. Oggi i canali sono stati tutti coperti e quindi la nostra città è percorsa da una fitta rete sotterranea di vie d’acqua, oggi usate come fogne di cui molte, per dimensione sono facilmente percorribili. Ed anche in tempi recenti sono stati percorsi e per molti modenesi e non, hanno costituito una importante via di salvezza. Dopo l’8 settembre 1943 i tedeschi avevano catturato e portato all’interno delle ben sorvegliate caserme di Cittadella centinaia di soldati italiani, sbandati dopo la proclamazione dell’ armistizio. Il rischio minore era quello di essere deportati nei campi di concentramento tedesco, un destino simile a quello di morire. Per fortuna molti riuscirono a calarsi, attraverso i tombini dei cortili delle caserme nella rete fognaria. La maggioranza uscì in viale Storchi e si salvò grazie alla protezione ed all’aiuto dei cittadini.

la_copia_della_secchia_rapita_custodita_allinterno_della_ghirlandina_di_modenaOttava tappa: LA “SECCHIA RAPITA” E LA GHIRLANDINA…
Vorrei cantar quel memorando sdegno ch’infiammò già ne’ fieri petti umani un’infelice e vil Secchia di legno che tolsero a i Petroni i Gemignani.” E’ con queste parole che lo scrittore modenese Alessandro Tassoni descrive uno degli oggetti più importanti per la città di Modena, ma sicuri di sapere tutto sulla Secchia Rapita? Ecco le 5 curiosità che non sapevi sull’oggetto della contesa tra modenesi e bolognesi. La storia della contesa tra modenesi e bolognesi per il possesso di questo secchio di alcun valore economico, ma di valore per l’orgoglio delle due città che cercavano di strapparselo a vicenda, nasce da un evento storico realmente accaduto. Il 15 Novembre 1325 2.500 cavalieri e 30.000 fanti bolognesi superarono il confine e invasero il territorio modenese . I modenesi impreparati riuscirono a mettere in campo solo 2.800 cavalieri e 5.000 fanti, guidati da Passerino Bonacolsi, respinsero i bolognesi presso Zappolino fino alla città di Bologna dove li tennero in ostaggio all’interno delle proprie mura per alcuni giorni beffeggiandoli. Questa è una verità un po’ scomoda da accettare per chi vede la Battaglia di Zappolino il potere modenese. Ossia, lo scontro non fu tanto tra modenesi e bolognesi, ma tra i ghibellini che in maggioranza erano modenesi e i guelfi che in maggioranza erano bolognesi, infatti i guelfi modenesi si recarono a Bologna e i ghibellini bolognesi raggiunsero Modena. Vinta la battaglia, i modenesi portarono dinnanzi alle mura bolognesi circondate un secchio che avevano rubato, si tratta della famigerata Secchia Rapita. Scherniti i nemici per alcuni giorni, riportarono il secchio a Modena come premio della propria vittoria e tutt’ora si trova in città. Per chi avesse visitato la Ghirlandina, si sarà accorto che salendo verso il tetto si vede una stanza al cui soffitto è appena la Secchia Rapita. In realtà si tratta solo di una copia, mentre l’originale si troverebbe all’interno del palazzo comunale di Modena. Anche se c’è chi sostiene che anche quella sarebbe una copia, mentre la vera sarebbe nascosta presso San Felice.

tigelle-crescentine-2Nona tappa: ASTERIX A MODENA E LA “TIGELLA”…
Anche se i resti archeologici attribuibili alle popolazioni celtiche sono relativamente scarsi, forti influssi ha avuto nella cultura modenese la presenza dei Galli nel nostro territorio.Innanzitutto ad essi dobbiamo il suono del dialetto, la coltivazione della vite “sposata” all’olmo, gli insaccati conservati con il sale, le botti di legno.E’ ancora un segno magico dei Celti quello che ancor oggi troviamo sugli stampi (o tigelle) delle crescentine montanare ? Quello che però pochi sanno è che le avventure di Asterix e del villaggio che resisteva al dominio romano possono, storicamente, essere ambientate nel nostro Appennino.Il Frignano infatti, la terra dei Galli Frinati, resistette a lungo a Roma, probabilmente fino al primo impero e pare abbia ceduto non vinto dalle armi, ma conquistato dal benessere e dalla civiltà. Per secoli i guerrieri Galli resistettero, chiusi nei loro Castellar, villaggi fortificati sulle cime dei monti. Anche la toponomastica ci parla di loro: infatti la frazione di Romanoro, non trae nome, come sembrerebbe dai Romani, ma dagli Arrimanni, clan guerriero dei Frinati: il nome infatti deriva da (vicus) Arrimanorum, villaggio degli Arrimanni. I pochi resti di armi e monili celtici sono conservati nel museo civico in piazza Sant’ Agostino.


L’evento, che si terrà sabato, 29 ottobre 2022 (con punto di ritrovo in piazza Grande, davanti al Duomo), partirà alle 19:30, con guida turistica certificata dalla Regione Emilia Romagna e si concluderà alle 21. Auricolari forniti dallo staff, per un eccellente ascolto del tour. 

Costo della sola visita guidata (con accoglienza + guida turistica + radio guide sanificate):  18,00.
Sconto di € 2,00 per gli over 60.
Consigliate, scarpe comode.

IL TOUR È A NUMERO CHIUSO.

Per partecipare alla visita guidata, è obbligatorio prenotarsi, spedendo un WhatsApp/SMS, al numero +39 3897995877, indicando: nome e cognome di ogni partecipante e numero di telefono.

La quota di partecipazione sarà da saldare in anticipo, tramite carta di credito, oppure, bonifico bancario (sarà premura del nostro staff indicarvi i relativi dati, al momento dell’iscrizione, a seconda del metodo di pagamento selezionato).

In caso di maltempo, la visita guidata si terrà ugualmente.
Durante l’evento, verranno scattate fotografie, che successivamente, saranno pubblicate sulla pagina di Facebook.


Buon divertimento con le visite guidate di “I love Emilia Romagna”…

Santarcangelo di Romagna (RN), 20 novembre 2022, ore 10: “Tutti giù per terra”. Viaggio nella città sotterranea e nel borgo medievale…

Nel sottosuolo di Santarcangelo di Romagna, c’è una storia sotterranea e misteriosa, dove cavità, pozzi, cunicoli e gallerie, costituiscono una città sotterranea, ai più ancora sconosciuta…

sant_copertina“Tutti giù per terra” è un viaggio. Un viaggio misterioso ed emozionante. Una Santarcangelo d’altri tempi. Un sottosuolo ricco di vicende storiche, dove esistono suggestioni e sensazioni uniche, in un mondo sotterraneo, isolato nella sua quiete millenaria.

Un tour davvero singolare, che partirà dalla città sotterranea e arriverà all’antico borgo medievale. Una visita guidata dall’atmosfera suggestiva e indimenticabile.

grotte01-bigPrima tappa: GLI IPOGEI…
Gli ipogei di Santarcangelo, erroneamente definiti tufacei, sono circa 150, scavati nell’arenaria e nell’argilla. Situati nella parte orientale del colle Giove, sono disposti su tre piani. Vengono distinti in “grotte a struttura semplice“ ed altre a “struttura complessa”. I primi presentano solitamente un corridoio con nicchie laterali a pettine e copertura a botte o crociera; i secondi, complessivamente cinque, sono caratterizzati invece da una struttura molto più articolata. Se per i primi si è ipotizzato un uso pratico (depositi, cantine per la conservazione del nostro Sangiovese, grazie ad una temperatura costante di 12/13 gradi), per i secondi non si esclude, invece, una finalità cultuale. ipogei (58)Gli studiosi, a tale proposito, avanzano numerose ipotesi: tombe etrusche, grotte paleocristiane, sacelli per il culto orientale del Dio Mitra, basilichette di monaci Basiliani. Tuttora è un vero mistero! Sappiamo invece con certezza che, indipendentemente dalla loro origine, sono stati ottimi rifugi per gli abitanti della città durante la seconda guerra mondiale, occasione in cui furono messi tutti in comunicazione.

roccaSeconda tappa: ROCCA MALATESTIANA…
Passeggiando in via della Cella, si giunge all’ingresso dell’imponente Rocca, importante baluardo di difesa della famiglia Malatesta. La struttura è caratterizzata da un’alta torre del XIV secolo, così descritta da Cesare Clementini, storico riminese del 1600: “Carlo Malatesta… rizzò da fondamenti una torre, chi’in altezza e beltà superava le più famose e nominate d’Italia e dentro ad essa erano due scale a lumaca per salire e discendere… riputata poco meno che l’ottava meraviglia del mondo”.

porta_campanoneTerza tappa: PORTA DEL CAMPANONE VECCHIO…
Costituisce il più antico accesso della prima fortificazione sorta sul colle Giove. Era sormontata da una torre campanaria fino al 1880 circa, periodo in cui la popolazione, suo malgrado, decise di abbatterla poiché fatiscente. Sono ancora visibili i resti della prima cinta muraria in prossimità della porta, attraversata la quale si compie un viaggio indietro nel tempo. Piccole casette colorate, bastioni e torri caratterizzano le viuzze del borgo antico, giardini pensili e terrazzi adornati con ulivi e fiori invitano il visitatore a soffermarsi un attimo, assorto nella loro contemplazione, inebriato dai mille colori e dagli intensi profumi.

porta_cerveseQuarta tappa: PORTA CERVESE…
Conosciuta anche come “Porta del Sale”, costituisce l’unico accesso rimasto della seconda cinta muraria della città (in passato erano 4). Costruita dalla famiglia Malatesta, è così denominata poiché immette sulla via che in passato collegava Santarcangelo con Cervia, città nota soprattutto per le numerose saline. Munita in origine di un ponte levatoio, mostra tuttora traccia delle corsie per lo scorrimento degli assi.

campanoneQuinta tappa: CAMPANONE
Si erge maestoso (25 metri di altezza) nel cuore del borgo medievale, in piazzetta Galassi; è forse il monumento più identificativo della città. Costruito nel 1893, in stile neogotico con merlatura in alto e coronato dall’immagine di San Michele Arcangelo in ferro battuto a mano indicante la direzione del vento. Il suo profilo ha ispirato numerosi artisti della città ed ha costituito inoltre lo scenario ideale per gli spettacoli più suggestivi del Festival dei Teatri.


L’evento, che si terrà domenica, 20 novembre 2022 (con punto di ritrovo in via Cesare Battisti n. 5, davanti allo IAT di Santarcangelo di Romagna), partirà alle 10, con guida turistica certificata dalla Regione Emilia Romagna e si concluderà alle 12:15. Auricolari forniti dallo staff, per un eccellente ascolto del tour. 

Costo della sola visita guidata (con ingresso esclusivo presso gli Ipogei + guida turistica + radio guide):  22,00.
I ragazzi, dai 7 ai 18 anni e gli over 60, usufruiscono di uno sconto di € 2,00 sul costo del tour.

IL TOUR È A NUMERO CHIUSO.

Per partecipare alla visita guidata, è obbligatorio prenotarsi, spedendo un SMS/Whatsapp, al numero +39 3897995877, oppure, mandando un messaggio alla pagina di Facebook “I love Emilia Romagna” (indicate il nome e cognome di ogni partecipante, numero di telefono e almeno un indirizzo email).

La quota di partecipazione, per questioni di esclusività del tour, con ingressi a tappe, prenotati e remunerati in anticipo, sarà da saldare in anticipo, tramite carta di credito, oppure, bonifico bancario.

In caso di maltempo, la visita guidata si terrà ugualmente.

Durante l’evento, verranno scattate fotografie, che successivamente, saranno pubblicate sulla pagina di Facebook.


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Bologna, 13 novembre 2022, ore 10:30: Misteri occulti in Certosa. I simbolismi segreti, collegati al mondo dell’esoterismo e dell’arcano…

misteri_occulti_certosaA Bologna, nessun luogo è come il cimitero monumentale, il quale raccoglie in sé una moltitudine di storie legate al mondo dell’esoterismo e dell’arcano…

Misteri occulti in Certosa è un percorso, all’interno della Certosa di Bologna, tra monumenti e leggende, per evocare storie fantastiche di spiriti, luci misteriose, simboli millenari e la presenza di alcune personalità bolognesi legate al mondo dell’occulto.


Schermata 2020-06-11 alle 17.46.32Nell’universo simbolico della Certosa non mancano aspetti esoterici e massonici. Basti ricordare la presenza di sfingi, ma anche lucerne, caducei e il più conosciuto simbolo dell’eternità: il serpente che divora la propria coda. La stessa storia del luogo registra, inoltre, molti episodi di fantasmi e di storie fantastiche, di morti che si rivolgono ai vivi attraverso i monumenti e i loro spiriti… 

04sgirolamonavataIl cimitero monumentale della Certosa di Bologna si trova appena fuori dal cerchio delle mura della città, vicino allo stadio Renato Dall’Ara, ai piedi del colle della Guardia dove si trova il santuario della Madonna di San Luca.

Nell’immaginario comune i cimiteri sono legati al ricordo degli affetti familiari, luoghi d’arte e memoria collettiva; ma anche al mistero della morte e della perdita, alla notte, a ciò che potrebbe esserci dopo la vita terrena. Il Cimitero della Certosa, fin dalla 75040689_2534062723297643_4783526259781009408_osua fondazione avvenuta nel 1801, fu di ispirazione per componimenti poetici e letterari. Nei ricordi di molti personaggi (noti e meno noti) che hanno lasciato traccia scritta della propria visita alla Certosa, non mancano riferimenti a storie bizzarre, leggende misteriose, pratiche inconsuete.

Il cimitero comunale fu istituito nel 1801 riutilizzando le preesistenti strutture della Certosa di San Girolamo di Casara, fondata a metà del Trecento, soppressa nel 1797 da Napoleone, e di cui è sopravvissuta la Chiesa di San Girolamo. La forte passione della nobiltà e della borghesia per la costruzione dei sepolcri familiari trasformò la Certosa in un vero e proprio “museo all’aria aperta”, tappa del grand tour italiano75233325_2533982316639017_5282704749244710912_o: la visitarono Chateaubriand, Byron, Dickens, Mommsen, Stendhal. In particolare il Chiostro Terzo (o della Cappella) è un ciclo notevole di ispirazione neoclassica e simbologia illuministica; uniche forse nel mondo sono le tombe dipinte a tempera e quelle realizzate in stucco e scagliola. Il cimitero ha subito un forte ampliamento dagli anni cinquanta in poi. Nel 2007 la sala del Pantheon, dagli anni novanta del Novecento già destinata ai riti laici, diventa una sala del Commiato per chiunque intenda usufruire di un periodo di raccoglimento prima del rito; il nuovo allestimento è ad opera dell’artista Flavio Favelli. La chiesa, non78168106_2538952756141973_4769254843665612800_o parrocchiale, è da diversi anni gestita dalla comunità dei passionisti.

Un ruolo decisivo nel fascino che distingue la Certosa di Bologna dagli altri cimiteri monumentali europei deriva dalla complessa articolazione degli spazi. Dall’originario nucleo conventuale si diramano logge, sale e porticati che ricreano scorci e ambienti che rimandano alla città dei “vivi”. Anche il porticato ad archi, presente all’entrata est del cimitero, che si congiunge (salvo una brevissima soluzione di continuità) con quello che conduce al santuario della Madonna di San Luca posta sul colle della Guardia, vuole r1zzolimagnani-3significare una continuità fra la necropoli e la città dei vivi.

I ritrovamenti della necropoli etrusca scoperta durante gli scavi archeologici per l’ampliamento del cimitero alla fine dell’Ottocento, sono ora custoditi nel Museo civico archeologico della città. La Certosa di Bologna e il cimitero monumentale rappresentano un vero e proprio museo all’aria aperta, ricco di arte e storia. Basti pensare che già alla fine dell’800 venne ritrovata proprio in questa area una necropoli etrusca. Le 420 tombe rinvenute fecero accorrere studiosi da tutta Europa e oggi sono custodite nel Museo Civico Archeologico.

75576347_2533982493305666_4290147784348139520_oFondato nel 1801, il cimitero sorge sulle strutture del convento certosino edificato a partire dal 1334 e soppresso nel 1796. La ricchezza della chiesa di san Girolamo riesce ancora oggi a farsi testimone della ricchezza perduta del convento. È ancora possibile ammirare il grande ciclo di dipinti dedicati alla vita di Cristo, realizzato dai principali pittori bolognesi della metà del XVII secolo. Il cuore del Cimitero bolognese è il Chiostro Terzo, di gusto neoclassico dove, alle iniziali tombe dipinte, si sono poi sostituite  opere in stucco e scagliola e – a partire dalla metà dell’Ottocento – in marmo e bronzo.

75380423_2533982656638983_7643738341615075328_oAll’interno si conserva un vastissimo patrimonio di pitture e sculture realizzate da quasi tutti gli artisti bolognesi attivi nel XIX e XX secolo, ma non solo, rimangono infatti molte testimonianze di artisti provenienti da lontano. Fra gli scultori di maggior rilievo segnaliamo  Giacomo De Maria, Lorenzo Bartolini, Leonardo Bistolfi, Silverio Montaguti e Giacomo Manzù, mentre tra i pittori Pelagio Pelagi e Pietro Fancelli.

Tra i personaggi illustri ospitati nel cimitero ricordiamo: il premio Nobel per la letteratura Giosuè Carducci  i pittori Giorgio Morandi e Bruno Saetti;  il cantante Lucio Dallai fondatori delle aziende Maserati, Ducati e Weber e della casa editrice Zanichelli.

Nel corso del ‘900 diversi monumenti segnano alcuni passaggi della storia nazionale: l‘Ossario dei caduti della prima guerra mondiale, quello ai caduti fascisti, il Monumento ai caduti in Russia nella seconda guerra mondiale, l’Ossario dei partigiani.


L’evento, che si terrà domenica, 13 novembre 2022 (con punto di ritrovo sotto al portico, a ridosso della chiesa di San Girolamo, ingresso da viale Gandhi), partirà alle 10:30, con guida turistica certificata dalla Regione Emilia Romagna e si concluderà alle 12:15. Auricolari forniti dallo staff, per un eccellente ascolto del tour. 

Costo della sola visita guidata (con accoglienza + guida turistica + radio guide):  22,00.
Sconto di € 2,00 per gli over 60.
Consigliate, scarpe comode.

IL TOUR È A NUMERO CHIUSO.

Per partecipare alla visita guidata, è obbligatorio prenotarsi, spedendo un SMS/Whatsapp, al numero +39 3897995877, oppure, mandando un messaggio alla pagina di Facebook “I love Emilia Romagna” (indicate il nome e cognome di ogni partecipante, numero di telefono e almeno un indirizzo email).

La quota di partecipazione, per questioni di esclusività del tour, con ingressi a tappe, prenotati e remunerati in anticipo, sarà da saldare in anticipo, tramite carta di credito, oppure, bonifico bancario.

In caso di maltempo, la visita guidata si terrà ugualmente.

Durante l’evento, verranno scattate fotografie, che successivamente, saranno pubblicate sulla pagina di Facebook.

Bologna, 26 novembre 2022, ore 15: Acque nascoste in città. Alla ricerca di canali e condutture sotterranee, con straordinaria discesa nel Guazzatoio…

acquenascoste_BOLOGNAAlla scoperta di una fittissima ragnatela di canali e torrenti, che nel passato favorì lo sviluppo dei traffici e dei trasporti fino al Po…

Bologna nasconde un complesso reticolo di circa 60 km di vie d’acqua, soltanto in parte visibile. Fin dal XII secolo la città si dota di un sistema idraulico artificiale composto da chiuse, canali e condutture sotterranee che distribuivano l’acqua, utilizzata prevalentemente come fonte di energia per le attività produttive.


Forse non lo sapevate, ma sotto Bologna esiste una piccola Venezia. La città felsinea nasconde sotto le proprie strade una fittissima ragnatela di canali e di torrenti con gli approdi, le chiuse e le antiche vestigia del sistema idraulico che nel passato favorì lo sviluppo dei traffici e dei trasporti fino al Po e, di qui, all’Adriatico e a Venezia…

canale-reno-bologna-wellness-delle-acque-la-grada-700x400CANALE DI RENO: GRADA…
In seguito ad accordi con alcuni privati, nel 1208 il Comune di Bologna fece costruire una nuova chiusa sul fiume Reno a Casalecchio e un canale che entrava in città alla Grada. Il nome si riferisce alle due grate di ferro, tuttora visibili, usate per fermare i rami e le frasche trasportate dalla corrente e per impedire introduzioni clandestine di merci e di persone all’interno della cinta muraria. Il canale di Reno alimentava diverse lavorazioni.

bologna-wellness-delle-acque-lavandaia-nuda-700x400MONUMENTO ALLA LAVANDAIA…
All’incrocio tra via della Grada e via San Felice una statua (a dire il vero molto controversa data l’immagine alquanto succinta e non ritenuta rispettosa) ricorda per sempre il lavoro durissimo della lavandaie di Bologna.

cavaticcioCANALE NAVILE: CAVATICCIO…
All’incrocio fra le attuali vie Riva di Reno e Marconi si dirama il Cavaticcio, realizzato riutilizzando, verosimilmente, l’antico corso del Rio Vallescura che scaturiva dai rilievi collinari fra le porte San Mamolo e Saragozza. Il Cavaticcio alimentava il canale navigabile, chiamato Navile. Lungo il primo tratto del Cavaticcio, caratterizzato da una notevole pendenza, erano distribuite alcune cartiere e segherie per legname, la prima delle quali fu edificata nel 1347.

bologna_salara_arcigayCANALE NAVILE: EX AREA PORTUALE…
Dalla metà del XVI secolo questa area era occupata dal porto cittadino, progettato da Iacopo Barozzi detto il Vignola. Qui iniziava il canale Navile che, alimentato dal Cavaticcio, consentiva di navigare fino a Ferrara e Venezia. L’area portuale era dotata di diverse infrastrutture, fra le quali la settecentesca Salara, ancora visibile sulla destra, utilizzata per il deposito del sale. Con l’abbandono dei trasporti via acqua il complesso portuale venne completamente disattivato fra il 1934 e il 1935.

14736811090_cea3f5d0fe_bCANALE DI RENO: APERTURA ESCLUSIVA DEL GUAZZATOIO (CON DISCESA A RIDOSSO DEL CANALE RENO)…
Lo scivolo scendeva a un guazzatoio destinato all’abbeveraggio e al lavaggio degli equini e dei bovini, realizzato nel canale di Reno nel 1219, anno in cui venne aperta la piazza del Mercato (attuale piazza VIII Agosto).

canale delle moline a bolognaCANALE DI RENO: VIA PIELLA, AFFACCIO SUL CANALE…
Scampato alle coperture attuate fra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento, questo tratto di canale fungeva da fossato difensivo della seconda cerchia muraria, edificata nell’XI secolo. In passato il canale era fornito di lavatoi privati a ponte levatoio, costituiti da tavolati di legno sospesi sul livello dell’acqua, e di botti e vasche in cui si calavano le lavandaie per lavare i panni senza bagnarsi.


L’evento, che si terrà sabato, 26 novembre 2022 (con punto di ritrovo davanti all’ingresso del Guazzatoio, via Augusto Righi n. 1, Bologna), partirà alle ore 15, con guida turistica certificata dalla Regione Emilia Romagna e si concluderà intorno alle 17. Auricolari forniti dallo staff, per un eccellente ascolto del tour. 

Costo della sola visita guidata (che comprende: ingresso esclusivo al Guazzatoio, meravigliosa location, a ridosso del canale Reno, guida turistica e radio guide):  25,00.

Dopo il tour (alle ore 19), seguirà la cena, presso la trattoria Belfiore, di via Marsala n. 13/A. Due menu, tra cui scegliere: TRADIZIONALE (tagliatelle con ragù di carne, grigliata di carne con insalata mista, dolce, acqua, vino e caffè) o VEGETARIANO (risotto agli asparagi, mozzarella con verdure grigliate, dolce, acqua, vino e caffè): € 25,00.

I ragazzi, dai 7 ai 18 anni e gli over 60, usufruiscono di uno sconto di € 2,00 sul costo del tour.

Consigliate scarpe comode.

Il tour è a numero chiuso.

Per partecipare alla visita guidata, è obbligatorio prenotarsi, spedendo un SMS/Whatsapp, al numero +39 3897995877, oppure, mandando un messaggio alla pagina di Facebook “I love Emilia Romagna” (indicate il nome e cognome di ogni partecipante, numero di telefono e almeno un indirizzo email).

La quota di partecipazione, per questioni di esclusività del tour, con ingressi a tappe, prenotati e remunerati in anticipo, sarà da saldare in anticipo, tramite carta di credito, oppure, bonifico bancario.

In caso di maltempo, la visita guidata si terrà ugualmente.

Durante l’evento, verranno scattate fotografie, che successivamente, saranno pubblicate sulla pagina di Facebook.


Buon divertimento con le visite guidate di “I love Emilia Romagna”…

Bologna, 15 ottobre 2022, ore 14, 15 e 16 (durata: un’ora, 15° costanti all’interno del sito sotterraneo): “Tunnel misteriosi nel sottosuolo”. Visita agli antichi condotti idrici, sotterranei, realizzati per alimentare la fontana del Nettuno e l’orto di Sala Borsa…

Nel sottosuolo di Bologna ci sono luoghi sotterranei, sconosciuti, che raccontano una parte dell’antica città sull’acqua…

bagni_di_mario_2021“Tunnel misteriosi nel sottosuolo” è un viaggio. Un viaggio nella Bologna rinascimentale. Una cisterna, ricca di cunicoli e condotti, sotterranei, denominati “Conserva di Valverde”, che furono realizzati per alimentare la fontana del Nettuno e l’orto dei Semplici (attuale Sala Borsa).

Un tour davvero singolare, dove sono situate vasche originariamente destinate a raccogliere l’acqua proveniente da quattro condotti che si inoltrano nella collina di Valverde e che si utilizzavano per raccogliere le acque cittadine.

65038093_10157035899093382_1559603501074481152_nConserva di Valverde…
La Conserva di Valverde, che si suppose luogo per uso termale quando venne scoperta, nel XX secolo, in realtà non ha mai avuto attinenza con quell’uso. Cisterna di epoca rinascimentale (1563) eseguita da Tommaso Laureti, architetto palermitano, fu realizzata per alimentare la fontana del Nettuno e altre particolarità idrauliche come l’orto dei Semplici (oggi, piazza coperta di Sala Borsa).

Tunnel e cunicoli: scendendo nel sottosuolo incontriamo, oltre ad un vestibolo, una spettacolare sala ottagonale (sovrastata da un’ampia cupola avente stessa forma) dove, nel piano di calpestio, sono scavate otto piccole vasche originariamente destinate a raccogliere l’acqua proveniente da66108455_10157076726638382_4518577385217458176_n quattro condotti che si inoltrano nella collina di Valverde. Da questi l’acqua usciva depurata mediante un procedimento di decantazione. All’interno del primo cunicolo si segnala la particolarità di un camino di aerazione completamente ricoperto da incrostazioni calcaree secolari. Inoltre, è presente una seconda piccola camera ottagonale, detta Cisternetta, dotata di un’ulteriore vasca di decantazione, oggi, ancora visibile). L’acqua che usciva da questa seconda camera scendeva al livello inferiore tramite apposita tubazione, per percorrere centinaia di metri, prima di sfociare nel pieno centro città, andando ad alimentare la fontana del Nettuno e l’orto di Sala Borsa. Tutte le acque provenienti dalla Conserva di Valverde procedevano all’interno di un cunicolo in mattoni fin nei pressi della chiesa di Santa Maria dell’Annunziata, dove si univano a quelle del condotto del Remondato (fonte Remonda) che a sua volta raccoglieva le acque che scaturivano da San Michele in Bosco. Da qui sono immesse all’interno di una tubazione (originariamente in orcioli di terracotta) che, alloggiata sopra un muretto, arriva attraverso un cunicolo lungo oltre 1 km sotto la Fontana del Nettuno, realizzata proprio in quegli anni.


L’evento, che si terrà sabato, 15 ottobre 2022 (con punto di ritrovo presso la Conserva di Valverde, via Bagni di Mario n. 10, Bologna), partirà alle ore 14, alle ore 15 e alle ore 16, con guida turistica certificata dalla Regione Emilia Romagna e si concluderà dopo un’ora

Costo della sola visita guidata (con ingresso esclusivo + guida turistica):  22,00.
I ragazzi, dai 7 ai 18 anni e gli over 60, usufruiscono di uno sconto di € 2,00 sul costo della visita guidata.

IL TOUR È A NUMERO CHIUSO.

Per partecipare alla visita guidata, è obbligatorio prenotarsi, spedendo un WhatsApp/SMS, al numero +39 3897995877, indicando: nome e cognome di ogni partecipante e numero di telefono.

La quota di partecipazione sarà da saldare in anticipo, tramite carta di credito, oppure, bonifico bancario (sarà premura del nostro staff indicarvi i relativi dati, al momento dell’iscrizione, a seconda del metodo di pagamento selezionato).

In caso di maltempo, la visita guidata si terrà ugualmente.
Durante l’evento, verranno scattate fotografie, che successivamente, saranno pubblicate sulla pagina di Facebook.


Buon divertimento con le visite guidate di “I love Emilia Romagna”…

Bologna, 22 ottobre 2022, ore 19:30: Demoni, streghe e vampiri. I luoghi magici di Bologna…

Demoni, streghe e vampiri, un viaggio nella magia di Bologna…

demoni_streghe_vampiri_2021

Dalle leggende più oscure ai fatti storici più inquietanti, Bologna si svela città dai segreti risvolti, culla di personaggi eccentrici, streghe enormissime, Revenant (teschi chiodati), medici astrologi, apparizioni paranormali in pieno centro città e protagonista delle prime dissezioni sui cadaveri umani.

Il vampirismo, con i suoi Revenant bolognesi, la caccia alle streghe con la messa al rogo dell’henormissima Gentile Budrioli, la diffusione della Teriaca, considerata una panacea universale, i medici astrologi, che attraverso gli studi astronomici e l’oroscopo, erano richiestissimi anche dai principi, la Diavolessa di via d’Azeglio, protettrice dei viandanti, le apparizioni paranormali di torre Lambertini e, infine, le prime dissezioni sui cadaveri umani del teatro Anatomico dell’Archiginnasio, saranno le tappe principali di questo incredibile e suggestivo, tour.

Cranio rinvenuto nella cripta della basilica di S. Pietro, a Bologna. VIII-X secPrima tappa: IL VAMPIRISMO (i revenant bolognesi, ritrovati in un famoso luogo del centro cittadino, che vi sveleremo)…
Nel pensiero di ognuno di noi è Dracula il vampiro per antonomasia. E forse qualcuno che lavorò a Bologna potrebbe averlo davvero incontrato! Di sicuro, ha conosciuto il personaggio storico che ispirò il romanziere inglese. Stiamo parlando di Galeotto Marzio, che ricoprì la carica di lettore di Retorica e Poesia presso l’università di Bologna dal 1462 al 1477.
Personaggio eclettico, si direzionò verso studi di filologia, medicina, chiromanzia e astrologia.
La sua opera, gli valse un’accusa dal tribunale dell’Inquisizione e fu messo, per questo, alla berlina in pubblica piazza. Il suo libro fu anche bruciato. Galeotto, frequentò un’associazione di Budapest in cui si disquisiva di pura alchimia. In questo contesto, si cita la presenza di un certo “Vlad III di Valacchia, il Dracul”.
Anche Vasques d’Ayola, studente spagnolo in città, si occupò di non-morti, di vampiri di Bologna e scrisse, ispirato dagli studi di Galeotto, un racconto-ricerca sui Revenant, i redivivi. Scrisse di sepolture strane, di corpi scarnati e carichi di catene. I Revenant, così vengono soprannominati i redivivi, vengono descritti come persone border-line, che in vita hanno dovuto fare i conti con una vita disagiata, spesso, vissuta ai margini della società e che si sono dedicati alla delinquenza e, soprattutto, al maligno. Utilizzavano le arti nere per il loro potere terreno (a volte, riesumato il corpo sospettato di malvagità notturna e notati i caratteristici segnali di sicura non-morte – elasticità del corpo, bocca aperta mostrante i denti, oppure, un ventre particolarmente rigonfio di sangue), quindi, alla loro morte, il corpo veniva riesumato, legato, gli veniva estratto il cuore, veniva percosso con chiodi e spine e, tra le soluzioni più frequenti, vi era quella di conficcare lunghi chiodi benedetti nella testa del defunto, per fissare il suo luogo a terra e impedirgli il ritorno. Spesso, alle persone sospettate di potersi trasformare in vampiri, si amputavano gli arti.

Piazza_San_Domenico_-_BolognaSeconda tappa: LA CACCIA ALLE STREGHE…
C’erano potenti pozioni, malefiche o d’amore. Potevano aumentare il desiderio e favorire la fedeltà. Oppure, condurre la persona alla pazzia. Potevano donare potenza virile all’uomo e facoltà feconda alla donna. La Mandragora divenne il simbolo delle arti occulte delle streghe. Uno dei più potenti unguenti. Come si sa, la stessa contiene diverse sostanze tossiche che possono portare allucinazioni, che le antiche popolazioni consideravano visioni magiche, quindi, anche per questo motivo era considerata favorevole alla magia nera. Le origini della strega sono ascrivibili al complesso sistema di riti e miti antichi, come il sabba, ad esempio, che sarebbe un’antica cerimonia sciamanica, i cui attributi principali reggerebbero il mondo dell’occulto. Oppure, lo stato di trance e le trasformazioni in altri stadi, sarebbe provocata da erbe e funghi velenosi, sinonimo di magia nera, quindi, di arte del demonio.
Il termine “strega” potrebbe significare “strige, uccello notturno”, animale ritenuto in grado di succhiare il sangue dei bambini nella culla e di avvelenarli.
A volte, per indicare queste donne, si utilizzava la parola “lamia”, evocando un demonio femminile crudele. Oppure, “masca”, anima di morto.
Fino all’anno mille l’immagine della strega e dello stregone sembrano aver rivestito un ruolo marginale all’interno del sistema sociale.
Erano condannate dalla Chiesa le pratiche magiche, ma, allo stesso tempo, erano tollerate, in quanto l’istituzione religiosa doveva cercare di sconfiggere le pratiche pagane ancora molto diffuse e le insorgenti eresie, poiché solo Dio avrebbe dovuto avere il potere sugli elementi e le streghe, ovviamente, erano considerate pericolose in quanto seguaci di culti pagani, di derivazione assolutamente satanica.
A Bologna, Dina di Castagnolo fu portata al rogo nel 1357 a causa della sua abitudine di praticare la magia nera per indurre a rapporti carnali con l’uso di bamboline di cera, scongiuri e formule magiche e servendosi di piante velenose che dava, successivamente, da mangiare ai clienti, ai quali indicava di praticare riti e formule magiche precise, per far cadere nella rete carnale la vittima.
Una certa Caterina fu accusata di praticare riti di magia nera nei confronti del marito per togliergli la volontà psichica e incontrare, all’interno della sua abitazione, l’amante di Milano. Addirittura, la stessa aveva confessato di aver tagliato in due parti un colombo ancora vivo e di avergli strappato il cuore con i denti e tutto perché era insoddisfatta della sua condizione famigliare. Caterina utilizzava, per far addormentare il marito, l’oppio ricavato dal papavero, che una volta veniva utilizzato anche nelle minestre dei bambini per favorire il sonno.
La strega henormissima di Bologna fu Gentile Budrioli che discendeva da una famiglia nobile. Viveva nel torresotto compreso nelle mura di fronte alla chiesa di San Francesco. Gentile divenne astrologa e alchimista (negromanzia). La sua fama crebbe poiché cominciò a mettere in pratica la sua opera di guarire i mali dell’anima e del corpo. La gente l’apprezzava, ma affermava che avesse fatto un patto col diavolo, attraverso un rituale ripetuto nel tempo, per ottenere in cambio: ricchezza, potere e conoscenza.Gentile entrò nelle grazie di Ginevra Sforza, moglie di Giovanni II di Bentivoglio, al punto da esser einvitata a Mantova per curare la di lei figlioletta, Laura. Si creò un clima di pace in casa, che fu interrotto dalla congiura dei Malvezzi. Essi avevano tramato per uccidere i Bentivoglio e riconquistare Bologna. Giovanni scoprì la congiura e si vendicò, speditamente. Il clima a corte rimase tesissimo e il popolo mormorava che lui stesso non aveva tempra, ma che si facesse condizionare e plagiare da Gentile e Ginevra. La figura di Gentile, a questo punto, divenne molto scomoda, tanto che, per accontentare il popolo e accattivarsi la benevolenza del Pontefice, giovanni levò la protezione alla donna, poiché si persuase che le sue magie fossero veramente pericolose. Egli trovò il modo per liberarsi di lei, consegnandola al tribunale dell’Inquisizione con l’accusa di stregoneria, ignobile, diabolica e maledetta. La sua accusa fu quella di utilizzare i suoi poteri contro i membri della classe dirigente bolognese. Il processo di svolse in San Petronio, dove sotto tortura confessò terribili colpe esercitate per oltre vent’anni, a contatto con Lucifero stesso. Furono trovate polveri magiche (che prelevava dai defunti) e oggetti sacri con i quali celebrava messe nere ed esercitava i suoi poteri magici. Fu consegnata dall’Inquisizione al braccio secolare e messa al rogo in piazza San Domenico. Il boia, mastro Giacomo, legò la strega e fu messa al rogo insieme a polvere da sparo, per accreditare ancora meglio il suo legame con i demoni. Per questo, Gentile, venne soprannominata “strega henormissima”.

brododiserpe2012saaTerza tappa: LA TERIACA DEL CONVENTO DI SAN SALVATORE…
Nel II secolo, si diffuse la teriaca, un farmaco inventato da Galeno che conteneva, tra gli altri ingredienti, dosi elevate di oppio. Galeno si trasferì dalla Grecia a Roma, nel 163 d.C. La sua opera univa conoscenze antiche a quelle esoteriche. La sua teriaca comprendeva meno di settanta ingredienti e divenne un famoso rimedio (nato su base alchemica), considerato la panacea universale. Utilizzato, in prima battuta, contro il morso di animali velenosi. Tra i suoi ingredienti, guarda caso, figurava anche la carne della vipera.
All’origine, in effetti, il termine “teriaca” designava un’intera categoria di farmaci nati per combattere l’avvelenamento. La stessa fu addirittura paragonata alla pietra filosofale degli alchimisti, quindi, in grado di curare tutti i mali. Per questo motivo, Ulisse Aldrovandi la produsse a Bologna nel 1574 nella spezieria del convento di San Salvatore. La chiesa era una delle spezierie cittadine, insieme a quella dell’Archiginnasio, del Meloncello e poche altre. Fu messa a punto all’interno dell’Archiginnasio. La relativa preparazione sottostava a un preciso rituale che, tra l’altro, vi racconteremo.

FOTO COPERTINA-2Quarta tappa: ASTRONOMIA E ASTROLOGIA, A BOLOGNA…
Nel XIII secolo l’astrologia fu un’arte apprezzata in Italia. Basti ricordare i legami tra Federico II e Michele Scoto, quelli tra Guido da Montefeltro e Guido Bonatti. Va sottolineato, inoltre, che in quest’epoca l’astrologia aveva molti più legami con il governo della cosa pubblica – i prìncipi, infatti, volevano conoscere la propria “fortuna” – che non con il privato, in particolare con la medicina. Ciò può essere riscontrato dalla lista dei possibili usi di un oroscopo, così come risulta dai trattati di Guido Bonatti e di Bartolomeo da Parma. All’inizio del secolo successivo si registra un diverso atteggiamento. Sia Pietro d’Abano (1250-1315), il famoso professore padovano di Medicina, che Francesco Stabili, meglio noto come Cecco d’Ascoli, mostrano un grandissimo interesse per quella che sarà poi denominata “astrologia medica”. L’astrologia medica includeva l’uso degli oroscopi e questo richiedeva una conoscenza più dettagliata dell’astronomia matematica di quanto non fosse giudicato necessario quando questa disciplina era apprezzata essenzialmente per il suo contenuto culturale, nel contesto delle arti liberali. In particolare era necessario insegnare le procedure per il calcolo delle longitudini dei pianeti e quelle per l’uso dell’astrolabio, il meraviglioso calcolatore analogico che permette di determinare, ad ogni data ora di un qualsiasi giorno dell’anno e senza fatica, le posizioni nel cielo delle stelle, dei pianeti e dell’eclittica e i cui principi di funzionamento, basati sugli sviluppi più avanzati della geometria greca, restavano per i più misteriosi. 

195604455_10159050728233382_3920459350651771048_nQuinta tappa: LA DIAVOLESSA DI VIA D’AZEGLIO…
La diavolessa di via d’Azeglio, protettrice dei viandanti in un periodo in cui camminare di notte per le strade bolognesi rappresentava un viaggio pericoloso, è copia di un’altra scultura, uguale, creata dal Giambologna, presso la fontana del Nettuno. Nella tradizione popolare, il diavolo era associato o assimilato ad animali, per lo più come serpente, drago, capra o cane. Poteva assumere anche sembianze umane. Spesso, appariva mostruoso e deforme. Il diavolo, seguendo l’iconografia medievale dei tarocchi, rappresenterebbe il grande caos da cui nasce la vita. È androgino e, nella sua figura, coesistono i contrari, l’alto e il basso, unione del maschile col femminile. Per questo, rappresenta il potere creativo tra uomo e donna, ma anche la dipendenza e la schiavitù dei sensi, quando l’attrazione sensuale divine morbosa. Così, la diavolessa, posta in una posizione d’angolo sui muri, serve a rinfrescare la memoria del peccato.

torre-lambertini-pal.-re-enzo-5eSesta tappa: TORRE LAMBERTINI E I FANTASMI DI CITTA’…
A Bologna, è la torre dei Lambertini ad aggiudicarsi il premiato sulle apparizioni dei fantasmi. Essa fu incorporata alla residenza del Capitano del Popolo, sul lato che guarda via degli Orefici. Sembra avere ospitato il più antico orologio pubblico della città. La leggenda vuole che, questa torre sia tuttora abitata dalle presenze della famiglia Lambertini, che a volte, si incontrano con i capitani del Popolo, usurpatori dell’antica residenza e con i fantasmi delle donne rinchiuse in essa, quando fu carcere femminile. Fu il cardinal Prospero della famiglia Lambertini, poi divenuto papa Benedetto XIV a descrivere, per la prima volta, i fenomeni paranormali nel suo testo di parapsicologia.

Schermata 2021-11-04 alle 19.21.00Settima tappa: ARCHIGINNASIO, CON LE PRIME DISSEZIONI SUI CADAVERI E IL TEATRO ANATOMICO…
La sala, chiamata Teatro per la caratteristica forma ad anfiteatro, fu progettata nel 1637 per le lezioni anatomiche dall’architetto bolognese Antonio Paolucci detto il Levanti, scolaro dei Carracci.
Venne rivestita in legno d’abete e decorata con due ordini di statue raffiguranti in basso dodici celebri medici (Ippocrate, Galeno, Fabrizio Bartoletti, Girolamo Sbaraglia, Marcello Malpighi, Carlo Fracassati, Mondino de’ Liuzzi, Bartolomeo da Varignana, Pietro d’Argelata, Costanzo Varolio, Giulio Cesare Aranzio, Gaspare Tagliacozzi) e in alto venti dei più famosi anatomisti dello Studio bolognese. La cattedra del lettore, che sovrasta quella del dimostratore, è fiancheggiata da due statue dette “Spellati”, scolpite nel 1734 su disegno di Ercole Lelli, che servivano a visualizzare il corpo umano, come un libro aperto. Sopra al baldacchino una figura femminile seduta, allegoria dell’Anatomia, riceve come omaggio da un putto alato non un fiore, ma un femore.

Schermata 2021-11-04 alle 19.54.24Ottava tappa: SAN PROCOLO E I FUNERALI DELLA CHIAROVEGGENTE, ANNA BONAZINGA D’AMICO…
A partire dal 1860, Anna Bonazinga d’Amico, esercita presso il frequentatissimo “gabinetto medico-magnetico, di via Solferino n. 15. Le cronache dell’epoca raccontano della presunta capacità della chiaroveggente di indirizzare i flussi energetici attraverso le proprie mani, per guarire le persone malate. Per usufruire delle consultazioni di Anna era sufficiente inviare una lettera contenente i sintomi della persona malata, insieme a due capelli e un compenso di 3,20 lire. Molto partecipate erano anche le sue celebri “serate magnetiche”, che prevedevano esibizioni di sonnambulismo. Nonostante queste pratiche fossero avversate dalla Chiesa, a Bologna, Anna era una figura molto amata. Le venne, infatti, celebrato il funerale solenne, presso la chiesa di San Procolo e dedicati ben due monumenti in Certosa. Anna Bonazinga, donna dell’Ottocento, che nel suo campo è stata un’autorità molto stimata, ci restituisce il ritratto di una Bologna incuriosita dal mistero.


L’evento, che si terrà sabato, 22 ottobre 2022 (con punto di ritrovo in piazza Galvani, sotto alla statua dello scienziato), partirà alle 19:30, con guida turistica certificata dalla Regione Emilia Romagna e si concluderà alle 21. Auricolari forniti dallo staff, per un eccellente ascolto del tour. 

Costo della sola visita guidata (con accoglienza + guida turistica + radio guide sanificate):  18,00.
Sconto di € 2,00 per gli over 60.
Consigliate, scarpe comode.

IL TOUR È A NUMERO CHIUSO.

Per partecipare alla visita guidata, è obbligatorio prenotarsi, spedendo un WhatsApp/SMS, al numero +39 3897995877, indicando: nome e cognome di ogni partecipante e numero di telefono.

La quota di partecipazione sarà da saldare in anticipo, tramite carta di credito, oppure, bonifico bancario (sarà premura del nostro staff indicarvi i relativi dati, al momento dell’iscrizione, a seconda del metodo di pagamento selezionato).

In caso di maltempo, la visita guidata si terrà ugualmente.
Durante l’evento, verranno scattate fotografie, che successivamente, saranno pubblicate sulla pagina di Facebook.


Buon divertimento con le visite guidate di “I love Emilia Romagna”…