Bologna, 20 maggio, ore 9 e 11: “TowerLand”. Il tour delle torri, con salita alla straordinaria torre Prendiparte…

towerlandBologna è una città europea dai mille volti. Con le torri e con i portici, elementi architettonici unici, tutti concentrati nel centro storico, è diventata un punto di riferimento architettonico notevole…

È antico il fascino di Bologna. Chi percorre i vicoli del centro storico, i monumenti e i portici che hanno reso celebre nel mondo la città, ne resta completamente ammaliato. Tutti conoscono la Bologna “dotta”, “grassa” e “turrita”. Noi riscopriremo il significato di questi tre appellativi.

Le torri sono un elemento architettonico che le famiglie nobili bolognesi costruivano presso le loro case. Venivano per lo più utilizzate come luoghi di vedetta e di difesa, in tempo di guerra. Dietro alle torri, si nascondono storie straordinarie: amori impossibili, tremendi delitti, leggende incredibili. Ne parleremo e avremo un’occasione senza precedenti: salire sulla torre Prendiparte, la seconda in altezza dopo gli Asinelli, ancora arredata come un tempo e visitabile…

STARTING TOUR: TORRE PRENDIPARTE…prendiparte2
(SULLA TORRE PRENDIPARTE SALIREMO ED È UN’OCCASIONE UNICA, VISTO CHE, Tprendiparte_internoRA L’ALTRO, FINO A INIZIO LUGLIO LA TORRE DEGLI ASINELLI RESTERA’ CHIUSA PER LAVORI) Nota come la “Coronata”, costruita nella seconda metà del XII secolo, di fianco al Palazzo dell’Arcivescovado. In cima alla torre vi è, infatti, una caratteristica resega, a 4 cuspidi per lato, che assomigliando a una corona ha dato il soprannome al monumento. È la seconda di Bologna per altezza (58,60 metri). Le nove fila di parallelepipedi della base in selenite furodalla-torre-prendiparte-proprietariono più volte restaurati. Lo spessore dei muri alla base è di 2,80 metri che si riduce progressivamente sino a 1,35 metri alla sommità. Come per tutte le torri medievali bolognesi, si tratta di una muratura a sacco: due cortine di prendiparte02laterizio racchiudono un conglomerato di ciottoli di fiume cementati da calce bianca. Tenuto conto delle dimensione del lato alla base (nove metri circa) e dello spessore dei muri, sempre alla base, è presumibile che la torre fosse progettata per essere ancora più alta. Non è neppure escluso (fatto questo accaduto a molte altre torri bolognesi) che sia stata successivSchermata 2017-04-20 a 16.27.33amente mozzata. La torre venne adibita nel XVIII secolo a prigione per il foro ecclesiastico (all’interno sono ancor oggi visibili la sala dei carcerati e i loro graffiti) e poi divenne abitazione privata, quindi struttura ricettiva. A 18 metri dal suolo vi è lo stemma in arenaria, oggi molto degradato, del primo Arcivescovo di Bologna, Gabriele Paleotti.


 

asinelliPRIMA TAPPA: TORRE DEGLI ASINELLI…
(97 metri e 498 gradini per raggiungere la cima) Alla fine del ‘300 passò in proprietà al Comune. Il portale, posto sul lato della Torre che dà su Strada Maggiore, fu costruito in epoca rinascimentale quando la torre fu corredata del basso torresotto merlato. Il torresotto ha ospitato, prima, un corpo di guardia, poi, botteghe artigiane e commerciali. Subito dietro il portale, si trova la porticina, con architrave in selenite, che dà accesso alla torre. Questa piccola porta non è coeva alla torre poiché, come detto, tali costruzioni, che avevano scopo prima di tutto difensivo/offensivo, non presentavano porte di accesso, bensì una portafinestra posta a diversi metri dal suolo. Le torri erano, infatti, provviste di vari ballatoi esterni in legno sorretti da barre in selenite, dette meniani, di cui oggi è possibile osservare solo i monconi. Nel corso dei secoli la Torre degli Asinelli ha rappresentato un luogo simbolo per diversi aspetti della vita civile e militare bolognese: gli scienziati Giovanni Battista Riccioli (nel 1640) e Giovanni Battista Guglielmini (nel secolo successivo) utilizzarono la torre per esperimenti sul moto dei gravi e sulla rotazione della terra. Durante la seconda guerra mondiale,tra il 1943 e il 1945, la torre fu utilizzata con funzioni di avvistamento: quattro volontari si appostavano in cima alla torre durante i bombardamenti al fine di indirizzare i soccorsi verso i luoghi colpiti dalle bombe alleate. Infine, una curiosità: la Torre Asinelli nella sua lunga storia fu spesso colpita da fulmini, finché nel 1824 fu collocato l’impianto parafulmine. C’è una leggenda, collegata alla Torre degli Asinelli, di cui parleremo.


STorreGarisenda,BolognaECONDA TAPPA: TORRE GARISENDA…
Citata nella Divina Commedia di Dante Alighieri, è famosa per la sua pendenza di 3,25 metri verso est/sudest, che indusse ad abbassarla di circa 20 metri a metà del ‘300. A partire dal Quattrocento la torre fu acquistata dall’Arte dei Drappieri, che ne diventò, poi, l’unica proprietaria fino alla fine dell’Ottocento, quando divenne proprietà comunale. Le superfici murarie esterne della torre sono state restaurate fra il 1998 ed il 2000, mentre una prima fase del consolidamento delle murature è stata attuata nel 1999 – 2000. La torre è visitabile dall’esterno.


torreuguzzoniTERZA TAPPA: TORRE DEGLI UGUZZONI…
Situata all’interno della zona della città storicamente riconosciuta come “Ghetto Ebraico”, costruita nel XIII secolo. A differenza delle altre torri costruite tra l’XI e XII secolo, presenta un’elegante porta a sesto acuto all’incirca a livello del suolo che già esisteva all’epoca della sua costruzione. Questa torre, con i due cavalcavia che la fiancheggiano, rappresenta uno degli angoli più caratteristici della Bologna Medievale. Uno dei cavalcavia ha una bella finestra in terracotta di foggia quattrocentesca. Al contrario delle torri vicine (Asinelli,Garisenda, Altabella, Prendiparte) qui alcuni blocchi diselenite del basamento sembrano, almeno in parte, d’epoca, vale a dire non sostituiti durante i restauri eseguiti tra ‘800 e ‘900. Parleremo della torre, collegata alla storia della Lady nera, di Bologna.


GUIDOZAGNIQUARTA TAPPA: TORRE DEI GUIDOZAGNI…
Dopo il crollo avvenuto nel 1487, divenne una casa-torre, cioè un’abitazione fortificata. Questa edificio rappresenta una testimonianza del passato feudale della città e la rivalità tra le famiglie nobili dell’epoca.

ARRENGOQUINTA TAPPA: TORRE DELL’ARRENGO…
Guardando frontalmente palazzo Re Enzo dal centro della Piazza, si vede la Torre dell’Arengo. Lo scarso spessore dei suoi muri alla base, soprattutto nei lati di est-nord e ovest e le  fondamenta poco profonde, non l’hanno mai resa decisamente solida. In origine e siamo all’inizio del 1200, era soltanto un modesto rialzamento sull’incrocio delle due vie coperte dal voltone. Solo successivamente ha potuto assumere forma di torre, e non prima di aver subito notevoli opere di consolidamento della base, di rafforzamento e di restauro. Poco solida ma molto equilibrista dunque, perché i quattro pilastri la sorreggono ma non le evitano di vibrare. Dal 1453, a vibrare ci ha pensato la campana, innalzata da Aristotele Fioravanti nella cella della torre che ancora oggi è possibile vedere. Meglio nota come il “campanone”, visti i suoi 47 quintali di bronzo, chiamava i bolognesi a raccolta, ed ogni 21 aprile continua a ricordare quel giorno del 1945 quando la città venne liberata dal fascismo.

torre accursioSESTA TAPPA: TORRE ACCURSIO…
Situata in Piazza Maggiore, Torre Accursio è anche nota come Torre dell’Orologio. Accursio, che ne era il proprietario, era arrivato da Firenze per studiare legge e divenuto poi illustre giurista, volle costruirsi la sua casa: una costruzione molto grande che includeva una scuola, con il portico verso la piazza, e una torre in angolo. La torre venne inglobata dalla residenza di Accursio che,  poco dopo la morte del proprietario, venne acquistata dal nuovo Comune, in fase di espansione. Con la vendita della casa, degli Accursi sulla scena rimarrà solo il nome dato al futuro municipio di Bologna. Ciò che ancora oggi salta agli occhi è l’enorme orologio meccanico, posto sulla facciata della Torre nel 1444. Alla meridiana posta sulla torre dell’Arengo restava il compito di segnare le ore diurne e soprattutto il mezzogiorno, rispetto a cui venivano tarati tutti gli altri orologi, mentre dal 1451 il nuovo meccanismo  iniziò a scandire anche la notte. Per fare posto al nuovo orologio la vecchia torre  venne un po’ alzata e completata con una torre di modeste dimensioni e consistenza. Dopo il pesante intervento di restauro di tutto il palazzo, eseguito fra il 1885 e il 1887 da Raffaele Faccioli, dalla torre venne rimosso il parapetto rinascimentale a pilastrini, sostituito con la fascia di mattoni considerata più adatta al nuovo aspetto complessivo del palazzo, di ritrovato stile medievale. Infatti il porticato ora visibile sotto palazzo d’Accursio è relativamente recente.

SETTIMA TAPPA: TORRE GALLUZZI…350px-Torre_Galluzzi
Fa parte della cosidetta triade dei grattacieli medievali di Bologna, insieme alle sue colleghe Prendiparte e Azzoguidi, che si stagliano in un’altra zona del centro. Seppur distanti tra loro, le tre torri appartenevano tutte a famiglie di parte guelfa, ovvero filo papali, e non è un caso che si trovino in zone della città cruciali da questo punto di vista: la Azzoguidi e la Prendiparte accanto alla sede vescovile, e la Galluzzi vicino alla prima sede  comunale, l’allora complesso di Sant’Ambrogio. La Galluzzi ancor oggi si distingue per l’altezza (30 metri, sicuramente ridotti rispetto all’origine) e la robustezza: la torre ha muri talmente spessi che ha sempre scoraggiato attacchi e incendi, ostentando una solidità che era sinonimo di potenza e ricchezza. La Galluzzi è interessante anche per il contesto in cui è inserita:  all’interno di un unico nucleo edilizio, che all’epoca veniva definito “curia”,  in cui si trovavano le case abitative, la cappella gentilizia e le torri di un’unica famiglia. Oggi il piano terra della stessa torre,  ospita una libreria dal cui interno è possibile vedere  il tipo di murature originarie messe in evidenza da un ottimo restauro. Dall’esterno, invece, si può osservare la porta originaria della costruzione, quella che si apre a oltre sei metri dal suolo. Da un lato la sua forma, ad arco ogivale (o a sesto acuto, cioè appuntito), dimostra la relativa modernità della Torre, visto che le consorelle antecedenti hanno tutte porte e finestre a modiglioni – cioè squadrate – o a tutto sesto – cioè circolari, stilisticamente più antiche. Dall’altro lato, lascia intravedere una chiara usura da calpestio: ciò potrebbe dimostrare come la porta fosse un punto di collegamento tra la torre e la casa di legno che le si addossava, aggrappata con le sue travi alla muratura della torre stessa.


L’evento, che si terrà sabato, 20 maggio 2017 (con punto di ritrovo presso piazza Galvani, davanti alla Banca di Bologna), partirà alle ore 9 e alle ore 11 (due turni), con guida turistica certificata dalla Regione Emilia Romagna e si concluderà dopo un paio d’ore. Auricolari forniti dallo staff, per un eccellente ascolto del tour. 

Costo della sola visita guidata (con guida turistica + radio guide):  25,00.
Visita guidata + pranzo (con cucina tradizionale o vegetariana, presso la “Trattoria Belfiore”):  45,00.
I bambini, sotto i 6 anni di età e i portatori di disabilità, non pagano la visita guidata (pagano per intero, soltanto la cena). I ragazzi, dai 7 ai 18 anni, gli over 65, usufruiscono di uno sconto di € 3,00 sul costo del tour.

Per partecipare alla visita guidata, è obbligatorio prenotarsi, spedendo un SMS/Whatsapp, al numero +39 3897995877, oppure, mandando un messaggio alla pagina di Facebook “I love Emilia Romagna” (indicate il nome e cognome di ogni partecipante, numero di telefono e almeno un indirizzo email).

La quota di partecipazione, per questioni logistiche e amministrative, sarà da saldare in anticipo, tramite carta di credito (PayPal), oppure, bonifico bancario.

In caso di maltempo, la visita guidata si effettuerà ugualmente.

Durante l’evento, verranno scattate fotografie, che successivamente, saranno pubblicate sulla pagina di Facebook.


Buon divertimento con le visite guidate di “I love Emilia Romagna”…

Bologna, 13 maggio, ore 9 e 10:30: “In cima al mondo”. Visita alla terrazza della cupola di San Luca, appena inaugurata, passando per i misteri del Santuario…

Il Santuario di San Luca, scrigno di bellezza e devozione popolare, arricchisce il panorama bolognese con la sua inconfondibile sagoma che si vede da chilometri di distanza. Il Santuario è uno dei simboli indiscussi di Bologna e tradizionale oggetto di culto religioso legato alla devozione dell’immagine della Beata Vergine di San Luca

A veder San Luca, da lontano, ci si sente già a casa…

incimaalmondoCentodieci scalini e sei in cima a San Luca. Non il Colle, ma proprio il Santuario, la cupola. È l’ultimo percorso turistico inaugurato da qualche giorno. Bologna ha una nuova terrazza panoramica, quella del Santuario…

Visiteremo la terrazza sita proprio sulla sommità della cupola di San Luca, che rappresenta non soltanto Bologna, ma tutta l’Emilia Romagna. Tradizionale oggetto di culto, si erge imponente, sul Colle della Guardia e il suo portico lo collega alla città. Ci sono misteri e leggende, popolari, proprio collegate a San Luca, al suo lunghissimo portico, alla Beata Vergine del Santuario. Da dove arriva l’icona della Madonna di San Luca? Perché, gli archi del lungo porticato sono 666? Quale emozione ci aspetta, armati di binocolo, ammirando il panorama da un’altezza di quasi 350 metri sopra il livello del mare, che quando il cielo è davvero pulito si vede eccome il porto di Ravenna?!


IMG-20170408-WA0030Prima tappa: TERRAZZA DELLA CUPOLA DI SAN LUCA…
Quasi 350 metri d’altezza sopra il livello del mare. Pochi metri quadrati di terrazzina con prato verde sintetico e l’intero appennino, con vette, boschi e nuvole, da ammirare a vista d’occhio. E poi, girandosi indietro, ecco laggiù Bologna col suo centro storico. IMG-20170408-WA0008Esposizione spettacolare di 180°, principalmente rivolta a sud, riservata a una trentina di persone che, alternandosi gruppo dopo gruppo, si avventurerà su per la scaletta a chiocciola che parte da una porticina all’interno della chiesa: Tre minuti di ascesa e ti sembra di toccare il cielo con un dito.

sanlucaSeconda tappa: IL SANTUARIO DI SAN LUCA…
La chiesa attuale viene realizzata dal Dotti tra 1723 e 1757 in sostituzione di una precedente chiesa quattrocentesca mentre le due tribune esterne sono concluse dal figlio Giovanni Giacomo nel 1774. In sintonia con la tradizione bolognese il volume esterno si presenta privo di decorazioni enfatiche e solenni e si caratterizza per la semplicità del profilo curvilineo su cui è impostata la cupola. Entro una planimetria ellittica gli spazi interni si dilatano a croce greca culminando nell’altare principale che precede la cappella della Vergine. Le decorazioni sono affidate a V. Bigari per gli affreschi, ad A. Borelli e G. Calegari per gli stucchi e ad A. Piò per le statue. Tra gli artisti che adornano la chiesa si segnalano inoltre Guido Reni (terzo altare a destra), Donato Creti (seconda cappella a destra), Giuseppe Mazza (cappella di S. Antonio da Padova), Guercino (sagrestia maggiore). Nel 1930 Ferruccio Gasparri realizza una funivia che con un solo pilone supera il dislivello di 220 metri tra via Saragozza e il santuario. Le polemiche che accompagnano il conseguente annullamento del percorso devozionale si concludono però con la sua definitiva sospensione. Visiteremo insieme, questo Santuario, veramente suggestivo.

funivia Terza tappa: I MISTERI DEL SANTUARIO, DALLA MADONNA DI SAN LUCA, AGLI ARCHI DEL PORTICATO CHE ALLA CITTA’ LO COLLEGA, PASSANDO PER LA VECCHIA FUNIVIA…portico-san-luca-bologna-b
Tanti sono i misteri collegati al Santuario: misteri che circondano il lungo portico che lo collega alla città con i suoi oltre 600 archi, fino al miracolo della Madonna di San Luca una mattina quando, con accompagnamento d5BV-di-san-lucai magistrati, di clero e di popolo, accompagnati da una pioggia incessante, ci si avviò verso la città con l’immagine della stessa e avvenne un miracolo, sotto gli occhi increduli della cittadinanza. Parleremo di leggende, misteri e della vecchia funivia che fu attiva dal 1931 al 1976.


L’evento, che si terrà sabato, 13 maggio 2017 (con punto di ritrovo davanti all’ingresso principale del Santuario), partirà alle 9 e alle 10:30 (due turni), con guida turistica certificata dalla Regione Emilia Romagna e si concluderà alle 10:30 e alle 12. Auricolari forniti dallo staff, per un eccellente ascolto del tour. 

Costo della sola visita guidata (con guida turistica + audio guide + ingresso alla terrazza della cupola di San Luca + binocolo):  20,00.
I bambini, sotto i 6 anni di età e i portatori di disabilità, non pagano la visita guidata. I ragazzi, dai 7 ai 18 anni, gli over 65, usufruiscono di uno sconto di € 2,00 sul costo del tour.

Per partecipare alla visita guidata, è obbligatorio prenotarsi, spedendo un SMS/Whatsapp, al numero +39 3897995877, oppure, mandando un messaggio alla pagina di Facebook “I love Emilia Romagna” (indicate il nome e cognome di ogni partecipante, numero di telefono e almeno un indirizzo email).

La quota di partecipazione, per questioni di esclusività del tour, con ingressi a tappe, pranzo, guida turistica, audio guide, prenotati e remunerati in anticipo, sarà da saldare, almeno 7 giorni prima della data del tour, tramite carta di credito (PayPal), oppure, bonifico bancario.

In caso di maltempo, la visita guidata si terrà ugualmente.

Durante l’evento, verranno scattate fotografie, che successivamente, saranno pubblicate sulla pagina di Facebook.


Buon divertimento con le visite guidate di “I love Emilia Romagna”…

Rimini, 11 giugno, ore 10: “Amarcord”. Sulle tracce di Fellini, tra le strade di Rimini…

Rimini è Federico Fellini. Federico Fellini è Rimini. La città che ha dato i natali ad uno dei cineasti italiani più famosi del mondo è leggibile dal suo punto di vista, con il suo sguardo e la sua memoria. Rimini è rappresentata, infatti, nei film più famosi del regista, da “Amarcord” a “I Vitelloni”…

Oggi quella Rimini, la Rimini inquadrata dal genio di Fellini è ancora presente, palpabile, visitabile. La Rimini felliniana è spaccata a metà, tagliata dalla ferrovia che divide il centro storico e il mare.

amarcordIl centro storico di Rimini è fatto di strade, piazze, rocche e castelli. Il mare è fatto di spiagge grigie d’autunno e d’inverno, dagli orizzonti pesanti e dal luogo dove tutto è possibile: il Grand Hotel. Del Grand Hotel, lo stesso Fellini diceva che, in questo luogo erano possibili “delitti, rapimenti, notti di folle amore, ricatti e suicidi. Nelle sere d’estate, l’hotel diventava Istanbul, Baghdad e Holliwood”.

Via per via, luogo per luogo, si aprirà davanti a noi la città del ricordo, del sogno, dell’invenzione di colui che è stato ed è il Maestro indiscusso del cinema universale. Eccola, la Rimini che fu sua ma che ora è del mondo, grazie alle sue pellicole. Essa è rimasta nella memoria del cinema così come per tanti sono rimasti negli occhi quei punti geografici e immaginifici: il porto, la spiaggia, il Grand Hotel, piazza Cavour e il cinema Fulgor.


borgo-san-giulianoPrima tappa: BORGO SAN GIULIANO…
Era l’antico quartiere dei pescatori, un intrico di piazzette e vicoli stretti su cui si affacciano graziose casette dalle pareti color pastello. È cominciato tutto negli anni ottanta quando il pittore Filippi realizzò alcuni murales in occasione della Festa del Borgo, una manifestazione per rivivere lo spirito di questo bell’angolo di Romagna. Una Festa che si celebra ancora oggi ogni due anni con un tema diverso, per ricordare eventi e personaggi che ne hanno segnato la storia. L’iniziativa venne accolta con grande entusiasmo e fu in seguito riproposta. Nel 1990 vennero realizzati oltre cinquanta murales rappresentanti i personaggi più caratteristici che avevano abitato quelle case, alcune delle quali in precario stato di conservazione. Ma il grande successo arrivò quattro anni dopo, quando la Festa venne dedicata al grande regista e sceneggiatore Federico Fellini, scomparso l’anno precedente. Sembra che Borgo San Giuliano fosse il suo luogo del cuore, quello dovrebbe avrebbe voluto ritirarsi insieme alla moglie, la grande Giulietta Masina. Il Maestro era infatti nato a Rimini dove rimase fino al 1939, anno in cui partì per Roma e cominciò a scrivere come giornalista, mestiere che gli aprì la strada verso il cinema e poi il successo.

ponte-di-tiberio-rimini-bimillenario-viaggi-low-cost3Seconda tappa: PONTE TIBERIO…
Scenario delle Mille Miglia dell’Amarcord di Fellini, il ponte fu eretto sul Marecchia per decreto dell’Imperatore Augusto ed il suo compimento si deve al successore Tiberio (14 – 21 d.C.) come ricorda l’iscrizione che corre sui parapetti interni. Il ponte segna l’inizio della via Emilia e si trova all’estremità della principale via storica della città (corso d’Augusto). La solidità del Ponte di Tiberio ha sempre destato grande meraviglia, fino a creare la leggenda del “ponte del diavolo”, legata al mito di indistruttibilità di cui nei secoli il Ponte di Tiberio si è fatto scudo. (C’È UNA LEGGENDA…)

Terza tappa: CINEMA FULGOR…cinema-fulgor-300x159
Tornerà a risplendere la storica insegna in Corso d’Augusto, a pochi mesi ormai dal termine dei lavori e dall’apertura di quello che sarà uno dei tre assi del “Grande Museo Fellini”, è restituito al cinema più famoso del mondo, il Fulgor di Federico Fellini.

rimini_piazza_cavourQuarta tappa: PIAZZA CAVOUR…
La Fontana della Pigna, le pallate di neve a Gradisca, le scorribande di Scureza, l’incanto del pavone; la scalinata dell’Arengo e la torre comunale, dalla celebrazione fascista alla solitaria protesta del grammofono che suona l’Internazionale. Centro politico ed economico della città fin dall’inizio del XIII secolo, qui si trovano Palazzo del Podestà, Palazzo dell’Arengo , la Statua di Paolo V, la Fontana della Pigna e l’Antica Pescheria.


Rimini, Gambalunga 27 (Via) (13)Quinta tappa: VIA GAMBALUNGA…
Palazzo Gambalunga, il vecchio Ginnasio teatro di mille goliardate. I cinque anni del ginnasio Fellini li trascorre nel Palazzo Gambalunga, nelle stanze della biblioteca.

Sesta tappa: PIAZZA FERRARI…domus-romana-in-via-piazza-ferrari1
Il monumento ai caduti della Grande Guerra, i nudi “delle statue”: «Questo è il monumento della Vittoria, andavamo a vederlo tutti i giorni… e io me lo sognavo anche la notte», racconta la voce fuori campo di Titta, il “doppio” di Fellini in Amarcord. In realtà il monumento di Piazza Ferrari è intitolato “ai caduti”, ma i particolari anatomici che turbavano il protagonista del film di Fellini sono riprodotti con straordinaria veridicità.

Settima tappa: IL GRAND HOTEL…FireShot_Screen_Capture_005_-_Grand_Hotel_Rimini_albergo_5_stelle_lusso_riviera_romagnola_-_Phot Simbolo dei desideri proibiti, grandissimo amante del Grand Hotel sin da piccolo, da sempre attratto da quella atmosfera di magia che lo pervade. Il regista volle fortissimamente caratterizzare il suo film Amarcord con la figura del Grand Hotel: la struttura infatti fa da scenario ad alcune delle scene più rilevanti della pellicola.


L’evento, che si terrà domenica, 11 giugno 2017 (con punto di ritrovo davanti alla chiesa di San Giuliano Martire, in via San Giuliano n. 16), partirà alle 10, con guida turistica certificata dalla Regione Emilia Romagna e si concluderà alle 13 (con il pranzo, il tour concluderà alle 15). Auricolari forniti dallo staff, per un eccellente ascolto del tour. 

Costo della sola visita guidata (con guida turistica + radio guide):  19,00.
Visita guidata + pranzo (tradizionale o vegetariano):  39,00.
I bambini, sotto i 6 anni di età e i portatori di disabilità, non pagano la visita guidata (pagano per intero, soltanto il pranzo). I ragazzi, dai 7 ai 18 anni, gli over 65, usufruiscono di uno sconto di € 2,00 sul costo del tour.

Per partecipare alla visita guidata, è obbligatorio prenotarsi, spedendo un SMS/Whatsapp, al numero +39 3897995877, oppure, mandando un messaggio alla pagina di Facebook “I love Emilia Romagna” (indicate il nome e cognome di ogni partecipante, numero di telefono e almeno un indirizzo email).

La quota di partecipazione, per questioni di esclusività del tour, con ingressi a tappe, pranzo, guida turistica, audio guide, prenotati e remunerati in anticipo, sarà da saldare, entro e non oltre 5 giorni dalla prenotazione, tramite carta di credito (PayPal), oppure, bonifico bancario.

In caso di maltempo, la visita guidata si terrà ugualmente.

Durante l’evento, verranno scattate fotografie, che successivamente, saranno pubblicate sulla pagina di Facebook.


Buon divertimento con le visite guidate di “I love Emilia Romagna”…

Bologna, la “grassa”: c’è una miriade di ristoranti e trattorie che offrono il meglio della cucina bolognese e mediterranea…

Bologna: ristoranti e trattorie, più recensite, in città…

Ci sono ristoranti e trattorie, nell’interland bolognese, che offrono il meglio della cucina tradizionale e mediterranea. Ne prenderemo in considerazione, uno al mese…

IMG_20170327_185857Mentre la crisi economica si è abbattuta sulla Penisola, rendendo alcuni luoghi meno sicuri e con una ridotta offerta di servizi, Bologna sembra aver remato un po’ contro tutti i pessimismi delle leggi sociali dell’economia facendo un grande lavoro dagli anni Ottanta ad oggi, diventando una città più sicura, ricca di servizi, infrastrutture e attività di ogni genere. Bologna è una di quelle città che ha visto veramente di tutto: devastata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e dalla resistenza alle truppe naziste; colpita nel suo centro dalla Strage di Bologna del 2 agosto 1980, negli anni seguenti dalla Banda della Uno Bianca e all’attentato delle Nuove Brigate Rosse verso Marco Biagi. Nonostante gli orrori che la storia ha fatto passare per questo territorio, i bolognesi hanno reso e rendono tutt’oggi Bologna una delle città più belle e aperte del nostro territorio. Bologna è una delle città più caratteristiche d’Italia, tra le più belle e che negli ultimi anni ha fatto un gran lavoro su se stessa diventando uno dei migliori luoghi in cui vivere nella Penisola. Ovviamente la crisi economica oggi si sente anche a Bologna ma negli ultimi decenni questo territorio ha avuto comunque un suo sviluppo.

Ricca di monumenti, di arte, di persone, locali e attività, Bologna è una delle più belle mete turistiche d’Italia e anche un posto in IMG_20170327_190246cui una parte della popolazione italiana decide di andare a vivere temporaneamente o in maniera permanente. Vivere oggi a Bologna forse equivale a vivere in una delle migliori città della Penisola. Potreste pensare che si tratta di un’affermazione azzardata, ma quando vedo le opportunità e lo stile di vita di questa città non posso fare a meno di pensarla così. A questo ci aggiungo che i bolognesi sono persone calorose e ospitali, con uno degli accenti più simpatici della Penisola.

Vivere a Bologna significa vivere in un territorio segnato dalla storia grazie a tantissime opere d’arte: i portici di origine medievale si estendono per più di trenta chilometri dentro il centro abitato (spesso ottimi per ripararsi dalla pioggia, dalla neve o dalla tramontana), l’arte gotica s’impone a piazza Maggiore, i palazzi storici, le fontane, le sette chiese di piazza Santo Stefano, la cattedrale di San Pietro, le Torri e molto altro ancora vi faranno vivere in una città ricca di arte e storia praticamente ad ogni angolo. A Bologna i cittadini si mischiano con le persone provenienti da altre città d’Italia nonché da altri paesi del mondo: è possibile entrare a contatto con molte altre culture, in questa città.

Se c’è un’altra cosa che vi colpirà di Bologna è la cucina, chiamata in gergo la “grassa”: ristoranti e trattorie, offrono il meglio della cucina bolognese e mediterranea in tutto il territorio.

coperta_caruso_fb Oggi, vogliamo parlare, in particolare, di un locale sito nella prima periferia, il Ristorante Pizzeria Caruso: sito in via del Parco n. 13, nel quartiere San Vitale, conta un’esperienzaristo3 quasi trentennale nella ristorazione, un’eccellente cucina mediterranea, con specialità pesce (ma anche tanti piatti di carne e tradizionali, emiliani) e un’eccellente pizza napoletana “verace”, cotta nel forno a legna (anche al tagliere, lievitata 48 ore). Il locale ha ricevuto, di recente, la certificazione AIC (Associazione Italiana Celiachia), quindi, è in grado di garantire pizze gluten free, inoltre, di kamut e farro. Il sabato e la domenica, a pranzo, però, il forno a legna della pizzeria, rimane spento. IMG_20160518_113343La pizza napoletana, cotta come da tradizione, nel forno a legna, dall’impasto friabile e leggero, è disponibile con impasto tradizionale, ai nove cereali, di kamut e, infine, di farro.
Il locale conta numerosissime pizze, nel suo menu, preparate sempre ed 13335523_10153695348718581_7696393046206819491_nesclusivamente con ingredienti genuini e mozzarella di bufala Campana DOP. Locale arredato tradizionalmente, conta una bellissima veranda esterna, molto suggestiva, fresca ed elegante. Il Ristorante Caruso effettua servizio di catering (per buffet aziendali e privati) e consegna a domicilio (è presente il menu, completo) attraverso SGNAM (circuito al quale si sono iscritti, proprio di recente), nel raggio di 3 km. È sempre consigliata la prenotazione, al numero 051531341.IMG-20170401-WA0004Il locale è chiuso per turno il lunedì. Il Ristorante Caruso organizza, periodicamente, serate di degustazione.

Ristorante Pizzeria Caruso
Via del Parco, 13 – Bologna
Tel. 051531341
www.ristorantepizzeriacaruso.com

Facebook: RistorantePizzeriaCarusoBologna

 


 

Torrechiara, Langhirano, Felino (PR), 28 maggio, ore 9: “Castelli animati”. I misteri dei castelli di Torrechiara e Felino, seguendo il percorso enogastronomico, parmense…

Nel territorio parmense, tra Torrechiara, Langhirano e Felino, ci sono storie di Castelli Animati e di cultura, enogastronomica. Luoghi di vicende e storie imprigionate dal passato in pareti impenetrabili e spesse, che racchiudono misteri e segreti dai quali gli sguardi indiscreti di coloro che abitano i territori appena fuori da esse sono inevitabilmente esclusi…


castelli_con_gustoCastelli Animati entrerà nei lunghi corridoi, nelle ampie sale, nelle scalinate che si arrampicano con ostinazione dai sotterranei fino alle torri, dei castelli di Torrechiara e Felino. Due scenari ideali per racconti che parlano di misteriose apparizioni all’interno di affascinanti dimore, ricche, tra l’altro, di insospettabili passaggi segreti.

Farà capolino, insieme ai castelli, un itinerario enogastronomico, che vi permetterà di scoprire i prodotti tipici della zona. Infatti, nella “Food Valley”, grazie alle condizioni di clima e territorio e alle antiche tradizioni, sono nati marchi storici e prodotti tipici da veri buongustai.

Castello-di-Torrechiara-ParmaPrima tappa: IL CASTELLO DI TORRECHIARA…
Quest’affascinante dimora del Quindicesimo secolo sorge tra le colline di Parma, quindici minuti a sud dall’elegante città emiliana. Il Castello di Torrechiara è uno dei meglio conservati dell’epoca. Venne edificato dapprima come struttura difensiva e in seguito fu adibito ad abitazione del conte Pier Maria II de’ Rossi e della sua amante Bianca Pellegrini, a cui venne dedicata l’affascinante Camera d’oro, la zona più suggestiva e fiabesca di tutto il Castello. E non solo! Il feudo circostante da’ l’impressione di essere tornati indietro nel tempo, in un’epoca fatta di balli, ricevimenti e scorrazzate tra gli affascinanti vicoli di una cittadina senza tempo.fantasma-1024x692torrechiara È senz’altro il castello più spettacolare, internamente ben conservato e ricco di atmosfere della provincia di Parma. Per questo motivo è stato usato come set cinematografico di film come Ladyhawke di Richard Donner. La leggenda racconta che nel castello di Torrechiara, durante le notti di plenilunio…

lavorazione_prosciutto22 (1)Seconda tappa: SALUMIFICIO LA PERLA (QUI, PRANZEREMO INSIEME, DEGUSTANDO LE DELIZIE DELLA “FOOD VALLEY”)…
Da oltre 20 anni la famiglia Lanfranchi si dedica alla produzione del “Crudo di Parma“, prodotto unico nel suo genere che con la sua naturalità e la sua inimitabile dolcezza è riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Il Prosciutto Crudo di Parma è un alimento indiscutibilmente sano, con pochi grassi, tante proteine ed un contenuto di colesterolo davvero basso. Insomma, in pochedegustazione21 parole si tratta di un’autentica garanzia.Il diretto controllo in tutte le diverse fasi della produzione ed una meticolsa attenzione nella scelta della materia prima uniti all’esperienza della tradizione collocano Il salumificio “La Perla” tra i principali produttori di questa delizia dal colore roseo e dal profumo delicato riconosciuta da tutto il mondo come autentica “opera d’arte” del gusto e del sapore.

Felino3Terza tappa: CASTELLO DI FELINO…
Il castello oggi conserva integro lo schema quattrocentesco di pesante e robusta costruzione con mura a picco e larghi parapetti bastionati che uniscono i torrioni. In quegli anni fu aggiunta una cappella ed un oratorio offerto a San Pietro, tuttora esistente, completamente affrescato con stemmi di vari casati. Furono anche costruite, nel piano sotterraneo, le prigioni. Nel 1502 l’edificio venne venduto ai Pallavicino per 15.000 ducati d’oro. Poi vennero gli Sforza che dominarono sul castello dal 1540 al 1600. Si succedettero varie famiglie nobili quali i Farnese, i Lampugnani, il Marchese du Tillot, fino ad arrivare ai Vescovi di Parma che lo tennero dal 1775 al 1935. Nel 1974 il castello venne acquistato dagli attuali proprietari. Oggi, dopo oltre un ventennio di accurati restauri, si può ammirare in tutto il suo splendore. Suggestiva e potente è la sua illuminazione notturna al punto di essere visibile a chilometri di distanza..

parma-nel-cuore-del-gusto-2137909310_Museo_del_Salame_mostraQuarta tappa: MUSEO DEL SALAME FELINO…
Per Felino, l’assoluta simbiosi con il maiale e la sua storia risale all’età del bronzo, come documentano i frammenti ossei rinvenuti tra i reperti del villaggio terramaricolo di Monte Leoni, situato sulle colline che sovrastano il paese. In particolare, il primo documento relativo al Salame rintracciato a Parma risale al 1436, quando Niccolò Piccinino, condottiero al soldo del duca di Milano che qui aveva una delle sue basi operative, ordinò che gli si procurassero ‘porchos viginti a carnibus pro sallamine’, ovvero venti maiali per fare salami. La preparazione dei salumi favorì anche lo sviluppo dell’allevamento suino in loco: il numero dei maiali presenti aumentò costantemente nei secoli, tanto che nella seconda metà del Settecento a Felino vi erano circa 2.200 abitanti, 1.400 maiali e 5 produttori-rivenditori di salame e salumi in genere. L’incremento di capacità produttiva realizzato nel corso del 1900 grazie a tecnologie più moderne ha consentito, pur mantenendo inalterate le caratteristiche peculiari del salame di Felino, di incrementare i volumi che si avviano a raggiungere il traguardo delle 8.000 tonnellate annue.


autobusflixbusL’evento, che si terrà domenica, 28 maggio 2017 (con punto di ritrovo, presso la stazione dei treni di Modena), partirà alle 9, con pullman dell’azienda tedesca FlixBus, con accompagnatore/coordinatore e guida turistica certificata dalla Regione Emilia Romagna e si concluderà alle 17:30. Auricolari forniti dallo staff, per un eccellente ascolto del tour. 

Costo del tour (che comprende: ingresso al castello di Torrechiara, ingresso, visita guidata e pranzo al salumificio La Perla, ingresso al castello di Felino, ingresso al museo del Salame, trasporto a/r, con pullman turistico, assicurazione, guida turistica, audio guide):  65,00.

IL TOUR È A NUMERO CHIUSO! PRENOTAZIONI ENTRO IL 15 MAGGIO 2017…

Per partecipare alla visita guidata, è obbligatorio prenotarsi, spedendo un SMS/Whatsapp, al numero +39 3897995877, oppure, mandando un messaggio alla pagina di Facebook “I love Emilia Romagna” (indicate il nome e cognome di ogni partecipante, numero di telefono e almeno un indirizzo email).

La quota di partecipazione, per questioni di esclusività del tour, con ingressi a tappe, pranzo, guida turistica, audio guide, prenotati e remunerati in anticipo, sarà da saldare, entro e non oltre 5 giorni dalla prenotazione, tramite carta di credito (PayPal), oppure, bonifico bancario.

In caso di maltempo, la visita guidata si terrà ugualmente.

Durante l’evento, verranno scattate fotografie, che successivamente, saranno pubblicate sulla pagina di Facebook.


Buon divertimento con le visite guidate di “I love Emilia Romagna”…

Santarcangelo di Romagna (RN), 23 aprile, ore 10: “Tutti giù per terra”. Viaggio nella città sotterranea e nel borgo medievale…

Nel sottosuolo di Santarcangelo di Romagna, c’è una storia sotterranea e misteriosa, dove cavità, pozzi, cunicoli e gallerie, costituiscono una città sotterranea, ai più ancora sconosciuta…


tuttigiuperterra_santarcang“Tutti giù per terra” è un viaggio. Un viaggio misterioso ed emozionante. Una Santarcangelo d’altri tempi. Un sottosuolo ricco di vicende storiche, dove esistono suggestioni e sensazioni uniche, in un mondo sotterraneo, isolato nella sua quiete millenaria.

Un tour davvero singolare, che partirà dalla città sotterranea e arriverà all’antico borgo medievale. Una visita guidata dall’atmosfera suggestiva e indimenticabile.


grotte01-bigPrima tappa: GLI IPOGEI…
Gli ipogei di Santarcangelo, erroneamente definiti tufacei, sono circa 150, scavati nell’arenaria e nell’argilla. Situati nella parte orientale del colle Giove, sono disposti su tre piani. Vengono distinti in “grotte a struttura semplice“ ed altre a “struttura complessa”. I primi presentano solitamente un corridoio con nicchie laterali a pettine e copertura a botte o crociera; i secondi, complessivamente cinque, sono caratterizzati invece da una struttura molto più articolata. Se per i primi si è ipotizzato un uso pratico (depositi, cantine per la conservazione del nostro Sangiovese, grazie ad una temperatura costante di 12/13 gradi), per i secondi non si esclude, invece, una finalità cultuale. ipogei (58)Gli studiosi, a tale proposito, avanzano numerose ipotesi: tombe etrusche, grotte paleocristiane, sacelli per il culto orientale del Dio Mitra, basilichette di monaci Basiliani. Tuttora è un vero mistero! Sappiamo invece con certezza che, indipendentemente dalla loro origine, sono stati ottimi rifugi per gli abitanti della città durante la seconda guerra mondiale, occasione in cui furono messi tutti in comunicazione.

roccaSeconda tappa: ROCCA MALATESTIANA…
Passeggiando in via della Cella, si giunge all’ingresso dell’imponente Rocca, importante baluardo di difesa della famiglia Malatesta. La struttura è caratterizzata da un’alta torre del XIV secolo, così descritta da Cesare Clementini, storico riminese del 1600: “Carlo Malatesta… rizzò da fondamenti una torre, chi’in altezza e beltà superava le più famose e nominate d’Italia e dentro ad essa erano due scale a lumaca per salire e discendere… riputata poco meno che l’ottava meraviglia del mondo”.

porta_campanoneTerza tappa: PORTA DEL CAMPANONE VECCHIO…
Costituisce il più antico accesso della prima fortificazione sorta sul colle Giove. Era sormontata da una torre campanaria fino al 1880 circa, periodo in cui la popolazione, suo malgrado, decise di abbatterla poiché fatiscente. Sono ancora visibili i resti della prima cinta muraria in prossimità della porta, attraversata la quale si compie un viaggio indietro nel tempo. Piccole casette colorate, bastioni e torri caratterizzano le viuzze del borgo antico, giardini pensili e terrazzi adornati con ulivi e fiori invitano il visitatore a soffermarsi un attimo, assorto nella loro contemplazione, inebriato dai mille colori e dagli intensi profumi.

porta_cerveseQuarta tappa: PORTA CERVESE…
Conosciuta anche come “Porta del Sale”, costituisce l’unico accesso rimasto della seconda cinta muraria della città (in passato erano 4). Costruita dalla famiglia Malatesta, è così denominata poiché immette sulla via che in passato collegava Santarcangelo con Cervia, città nota soprattutto per le numerose saline. Munita in origine di un ponte levatoio, mostra tuttora traccia delle corsie per lo scorrimento degli assi.

campanoneQuinta tappa: CAMPANONE
Si erge maestoso (25 metri di altezza) nel cuore del borgo medievale, in piazzetta Galassi; è forse il monumento più identificativo della città. Costruito nel 1893, in stile neogotico con merlatura in alto e coronato dall’immagine di San Michele Arcangelo in ferro battuto a mano indicante la direzione del vento. Il suo profilo ha ispirato numerosi artisti della città ed ha costituito inoltre lo scenario ideale per gli spettacoli più suggestivi del Festival dei Teatri.


L’evento, che si terrà domenica, 23 aprile 2017 (con punto di ritrovo in via Costantino Ruggeri n. 9, davanti alla città sotterranea di Santarcangelo), partirà alle 10, con guida turistica certificata dalla Regione Emilia Romagna e si concluderà alle 13. Auricolari forniti dallo staff, per un eccellente ascolto del tour. 

Costo della sola visita guidata (con ingresso esclusivo presso gli Ipogei + guida turistica + radio guide):  20,00.
Visita guidata + pranzo (con cucina tradizionale o vegetariana, presso il ristorante “La Bosca”):  40,00.
I bambini, sotto i 6 anni di età e i portatori di disabilità, non pagano la visita guidata (pagano per intero, soltanto il pranzo). I ragazzi, dai 7 ai 18 anni, gli over 65, usufruiscono di uno sconto di € 3,00 sul costo del tour.

Per partecipare alla visita guidata, è obbligatorio prenotarsi, spedendo un SMS/Whatsapp, al numero +39 3897995877, oppure, mandando un messaggio alla pagina di Facebook “I love Emilia Romagna” (indicate il nome e cognome di ogni partecipante, numero di telefono e almeno un indirizzo email).

La quota di partecipazione, per questioni di esclusività del tour, con ingressi a tappe, prenotati e remunerati in anticipo, sarà da saldare in anticipo, tramite carta di credito (PayPal), oppure, bonifico bancario.

In caso di maltempo, la visita guidata si terrà ugualmente.

Durante l’evento, verranno scattate fotografie, che successivamente, saranno pubblicate sulla pagina di Facebook.


Buon divertimento con le visite guidate di “I love Emilia Romagna”…

Bologna, 22 aprile, ore 16: “Tutti giù per terra”. Viaggio nei luoghi sotterranei della città…

Nel sottosuolo di Bologna, c’è tutto un mondo da scoprire, che racconta una parte della città a molti sconosciuta: dalle chiese sotterranee, alle civiltà villanoviana, etrusca e romana, ai canali nascosti, fino al rifugio antiaereo, utilizzato durante la seconda guerra mondiale…


tuttigiuperterra_bologna“Tutti giù per terra” è un viaggio. Un viaggio nella Bologna antica. Una Bologna d’altri tempi. Un sottosuolo ricco di vicende storiche che partono dall’età villanoviana e arrivano ai giorni terribili della seconda guerra mondiale.

Un tour davvero singolare, che partirà dalla Cripta di San Vitale e Agricola, toccherà gli scavi di Sala Borsa, farà tappa in uno scorcio di una Piccola Venezia d’altri tempi, con i suoi corsi d’acqua e terminerà nel rifugio antiaereo, situato al di sotto del parco della Montagnola.

2004-cripta_4Prima tappa: CRIPTA DI SAN VITALE E AGRICOLA…
La chiesa si vuole innalzata sui resti dell’Arena romana dove, secondo la tradizione, sotto l’impero di Diocleziano, subirono il martirio i Santi Vitale e Agricola, i cui corpi furono riconosciuti da sant’Ambrogio durante la visita compiuta a Bologna nel 392. Ricostruita dalle monache benedettine nel secolo XVI, ospita pregevoli opere artistiche tra cui  la rinascimentale cappella di S. Maria degli Angeli attribuita a Gasparo Nadi e una suggestiva cripta millenaria, unico resto della chiesa primitiva. È una delle “sette chiese di Bologna”. Pare che qui sorgesse l’arena di Bononia dove combattevano i gladiatori e, sempre in questo luogo, hanno trovato il martirio Vitale e Agricola. È considerata una delle prime chiese sotterranee che ricordano le catacombe romane. La cripta che si trova nella chiesa é quindi una grande testimonianza storica.

salaborsascavi_gallerySeconda tappa: SCAVI DI SALA BORSA…
Sotto il cristallo della piazza coperta si possono ammirare gli antichi scavi e la sedimentazione delle varie civiltà in uno scenario di armonia e di luce. Rivivono così secoli di storia, dai primi insediamenti di capanne della civiltà villanoviana del VII secolo a.C., alla Felsina etrusca, alla Bononia romana fondata nel 189 a.C. Che cosa sia stata nel tempo la parte nord del palazzo di città che si affaccia su piazza Nettuno ce lo raccontano gli scavi archeologici intrapresi nel corso dei lavori dell’attuale sistemazione di Sala Borsa. Le tracce di edifici pubblici e religiosi e l’assetto urbanistico testimoniano che il luogo è stato fin dalle origini il baricentro della vita pubblica cittadina. La stratigrafia degli scavi scopre le trasformazioni che si sono verificate in età romana fino a quando, tra la fine del V sec. ed il VII sec. d.C., l’area subisce sempre più marcati fenomeni di degrado, dal crollo delle strutture a spogli del materiale di pregio. La depauperazione del territorio provoca una notevole riduzione degli edifici, fino alla loro quasi totale scomparsa all’inizio dell’alto medioevo.

canale delle moline a bolognaTerza tappa: ACQUE NASCOSTE A BOLOGNA (visita ai canali di via Piella e via Malcontenti)…
Bologna fu uno dei porti più importanti come volume di traffico: 2500 navi con un volume di 200.000 tonnellate di merce in movimento all’anno. Bologna nasconde un complesso reticolo di circa 60 km di vie d’acqua, soltanto in parte visibile. Fin dal XII secolo la città si dota di un sistema idraulico artificiale composto da chiuse, canali e condutture sotterranee che distribuivano l’acqua, utilizzata prevalentemente come fonte di energia per le attività produttive. I Canali di Savena e di Reno sono stati costruiti in epoca medievale per portare le acque dei due fiumi nel cuore della città. Dalla Chiusa di San Ruffillo sul torrente Savena ha origine il canale omonimo che entra nel centro storico a Porta Castiglione. Il Canale di Reno nasce da una grande chiusa che si trova nel vicino Comune di Casalecchio di Reno ed in città scorre al di sotto delle vie della Grada e Riva di Reno, sino a via Capo di Lucca. Le loro acque, una volta uscite dal centro, confluiscono nel Navile,porto_bolognacanale un tempo navigabile, lungo 36 km, che consentiva i collegamenti con le città del Nord ed il commercio internazionale. Le città progredite e industriose avevano bisogno di acqua e Bologna riuscì ad imporre ai suoi fiumi e torrenti un dominio tecnico vicino alla perfezione imbrigliandoli in una serie di canali, di chiuse e di chiaviche che consentiva la navigazione mercantile e l’attivazione di opifici e mulini. Della fitta rete di canali che attraversavano la città, in superficie restano i nomi delle vie (via del Porto, via Riva di Reno, via Val D’Aposa, via delle Moline, via Savenella) ed alcuni suggestivi scorci come la “finestrella di via Piella” (la Piccola Venezia), che si affaccia sul canale delle Moline.

rifugio2Quarta tappa: RIFUGIO ANTIAEREO DEL PINCIO…
Sotto la minaccia di probabili attacchi aerei sulla città è approvato dal Comune il progetto per un grande rifugio sotto la Montagnola. Come primo provvedimento viene sgomberato in fretta il magazzino comunale del Pincio, dove è depositata una grande quantità di legna e altro materiale. Si tratta dei resti di una ghiacciaia dell’antico “castello del papa”, più volte edificato, tra il XIV e il XVI secolo, nei pressi di Porta Galliera e più volte distrutto dai bolognesi. Il ricovero antibomba è appaltato alla ditta Del Fante, che innanzitutto edifica una serie di bagni, con scarico nel vicino torrente Aposa, e un rifugio antigas dotato di porte stagne, che durante la guerra sarà utilizzato come infermeria. L’allestimento del primo lotto del rifugio procederà speditamente e la consegna avverrà il 12 giugno, con un mese di anticipo rispetto al previsto. Il colosso blindato comincerà ad essere utilizzato, e spesso abitato in pianta stabile, dopo le prime incursioni aeree, in particolare dopo quella disastrosa del 24 luglio, che colpirà in più punti il centro cittadino. Il primo lotto sarà in seguito prolungato con un enorme tubo in muratura, che porterà la capienza complessiva a 2.500 persone. Nel 1944 saranno aggiunte altre gallerie, con ingressi dal giardino della Montagnola, da via Indipendenza e da via del Pallone. Intitolato, dopo la sua uccisione, all’ex segretario del PNF Ettore Muti, il grande rifugio della Montagnola sarà l’ultimo ad essere completamente sgomberato: ospiterà alcune famiglie sfollate fino al 1947, ben oltre il termine del conflitto.


L’evento, che si terrà sabato, 22 aprile 2017 (con punto di ritrovo presso piazza di Porta Ravegnana, sotto alle Due Torri), partirà alle 14:30 e alle 14:45, con guida turistica certificata dalla Regione Emilia Romagna e si concluderà dopo due ore e trenta. Auricolari forniti dallo staff, per un eccellente ascolto del tour. 

Costo della sola visita guidata (con ingresso esclusivo presso la Cripta di San Vitale e Agricola, gli scavi di Sala Borsa e il rifugio antiaereo del Pincio + guida turistica + radio guide):  25,00.
Visita guidata + cena (con cucina tradizionale o vegetariana, presso la “Trattoria Belfiore”):  45,00.
I bambini, sotto i 6 anni di età e i portatori di disabilità, non pagano la visita guidata (pagano per intero, soltanto la cena). I ragazzi, dai 7 ai 18 anni, gli over 65, usufruiscono di uno sconto di € 5,00 sul costo della visita guidata.

Per partecipare alla visita guidata, è obbligatorio prenotarsi, spedendo un SMS/Whatsapp, al numero +39 3897995877, oppure, mandando un messaggio alla pagina di Facebook “I love Emilia Romagna” (indicate il nome e cognome di ogni partecipante, numero di telefono e almeno un indirizzo email).

La quota di partecipazione, per questioni di esclusività del tour, con ingressi a tappe, prenotati e remunerati in anticipo, sarà da saldare in anticipo, tramite carta di credito (PayPal), oppure, bonifico bancario.

In caso di maltempo, la visita guidata si terrà ugualmente, perché completamente al chiuso (verrà modificato esclusivamente il punto di ritrovo).

Durante l’evento, verranno scattate fotografie, che successivamente, saranno pubblicate sulla pagina di Facebook.


Buon divertimento con le visite guidate di “I love Emilia Romagna”…

Bologna, 14 aprile 2017: Le sei leggende (visita guidata, serale). Viaggio alla scoperta dell’altra faccia dei monumenti…

Le sei leggende: alla scoperta di Bologna e del suo centro storico, attraverso uno scenario unico…


sei_leggendeÈ antico il fascino di Bologna. Come un’ombra, percorre da secoli i vicoli del centro storico, i monumenti e i portici che hanno reso celebre nel mondo la città. Tutti conoscono la Bologna “dotta”, “grassa” e “turrita”, ma solo in pochi conoscono i segreti, gli enigmi e i gialli del capoluogo emiliano…

Sono innumerevoli i misteri custoditi dagli antichi portici della città di Bologna, così come le storie insolite che si raccontano all’ombra dei suoi vicoli medievali. Città dalla vocazione culturale e multietnica, sede della prima università del mondo, Bologna è una città ammantata di un fascino arcano. Un set perfetto, insomma, per raccontare gli enigmi e i segreti, nascosti dietro ad alcuni monumenti del centro storico…

torregalluzziPRIMA TAPPA: TORRE GALLUZZI…
La visita guidata partirà da torre Galluzzi, situata a pochi passi da piazza Maggiore, all’interno di un complesso di edifici protetto dal mondo esterno. Torre Galluzzi è stata lo sfondo di una triste vicenda nota come “Giulietta & Romeo alla Bolognese”. Parleremo insieme della vicenda, tratta da una storia vera…

gregorioXIIISECONDA TAPPA: PAPA GREGORIO XIII…
Il papa che visse due volte: a Ugo Boncompagni, passato alla storia con il nome di papa Gregorio XIII, il cui pontificato è stato uno dei più significativi dell’intera cristianità, sono collegate alcune profezie e leggende, avute luogo proprio negli anni in cui, questo papa bolognese, fu in carica. Inoltre? Qual è il legame della statua che lo raffigura con San Petronio, santo protettore della città di Bologna?

sanpetronio_seraTERZA TAPPA: BASILICA DI SAN PETRONIO…
La Basilica di San Petronio, seconda tappa del tour, custodisce alcuni segreti destinati a rimanere senza risoluzione. Entrando, all’interno della prima cappella a destra si può vedere una statua in terracotta policroma risalente al xv secolo. Raffigura un soldato disteso che tiene tra le mani una spada. La prima cosa che salta agli occhi è che il soldato in questione non ha un nome. Di chi si tratta?

sanpietroQUARTA TAPPA: CATTEDRALE DI SAN PIETRO…
E mentre gli studiosi continuano a indagare per fare chiarezza sulle sepolture anomale e sui teschi chiodati di San Pietro, emerge un ritratto inedito di una città dalle molteplici identità: la Bologna dei vampiri. La cattedrale, sarà proprio la nostra seconda tappa del mistero.

casaisolaniQUINTA TAPPA: PORTICO DI CORTE ISOLANI…
Gli enigmi sotto i portici: Casa Isolani rappresenta uno dei rari esempi superstiti di costruzione civile del XIII secolo. Vanta il portico in legno più elevato della città; travi in quercia di ben nove metri sostengono il terzo piano dell’edificio. Il viaggiatore attento non può non notare che sull’altissimo soffitto del portico sono conficcate tre frecce. E ci sono altrettante leggende che cercano di spiegarne la presenza…

santostefanoseraSESTA E ULTIMA TAPPA: LE SETTE CHIESE…
Il complesso di Santo Stefano è uno dei luoghi più antichi di Bologna, ed è comunemente conosciuto come “le Sette Chiese”. Il motivo è che, un tempo, ospitava ben sette edifici sacri, anche se oggi ne sono sopravvissuti soltanto quattro. C’è un mistero riguardo alla sua origine. Pare che in antichità, nell’area dove oggi sorge il complesso stefaniano, ci fosse un tempio dedicato a Iside, la dea della maternità e della fertilità.


L’evento, che si terrà venerdì, 14 aprile 2017 (con punto di ritrovo presso piazza Galvani, davanti alla Banca di Bologna), partirà alle ore 20, con guida turistica certificata dalla Regione Emilia Romagna e si concluderà dopo un paio d’ore. Auricolari forniti dallo staff, per un eccellente ascolto del tour. 

Costo della sola visita guidata (con guida turistica + radio guide):  19,00.
Visita guidata + cena (con cucina tradizionale o vegetariana, presso la “Trattoria Belfiore”):  39,00.
I bambini, sotto i 6 anni di età e i portatori di disabilità, non pagano la visita guidata (pagano per intero, soltanto la cena). I ragazzi, dai 7 ai 18 anni, gli over 65, usufruiscono di uno sconto di € 2,00 sul costo del tour.

Per partecipare alla visita guidata, è obbligatorio prenotarsi, spedendo un SMS/Whatsapp, al numero +39 3897995877, oppure, mandando un messaggio alla pagina di Facebook “I love Emilia Romagna” (indicate il nome e cognome di ogni partecipante, numero di telefono e almeno un indirizzo email).

La quota di partecipazione, per questioni logistiche e amministrative, sarà da saldare in anticipo, tramite carta di credito (PayPal), oppure, bonifico bancario.

In caso di maltempo, la visita guidata si effettuerà ugualmente.

Durante l’evento, verranno scattate fotografie, che successivamente, saranno pubblicate sulla pagina di Facebook.


Buon divertimento con le visite guidate di “I love Emilia Romagna”…

Bologna, 9 aprile 2017: “Storie di eterne melodie”. Seguendo le tracce e i misteri della musica, nella città della musica, da Mozart a Rossini…

Parlare di Bologna, senza citarne la fervida realtà musicale che la contraddistingue, è praticamente impossibile. In effetti, anche l’UNESCO, nel 2006, l’ha dichiarata “città creativa della musica”. Camminando per le vie del centro, ripercorreremo le tappe di grandi maestri, che hanno fatto la storia della musica, passando anche per Bologna (con aneddoti e misteri, che il grande pubblico non conosce)…

 

storie_di_eterne_melodie“Storie di eterne melodie” è un viaggio. Un viaggio nella città della musica. Una Bologna che ha intrinseca, nella propria storia, la cultura della musica. Le prime tracce riguardanti l’attività musicale bolognese risalgono al Duecento, ma il fermento vero e proprio va a coincidere con gli anni dell’amministrazione pontificia.

Un tour davvero singolare, che partirà dal convento di San Domenico, toccherà la basilica di San Petronio, farà tappa in uno scorcio di Rossini, terminando con l’Accademia Filarmonica. I protagonisti indiscussi saranno la musica e artisti quali Mozart, Rossini e Donizetti, che a Bologna hanno studiato e vissuto.

MozartVeronadallaRosaPrima tappa: CONVENTO DI SAN DOMENICO, PIANO DI MOZART…
La chiesa di San Domenico e l’annesso convento costituiscono uno dei più importanti complessi monumentali della città. Lungo le navate laterali si aprono numerose cappelle riccamente decorate. La basilica conserva – e qui, si fonda la prima tappa del tour – l’organo su cui studiò Wolfgang Amadeus Mozart, quando soggiornò a Bologna (Mozart, nel 1770 aveva 14 anni ed era impegnato, sotto la guida del padre, in un viaggio in Italia. Il primo soggiorno bolognese di Mozart ebbe luogo nel marzo dello stesso anno. Inoltre, dal 20 luglio al 18 ottobre. In quell’occasione, Mozart prese lezioni da Giovanni Battista Martini, proprio sul piano conservato nella chiesta di San Domenico).

organo_s_petronio_bolognaSeconda tappa: ORGANO MONUMENTALE DI SAN PETRONIO…

La basilica di San Petronio è la chiesa principale di Bologna: domina l’antistante piazza Maggiore e, nonostante sia ampiamente incompiuta, è la sesta chiesa più grande d’Europa. Ai due lati dell’altare maggiore, sopra delle apposite cantorie, si trovano due organi a canne, tra i più antichi d’Italia e gli unici, ancora funzionanti. Il più antico è quello situato sul lato destro del presbiterio: un capolavoro che venne costruito nel 1400 e, pur essendo stato rimaneggiato nei secoli, è il più antico degli organi italiani giunti fino a noi. Nel corso dei secoli, entrambi gli strumenti hanno subito alcune modifiche ed entrambi sono stati, nel corso del tempo, restaurati.

casa_rossiniTerza tappa: CASA ROSSINI…
Il palazzo, acquistato nel 1824 dal celebre compositore pesarese Gioacchino Rossini, fu la dimora del musicista per circa vent’anni, prima del suo trasferimento a Parigi. Sulla facciata principale troneggia un distico latino che recita: “Non è il padrone che deve inorgoglirsi della casa, ma la casa del padrone”, mentre su quella laterale, tra note musicali, si legge il distico “Accompagna i versi con le sette note musicali, in mezzo ad un profumato boschetto di alloro”…

Sala Mozart 3 ©Diego_RavettiQuarta tappa: ACCADEMIA FILARMONICA…
L’Accademia Filarmonica di Bologna venne fondata nel 1666 dal nobile Vincenzo Maria Carrati, con sede nel palazzo di famiglia, nell’attuale via Guerrazzi 13. Lo scopo fu quello di radunare musicisti professionisti “acciò havere filo et unione da non disunirsi e rendere buon suono”. “Unitate melos” è il motto coniato fin dalla fondazione, che oggi gli accademici amano interpretare come “musica nella condivisione”, a sottolineare che tutte le attività sono realizzate grazie a preziose sinergie con diverse realtà musicali, culturali e formative del territorio. Nel corso della sua storia plurisecolare, l’Accademia rappresentò sempre un punto di riferimento nella vita culturale bolognese fino a divenire, nella seconda metà del Settecento, una delle istituzioni più alte della cultura musicale europea, attraverso la guida di Padre Martini. Anche grazie al suo apporto, la fama dell’Accademia si allargò ben oltre i confini cittadini e nazionali ed il numero di aspiranti al grado di “Maestro compositore”, titolo che l’istituzione bolognese poteva rilasciare al pari della romana Accademia di Santa Cecilia, crebbe notevolmente. Anche il giovane Mozart cercò l’ambita patente accademica: accompagnato dal padre Leopold, giunse a Bologna nel 1770, ospite del conte Gian Luca Pallavicini, per addestrarsi sotto la guida di Padre Martini nella composizione contrappuntistica. Mozart ottenne il diploma di “Maestro compositore” il 9 ottobre 1770. La composizione autografa del giovane Amadeus conservata nell’archivio storico dell’Accademia è la seconda versione del compito: la prima, considerata non confacente alle regole, fu ampiamente riveduta da padre Martini, ed è tale versione che poi Mozart ricopiò e consegnò. A Mozart l’Accademia, nel 1884, intitolò l’attuale sala dei concerti. Dopo l’unità d’Italia, l’Accademia ottenne l’approvazione degli attuali statuti come Regia Accademia Filarmonica (6 novembre 1880). Durante l’Ottocento l’istituzione accentuò i suoi caratteri di sodalizio onorifico aggregando artisti di chiara fama del mondo musicale internazionale: Rossini, Verdi, Wagner, Liszt, Boito, Puccini, Brahms … Tale pratica continuò anche nel Novecento, fino ai giorni nostri, con aggregazioni onorarie conferite a musicisti come Claudio Abbado, Sergiu Celibidache, Carlo Maria Giulini, Riccardo Muti, Mstislav Rostropovič, Mariella Devia, Mirella Freni, Nicolai Ghiaurov, Ruggero Raimondi, Joan Sutherland, Luciano Berio, Azio Corghi, Adriano Guarnieri, Giacomo Manzoni, Sir Peter Maxwell Davies, Karlheinz Stockhausen, a musicologi come Nino Pirrotta, nonché a benemeriti nel campo dell’organizzazione artistica come Carlo Maria Badini, Jack Lang, Fabio Roversi-Monaco e Marco Cammelli.


L’evento, che si terrà il 9 aprile 2017 (con punto di ritrovo in piazza San Domenico, davanti alla chiesa – piazza San Domenico n. 13), partirà alle ore 10, con guida turistica certificata dalla Regione Emilia Romagna e si concluderà alle 13 (con pranzo tradizionale o vegetariano, la conclusione è prevista per le ore 14:45). Auricolari forniti dallo staff, per un eccellente ascolto del tour. 

Costo della sola visita guidata (con ingresso esclusivo alla chiesa di San Domenico, alla basilica di San Petronio e all’Accademia Filarmonica + guida turistica + radio guide):  25,00.
Visita guidata + pranzo (con cucina tradizionale o vegetariana, presso la “Trattoria Belfiore”):  45,00.
I bambini, sotto i 6 anni di età e i portatori di disabilità, non pagano la visita guidata (pagano per intero, soltanto la cena). I ragazzi, dai 7 ai 18 anni, gli over 65, usufruiscono di uno sconto di € 5,00 sul costo della visita guidata.

Per partecipare alla visita guidata, è obbligatorio prenotarsi, spedendo un SMS/Whatsapp, al numero +39 3897995877, oppure, mandando un messaggio alla pagina di Facebook “I love Emilia Romagna” (indicate il nome e cognome di ogni partecipante, numero di telefono e almeno un indirizzo email).

La quota di partecipazione, per questioni di esclusività del tour, con ingressi a tappe, prenotati e remunerati in anticipo, sarà da saldare in anticipo, tramite carta di credito (PayPal), oppure, bonifico bancario.

In caso di maltempo, la visita guidata si terrà ugualmente, perché completamente al chiuso (verrà modificato esclusivamente il punto di ritrovo).

Durante l’evento, verranno scattate fotografie, che successivamente, saranno pubblicate sulla pagina di Facebook.


Buon divertimento con le visite guidate di “I love Emilia Romagna”…

Bologna, 25 e 26 marzo 2017 (ultima data), ore 16: “Tutti giù per terra”. Viaggio nei luoghi sotterranei della città…

Nel sottosuolo di Bologna, c’è tutto un mondo da scoprire, che racconta una parte della città a molti sconosciuta: dalle chiese sotterranee, alle civiltà villanoviana, etrusca e romana, ai canali nascosti, fino al rifugio antiaereo, utilizzato durante la seconda guerra mondiale…


tuttigiuperterra_bologna“Tutti giù per terra” è un viaggio. Un viaggio nella Bologna antica. Una Bologna d’altri tempi. Un sottosuolo ricco di vicende storiche che partono dall’età villanoviana e arrivano ai giorni terribili della seconda guerra mondiale.

Un tour davvero singolare, che partirà dalla Cripta di San Vitale e Agricola, toccherà gli scavi di Sala Borsa, farà tappa in uno scorcio di una Piccola Venezia d’altri tempi, con i suoi corsi d’acqua e terminerà nel rifugio antiaereo, situato al di sotto del parco della Montagnola.

2004-cripta_4Prima tappa: CRIPTA DI SAN VITALE E AGRICOLA…
La chiesa si vuole innalzata sui resti dell’Arena romana dove, secondo la tradizione, sotto l’impero di Diocleziano, subirono il martirio i Santi Vitale e Agricola, i cui corpi furono riconosciuti da sant’Ambrogio durante la visita compiuta a Bologna nel 392. Ricostruita dalle monache benedettine nel secolo XVI, ospita pregevoli opere artistiche tra cui  la rinascimentale cappella di S. Maria degli Angeli attribuita a Gasparo Nadi e una suggestiva cripta millenaria, unico resto della chiesa primitiva. È una delle “sette chiese di Bologna”. Pare che qui sorgesse l’arena di Bononia dove combattevano i gladiatori e, sempre in questo luogo, hanno trovato il martirio Vitale e Agricola. È considerata una delle prime chiese sotterranee che ricordano le catacombe romane. La cripta che si trova nella chiesa é quindi una grande testimonianza storica.

salaborsascavi_gallerySeconda tappa: SCAVI DI SALA BORSA…
Sotto il cristallo della piazza coperta si possono ammirare gli antichi scavi e la sedimentazione delle varie civiltà in uno scenario di armonia e di luce. Rivivono così secoli di storia, dai primi insediamenti di capanne della civiltà villanoviana del VII secolo a.C., alla Felsina etrusca, alla Bononia romana fondata nel 189 a.C. Che cosa sia stata nel tempo la parte nord del palazzo di città che si affaccia su piazza Nettuno ce lo raccontano gli scavi archeologici intrapresi nel corso dei lavori dell’attuale sistemazione di Sala Borsa. Le tracce di edifici pubblici e religiosi e l’assetto urbanistico testimoniano che il luogo è stato fin dalle origini il baricentro della vita pubblica cittadina. La stratigrafia degli scavi scopre le trasformazioni che si sono verificate in età romana fino a quando, tra la fine del V sec. ed il VII sec. d.C., l’area subisce sempre più marcati fenomeni di degrado, dal crollo delle strutture a spogli del materiale di pregio. La depauperazione del territorio provoca una notevole riduzione degli edifici, fino alla loro quasi totale scomparsa all’inizio dell’alto medioevo.

canale delle moline a bolognaTerza tappa: ACQUE NASCOSTE A BOLOGNA (visita ai canali di via Piella e via Malcontenti)…
Bologna fu uno dei porti più importanti come volume di traffico: 2500 navi con un volume di 200.000 tonnellate di merce in movimento all’anno. Bologna nasconde un complesso reticolo di circa 60 km di vie d’acqua, soltanto in parte visibile. Fin dal XII secolo la città si dota di un sistema idraulico artificiale composto da chiuse, canali e condutture sotterranee che distribuivano l’acqua, utilizzata prevalentemente come fonte di energia per le attività produttive. I Canali di Savena e di Reno sono stati costruiti in epoca medievale per portare le acque dei due fiumi nel cuore della città. Dalla Chiusa di San Ruffillo sul torrente Savena ha origine il canale omonimo che entra nel centro storico a Porta Castiglione. Il Canale di Reno nasce da una grande chiusa che si trova nel vicino Comune di Casalecchio di Reno ed in città scorre al di sotto delle vie della Grada e Riva di Reno, sino a via Capo di Lucca. Le loro acque, una volta uscite dal centro, confluiscono nel Navile,porto_bolognacanale un tempo navigabile, lungo 36 km, che consentiva i collegamenti con le città del Nord ed il commercio internazionale. Le città progredite e industriose avevano bisogno di acqua e Bologna riuscì ad imporre ai suoi fiumi e torrenti un dominio tecnico vicino alla perfezione imbrigliandoli in una serie di canali, di chiuse e di chiaviche che consentiva la navigazione mercantile e l’attivazione di opifici e mulini. Della fitta rete di canali che attraversavano la città, in superficie restano i nomi delle vie (via del Porto, via Riva di Reno, via Val D’Aposa, via delle Moline, via Savenella) ed alcuni suggestivi scorci come la “finestrella di via Piella” (la Piccola Venezia), che si affaccia sul canale delle Moline.

rifugio2Quarta tappa: RIFUGIO ANTIAEREO DEL PINCIO…
Sotto la minaccia di probabili attacchi aerei sulla città è approvato dal Comune il progetto per un grande rifugio sotto la Montagnola. Come primo provvedimento viene sgomberato in fretta il magazzino comunale del Pincio, dove è depositata una grande quantità di legna e altro materiale. Si tratta dei resti di una ghiacciaia dell’antico “castello del papa”, più volte edificato, tra il XIV e il XVI secolo, nei pressi di Porta Galliera e più volte distrutto dai bolognesi. Il ricovero antibomba è appaltato alla ditta Del Fante, che innanzitutto edifica una serie di bagni, con scarico nel vicino torrente Aposa, e un rifugio antigas dotato di porte stagne, che durante la guerra sarà utilizzato come infermeria. L’allestimento del primo lotto del rifugio procederà speditamente e la consegna avverrà il 12 giugno, con un mese di anticipo rispetto al previsto. Il colosso blindato comincerà ad essere utilizzato, e spesso abitato in pianta stabile, dopo le prime incursioni aeree, in particolare dopo quella disastrosa del 24 luglio, che colpirà in più punti il centro cittadino. Il primo lotto sarà in seguito prolungato con un enorme tubo in muratura, che porterà la capienza complessiva a 2.500 persone. Nel 1944 saranno aggiunte altre gallerie, con ingressi dal giardino della Montagnola, da via Indipendenza e da via del Pallone. Intitolato, dopo la sua uccisione, all’ex segretario del PNF Ettore Muti, il grande rifugio della Montagnola sarà l’ultimo ad essere completamente sgomberato: ospiterà alcune famiglie sfollate fino al 1947, ben oltre il termine del conflitto.


I due eventi, che si terranno sabato, 25 marzo e domenica, 26 marzo 2017 (con punto di ritrovo presso Dynamo, la Velostazione, via dell’Indipendenza n. 70/Z, il 25 marzo e in piazza Maggiore, davanti agli scalini di San Petronio, il 26 marzo), partiranno seguendo questa turnazione: sabato, 25/03, alle 15:30, 16 e 16:30 e domenica, 26/03, alle 15, 15:30 e 16, con guida turistica certificata dalla Regione Emilia Romagna e si concluderanno dopo un paio d’ore. Auricolari forniti dallo staff, per un eccellente ascolto del tour. 

Costo della sola visita guidata (con ingresso esclusivo presso la Cripta di San Vitale e Agricola, gli scavi di Sala Borsa e il rifugio antiaereo del Pincio + guida turistica + radio guide):  25,00.
Visita guidata + cena (con cucina tradizionale o vegetariana, presso la “Trattoria Belfiore”):  45,00.
I bambini, sotto i 6 anni di età e i portatori di disabilità, non pagano la visita guidata (pagano per intero, soltanto la cena). I ragazzi, dai 7 ai 18 anni, gli over 65, usufruiscono di uno sconto di € 5,00 sul costo della visita guidata.

Per partecipare alla visita guidata, è obbligatorio prenotarsi, spedendo un SMS/Whatsapp, al numero +39 3897995877, oppure, mandando un messaggio alla pagina di Facebook “I love Emilia Romagna” (indicate il nome e cognome di ogni partecipante, numero di telefono e almeno un indirizzo email).

La quota di partecipazione, per questioni di esclusività del tour, con ingressi a tappe, prenotati e remunerati in anticipo, sarà da saldare in anticipo, tramite carta di credito (PayPal), oppure, bonifico bancario.

In caso di maltempo, la visita guidata si terrà ugualmente, perché completamente al chiuso (verrà modificato esclusivamente il punto di ritrovo).

Durante l’evento, verranno scattate fotografie, che successivamente, saranno pubblicate sulla pagina di Facebook.


Buon divertimento con le visite guidate di “I love Emilia Romagna”…