Bologna, 21 gennaio 2017, ore 16: “Tutti giù per terra”. Viaggio nei luoghi sotterranei della città…

Nel sottosuolo di Bologna, c’è tutto un mondo da scoprire, che racconta una parte della città a molti sconosciuta: dalle chiese sotterranee, alle civiltà villanoviana, etrusca e romana, ai canali nascosti, fino al rifugio antiaereo, utilizzato durante la seconda guerra mondiale…


tuttigiuperterra_bologna“Tutti giù per terra” è un viaggio. Un viaggio nella Bologna antica. Una Bologna d’altri tempi. Un sottosuolo ricco di vicende storiche che partono dall’età villanoviana e arrivano ai giorni terribili della seconda guerra mondiale.

Un tour davvero singolare, che partirà dalla Cripta di San Vitale e Agricola, toccherà gli scavi di Sala Borsa, farà tappa in uno scorcio di una Piccola Venezia d’altri tempi, con i suoi corsi d’acqua e terminerà nel rifugio antiaereo, situato al di sotto del parco della Montagnola.

2004-cripta_4Prima tappa: CRIPTA DI SAN VITALE E AGRICOLA…
La chiesa si vuole innalzata sui resti dell’Arena romana dove, secondo la tradizione, sotto l’impero di Diocleziano, subirono il martirio i Santi Vitale e Agricola, i cui corpi furono riconosciuti da sant’Ambrogio durante la visita compiuta a Bologna nel 392. Ricostruita dalle monache benedettine nel secolo XVI, ospita pregevoli opere artistiche tra cui  la rinascimentale cappella di S. Maria degli Angeli attribuita a Gasparo Nadi e una suggestiva cripta millenaria, unico resto della chiesa primitiva. È una delle “sette chiese di Bologna”. Pare che qui sorgesse l’arena di Bononia dove combattevano i gladiatori e, sempre in questo luogo, hanno trovato il martirio Vitale e Agricola. È considerata una delle prime chiese sotterranee che ricordano le catacombe romane. La cripta che si trova nella chiesa é quindi una grande testimonianza storica.

salaborsascavi_gallerySeconda tappa: GLI SCAVI DI SALA BORSA…
Sotto il cristallo della piazza coperta si possono ammirare gli antichi scavi e la sedimentazione delle varie civiltà in uno scenario di armonia e di luce. Rivivono così secoli di storia, dai primi insediamenti di capanne della civiltà villanoviana del VII secolo a.C., alla Felsina etrusca, alla Bononia romana fondata nel 189 a.C. Che cosa sia stata nel tempo la parte nord del palazzo di città che si affaccia su piazza Nettuno ce lo raccontano gli scavi archeologici intrapresi nel corso dei lavori dell’attuale sistemazione di Sala Borsa. Le tracce di edifici pubblici e religiosi e l’assetto urbanistico testimoniano che il luogo è stato fin dalle origini il baricentro della vita pubblica cittadina. La stratigrafia degli scavi scopre le trasformazioni che si sono verificate in età romana fino a quando, tra la fine del V sec. ed il VII sec. d.C., l’area subisce sempre più marcati fenomeni di degrado, dal crollo delle strutture a spogli del materiale di pregio. La depauperazione del territorio provoca una notevole riduzione degli edifici, fino alla loro quasi totale scomparsa all’inizio dell’alto medioevo.

canale delle moline a bolognaTerza tappa: ACQUE NASCOSTE A BOLOGNA…
Bologna fu uno dei porti più importanti come volume di traffico: 2500 navi con un volume di 200.000 tonnellate di merce in movimento all’anno. Bologna nasconde un complesso reticolo di circa 60 km di vie d’acqua, soltanto in parte visibile. Fin dal XII secolo la città si dota di un sistema idraulico artificiale composto da chiuse, canali e condutture sotterranee che distribuivano l’acqua, utilizzata prevalentemente come fonte di energia per le attività produttive. I Canali di Savena e di Reno sono stati costruiti in epoca medievale per portare le acque dei due fiumi nel cuore della città. Dalla Chiusa di San Ruffillo sul torrente Savena ha origine il canale omonimo che entra nel centro storico a Porta Castiglione. Il Canale di Reno nasce da una grande chiusa che si trova nel vicino Comune di Casalecchio di Reno ed in città scorre al di sotto delle vie della Grada e Riva di Reno, sino a via Capo di Lucca. Le loro acque, una volta uscite dal centro, confluiscono nel Navile,porto_bolognacanale un tempo navigabile, lungo 36 km, che consentiva i collegamenti con le città del Nord ed il commercio internazionale. Le città progredite e industriose avevano bisogno di acqua e Bologna riuscì ad imporre ai suoi fiumi e torrenti un dominio tecnico vicino alla perfezione imbrigliandoli in una serie di canali, di chiuse e di chiaviche che consentiva la navigazione mercantile e l’attivazione di opifici e mulini. Della fitta rete di canali che attraversavano la città, in superficie restano i nomi delle vie (via del Porto, via Riva di Reno, via Val D’Aposa, via delle Moline, via Savenella) ed alcuni suggestivi scorci come la “finestrella di via Piella” (la Piccola Venezia), che si affaccia sul canale delle Moline. I percorsi dei canali bolognesi sono sotterranei.

rifugio2Quarta tappa: RIFUGIO ANTIAEREO DEL PINCIO…
Sotto la minaccia di probabili attacchi aerei sulla città è approvato dal Comune il progetto per un grande rifugio sotto la Montagnola. Come primo provvedimento viene sgomberato in fretta il magazzino comunale del Pincio, dove è depositata una grande quantità di legna e altro materiale. Si tratta dei resti di una ghiacciaia dell’antico “castello del papa”, più volte edificato, tra il XIV e il XVI secolo, nei pressi di Porta Galliera e più volte distrutto dai bolognesi. Il ricovero antibomba è appaltato alla ditta Del Fante, che innanzitutto edifica una serie di bagni, con scarico nel vicino torrente Aposa, e un rifugio antigas dotato di porte stagne, che durante la guerra sarà utilizzato come infermeria. L’allestimento del primo lotto del rifugio procederà speditamente e la consegna avverrà il 12 giugno, con un mese di anticipo rispetto al previsto. Il colosso blindato comincerà ad essere utilizzato, e spesso abitato in pianta stabile, dopo le prime incursioni aeree, in particolare dopo quella disastrosa del 24 luglio, che colpirà in più punti il centro cittadino. Il primo lotto sarà in seguito prolungato con un enorme tubo in muratura, che porterà la capienza complessiva a 2.500 persone. Nel 1944 saranno aggiunte altre gallerie, con ingressi dal giardino della Montagnola, da via Indipendenza e da via del Pallone. Intitolato, dopo la sua uccisione, all’ex segretario del PNF Ettore Muti, il grande rifugio della Montagnola sarà l’ultimo ad essere completamente sgomberato: ospiterà alcune famiglie sfollate fino al 1947, ben oltre il termine del conflitto.


L’evento, che si terrà sabato, 21 gennaio 2017 (con punto di ritrovo in Piazza di Porta Ravegnana, sotto alle Due Torri), partirà alle ore 16 (secondo turno, se necessario, alle ore 16:30), con guida turistica certificata dalla Regione Emilia Romagna e si concluderà alle 18:30 (secondo turno, se necessario, alle ore 19; con cena tradizionale o vegetariana, la conclusione è prevista per le ore 21:45). Auricolari forniti dallo staff, per un eccellente ascolto del tour. 

Costo della sola visita guidata (con ingresso esclusivo presso la Cripta di San Vitale e Agricola, gli scavi di Sala Borsa, l’ex ghiacciaia di Palazzo Maccaferri e il rifugio antiaereo del Pincio + guida turistica + radio guide):  25,00.
Visita guidata + cena (con cucina tradizionale o vegatariana, presso la “Trattoria Belfiore”):  45,00.
I bambini, sotto i 6 anni di età, non pagano la visita guidata (pagano per intero, soltanto la cena).

Per partecipare alla visita guidata, è obbligatorio prenotarsi, spedendo un SMS/Whatsapp, al numero +39 3897995877, oppure, mandando un messaggio alla pagina di Facebook “I love Emilia Romagna” (indicate il nome e cognome di ogni partecipante, numero di telefono e almeno un indirizzo email).

La quota di partecipazione, per questioni di esclusività del tour, con ingressi a tappe, prenotati e remunerati in anticipo, sarà da saldare in anticipo, tramite carta di credito (PayPal), oppure, bonifico bancario.

In caso di maltempo, la visita guidata si terrà ugualmente, perché completamente al chiuso (verrà modificato esclusivamente il punto di ritrovo).

Durante l’evento, verranno scattate fotografie, che successivamente, saranno pubblicate sulla pagina di Facebook.


Buon divertimento con le visite guidate di “I love Emilia Romagna”…

Come e dove nacquero i tortellini…

La leggenda dei tortellini in brodo  (Turtlin o Caplett in Brod)…

tortellini-in-brodo (1)

È la minestra regina del desco domenicale dell’intera Pianura padana.

Si chiamano cappelletti a Reggio Emilia e Ferrara, tortellini a Modena e Bologna, agnolini a Parma: a Mirandola, terra di confine, si usano indifferentemente le prime due espressioni.

I cappelletti o tortellini che dir si voglia appartengono alla famiglia delle minestre ripiene di origine rinascimentale. A beneficio della servitù si riciclavano gli avanzi di carne dei sontuosi banchetti di corte.

La tradizione vuole che questo piatto sia stato inventato da un oste di Castelfranco Emilia. La leggenda racconta che una notte si fermò nella sua locanda, facendo una sosta durante un lungo viaggio, Lucrezia Borgia, moglie del duca Alfonso I d’Este detto il bombardiere. L’oste fu rapito, abbagliato e stregato dalla bellezza della duchessa; giunta la notte non seppe resistere alla tentazione di spiare la signora dal buco della serratura. Nella penombra, alluminata sola dalla fioca luce di qualche candela, riuscì a scorgere sol­tanto l’ombelico di madonna Lucrezia. La pudica visione fu comunque sufficiente a mandare in estasi l’imperti­nente albergatore guardone che inventò i cappelletti ispi­randosi proprio alla forma del delizioso particolare anato­mico della duchessa.

Ecco quindi che il nostro cappelletto altro non è che la rappresentazione allegorica dell’ombe­lico di una delle donne più belle della storia.

Tutte le volte che lo vedete galleggiare nel brodo, prima di addentarlo, pensateci…

Fonte: “La cucina Mirandolese” di Giuseppe Morselli – Edizioni CDL

Drogheria Gilberto: una delle botteghe storiche di Bologna…

Una vecchia drogheria, richiamo per stranieri e nostalgici: “Qui il tempo si è fermato”

Drogheria Gilberto (1)Una “dispensa” di praline, cioccolata, vini e liquori. Nel “Quadrilatero” una bottega storica a conduzione familiare: tutto intorno cambia, Gilberto resta fedele a se stesso

gilberto1 Drogheria era in origine e drogheria resta. Unica differenza rispetto al 1905, dall’85 la parte alimentare è stata separata da quella non alimentare: si chiana “Gilberto” ed è uno dei nostri negozi storici, di quelli tanto adorati dagli stranieri e tanto apprezzati anche da chi la vecchia Bologna se la ricorda bene.

Nel bel mezzo del “mercato” del Quadrilatero c’è questa bottega storica aperta nel 1905 per volontà di Pietro Montosi (in verità è nata in via Andrea Costa ed è stata trasferita in centro nel 1958, ma nella stessa identica formula e con stesse persone) ed è sua nipote Elisabetta Gozzoli (Pietro era proprio suo nonno) insieme al marito, ai tre figli e a due dipendenti ad alzare le serrande ogni giorno per accontentare chiunque ami la cioccolata, il vino, i liquori rari, i saponi e i detersivi migliori, i prodotti per i dolci e molto altro.

Come è cambiato il Quadrilatero negli anni? “E’ cambiato moltissimo. In meglio. Da quando ci sono i T Days poi per me le cose vanno molto meglio, c’è una vivacità rinnovata che rende questa parte di centro davvero unico. E’ una posizione privilegiata la nostra e siamo contenti di come vanno le cose perchè è la conferma che restare su livelli qualitativi molto alti premia”.

gilberto2Cosa compra la gente per la maggiore? “Abbiamo aceti balsamici eccezionali che piacciono molto ai turisti, come anche i vini. Siamo un punto di riferimento per la cioccolata e le praline…ne abbiamo davvero di ogni tipo”.

Qualche aneddoto o richiesta strana? “In questo momento non ricordo, ma di episodi ce ne sono molti. Penso per esempio a quella volta che un cliente ci chiese della carta igienica ‘lucida’. Non abbiamo mai capito bene a cosa si riferisse, ma di certo è una richiesta che rimane impressa”.

Fonte: Bologna Today

5.000 euro di bonus, a gennaio, per i dipendenti della Ferrari…

Modena, Ferrari premia i dipendenti: cinquemila euro a gennaioModena, Ferrari premia i dipendenti: cinquemila euro a gennaio

Un premio “eccezionale” deciso dalla direzione aziendale grazie ai risultati conseguiti dal gruppo del Cavallino nel 2016

I lavoratori Ferrari riceveranno a gennaio un premio “eccezionale” di 5.000 euro, deciso dalla direzione aziendale grazie ai buoni risultati economici e produttivi conseguiti dal gruppo del Cavallino nel 2016. “Un premio per i lavoratori è sempre una buona notizia, così come sono buone notizie anche le numerose stabilizzazioni ottenute grazie alla stipula del contratto integrativo aziendale”, dichiara il segretario generale della Fim-Cisl Emilia centrale, Giorgio Uriti a fronte della  comunicazione.

“È l’ennesima conferma del valore umano e professionale dei dipendenti ferrari e la dimostrazione che le scelte sindacali compiute insieme all’azienda in questi anni- assicura il sindacalista – producono benefici per i lavoratori. Visto che i brillanti dati economici hanno spinto l’azienda a erogare il premio straordinario, ci aspettiamo un risultato molto positivo anche sul versante del premio di competitività aziendale, che ha puntato forte su un indicatore economico puro, associato a parametri produttivi e qualitativi aziendali in termini di autovetture prodotte”.
Fonte: La Repubblica

Appuntamenti in Riviera per la notte più bella dell’anno…

Renga, Skin e fuochi d’artificio sul mare: il Capodanno della riviera romagnola…Renga, Skin e fuochi d'artificio sul mare: il Capodanno della riviera romagnola

Francesco Renga sul tradizionale palco di piazzale Fellini, Skin in versione dj tra le luci del cantiere del Teatro Galli in ricostruzione: sono loro i protagonisti del Capodanno riminese, o meglio della nottata più attesa del “Capodanno più lungo del mondo”. La capitale della Riviera ripropone l’ormai rodata formula delle feste con 150 eventi in programma tra dicembre e gennaio. E i turisti sembrano apprezzare: quasi l’80 per cento delle camere degli alberghi sono occupate, aumentano le aperture straordinarie di strutture normalmente chiuse durante l’inverno; molti hanno prenotato ancora prima di sapere chi sarebbe stata la star del concertone.

Bologna: cosa fare a Capodanno…

Cosa fare a Capodanno a Bologna? La nostra agenda per tutti i gusti…

Cosa fare a Capodanno a Bologna? La nostra agenda per tutti i gusti

Dalla festa in Piazza Maggiore ai concerti nei club, a cena o a teatro, mini-guida per scegliere come trascorrere la notte di San Silvestro. Per la sicurezza schierati 250 vigili urbani

“Cosa fai a Capodanno?” è la domanda che puntualmente, appena smaltiti i festeggiamenti natalizi, manda nello sconforto chi non ha potuto organizzarsi per viaggi o feste in casa. Per fortuna a Bologna il 31 dicembre ci saranno vari eventi per tutti i gusti, dalle celebrazioni in piazza ai club, dalla musica al teatro.

Piazza. Spending review ma stesso format per il Capodanno sul Crescentone. Per il quinto anno consecutivo la festa in piazza Maggiore è Dallalto di Palazzo Re Enzo, sul cui balcone saliranno i dj che animeranno il party che andrà avanti fino all’1,30 di notte. Stavolta niente nomi internazionali, ma talenti di casa come i dj bolognesi Nas1 e dj Rou. Andrea Bruno, illustratore catanese tra i fondatori del gruppo Canicola, sarà invece l’autore del vecchione, che brucerà davanti al Comune alla mezzanotte.Musica e club. Tanta la scelta per eventi e concerti nei club e nelle discoteche cittadine per ballare dopo la mezzanotte. La novità nell’ambito del clubbing è la 12 ore alla Fiera di Bologna, dalle 20 alle 8, con la prima edizione di Genesi Festival, che ospiterà cinque sale con diversi generi musicali, 40 dj, e le feste di Capodanno del Link Club e della famosa discoteca di Ibiza Pacha (39 euro, 89 col cenone). Tra gli appuntamenti più interessanti per i rocker c’è il live al Covo di viale Zagabria, ospiti i RutsDc, storica punk band inglese anni ’80 (15 euro in prevendita). A seguire, in consolle i migliori dj della stagione dell’indie club. Spazio per le chitarre anche all’Estragon di Parco Nord, con “I love rock’n’roll party”, dj set con le hit rock di ogni stagione. Al Locomotiv di via Serlio cenone e serata sul tema di Willy Wonka e la Fabbrica di cioccolato (50 euro con cena, 15 euro dalle 00,30). Al Giostrà di via Mattei si balla a tema Star Wars, alla Scuderia di piazza Verdi lo stile è quello anni ’20 del Grande Gatsby.

Bologna, ecco il Vecchione che brucerà a Capodanno 2017{}

Cene e locali. Al Bravo Caffè di via Mascarella cena di otto portate e concerto di Cristel & Recovers, 3 ore di spettacolo a ritmo pop a partire dalle 23,30 (cena più spettacolo a 80 euro). Alla Cantina Bentivoglio invece dopo il cenone la musica live è affidata a Roaring Emily Marchin Jazz Band e ai suoni anni ’20. Capodanno con contorno rinascimentale a Corte Isolani, dove dalle ore 20,15 “Courtes du Soleil” darà l’addio al 2016 tra prelibatezze gastronomiche, musica e spettacolo. Coinvolti tre locali dello spaio tra Santo Stefano e Strada Maggiore (La Capriata, Enoteca Giacchero, Caffè della Corte) per altrettante proposte enogastronomiche con degustazioni tutto incluso ed esibizioni di acrobati, sbandieratori e artisti di strada. Dopo cena due sale per ballare, dance e house da una parte, anni’70-’80-’90 dall’altra.

Teatro. Per una serata più tranquilla l’alternativa resta sempre il cinema, con tutte le sale aperte, e il teatro. All’Arena del Sole anche la notte del 31 va in scena lo spettacolo tra circo e danza della Compagnia XY “Il n’est pas encor minuit” (da 11,50 a 25 euro), mentre le tradizioni millenarie delle arti acrobatiche cinesi sono protagoniste al Duse, con l’ensemble The China Acrobatic Troupe di Henan (da 38 a 58 euro). Al Teatro EuropAuditorium c’è invece lo spettacolo dell’imitatrice Virginia Raffaele con tutti i suoi personaggi più famosi, col brindisi a cura del pasticcere Gino Fabbri (da 25 a 57,50 euro). Il Celebrazioni aspetta il nuovo anno con Vito e Claudia Penoni, interpreti dello spettacolo “Adamo e Deva” (prezzi da 35 euro per la data di San Silvestro). Al Tivoli si ripercorre la carriera dell’artista bolognese Arrigo Lucchini, mentre al tendone della Ca’ Lugo d’Arte al Parco della Montagnola va in scena “Un canto di Natale”, adattamento del testo di Dickens.

Sicurezza: 251 vigili schierati. Per la sicurezza del capodanno, Bologna schiera 251 vigili urbani, tra agenti ed ispettori. Lo annuncia il Comune, precisando che ai fischietti si aggiunge il personale “normalmente impiegato nei quartieri, nei reparti e negli uffici che il 31 dicembre svolge le proprie ordinarie attività”. Quella notte sarà valida anche l’ordinanza del sindaco, già in vigore, che vieta l’utilizzo di petardi e botti vari.

Fonte: La Repubblica

Bologna: il lupo investito il 13 dicembre su via Idice, è fuori pericolo e tornerà a correre…

Bologna, il lupo Connor è salvo. Tornerà a correre…

Il lupo Connor è solo l’ultimo di una linga serie di animali selvatici investiti in via IdiceIl lupo Connor è solo l’ultimo di una linga serie di animali selvatici investiti in via Idice

Ozzano (Bologna), 27 dicembre 2016 – E’ stato chiamato Connor il lupo di sette mesi investito il 13 dicembre scorso lungo via Idice, tra Mercatale di Ozzano e Monterenzio: un giovane esemplare operato d’urgenza nella clinica veterinaria di Ozzano e ora in cura nel Centro di tutela e ricerca fauna esotica e selvatica di Monte Adone. Il lupo, in seguito a un violento impatto con una vettura, aveva riportato due fratture gravi a entrambi gli arti posteriori. Il suo percorso di riabilitazione sarà lungo, ma tornerà a correre su per i monti bolognesi. Lì dove non è affatto raro notare anche caprioli, tassi, puzzole, faine o scoiattoli attraversare la strada.

E se Connor è riuscito a sopravvivere, a settembre un altro lupo era stato investito ma è morto sul colpo in un incidente avvenuto a poche centinaia di metri dal punto dell’ultimo schianto. A finire sotto le ruote di una macchina, in quel caso, era stata stata una femmina adulta che non è riuscita a salvarsi a causa di un trauma riportato alla testa.

Via Idice, infatti, è una strada che si snoda tra le prime colline bolognesi: un tratto di asfalto amato da molti perché immerso nel verde, ma anche luogo dove ogni anno si contano in media 50–60 decessi di animali appartenenti alla locale fauna, tragicamente protagonisti e spesso vittime di incidenti molto pericolosi anche per chi è alla guida di un’auto o di una moto. Non si tratta solo animali di piccole o medie dimensioni, ma anche di cinghiali e lupi. Un allarme più volte lanciato dai residenti che abitano nei comuni lungo via Idice, perché nonostante le precauzioni adottate alla guida è difficile sapere se qualche esemplare attraverserà la strada.

Per questo qualche cittadino ha puntato nuovamente l’attenzione sul sottopasso tra Castel de Britti e Mercatale: un tunnel di una decina di metri pensato tempo fa, e in parte già realizzato, per invogliare e aiutare tutta la fauna selvatica ad evitare l’attraversamento di via Idice dove quotidianamente transitano centinaia di auto, il cui completamento era previsto per la primavera del 2016. «Il sottopasso rientra nel Parco dei Gessi e Calanchi dell’Abadessa e non è terminato – spiega Massimo Rossi, direttore dell’area protetta – . Abbiamo chiesto le apposite risorse alla Regione che dovrebbero arrivare nel 2017. In questo modo potrà essere completato l’intervento».

Fonte: La Repubblica

 

Castelnovo di Sotto: 120 cani, maltrattati, trovano casa…

Animali maltrattati, 120 cuccioli trovano una nuova casa

Castelnuovo Sotto, duecento persone si sono presentate per adottare gli animali, che erano stati sequestrati su un camion che li trasportava illegalmente

Un cane finalmente 'adottato'Castelnovo Sotto (Reggio Emilia) 12 dicembre 2016 – Nemmeno una nebbia che si tagliava col coltello, li ha fermati. Tutti in fila alle prime ora di una gelida domenica mattina, emozionati e silenziosi in attesa del loro turno per poter conoscere e portarsi a casa il loro nuovo amico, un cagnolino in attesa di braccia finalmente amiche.

Sono arrivati da tutta Italia, tra le mani calde coperte di lana dove avvolgerli e tenerli al caldo. Circa duecento persone sono accorse all’Azienda Agricola trasformata in un canile all’avanguardia «Madonna della Guadalupe» tra Cogruzzo e Meletole, frazioni alle porte di Castelnovo Sotto.

Lì sono arrivati 120 cuccioli provenienti da un sequestro disposto dalla Procura di Venezia e operato dalla Polizia Stradale che durante un controllo a metà novembre, si era imbattuta in un furgone dov’erano stipati i poveri cuccioli, strappati troppo presto alle cure materne e senza vaccinazioni.

Un carico del valore di circa 150mila euro. Ipotizzato il maltrattamento animale (è in corso un procedimento) nel frattempo le bestiole sopravvissute sono arrivate a Reggio e grazie al lavoro del veterinario Loretta Boni a cui sono stati consegnati, hanno trovato nuove e amorevoli famiglie. «E’ stato un lavoro di grande responsabilità – ammette Boni – li abbiamo curati per un mese e ora sono tutti in buone condizioni».

Si va per numeri, si viene chiamati in ordine d’arrivo e si entra in una stanza dove tra fogli e documenti, sono espletate le obbligatorie formalità curate dalla Forestale e dal vice Ispettore della sezione di Gualtieri, Fabio Gangemi che sovrintende alle operazioni e spiega: «Ci siamo accertati che chi ha fatto richiesta non faccia altri usi dei cani se non quello di dare loro una famiglia e tanto amore».

Poi finalmente i volontari portano i piccoli, alcuni solo di età perché dalle zampe si capisce che diventeranno dei giganti, tra le braccia dei «nuovi» padroni. Per loro anche in omaggio un giochino. L’emozione è forte, qualcuno piange mentre guarda negli occhi il suo amico a quattro zampe che ricambia con vigorose leccate. Sono tutti cani di razza alcuni anche pregiati ma qui il valore economico non c’entra. L’amore puro e disinteressato che lega queste persone ai loro animali testimonia l’inizio di una nuova vita insieme.

Tutti i 120 cani hanno trovato casa. Non è la prima esperienza del genere per questo canile: «Tredici anni fa – spiega il titolare Claudio Balugani – abbiamo deciso di comprare all’asta la struttura e grazie alla collaborazione del Comune, abbiamo investito e regolarizzato. Quando ci sono sequestri portano qui i cani perché siamo all’avanguardia e seguiamo tutte le linee guida dell’Emilia Romagna».

Fonte: Il Resto del Carlino

Bologna: per qualità della vita è ottava. Guadagna quattro posizioni rispetto all’anno scorso…

Qualità della vita, Bologna è ottava. Al top per gli asili nido

Le Due Torri simbolo della cittàNella classifica del Sole 24 ore, guadagna 4 posizioni rispetto all’anno scorso

Bologna, 12 dicembre 2016 – Bologna sale di quattro posizioni e torna così nella top ten della tradizionale classifica della Qualità della vita del Sole 24 ore. Il capoluogo è infatti all’ottavo posto, brillando sui temi del lavoro, dell’innovazione e dell’ambiente e pagando un alto numero di reati denunciati.

Bologna è al secondo posto (dopo Bolzano) per tasso di occupazione ed è al primo (seguita da Modena e Ravenna) per gli asili nido. Il capoluogo emiliano è anche la prima città italiana per saldo migratorio interno, ovvero quella dove si trasferiscono più persone dalle altre province.

Il lavoro e la dinamicità economica sono gli indicatori che trainano le province emiliano-romagnole: Ravenna, 12/a, perde due posizioni, Modena è 15/a, in calo di una piazza, Forlì-Cesena è stabile al 25/o posto. Perdono terreno Parma 22/a (-9) e Rimini 33/a (-10). A metà classifica ci sono Piacenza (48/o posto, in calo di 11 posizioni) e Ferrara, ultima in Regione, che recupera 5 gradini e chiude al 58/o posto.

Fonte: Il Resto del Carlino

Bologna, Sala Borsa: urban center nel sotterraneo e nuove aule studio. Sarà anche possibile visitare la “Torre dell’Orologio”…

Bologna, Sala Borsa festeggia i primi 15 anni e cambia volto cosìBologna, Sala Borsa festeggia i primi 15 anni e cambia volto così

Urban Center nel sotterraneo e aule studio a Palazzo. Ingressi sul cortile e aperture serali. Costo: tre milioni

Sala Borsa oggi festeggia 15 anni e si prepara a grandi cambiamenti. Una parte della biblioteca di piazza Nettuno diventerà un “laboratorio aperto” con tanto di aperture by night, grazie a 3 milioni di finanziamento regionale. Mentre si lavora al progetto di aprire nuove sale studio nel cuore di Palazzo d’Accursio, rimasto semivuoto dopo il trasferimento degli uffici in Liber Paradisus, e di rendere visitabile la Torre dell’Orologio.

La festa. Il compleanno che si celebra oggi, con il manifesto e i segnalibri disegnati da Andrea Bruno in omaggio ai “topi” di biblioteca e l’esibizione musicale stasera alle 21 dei Solisti dell’Orchestra Mozart, segna lo spartiacque tra la Sala Borsa come fino ad oggi è stata conosciuta e amata e gli sviluppi futuri. Anche se tutto parte dalle origini stesse della biblioteca, per la quale Umberto Eco aveva pensato a un “portico telematico” all’alba di Bologna 2000.

Bologna, Sala Borsa festeggia i primi 15 anni e cambia volto così

I progetti serali. “Il laboratorio aperto che verrà allestito nel corso del 2017 – spiega l’assessore Matteo Lepore – prende le mosse da quell’intuizione, per mettere insieme tecnologie e progetti culturali, aperti a tutta la città che nei weekend affolla gli spazi di Piazza Maggiore tra la biblioteca, il cinema Modernissimo (l’apertura è prevista l’anno prossimo, ndr) e il sottopasso con l’Archivio Simenon “. Per fare questo, l’Urban Center che oggi si trova al piano più alto della biblioteca di piazza Nettuno 3, verrà spostato al piano terra e occuperà gli spazi del corridoio del Bramante, dell’auditorium Biagi e di alcuni uffici al livello del Cortile del Pozzo. Sul cortile che collega la biblioteca con il Comune affacciano anche due porte vetrate della sala studio che verranno aperte, in modo da rendere indipendente questo segmento di Sala Borsa che sarà il cuore del laboratorio e anche dell’ufficio per l’immaginazione civica.

Le aperture serali. “Questi spazi saranno isolabili dal resto della struttura e quindi anche il Cortile verrà in qualche modo “annesso” – spiega Lepore – . Grazie a queste modifiche strutturali sarà possibile tenere aperta questa parte anche la sera, un po’ come è successo per la “maratona” delle elezioni americane. Pensiamo a un posto dove non si va solo per leggere o vedere delle cose, ma anche per costruire innovazione, dalla singola applicazione a vere e proprie imprese”.

Bologna, Sala Borsa festeggia i primi 15 anni e cambia volto così
I lavori. L’idea, insomma, è quella di abbattere le barriere tra il Palazzo e la città. Sala Borsa, uno dei luoghi più amati e affollati, può essere un naturale “trait d’union” per portare tutti gli affezionati frequentatori a contaminare con la loro vitale presenza anche il palazzo comunale. Dopo i lavori di adeguamento strutturale (1,5 milioni compresi gli interventi nel sottopasso in piazza dove verrà ospitato l’Archivio Simenon) e l’organizzazione di iniziative ad hoc (1,5 milioni), si cercheranno altri finanziamenti per completare l’opera. “Il passo ulteriore sarà aprire delle sale studio per gli universitari a Palazzo d’Accursio, negli spazi rimasti vuoti dopo il trasferimento in Liber Paradisus – continua Lepore – per dare una dimensione anche simbolica di Palazzo aperto alla comunità e all’ateneo, con un atto concreto”.
La torre dell’orologio. La “ciliegina sulla torta” sarà aprire alle visite guidate la Torre dell’Orologio, dove dal 1444 troneggia il grande orologio meccanico. Spegnendo oggi le sue prime 15 candeline, Sala Borsa con i suoi 100mila libri e i suoi 40mila utenti può festeggiare il fatto di essere diventata un modello di vitalità culturale, che adesso il Comune vuole espandere a tutta piazza Maggiore. Con i punti cardinali del Modernissimo, del sottopasso e di Palazzo d’Accursio aperto anche agli studenti che devono far tardi sui libri.
Fonte: La Repubblica