Bologna, a gennaio pronta la ciclabile che porta al Marconi…

Bologna, a gennaio pronta la ciclabile che porta al Marconi

Pensata per i 3mila lavoratori dello scalo, partirà da via del Trumvirato

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I tremila lavoratori dello scalo bolognese potranno raggiungere il Marconi anche a piedi o in bicicletta. Già a gennaio sarà completata infatti la ciclabile il cui cantiere è appena partito: un percorso ben riconoscibile e sicuro grazie colore rosso, le luci e una zona sosta con le panchine.

La via sarà separata da quella occupata dai veicoli a motore grazie a cordoli rialzati (con elementi luminosi integrati) e transenne metallichlarga 4 metridi cui 2,5 per le sole biciclette. Potrerà dalla rotonda di via Triumvirato fino al Terminal, ed è solo la prima tratta del più ampio percorso che collegherà il Marconi con le piste ciclabili di Bologna e di Calderara di Reno. Durante il periodo dei lavori, avvisa lo scalo, sono possibili disagi alla viabilità stradale, che la società cercherà di ridurre al minimo, in particolare nella zona del parcheggio P3.

Multe stradali, Equitalia non potrà più riscuotere oltre i due anni…

Multe stradali, Equitalia non potrà più riscuotere oltre i due anni

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Multe stradali, equitalia non potrà più riscuotere oltre I 2 anni
Quella di veder annullate le cartelle di equitalia per la riscossione delle multe. Lo scorso 8 ottobre, infatti, I giudici della cassazione hanno deciso che I tempi di prescrizione in caso di multe per violazione del codice della strada è di due anni.

La legge prevede che il termine – per lo stato – per riscuotere il dovuto sia di 5 anni, ma ora la cassazione ha stabilito che equitalia deve riuscire a ottenere I soldi della multa entro 2 anni dalla ricezione del ruolo di riscossione.

Quindi, 2 o 5 anni? Come spiega Il Resto del Carlino, lo stato potrà richiedere all’automobilista la somma anche dopo 5 anni. Ma la pratica di equitalia dovrà chiudersi entro 2 anni. Se così non fosse, cadrebbe in prescrizione. A quel punto lo stato dovrebbe trovare un altro ente in grado di sfilare all’automobilista I soldi della multa entro la scadenza dei 5 anni.

La speranza è che tra tutta questa confusione burocratica molti di quelle multe vadano perdute.

Fonte: IlGiornale

Inaugurazione della nuova stazione “Bologna San Vitale”…

Inaugurazione stazione “Bologna San Vitale” – 13 dicembre 2015

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E’ stata inaugurata stamattina la nuova stazione Bologna San Vitale, sulla linea Bologna-Portomaggiore. “Un altro investimento – scrive sulla sua pagina Facebook l’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini – per l’SFM bolognese e per il trasporto pubblico su Ferro della Regione.


Da oggi, scrive invece l’assessore comunale alla Mobilità, Andrea Colombo, “San Vitale e San Donato sono più vicini al centro e all’area metropolitana”. Con 79 treni al giorno, 6.000 viaggiatori potenziali, il tragitto da San Vitale a Bologna Centrale si riduce ad appena 3 minuti.

Fonte: Eikon, Repubblica

Ecco le 16 banche commissariate: il rischio aumenta dal 1° gennaio 2016…

ECCO LE 16 BANCHE COMMISSARIATE: IL RISCHIO AUMENTA DAL 1° GENNAIO 2016


SONO SEDICI LE BANCHE ITALIANE COMMISSARIATE, MA SOLO 4 SARANNO ”SALVATE” PRIMA CHE SCATTI IL BAIL IN

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Mentre il governo Renzi si auto loda per il salvataggio delle quattro grandi banche italiane malate senza l’intervento pubblico (evidentemente il ministro Padoan ignora di essere l’azionista di maggioranza assoluta di cassa depositi e prestiti che si è fatta garante delle somme concesse per il salvataggio da Unicredit, Intesa e Ubi in primis), i piccoli risparmiatori coinvolti nel crack iniziano a fare i conti con la dura realtà, ovvero quella di aver perso tutti o quasi i loro risparmi.

Non stiamo parlando degli azionisti, che avendo investito in capitale di rischio, sanno che possono guadagnare come perdere tutto, ma di un esercito di piccoli risparmiatori, molti dei quali pensionati, che hanno investito i risparmi di una vita nelle obbligazioni delle banche di cui erano correntisti, spesso invogliati da direttori di filiale o cassieri in più o meno buona fede.

Perché parliamo di buona fede? Semplice, perché il più delle volte le obbligazioni sono state vendute a questi piccoli risparmiatori come “investimenti sicuri”, “prodotti con garanzia di capitale al 100%” e altre amenità varie, quando la realtà era ben diversa.

E’ bene ricordare che le obbligazioni subordinate, una delle tante tipologie che l’ingegneria finanziaria si è inventata, sono una via di mezzo tra azioni ed obbligazioni (non ce ne vogliano gli esperti, è una semplificazione che serve a far capire cosa sta accadendo), per cui sono state aggredite dal “salvataggio” subito dopo le azioni e prima delle obbligazioni tradizionali e dei conti correnti oltre i cento mila euro.

Citiamo un passo di una lettera scritta da una studentessa a IlSole24ore, che testimonia quanto detto: “Tra i sottoscrittori delle obbligazioni di Banca Etruria c’è mia nonna e tantissimi altri pensionati che gestiti da impiegati di banche male informati o forse troppo sotto pressione gli hanno fatto investire parte o tutto dei loro risparmi in obbligazioni, che oggi scoprono essere subordinate. Le obbligazioni in questione (Lower Tier 2) ci erano state proposte da dipendenti, vice-direttori, direttori di Banca Etruria, descritte come obbligazioni “sicure, senza alcun rischio e garantite alla loro scadenza al 100%”. Garantite da dipendenti “amici” e da una banca sulla quale da 30 anni la mia famiglia ripone la propria fiducia affidandogli i risparmi di una vita.

Mia nonna, ottantottenne, vedova ha perso 50.000 euro. No, non abbiamo ancora avuto il coraggio di dirglielo. Mia madre – continua la lettera – disoccupata e con me a carico, ha perso gli unici 5.000 euro di risparmi che era  riuscita ad accumulare.”

Possiamo forse definire queste due signore delle avide speculatrici? Certo che no, eppure sono state massacrate dal PBI, ex PDI, ovvero Partito Bancario Italiano gestito da Renzi, Boschi (ops, il papà è coinvolto nel crack di una di queste banche) e compagnia cantando.

Molti di voi potrebbero pensare: “vabbeh, che me ne importa, io mica ho investito i soldi in quelle quattro banche, cavoli loro”. Cari voi, io al posto vostro starei molto attento a sentirmi tranquillo.

Prima di tutto perché le banche commissariate sono ben di più, in seconda battuta perché quelle barcollanti sono un’infinità e in terza, perché anche voi potreste in realtà avere obbligazioni di queste banche in pancia.

A fine articolo riproporremo l’elenco delle banche commissariate, ed al momento ci concentriamo sul terzo punto. Come fate ad avere anche voi obbligazioni subordinate di banche decotte? Semplice, perché queste obbligazioni subordinate, in particolare quelle quotate in borsa, sono finite anche nei portafogli dei fondi comuni d’investimento, ed in particolare di quelli bilanciati od obbligazionari.

Ora facciamo un esempio per farvi comprendere come potreste prendere anche voi un bel salasso. Ipotizziamo che il signor rossi, cioè voi, abbia investito 1.000 euro in un fondo obbligazionario e che questo fondo abbia investito il 10% del proprio patrimonio in obbligazioni subordinate della banca X, ormai decotta.

Adesso, visto che quelle obbligazioni valgono zero, i vostri 1.000 euro diventeranno immediatamente 900 (1000 – 100 ovvero la quota parte delle obbligazioni subordinate diventate carta straccia). Vi sentite ancora così tranquilli? Ovviamente non è detto che queste obbligazioni subordinate siano presenti in tutti i fondi, ma sarebbe il caso che chiedeste al vostro direttore di banca o promotore finanziario, la scheda dettagliata  dei vostri investimenti.

Ed ora, ecco a voi l’elenco delle banche commissariate da Banca d’Italia

Banca Popolare dell’Etruria

Banca delle Marche

Istituto per il credito sportivo

Cassa di risparmio di Ferrara

Cassa di risparmio di Loreto

Cassa di risparmio di Chieti

Banca popolare dell’Etna

Banca popolare delle province calabre

BCC Banca Romagna Cooperativa

BCC Irpina

BCC Banca Padovana

Cassa rurale di Folgaria

Credito Trevigiano

Banca di Cascina

Banca Brutia

BCC di terra d’Otranto

Avete fatto caso se qualche mattonella del vostro pavimento balla? Forse, prima di farla riparare potreste pensare di impiegarla come nascondiglio dei vostri risparmi, anche perché dal prossimo primo gennaio, con l’entrata in vigore del “metodo Cipro”, i vostri risparmi saranno ancora meno sicuri, visto che certi “salvataggi” non saranno più consentiti a seguito della normativa europea prontamente recepita dal governo renzista.

Tanto per essere chiari fino in fondo: dal 1° gennaio 2016, per tutte le banche italiane che si trovassero nella condizione di dover essere “ristrutturate” pena il fallimento, varranno le regole del bail in – che nel caso di queste 4 banche di cui ho scritto non è stato applicato – il quale bail in prevede che a ripianare il dissesto siano chiamati non solo gli azionisti, non solo gli obbligazionisti che hanno acquistato le obbligazioni subordinate, ma anche gli obbligazionsiti che hanno comprato le normali obbligazioni.

Finito di confiscare tutto ciò, il metodo bail in entrato in vigore confischerà tutti i conti correnti eccedenti i 100.000 euro, divorando tutta l’eccedenza. Fatto questo, se voi siete correntisti della banca o delle banche in questione e avete sul conto meno di 100.000 euro, dubitiamo che possiate sertirvi tranquilli e protetti. Per un semplice motivo: il Fondo di garanzia che dovrebbe garantire il depositi inferiori ai 100.000 euro è afflitto da un piccolo problema: non ha in cassa il denaro necessario, e il bail in impedisce allo Stato di intervenire per mettercelo.

Avete letto bene? Speriamo.

Fonte: IlSole24Ore

Numeri utili della zona di Forlì-Cesena…

Numeri utili della zona di Forlì-Cesena

Servizi Pubblici

  • Carabinieri 112
  • Polizia di Stato 113
  • Vigili del Fuoco 115
  • Guardia di Finanza 117
  • Vigili Urbani 0543712000
  • Polizia Stradale 0547368911
  • URP Comune 0543451311
  • Provincia 0543714111
  • Regione 800662200
  • Università 0547338900 (polo di Cesena)
  • CORECOM Emilia Romagna (garante per le Telecomunicazioni) 0515276377
  • Associazione Consumatori 0547612413
  • CAF di Forlì-Cesena 054726736 (dichiarazioni – ISEE, 730, CUD -, assistenza familiare)

Emergenze sanitarie

Trasporti

  • Aeroporto “Luigi Ridolfi – Forlì” 0543783058
  • Trenitalia 0668475475 (Prenotazioni telefoniche 892021 – Assistenza Disabili 800906060)
  • Autostazione 054338100
  • Prenotazione Taxi: Forlì, 054331111. Cesena, 0547610710
  • Prenotazione auto con conducente 0547646449
  • ATR trasporti pubblici 054338100
  • Viabilità strade (autostrade italiane) 840042121
  • Soccorso ACI 803116

Servizi turistici

  • IAT 0543712435

Guasti

  • Pronto intervento idrico 800713900
  • Pronto intervento GAS 800713666
  • Pronto intervento rete elettrica 800999010

Le Botteghe Storiche di Forlì-Cesena…

Le Botteghe Storiche di Forlì-Cesena

Savorani

Il negozio dell’avvocato Savorani e Signora, in corso Mazzini a Forlì, è la più antica attività commerciale esistente in tutta la Romagna. L’attività è in via Mazzini, nello stesso punto in cui erà già nel 1821, trasferita qui da Giuseppe Tumedei. Si trattava allora di una attività di lavorazione della canapa greggia per la produzione di cordami, spaghi e per la vendita del semi-lavorato all’industria tessile ed ad artigiani per la successiva filatura e lavorazione. Nel 1921 l’azienda Savorani è stata premiata con la medaglia d’argento per la lavorazione della canapa e produzioni dei cordami. Successivamente è stata introdotta la vendita di telerie di canapa, lino ed in seguito cotone, lana, crine vegetale ed animale per materassi e guanciali. Con l’avvento della produzione industriale, l’offerta si è ampliata con la vendita di cordami e spaghi industriali per tutti gli usi, della biancheria per la casa non più solo a metratura ma a prodotto finito, di tessuti per l’arredamento e tendaggi, trasformandolo di fatto in un polo di vendita importante e fornito di un’infinità di prodotti.

Savorani – Corso Mazzini, 92 – Forlì (FC) – Tel. 0543/456678

 

Salsamenteria Tomba

L’attività è iniziata nel 1906 dalla bisnonna dell’attuale titolare, ed era ubicata nella frazione di Carpinello: allora si trattava di una sorta di emporio nel quale era possibile reperire, oltre ai tradizionali salumi, prodotti alimentari in genere, vino, sali e tabacchi. Dal 1917 l’attività è stata trasferita nell’attuale via delle Torri, dove è rimasta fino al 1944, anno in cui, lo stabile che ospitava il negozio, è stato parzialmente demolito durante i bombardamenti. In tale periodo l’attività ha cominciato ad assumere i connotati di una vera e propria salsamenteria, pur continuando la commercializzazione di altri prodotti quali: burro, formaggi, vino sfuso, marmellate, tonno, ecc. Dal 1946 il negozio è stato trasferito nella sua attuale posizione, in un edificio la cui costruzione risale circa al 1600/1700, mantenendo i caratteristici arredi e le suppellettili dei primi del ‘900. E’ proprio in questo periodo che l’attività si è specializzata nella commercializzazione di soli salumi e derivati, anche per effetto di un provvedimento dell’epoca che mirava alla specializzazione delle diverse tipologie di servizio. Per oltre un secolo quindi, il negozio è sempre appartenuto alla medesima famiglia, partendo dalla bisnonna dell’attuale titolare, per passare poi attraverso la nonna, il prozio, la madre ed, infine, i due fratelli Canestroni dei quali però, solo uno, animato dalla passione per l’attività di famiglia, ha proseguito l’attività fino ad oggi.

Salsamenteria Tomba – Via Bella, 1 – Forlì (FC) – Tel. 0543/20054

 

Coltelleria Compostella

L’attività di arrotino è svolta in maniera stanziale nel locale di Corso Mazzini, 109 dalla famiglia Compostella dagli inizi degli anni ’20. Precedentemente, il mestiere di arrotino era svolto dalla famiglia in forma ambulante e migrante. Il lavoro consiste nell’arrotare, in maniera tradizionale, forbici, coltelli, e articoli da taglio. La bottega, originariamente, ha soddisfatto le necessità del mondo agricolo e della nascente industria forlivese. Durante la Liberazione, la bottega è diventata sede delle cucine delle truppe alleate. Oggi, a Forlì, dire “Ghesi” vuol dire arrotino. Il mestiere di arrotino viene oggi svolto con le stesse modalità di una volta, tramandate di generazione in generazione. I macchinari moderni utilizzati per l’attività sono stati recentemente spostati nel retro, per mantenere integra la bottega storica.

Coltelleria Compostella – Corso Mazzini, 109 – Forlì (FC) – Tel. 0543/30130

Cicli Servadei

Glauco Servadei, corridore ciclista, verso la fine della sua carriera aprì un’attività commerciale di vendita cicli a Forlì in Via Ravegnana, sede che fu poi distrutta dai bombardamenti. Riaprì nel centro storico di Forlì in Via San Pellegrino per poi trasferirsi definitivamente nel 1948 nell’attuale sede di Piazza del Duomo. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1968, l’attività è proseguita con la gestione della moglie e del figlio e attualmente con l’inserimento del nipote. L’attività svolta consiste nella vendita e assistenza di biciclette di ogni tipo e abbigliamento inerente il ciclismo sportivo, molto radicato nel territorio.

Cicli Servadei – Piazza del Duomo, 7 – Forlì (FC) – Tel. 0543/26996

 

Farmacia Mancini

All’interno del complesso dell’antico Palazzo Aspini, l’attuale Farmacia Mancini occupa i locali siti al numero 91 di Corso Garibaldi. Nei primi dell’Ottocento, sorse la “Spezieria Croppi” ubicata nel lotto della facciata classicheggiante, successivamente trasferitasi come attività nell’attuale locale, diventando definitivamente la “Farmacia Mancini”. La dott.ssa Maria Meardi, attuale titolare dell’attività è subentrata nel 1963 alla dott.ssa Ester Flamigni Mancini, mantenendo l’intestazione della farmacia e gli arredi originali presenti. L’odierna sistemazione conserva e utilizza ancora gli elementi di arredo appositamente progettati nel 1930 dall’architetto Leonida Emilio Rosetti e realizzati dall’ebanisteria Cicognani.

Farmacia Mancini – Corso G. Garibaldi, 91 – Forlì (FC) – Tel. 0543/28090

 

Mercato di Piazza Cavour

Dall’analisi storica emerge che piazza Cavour era in parte occupato dalla Chiesa di San Francesco Grande e dall’annesso convento prima della demolizione quasi totale del 1815. In quell’anno Luigi Belli, divenuto proprietario del convento, dell’orto e degli avanzi della chiesa, fece costruire i due fabbricati gemelli che fiancheggiano il Foro Annonario. Su una parte dell’area occupata dall’antico convento fu costruito, fra il 1837 ed il 1840, il Foro Annonario. In uno dei due edifici confinanti, fu istituito fin dal 1924 un Corso di Avviamento ed un corso d’Istituto Industriale. Il Foro Annonario fu costruito a spese del Comune sotto il Governo dei Legati pontifici Nicolò Grimaldi ed Alessandro Spada su disegno dell’architetto Giacomo Santarelli.

Mercato di Piazza Cavour – Piazza Cavour – Forlì (FC) – Tel. 0543/712862

 

Amadori Floride Merceria

Negli anni Cinquanta, infatti, ella lavorava come operaia all’Arrigoni ma la sua passione erano già abiti e tessuti, tanto da vendere in fabbrica articoli di merceria alle amiche e colleghe operaie. Nel 1958 decide di trasformare questa passione in lavoro, aprendo l’attuale attività. Alla sua apertura il negozio svolgeva due tipi di servizi: da un lato merceria (quella esistente ancora oggi) e dall’altro, alla porta accanto, rivendita di bombole di gas e officina di riparazione biciclette – gestito dal marito della signora Amadori, Aristodemo Cappelletti, meccanico di biciclette. Alla sua morte, nel 2010, la parte in cui c’era l’officina è stata chiusa ed è rimasta solo la vendita di abbigliamento. Il negozio è sempre stato in questo spazio ma ha subito diversi ammodernamenti, soprattutto negli anni ’70 e ’80. Il negozio è attualmente chiuso.

Amadori Floride Merceria – Forlì (FC)

Alimentari Gazzoni

Dal 1950. Vendita al minuto di prodotti alimentari, carni suine fresche, prodotti ortofrutticoli freschi e conservati, uova, margarina, prodotti per l’igiene della persona e della casa, cereali e derivati, sporte, mangimi, teglie, latte fresco, latticini.

Alimentari Gazzoni – Via Cervese, 1194 – Cesena (FC)

 

Barberini snc

L’azienda Barberini nasce nel 1936 e commercializza dal 1948 il marchio Piaggio a Cesena. Le sedi nel corso degli anni sono diventate quattro per cui a Cesena si sono aggiunte Forlì nel 1998, Rimini nel 2002 e Riccione nel 2014. La sede e le filiali sono in grado di offrire al cliente una vasta gamma di servizi in quanto, sono presenti in tutte, magazzino ricambi, officina, ufficio finanziamenti e assicurazioni, e servizio di depannage.

Barberini snc – Via E. Ferrari, 110 – Cesena (FC) – Tel. 0547/380777

Primo Tosi

Dal 1966. Abbigliamento, attrezzature, vendita, armeria, attrezzatura da pesca.

Caccia, pesca, sport “Primo Tosi” – Viale Guglielmo Oberdan, 678 – Cesena (FC) – Tel. 0547/29595

 

Fantini Sanzio

Dal 1960. Elettricista, impianti elettrici, materiale elettrico.

Fantini Sanzio – Via Campana, 59 – Cesena (FC) – Tel. 0547/631261

 

Fil-Mec sas

Nata nel 1980, figlia della ditta Comm. Soldati Michele, grossisti merciai fin dal 1950, la Fil-MeC sas è presente capillarmente sul territorio Emiliano-Romagnolo, rappresentata nel Triveneto, nelle Marche, in Toscana e nel Lazio. Si contraddistingue per essere”La merceria” con la M maiuscola, partner affidabile per esperienza, cortesia, consulenza, con vasto assortimento su tutta la variegata gamma degli articoli che caratterizzano il mondo della merceria. Il tutto accompagnato da personale preparato e sempre disponibile.

Fil-Mec sas, Ingrosso filati e merceria – Via Quinto Bucci, 323 – Cesena (FC) – Tel. 0547/384634

 

F.lli Terranova srl

L’ attività della Ditta Terranova ha inizio nel 1920, per il commercio e la distribuzione di formaggi e salumi. Oggi l’azienda F.lli Terranova ha sede a Martorano di Cesena. Nel moderno stabilimento, accreditato di bollo CE, avviene lo stoccaggio delle merci, la stagionatura, la selezione ed il confezionamento di vari prodotti.

F.lli Terranova Srl – Via Cerchia di Martorano, 443 – Cesena (FC) – Tel. 0547/632874

 

Fusconi Ricambi snc

Dal 1953. La Fusconi rappresenta da sempre un riferimento nel mondo dell’autoricambio e dell’autoaccessorio. L’ampia esposizione di prodotti e la professionalità degli addetti alle vendite consentono di soddisfare le richieste degli appassionati delle quattro e due ruote. In un mercato dinamico e complesso come quello dell’auto la Fusconi ha saputo sviluppare accanto al business principale di commercio all’ingrosso dei ricambi di carrozzeria per auto, un vasto punto vendita al dettaglio di accessori per auto e moto con esposizione self service di migliaia di articoli di ogni genere e marca.

Fusconi Ricambi snc – Via Alberto Ascari, 55 – Cesena (FC) – Tel. 0547/382322

 

Gioielleria Buratti

Dal 1966. Gioielleria e oreficeria.

Gioielleria Buratti – Viale Matteotti, 51 – Cesena (FC) – Tel. 0547/331059

 

Hotel Casali

Dal 1957. Hotel Casali Home è il wellness hotel a Cesena. L’atmosfera avvolgente e invitante, persone che accolgono con il sorriso e la gentilezza tipica della Romagna. Tutti come a casa, dove il benessere è al centro di ogni scelta.

Hotel Casali – Via Benedetto Croce, 81 – Cesena (FC) – Tel. 0547/22745

 

Hotel Savio

Dal 1950. Coniugando atmosfera confidenziale e professionalità, l’Hotel Savio fa dell’accoglienza familiare il proprio tratto distintivo. Una passione per l’ospitalità – quella della famiglia Matassoni – che da oltre 40 anni costituisce il cuore pulsante di un hotel dallo stile semplice e caldo. Il luogo ideale per un soggiorno a Cesena all’insegna di tranquillità, comfort e piacevolezza.

Hotel Savio – Viale 4 Novembre, 21 – Cesena (FC) – Tel. 0547/21406

 

Macelleria Zani Maurizio

Dal 1951. ll Sig. Maurizio è gentile e disponibile per consigli sui tagli di carne e le loro cotture. Carne di qualità non troppo cara. Anche gli affettati sono da provare.

Macelleria Zani Maurizio – Via San Carlo, 395 – Cesena (FC) – Tel. 0547/663095

 

Osteria dell’Eremo

Dal 1962. Locale dalle semplici caratteristiche romagnole. Piatti tipici della cucina romagnola. Crostini, salumi, formaggi, dolci, liquorini della casa.

Osteria dell’Eremo – Via Comunale Sorrivoli, 1555 – Rio Eremo (FC) – Tel. 0547/27767

 

Panificio Pasticceria Franchini

Dal 1932. Panificio, pasticceria artigianale, prodotti da forno freschi, produzione propria.

Panificio Pasticceria Franchini – Vl. Cattaneo, 579 – Cesena (FC) – Tel. 0547/330555

 

Puccio Abbigliamento

Dal 1956. Negozio storico in tema di abbigliamento e accessori.

Puccio Abbigliamento – Via Fiorenzuola, 515 – Cesena (FC) – Tel. 0547/302515

 

Ristorante Cerina

Dal 1965. Il Ristorante, fondato nel 1965, si tramanda da ben 4 generazioni all’interno della Famiglia Dallara. Ad aprirlo fu tanti anni fa nonna Cerina, che ha anche dato il nome al locale e oggi l’attività è portata avanti dalle discendenti, nonchè sorelle, Graziella e Rosanna con il prezioso aiuto dei figli Vincenzo e Piergiorgio. L’ambiente è accogliente e informale. Si suddivide tra l’ampia sala principale, la zona propriamente del ristorante e una sala un pò più raccolta dedicata all’Osteria. Una bella veranda arredata con tavoli di legno rustici e apparecchiata con tovagliette di carta gialla, tipica delle osterie, dove la sera si può venire anche solo a bere. In questo angolo del locale vengono organizzate spesso serate conviviali a tema, con vino, cibo e rallegrate da musica. Sul retro del locale si trova invece un bel giardino, arredato con piante, dove in estate si mangia all’aperto e dove, oltre gustare i succulenti piatti sfornati dalla cucina, si può godere della brezza estiva. In cucina si utilizzano rigorosamente prodotti freschi che provengono dalla vicina campagna e che seguono l’alternarsi delle stagioni. Il menù infatti cambia anche tutti i giorni. Una chicca del locale è il forno a legna, dove vengono cotti non solo gli arrosti ma anche il pane e le focacce che accompagnano le pietanze. Fatti, naturalmente, a mano dalle donne di casa, così come la pasta e la tipica piadina.

Ristorante Cerina – Via San Vittore, 936 – Cesena (FC) – Tel. 0547/661115

 

Ristorante Pitto

Dal 1943. Il Ristorante Pitto è il luogo ideale per chi vuole gustare i piatti tipici della tradizione romagnola sia a pranzo che a cena a prezzi contenuti. Il locale dispone di due sale comunicanti e una saletta più piccola in un locale d’impostazione classica.

Ristorante Pitto – Via Zuccherificio, 106 – Cesena (FC) – Tel. 0547/22030

 

Romeo Turci

Dal 1925. Negozio di alimentari e tabacchi.

Romeo Turci – Via Dismano, 4722 – Cesena (FC) – Tel. 0547/318285

Forlì-Cesena, una giovane provincia…

Forlì-Cesena, una giovane provincia

La provincia di Forlì-Cesena è una provincia italiana della regione Emilia-Romagna di 395.813 abitanti, con capoluogo la città di Forlì. Fino al 1999 fu denominata “Provincia di Forlì”, con sigla automobilistica FO; successivamente si trasformò in “Provincia di Forlì-Cesena”, con sigla automobilistica FC.

Da un punto di vista amministrativo, la provincia di Forlì-Cesena ha diviso il suo territorio in due circondari, ciascuno di 15 comuni. Il comprensorio di Forlì conta 184.977 abitanti e quello di Cesena, più popoloso, ne conta 203.042; comprende inoltre due comunità montane: quella dell’Appennino forlivese, quella dell’Appennino cesenate e l’Unione Montana “Acquacheta – Romagna Toscana”.

Da un punto di vista storico, invece, la provincia, alla nascita del Regno d’Italia, con la denominazione di Provincia di Forlì, comprendeva anche il territorio di Rimini. Solo dopo l’istituzione (nel 1992) della Provincia di Rimini, il territorio rimanente assunse il nome attuale di Provincia di Forlì-Cesena.

Cosa visitare a Forlì

Innanzi tutto, una volta raggiunta la città con l’auto oppure con il treno, dovrete partire dalla piazza centrale Aurelio Saffi, sede della meravigliosa Abazia di San Mercuriale, costruita quando Forlì si chiamava ancora Forum Livii. Per raggiungere la piazza, partendo dalla Stazione Ferroviaria, potrete utilizzare gli autobus pubblici in grado di scaricarvi proprio davanti all’abazia. In alternativa, data l’esigua distanza dei vari luoghi di interesse, sarà possibile muoversi agevolmente sia a piedi che in bicicletta con un notevole beneficio per l’ecologia, nonché per il portafogli. In questo caso, usciti dalla stazione dovrete percorrere il vialone che troverete dinanzi a voi e che vi condurrà direttamente al Piazzale della Vittoria. Di qui, alla vostra sinistra, scorgerete il Monumento a Icaro costruito a guardia della Regia Accademia Aeronautica nel 1924. Alla vostra destra apparirà Corso della Repubblica che, dopo circa 500 metri, vi condurrà direttamente in Piazza Saffi. Al centro della piazza, il monumento intitolato al famoso triumviro Aurelio Saffi vi introdurrà, sulla destra, all’abazia di San Mercuriale nella quale potrete entrare liberamente e giungere, tramite una delle tre navate, direttamente fino all’altare. Pur di architettura romanica, l’abazia fu ricostruita nel 1180 a seguito di un incendio e, nonostante innumerevoli peripezie e lavori di restauro, è giunta fino ai giorni nostri. Approfondimento Come e perché visitare San Giovanni in Fiore (clicca qui) Al suo interno, degna di particolare nota è l’acquasantiera del sedicesimo secolo, sita proprio a ridosso del primo pilastro che venne posato e, ugualmente bello, è il monumento funebre a Barbara Manfredi. Sempre in zona potrete ammirare il maestoso nuovo Palazzo delle poste, eretto durante il regime fascista, e quello degli Uffici Statali. Forlì va detto, è fra le città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione e insignita della Medaglia d’argento al Valor Militare per i sacrifici compiuti in tempo di guerra dai suoi abitanti.

Cosa visitare a Cesena

Se siamo alla ricerca di una meta interessante dove poter passare un weekend all’insegna del relax, allora la meta descritta di seguito è sicuramente quella che stiamo cercando. Adagiata ai piedi dell’Appennino Romagnolo questa città ricca di storia e di arte, è in grado di soddisfare anche i più esigenti dei turisti. Stiamo parlando di Cesena e di seguito vediamo come e cosa visitare in questa città.

Cesena sorge a quindici chilometri dalla Riviera Romagnola e a circa trenta dalla città di Ravenna. Si tratta di una città Malatestiana e all’interno delle sue mura è possibile ammirare le vestigia di questa grande e nobile casata. Ma Cesena però non è solo arte, infatti il suo territorio è considerato uno dei punti più importanti a livello internazionale nel campo agroalimentare regalando così alla città lo scettro di meta più significativa di tutta la Romagna.

Cominciamo con il visitare la Biblioteca Malatestiana, considerata uno dei più significativi esempi di biblioteca quattrocentesca. Al suo interno è possibile ammirare tutto il patrimonio ancora perfettamente conservato. Per la sua importanza storica, culturale e sociale, la biblioteca è stata nominata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Continuiamo il nostro giro turistico, la nostra meta questa volta è la Rocca Malatestiana. Molte di queste strutture sono presenti sul territorio romagnolo, ma quella situata presso la città di Cesena è sicuramente la meglio conservata e la più imponente a livello di dimensioni. Approfondimento Come visitare Forlimpopoli (clicca qui) All’interno della Rocca è possibile visitare il Museo dell’Agricoltura, qui sono conservati frammenti di storia contadina. Trasferiamoci ora in pieno centro, ovvero nel cuore pulsante della città stessa. Qui possiamo passeggiare per le vie ammirando palazzi di estrema bellezza, la grande Pinacoteca, il Museo di arte Sacra e per finire il Museo Archeologico. Discostandoci di pochi chilometri dal centro città, possiamo recarci in visita a “Villa Silvia” residenza di uno dei più grandi poeti italiani: Giosuè Carducci.

Persone legate a Forlì

Valeriano di Forlì, martire e santo; Giacomo Allegretti, poeta e filosofo; Fausto Andrelini, umanista; Raniero Arsendi, giurista; Guido Bonatti, astronomo e astrologo; Baldassarre Carrari, il Vecchio, pittore; Leone Cobelli, pittore e storico; Biondo Flavio, storico e umanista italiano; Fulcieri da Calboli, podestà di Forlì; Jacopo della Torre, medico; Melozzo di Giuliano degli Ambrosi, pittore; Checco Miletto de Rossi, poeta; Mostarda della Strada, condottiero; Carlo Nardini, arcivescovo; Nereo Morandi, poeta; Pellegrino Laziosi, santo; Luigi Pirano, vescovo; Girolamo Riario, signore di Forlì; Sebastino Romanello, capitano di ventura; Giacomo Salomoni, sacerdote; Caterina Sforza, nobildonna del Rinascimento, signora di Forlì; Ugolino Urbevetano, inventore del pentagramma; Livio Agresti, pittore; Baldassarre Carrari, il Giovane, pittore; Livio Modigliani, pittore; Marco Palmezzano, pittore; Bruno Zampeschi, capitano di ventura, principe e conte; Stefano Agostini, cardinale; Mercantonio Mambelli, letterato; Filippo Pasquali, pittore; Giovanni Battista Morgagni, medico e fondatore dell’anatomia patologica; Giulio Piazza, cardinale; Giacomo Zampa, pittore; Carlo Matteucci, fisico e fisiologo; Clelia Merloni, religiosa e fondatrice delle Apostole del Sacro Cuore di Gesù; Pompeo Randi, pittore; Giorgio Regnoli, chirurgo; Aurelio Saffi, patriota e politico del Risorgimento e triumviro della Repubblica Romana; Domenico Tombini, attore ed impresario teatrale; Romano Mussolini, pianista e uno dei cinque figli di Benito Mussolini; Edda Ciano, una dei cinque figli di Benito Mussolini; Guido Agosti, pianista e didatta; Ilario Bandini, pilota e costruttore automobilistico; Antonio Beltramelli, poeta e letterato; Armando Casalini, politico; Fratelli Fabbri, editori; Aldo Garzanti, editore e filantropo; Manlio Morgagni, giornalista e direttore dell’agenzia Stefani; Tullo Morgagni, giornalista sportivo, ideatore del Giro di Lombardia, Milano-Sanremo e Giro d’Italia; Paolo Orsi Mangelli, imprenditore; Luigi Ridolfi, aviatore ed eroe della Prima guerra mondiale; Renato Spada, aviatore pluridecorato della Prima guerra mondiale; Silver Sirotti, ferroviere, medaglia d’oro al valor civile; Pietro Zangheri, naturalista e scrittore; Pietro Cimatti, poeta e scrittore; Marco Sabiu, pianista, direttore d’orchestra e compositore; Alice, cantante; Ercole Baldini, ciclista; Marino Bartoletti, giornalista e conduttore televisivo; Stefano Bettarini, calciatore; Alberto Casadei, critico letterario e accademico italiano; Davide Cocchi, regista e sceneggiatore cinematografico; Tiziano Crudeli, giornalista; Andrea Dovizioso, motociclista; Giuseppe O. Longo, esperto d’informativa e scrittore; Loris Reggiani, motociclista; Davide Rondoni, poeta e scrittore; Emiliano Salvetti, calciatore; Gianfranco Siazzu, generale dell’Arma dei Carabinieri; Vincenzo Sospiri, campione mondiale di kart e Formula 3000; Fiorenzo Treossi, ex arbitro di calcio e dirigente sportivo, ex assessore comunale; Rino Casadei Turroni, pittore; Wilma Vernocchi, soprano; Mirca Viola attrice; Fabio Casadei Turroni, romanziere e musicologo; Rosalba Neri, attrice; Alessandro Squarzi, stilista; Riccardo Saponara, calciatore.

Persone legate a Cesena

Sono numerose e varie le persone che a Cesena sono nate o vissute, che vi hanno lasciato traccia di sé o stabilito dei saldi rapporti con la città. La lista degli artisti e dei letterati più noti sarebbe lunga, ma vale la pena nominare Renato Serra, scrittore e critico, scrisse uno dei capolavori della letteratura italiana del Novecento, l’Esame di coscienza di un letterato, e i premi Nobel per la Letteratura Giosuè Carducci e Dario Fo frequentatori abituali della cittadina; i filosofi Michele da Cesena, noto soprattutto per essere stato generale dell’Ordine dei Frati Minori, e Jacopo Mazzoni, conosciuto per aver insegnato a Macerata, Pisa, Roma; nel campo delle arti visive ricordiamo Alberto Sughi uno dei maggiori pittori italiani del XX secolo, e gli scultori Ilario Fioravanti e Leonardo Lucchi; in campo teatrale sono noti il contralto Marietta Alboni e il tenore Alessandro Bonci, il regista Romeo Castellucci fondatore della società teatrale Socìetas Raffaello Sanzio; in campo cinematografico gli attori Monty Banks attivo a Hollywood e nel Regno Unito, ed i coniugi Nicoletta Braschi e Roberto Benigni che vi risiedono in buona parte dell’anno. Nativo di cesena fu anche il musicista Cesare Bertoni. In campo medico va menzionato Maurizio Bufalini che scrisse numerosi trattati e fu anche Senatore del Regno d’Italia. Del mondo politico vanno menzionati Adone Zoli, Presidente del Consiglio dal 1957 al 1958 e i ministri Gaspare Finali ed Oddo Biasini. In campo religioso si ricordano San Mauro di Cesena, Michele Fuschi, Ministro generale dell’Ordine dei Frati Minori, Don Cesare Carlo Baronio venerato come Servo di Dio dalla Chiesa cattolica ed i papi Benedetto XIII, Pio VI, Pio VII e Pio VIII.

Piatti tipici di Forlì

Nella provincia di Forlì Cesena troviamo moltissimi prodotti tipici, tra i salumi: il culatello, il salame gentile. Un altro tipico prodotto di questa terra è lo Squacquerone. Tra i vini tipici il vino Colli di Rimini DOC, il Cabernet , il Rebola, Doc Pagadebit di Romagna, il Sangiovese DOC superiore, il Trebbiano.

Piatti tipici di Cesena

Diffusa la cultura della pasta all’uovo fatta in casa, particolarmente sotto forma di pappardelle in brodo, cappelletti (in brodo o asciutti, in tal caso serviti al ragù, oppure con panna, formaggio e prosciutto cotto), tagliatelle, lasagne. Altri tipi di pasta tipici del cesenate sono gli strozzapreti, serviti al ragù, ed i passatelli in brodo. È molto diffusa anche la piadina. Per quanto riguarda i secondi piatti, la parte del leone nella cucina cesenate la svolge il maiale (e’ baghèn, in dialetto), del quale non si butta via nulla: grigliate miste, carne ai ferri, arrosti, sono tipici della zona, in particolare di quella collinare. Diffuso l’uso d’insaccati e degli affettati derivati dal maiale, specialmente prosciutto, salame, mortadella, coppa e culatello, accompagnati dalla piadina e da un buon bicchiere di vino rosso. In misura minore è amato dai cesenati anche il coniglio (e’ cùnéij), cucinato arrosto, ai ferri, in porchetta o alla cacciatora, ed il pollame in generale, col pollo (e’ pol) allo spiedo in primo luogo, oppure al forno o arrosto. Per quanto riguarda la cacciagione, vengono utilizzati nella cucina cesenate, specialmente in collina, cinghiali, lepri, quaglie. È ancora possibile assaggiare in alcuni ristoranti ed osterie del cesenate il piccione, cucinato e servito nei medesimi modi del pollo, mentre diventa sempre più raro, per il mutare dei gusti gastronomici, trovare osterie che servano ancora antichi piatti tradizionali come le rane in umido o le chiocciole (chiamate impropriamente lumache) impanate e fritte o in umido, ma l’usanza rimane viva in molte famiglie e durante alcune feste e sagre.


Il dolce tipico del cesenate è la ciambella, sia quella caratteristica col buco, sia quella lunga e piatta (entrambe di solito si gustano inzuppate nel vino), mentre le frappe sono tipiche del periodo di carnevale. Inoltre si produce, nel periodo della festa patronale di S. Giovanni (fine giugno), il caratteristico fischietto di S. Giovanni: un fischietto rosso di zucchero caramellato a forma di oca.

 

Crac Banche, “Ho luigi sulla coscienza ma avevamo l’ordine di convincere i clienti”…

Parla a Repubblica l’ex impiegato che vendette i bond al pensionato suicida…

Crac Banche, “Ho luigi sulla coscienza ma avevamo l’ordine di convincere i clienti”

luigiParla Marcello Benedetti, ex impiegato della Banca Etruria. Fu lui a vendere i bond a Luigi D’Angelo, il pensionato di Civitavecchia che si è suicidato per aver perso 110mila euro. “Mi sono comportato da bancario, ma se avessi rispettato le regole non gli avrei fatto fare quel tipo di investimento” confessa nell’intervista a Repubblica.
12 dicembre 2015
“Non mi perdonerò mai di aver tradito chi credeva in me. E alla luce della tragedia accaduta al signor Luigino, so che non potrò mai trovare pace, né perdornarmi”. Lo dice in un’intervista a Repubblica, Marcello Benedetti, ex impiegato della Banca Etruria di Civitacecchia. Fu lui a “convincere” Luigino D’Angelo, il pensionato che si è tolto la vita per aver perso 110mila euro, a investire i suoi risparmi in obbligazioni subordinate.
“Luigi fu uno dei primi clienti della banca a cui proposi questo investimento” racconta Benedetti a Repubblica. “Firmò il questionario che sottoponevamo a tutti, nel quale c’era scritto che il rischio era minimo per questo tipo di operazioni. In realtà nelle successive carte che il cliente firmava, era presente la dicitura ‘alto rischio’, ma quasi nessuno ci faceva caso. Era scritto in un carteggio di 60 fogli”.
Benedetti, riporta Repubblica, è stato licenziato un anno fa dalla banca per un procedimento penale che ha in corso, ma che non riguarda i bond subordinati. “Avevamo l’ordine di convincere più clienti possibili ad acquistare i prodotti della banca – spiega ancora nell’intervista al quotidiano – Settimanalmente eravamo obbligati a presentare dei report con dei budget che ogni filiale doveva raggiungere.
L’ultimo della lista veniva richiamato pesantemente dal direttore”. “Quando mi resi conto che l’emissione delle obbligazioni subordinate era troppo frequente da parte della Banca Etruria capii che era possibile un imminente fallimento – continua Benedetti – Mi venne in mente dunque di mettere al riparo alcuni clienti, fra cui appunto Luigino. Per cercare di far avere loro la liquidazione sia delle subordinate sia delle ordinarie, proposi di fare una gestione di fondo. Ricordo che dissi a Luigino: ‘Non succederà mai niente alla banca, ma se dovesse in questo modo salvi i tuoi risparmi’. Ma lui non volle farlo”.
Benedetti spiega anche il perché di tante menzogne ai clienti: “Eravamo in una sorta di sudditanza psicologica. Dal 2007 al 2014 le azioni sono crollate da 17 euro e rotti a 1 euro e 50 e questo era indicativo del fatto che dovevamo far acquistare loro la qualunque, anche le subordinate”.
Una ‘sudditanza psicologica’ che spiega così: “Ci dicevano che la banca era sull’orlo del fallimento, e che l’aumento di capitale serviva a salvarci e che se non ci fossimo dati da fare la banca avrebbe chiuso e noi saremmo stati licenzianti. Ecco perché ognuno di noi convinceva più clienti possibili”.
Poi Benedetti confessa: “Io Luigino me lo sento sulla coscienza perché mi sono comportato da impiegato di banca e se fossi stato una persona che rispettava le regole non gli avrei fatto fare quel tipo di investimento”.
Fonte: Rainews24

Emilia-Romagna, addio liste d’attesa…

Emilia-Romagna, addio liste d’attesa: ora 90 visite su cento si fanno in tempo

 

Emilia-Romagna, addio liste d'attesa: ora 90 visite su cento si fanno in tempo

Venturi: “In regione controlli ed esami entro 2 mesi”. Migliora Bologna, punti critici a Imola

Era la prima scommessa della giunta di Stefano Bonaccini, quella sull’abbattimento delle liste d’attesa in sanità. E, almeno per adesso, è stata vinta. In oltre il 90% dei casi, in Emilia-Romagna, gli esami vengono oggi garantiti ai pazienti entro 30 o 60 giorni dal momento della prenotazione, come previsto dalla legge (e dal buon senso). Addio alle file infinite per una tac o un controllo ginecologico, fine del purgatorio prima di una risonanza o un test della vista: “Era una delle nostre sfide. Continueremo a lavorare per mantenere e migliorare questi bei risultati, ottenuti con un lavoro intenso” ha detto ieri lo stesso governatore, in conferenza stampa al fianco dell’assessore alla Salute Sergio Venturi e al dirigente Antonio Brambilla.

“Stabilizziamo i precari”. Il piano per tagliare le liste d’attesa è costato dieci milioni di euro. Soldi spesi prima di tutto per arruolare 149 tra nuovi medici e infermieri (“Nel 2016 puntiamo a stabilizzarli” ha detto Venturi), poi per aprire gli ambulatori anche nei weekend e per comprare pacchetti di prestazioni dalle cliniche private accreditate della regione: paghiamo per mandare i pazienti nei nostri ospedali, è il ragionamento, invece di vederli fuggire verso la Lombardia o il Veneto (“Alcuni segnali indicano una riduzione della mobilità passiva” ha aggiunto l’assessore).

Dal 58 al 97%. I numeri presentati ieri si riferiscono a un monitoraggio regionale realizzato nella prima settimana di dicembre. Su 45mila prestazioni prenotate, il 97% sono state garantite nei tempi giusti. Asticella che si alza persino al 98% nella città di Bologna (dove “soffrono” soltanto le visite di ginecologia e pneumologia). Nel gennaio scorso, questo dato si fermava al 58%. Le performance peggiori riguardavano visite come quella ginecologica, gastroenterologica, pneumologica e endocrinologica, o esami come l’elettrocardiogramma e l’ecografia: più di una volta su due, bisognava aspettare troppo. Adesso, quasi nel 100% dei casi, vengono garantite in tempo. Restano dei problemi, in particolare a Imola (malissimo le tac all’addome, al torace e l’elettrocardio-gramma) e in una parte della Romagna.

Ticket per chi non si presenta. “Abbiamo vinto lo scetticismo iniziale — aggiunte Venturi, che indica la rotta per il 2016 — dovremo mantenere questi risultati e migliorare sui ricoveri chirurgici”. Da gennaio, inoltre, tutte le aziende sanitarie dovranno pubblicare i tempi d’attesa sui propri siti. Mentre dal primo
marzo, a chi non si presenterà a un appuntamento senza disdire verrà applicato un ticket (fino a 36,15 euro), visto che le visite che vanno a vuoto rappresentano circa il 15-20% delle prenotazioni. Una fetta che, se recuperata, permetterà ancora di più di tagliare i tempi.

Fonte: Repubblica

Parma ha il marchio Unesco…

Parma ha il marchio Unesco: è “Città creativa per la gastronomia”

Parma ha il marchio Unesco: è "Città creativa per la gastronomia"

Ufficiale la nomina. La gioia del sindaco Pizzarotti: “Siamo sul tetto del mondo. Sono orgoglioso e felice che la città in cui sono nato e cresciuto, e di cui sono il sindaco, abbia raggiunto un traguardo così prestigioso”. Ministro Martina: “Sono particolarmente soddisfatto, aiuterà non solo Parma ma tutto l’agroalimentare italiano”

La notizia è ufficiale ed è stata comunicata al sindaco Federico Pizzarotti da Irina Bokova, direttore generale di Unesco. Dunque la città nota nel mondo per il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto e altri prodotti alimentari di eccellenza può fregiarsi del marchio Unesco.

unesco2C’era attesa per la comunicazione che è arrivata oggi nel primo pomeriggio a conclusione di una lunga corsa avviata in primavera, quando, attorno al tavolo rotondo della sala Giunta, il Comune di Parma ha invitato tutti gli attori titolati a lanciare e sostenere la candidatura.

Per l’Italia è festa doppia dato che Roma ha ricevuto dall’Unesco il marchio di città creativa del Cinema.

“Questo riconoscimento – è il commento del sindaco Federico Pizzarotti – rafforza la vocazione internazionale di Parma e può aprire la strada ad importanti sviluppi per la nostra economia, soprattutto in campo turistico. E’ anche la conferma che il futuro del territorio parmense passa in primo luogo attraverso la valorizzazione dei suoi prodotti di eccellenza e la capacità di trasformarli in cibo. Sono anche convito che, se saremo bravi, potremo utilizzare questo riconoscimento come volano per far conoscere Parma nel mondo anche come città d’arte, carica di storia, che si appresta a celebrare i suoi primi 2.200 anni di vita”.
Insieme al Comune – che ha gestito e coordinato l’intera operazione attraverso l’assessorato alle attività produttive e turismo – hanno lavorato per diversi mesi fianco a fianco tutte le istituzioni e le associazioni della città, senza dimenticare il contributo dell’associazione di cuochi “Chef to Chef” e il sostegno della Regione Emilia Romagna.

TUTTE LE REAZIONI – IL COMMENTO DI RUVIDAMENTE

“E’ una vittoria della città e del territorio in tutte le loro espressioni – ci tiene a rimarcare l’assessore al Commercio e turismo Cristiano Casa – abbiamo avuto da tutti risposte positive e disponibilità a collaborare. E’ la dimostrazione che lavorare insieme è la ricetta giusta per raggiungere anche gli obiettivi più difficili. Ma non è il momento di celebrare noi stessi. Il lavoro, quello vero per mettere a frutto il riconoscimento dell’Unesco, comincia oggi. Se sapremo muoverci con coralità d’intenti e con la stessa determinazione che abbiamo mostrato in questa occasione, sono certo che moltiplicheremo gli effetti positivi, con benefici che si ripercuoteranno su tutto il nostro territorio”. Casa: “Grande lavoro di squadra”.
Parma Città della Gastronomia Unesco, ecco lo spot
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Pizzarotti ha convocato per domani (sabato) alle ore 11,30 in Municipio tutti gli attori istituzionali per condividere l’importante obiettivo raggiunto. A seguire, alle ore 12, si terrà la conferenza stampa ufficiale per dare conto alla città del risultato raggiunto.

‎La gioia di Pizzarotti arriva anche tramite il profilo facebook dove si toglie quache sassolino: “Parma è sul tetto del mondo. Siamo la prima città italiana nella storia a essere diventati Patrimonio Unesco della Gastronomia. Contro tutti i profeti di sventura, tutti i professionisti del no, la nostra idea è stata giudicata la migliore tra quelle presentate dalle diverse candidate del pianeta”.

Pizzarotti: sconfitti i profeti di sventura – Per anni – aggiunge il primo cittadino – “si ha avuto l’impressione che Parma avesse esaurito il futuro che aveva, che avesse giocato tutte le sue carte. Io invece ho sempre pensato che ci fosse una Parma brillante e intelligente per le strade, una Parma che ci tiene a riemergere. Quattro anni a lavorare per rimetterla in carreggiata e ora possiamo cominciare a fare sogni più grandi di quelli fatti finora. Sono orgoglioso e felice che la città in cui sono nato e cresciuto, e di cui sono il sindaco, abbia raggiunto un traguardo così prestigioso. Grazie all’assessore Casa, al dirigente del Comune Righi, allo chef Spigaroli e a tutte le istituzioni parmigiane che hanno fatto veramente squadra e ci hanno creduto dall’inizio. Ora il lavoro per Parma continua. Verso cose più grandi”.

I parlamentari Pd di Parma Giorgio Pagliari, Patrizia Maetsri e Giuseppe Romanini più che al Comune guardano al al lavoro fatto dal Governo: “Viene premiato il buon lavoro condotto in questi mesi dal Ministero dell’Agricoltura, che ha guidato il negoziato, dalla Regione e dalle istituzioni e realtà locali per arrivare a questo bellissimo risultato che ci consegna una grande responsabilità quella di investire sul sapere e sulla cultura che caratterizza da sempre questa nostra terra, lavorando come sistema per mettere in valore quanto abbiamo”.

“Sono particolarmente soddisfatto di questo risultato – ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina – la visibilità dell’Unesco e delle sue città creative aiuterà non solo Parma ma tutto l’agroalimentare italiano per contrastare anche quei fenomeni di Italian sounding che fanno delle nostre produzioni tipiche le più imitate al mondo”.

Le altre città creative per la gastronomia proclamate dall’Unesco sono: Bergen in Norvegia, Belem in Brasile, Burgos in Spagna, Phuket in Spagna.

Nelle scorse settimane, durante i lavori dell’assemblea generale dell’Unesco, la città di Parma insieme all’ambasciatrice italiana all’Unesco, Vincenza Lomonaco e al coordinatore del negoziato, il dirigente del ministero dell’Agricoltura Pier Luigi Petrillo, avevano organizzato a Parigi un grande evento di supporto alla candidatura che aveva particolarmente colpito la direttrice generale
dell’Unesco, Irina Bukova. E Petrillo commenta: “Premiata soprattutto la capacità creativa dei parmigiani che nei secoli hanno saputo dare vita a un elenco di prodotti alimentari unici nel loro genere”.

Per il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini si tratta di un “un riconoscimento che premia tutta l’Emilia-Romagna. Come Regione abbiamo creduto in questa candidatura e l’abbiamo sostenuta”.

Fonte: Repubblica