Un cappelletto gigante creato al Sigep…

Un cappelletto gigante creato al Sigep

cappellettoUn cappelletto gigante creato al Sigep, il 37/o salone internazionale della gelateria, pasticceria e panificazione artigianali, in corso alla Fiera di Rimini. Per realizzare il supercappelletto, che pesa 3,7 Kg, sono stati utilizzati 8000 grammi di farina e 8 uova per la sfoglia, 1 kg di ricotta, 1 kg di parmigiano, 500 g di mascarpone, 1 cucchiaino di noce moscata, la scorza di 3 limoni e 3 uova per il ripieno. 

Fonte: LaRepubblica

La pasticcera numero uno al mondo è bolognese d’adozione…

La pasticcera numero uno al mondo? E’ bolognese d’adozione…

sigepSilvia Federica Boldetti, nata a Torino 27 anni fa, è ‘The Pastry Queen 2016’: ha vinto al Sigep di Rimini il campionato mondiale femminile di pasticceria, che si svolge a cadenza biennale. Con 3.522 punti ha prevalso sulla giapponese Aki Tanimura (3.239) e sulla francese Marléene Bachellerie (3.096). In gara otto concorrenti, provenienti anche da India, Russia, Taiwan, Brasile e Croazia.

La gara prevedeva di preparare una tarte moderna, un dessert al bicchiere al caffè, una monoporzione al cioccolato, un mignon gioiello, una scultura in zucchero e pastigliaggio. Il tema a cui ispirare le creazioni era l’arte della danza…

Fonte: LaRepubblica

Supermercato aperto 24 ore su 24, a Bologna. Martedì si parte…

Supermercato aperto 24 ore su 24, martedì si parte

Il Carrefour di via don Sturzo sarà il primo in città. L’ira dei sindacati

Ed ecco una leccornia, che proviene proprio dalla città di Piacenza: i tortelli con la coda…

Turteil cun la cuà

“Tortelli piacentini con la coda”
tortellicodaIn realtà i tortelli piacentini furono inventati per la tavola di un nobile signore: era il 1351 quando le cuoche del castello di Vigolzone crearono dei fagottini di pasta ripiena in onore di Francesco Petrarca, illustre ospite di Bernardo Anguissola, il feudatario dei Visconti che allora dominava sul Borgo. “Al turtel (quand al capitta) l’è cme al libar ad la vitta”, scriveva il poeta piacentino Valente Faustini celebrando, con giusta enfasi, le delizie dei tortelli piacentini “con la coda” in una poesia i cui versi proclamavano questo piatto degno di figurare “in sla tàvla anca dal re”. A Vigolzone, in onore del tortello si organizza ogni anno una grande festa che coinvolge l’intero paese per ben cinque giorni.

Ingredienti
Per la pasta: 400 gr. di farina bianca, 2 uova, sale.
Per il ripieno: 300 gr. di spinaci, 40 gr. di formaggio grana piacentino, 200 gr. di ricotta, un uovo, noce moscata, sale.
Per il condimento: Una noce di burro, qualche foglia di salvia, formaggio grattugiato.

tortelli-coda2Preparazione
Mettere la farina a fontana sul tavolo, nel centro mettere le uova, il sale un po’ d’acqua tiepida e impastare il tutto. Tirare una sfoglia sottile, dividerla in strisce di circa otto cm. e farne tanti quadrati di 4 cm. per lato, su ogni riquadro mettere un cucchiaino di ripieno così preparato: lessare gli spinaci, scolarli, strizzarli e tritarli con la mezzaluna.
Amalgamare il tutto con l’uovo, la ricotta, il formaggio e un poco di noce moscata ripiegare la pasta chiudendo il tortello a triangolo, poi girare i due angoli e formare una treccia o meglio due code ben strette e sottili arricciandole tra il pollice il medio e l’indice. Cuocere i tortelli in acqua bollente e ben salata. Scolare i tortelli in una zuppiera di ceramica e versarvi sopra il burro fuso , la salvia e una manciata di grana piacentino grattugiato.
Vino consigliato
Gutturnio vivace, Barbera.

Numeri utili della città di Piacenza…

Numeri utili della città di Piacenza

Servizi Pubblici

  • Carabinieri 112
  • Polizia di Stato 113
  • Vigili del Fuoco 115
  • Guardia di Finanza 117
  • Vigili Urbani 0523492127
  • Polizia Stradale 0523397111
  • URP Comune 0523492224
  • Provincia 0523795716
  • Regione 800662200
  • Università 0523599111
  • CORECOM Emilia Romagna (garante per le Telecomunicazioni) 0515276377
  • Associazione Consumatori 0523453470
  • CAF di Piacenza 0523320754 (dichiarazioni – ISEE, 730, CUD -, assistenza familiare)

Emergenze sanitarie

  • Piacenza Soccorso 118
  • Croce Rossa 0523324355
  • AUSL – guardia medica – continuità assistenziale 0523302224
  • Guardia medica odontoiatrica 0523303123
  • Guardia medica ostetrica 0523301111
  • Farmacie di turno 0523321833 (Guarda le farmacie di turno, questo mese)
  • A.N.T. 3483102876
  • Cup 2000 800448822

Trasporti

  • Trenitalia 0668475475 (Prenotazioni telefoniche 892021 – Assistenza Disabili 800906060)
  • Autostazione 840000216
  • Prenotazione Taxi 0523591919
  • Prenotazione auto con conducente 3357142427
  • SETA trasporti pubblici 840000216
  • Viabilità strade (autostrade italiane) 840042121
  • Soccorso ACI 803116

Servizi turistici

  • IAT 0523492223

Guasti

  • Pronto intervento idrico 800343434
  • Pronto intervento GAS 800343434
  • Pronto intervento rete elettrica 800343434

Ecco, tutta per voi, una carrellata di Botteghe Storiche di Piacenza…

Le botteghe storiche di Piacenza

Bar Dante di Fornasari Rita
Il Bar Dante è una bottega storica nella città di Piacenza. Dal lunedi al venerdi nella pausa di mezzogiorno proponiamo piatti veloci, spuntini e specialità stagionali. Da abbinare consigliamo vini scelti, birra alla spina di marca e naturalmente bevande analcoliche. Il Bar Dante dispone di un’ampia sala interna e anche di uno spazio esterno da utilizzare in estate, il locale è climatizzato e confortevole. Colazioni, piccola cucina, coffee break, aperitivi serali: il nostro locale offre sempre la cornice ideale.

Bar Dante di Fornasai Rita – Viale Dante Alighieri, 18 – 29121 Piacenza

Farmacia Fiorani
La Farmacia Fiorani offre un vasto assortimento di medicinali, articoli sanitari, prodotti per l’infanzia, calzature sanitarie, alimenti per diabetici e celiaci, prodotti cosmetici ed erboristici. Il nostro personale medico qualificato è in grado di assistervi con competenza in tutti i vostri acquisti. La Farmacia Fiorani ha un obiettivo molto semplice che consiste nel rispetto dei principi etici e professionali che da sempre contraddistinguono la vendita di medicinali.

Farmacia Fiorani – Piazza del Borgo, 40 – Piacenza PC – Tel. 0523/321823

Torrefazione Pellizeni
La Torrefazione Pellizeni è molto più di una semplice torrefazione. Al suo interno potrete trovare caffè di ogni tipo, chicchi e macine già pronte, che potrete comprare a peso. Punta di diamante è il vero caffè Arabica. Oltre al caffè, offre anche un angolo enoteca, dove potrete trovare vini pregiati, liquori, amari e digestivi. Il reparto gastronomia, invece, offre un’ampia gamma di ottime marmellate, sughi, miele e cioccolato assortito dei migliori marchi. Infine, offre ai propri clienti vendita di oggettistica, confezionando bomboniere per ogni occasione.

Torrefazione Pellizeni – Via Calzolai – 29121 Piacenza (PC) – Tel. 0523/326630

Scrigno d’Oro Abbigliamento
“Scrigno d’Oro” porta con sé l’esperienza e la tradizione di un’azienda fedele a uno stile sicuro, consolidato nel tempo, ma che non trascura le esigenze della moderna evoluzione del gusto. In questo spirito riunisce una preziosa collezione delle migliori marche: Canali, Flying Cross, Carrel, Yves Saint-Laurent, Church’s, Holliday and Brown. This man clothes shop combines experience and tradition with the modern fashion. Wide selection of the finest brands: Canali, Flying Cross, Carrel, Yves Saint-Laurent, Church’s, Holliday and Brown.

Scrigno d’Oro – Abbigliamento Uomo – Via Carducci Giosue’, 6 – 29121 Piacenza (PC) – Tel. 0523/323766

Caffé Cavour
Un locale storico, per leccornie attuali: colazioni, pranzo, caffé e bevande. Aperto 7 giorni su 7.

Caffé Cavour – Via Cavour, 41/F – 29121 Piacenza – Tel. 348/7100182

Bottega del Vimini
La Bottega del Vimini è da molti anni un punto di riferimento per chiunque ami il calore degli arredi in fibre naturali e per chi desideri arricchire il proprio giardino o il proprio terrazzo con arredi in rattan e arredi in vimini. Poltrone, chaise lounge, sdraio ma anche tavoli, divanetti e tante altre soluzioni ideali per completare in modo elegante gli spazi all’aperto da vivere nella bella stagione. Perfetti in interni, gli arredi in midollino, rattan e vimini sono infatti particolarmente indicati anche per realizzare arredi da esterni grazie alla loro leggerezza strutturale e alla loro resistenza.

Bottega del Vimini – Via Pace, 6 – 29121 Piacenza

Il Salumaio Valla
C’è una gastronomia a Piacenza che è il paradiso dei salumi: è Il Salumaio Valla. Uno storico negozio di Piacenza dove troverete una vastissima scelta di salumi tutti artigianali, tutti particolari e soprattutto buonissimi. Sono selezionati personalmente da Ettore Valla, “il” Salumaio per eccellenza e sono tutti prodotti di altissimo livello. A partire dalla coppa piacentina che è di produzione propria. Viene prodotta con il metodo tradizionale, con salatura a secco, asciugatura con stufa a legna e una stagionatura di almeno 20 mesi. E ancora: il salame piacentino, la pancetta steccata, il prosciutto crudo di Parma stagionato 36 mesi, il fiocchetto di prosciutto, il vecchio lonzardo, la bresaola, la spianata calabrese, i grassei di puro suino (in inverno)… insomma l’eccellenza dei salumi italiani a vostra disposizione in questa deliziosa gastronomia a Piacenza.

Il Salumaio Valla – Via Roma, 217 – 29121 Piacenza

Amendolara Salumi e Formaggi, dal 1939
Negozio storico. Offre salumi e formaggi della provincia di Piacenza e Parma di ottimo livello. possibile trovare focaccia pugliese. ottima la pasta fresca, soprattutto i tortelli piacentini e gli anolini.

Amendolara Salumi e Formaggi, dal 1939 – Via Trento, 7 – 29122 Piacenza (PC) – Tel. 0523/592018

Antica Osteria del Teatro
“Mi ha sempre affascinato questo palazzo del ‘400, con la vecchia mescita di vini a pochi passi dal Teatro Municipale, dal quale una volta, finito lo spettacolo, la gente arrivava per discutere e fare commenti su opere e cantanti. Il posto si chiamava allora Bottiglieria del Teatro. Oggi la mia Osteria offre quaranta coperti comodamente collocati in tre sale. C’è anche la taverna dove trovano posto fino a sessanta persone per degustazioni, meeting e banchetti. Ho fatto restaurare e arredare i locali in modo da non collocare la Storia in un museo, ma farne qualcosa che arricchisce le ore passate qui. Un ponte tra storia e presente: la dimensione temporale della buona cucina. Ma l’ospitalità no, quella vive fuori dal tempo, di cui si vorrebbe sospendere il corso”.

Antica Osteria del Teatro – Via Verdi,16 – 29121 Piacenza – Tel. 0523/323777

Osteria Del Trentino
L’Osteria del Trentino è localizzata a Piacenza. Conosciuta come la più antica osteria della regione, l’Osteria del Trentino si è progressivamente specializzata nell’offerta di piatti tipici della tradizione culinaria piacentina. Tra le specialità dell’Osteria del Trentino vale certamente la pena ricordare i salumi locali, i tortelli di magro, gli agnolotti in brodo, le costolette di agnello, la punta di vitello al forno e molto altro ancora. Sempre attenta a garantire prodotti di qualità ai propri clienti, l’Osteria del Trentino offre esclusivamente pasta fresca di produzione propria. Dotata di tavoli all’aperto capaci di ospitare fino a 20 persone, l’Osteria del Trentino offre ai propri clienti anche la possibilità di mangiare all’aperto durante la bella stagione. Dotata di personale attento e cortese, l’Osteria è la scelta ideale per festeggiare battesimi, cresime e comunioni.

Osteria Del Trentino – Via Del Castello, 71 – 29121 Piacenza – Tel. 0523/324260

Trattoria Milvera Bottega Storica
Trattoria Milvera a Piacenza offre una tipica cucina piacentina, con un prezzo medio senza bevande di € 30 a persona. Da vedere!

Trattoria Milvera Bottega Storica – Via Decorati Al Valore Civile, 15 – 29122 Piacenza – Tel. 0523/380170

Studio Fotorafico Croce
Giovanni Croce nasce a Lodi il 14 aprile 1896. Assunto intorno al 1909 come aiutante nello Studio fotografico di Giuseppe Marchi, vi resta fino alla chiamata alle armi, nel 1915, quando gli viene affidata la direzione del laboratorio fotografico dell’Armata. Dopo il congedo si trasferisce a Piacenza dove rileva uno studio fotografico e, facendo tesoro delle indicazioni tecniche fornitegli da Marchi, si specializza in ritratti femminili e militari.

Studio Fotografico Croce – Corso Vittorio Emanuele II, 110 – 29100 Piacenza (PC) – Tel. 0523/32520

Alloni Fiori
La storia della Fioreria Alloni inizia nel 1952, quando l’undicenne Franco inizia a lavorare nel negozio all’uscita della scuola in qualità di garzoncino con il compito di tenere pulito ed eseguire le consegne a piedi e in bicicletta. Sono passati oltre 60 anni e Franco è ancora qui, nello stesso negozio di allora! I tempi sono cambiati, il modo di lavorare è cambiato, ma lo spirito e la passione rimangono ancora gli stessi. Dal 1952 la struttura del negozio si è sempre rinnovata, ma il luogo è sempre nel cuore della vecchia Piacenza in Corso Vittorio Emanuele, 114. Rimane ancora la vetrina con la cascata d’acqua che affascina sempre i bambini di oggi come quelli di tanti anni fa. Affiancato dal figlio Paolo, Franco è riuscito a cambiare il classico lavoro del fiorista in una attività più vicina all’artigianato, infatti tutto quello che viene presentato alla clientela è lavorato e trasformato diventando un oggetto unico. Ogni composizione, cesto o mazzo viene lavorato singolarmente sfruttando i colori e le forme per valorizzare al massimo ogni caratteristica del fiore.

Alloni Fiori – Corso Vittorio Emanuele II, 114 – 29121 Piacenza (PC) – Tel. 0523/326656

Moia Orologeria
Moia Orologeria è un’impresa che commercia al dettaglio orologi e articoli di gioielleria. Ovviamente, rientra nell’elenco delle imprese storiche di Piacenza.

Moia Orologeria – Via Calzolai, 46 – 29120 Piacenza

Mercati Rionali
I mercati rionali presenti nel Comune di Piacenza sono: Via F.lli Alberici, aperto al pubblico dal lunedì al sabato dalle 7:00 alle 13:30 e Piazza Casali, aperto al pubblico dal lunedì al sabato dalle 6:00 alle 14:00.

 

E oggi, parliamo di Piacenza, la primogenita…

Piacenza, la primogenita…

«Dunque il Po comincia a Piacenza, e fa benissimo …»
(Giovannino Guareschi)

Piacenza è soprannominata la Primogenita perché nel 1848 è stata la prima città italiana a votare con un plebiscito l’annessione al Regno di Sardegna. Posta al confine fra Emilia e Lombardia, risente dell’influenza economica e culturale di Milano. Popolata sin dall’antichità, il territorio abitato in originalmente da stirpi liguri venne conquistato prima dagli Etruschi e poi dai Celti.

Placentia, fondata nel 218 a.C., fu la prima colonia romana nell’Italia settentrionale, insieme a Cremona, come importante avamposto militare contro Annibale che muoveva dalla Spagna per giungere in Italia e portarvi devastazione conquistando i territori del Ticino e della Trebbia. La città resistette agli attacchi punici e fiorì come centro commerciale sulla via Emilia. La cristianizzazione della città avvenne anche per opera di martiri come sant’Antonino, centurione piacentino ucciso sotto Diocleziano.

Divenuta sede di un ducato longobardo, quindi conquistata dai Franchi, la città acquista maggiore importanza attorno all’anno Mille, trovandosi sulla Via Francigena. Dal 1126 fu libero comune e combatté con la Lega lombarda contro il Barbarossa a Legnano. Nel 1336 fu nelle mani dei Visconti e rimase in loro dominio fino al 1447 per poi passare, nella prima metà del Cinquecento, prima alla Francia e poi allo Stato Pontificio.

Capitale del Ducato di Parma e Piacenza sotto i Farnese (1545) passò al ducato di Milano e fu restituita a Ottavio Farnese nel 1556. Dal 1732 al 1859 fu soggetta al dominio borbonico, durante il periodo napoleonico fu aggregata all’Impero nel Dipartimento del Taro, successivamente fu attribuita a Maria Luigia d’Austria, che apportò alla città importanti ammodernamenti. Con un plebiscito del 10 maggio 1848 Piacenza chiese l’annessione al nascente Regno d’Italia, allora ancora Regno di Sardegna, guadagnandosi il soprannome di città primogenita d’Italia. Pesantemente colpita nelle Guerre Mondiali, ha poi avuto uno sviluppo agricolo e industriale. Nominata città d’arte, oggi Piacenza ha una forte vocazione turistica.

 La basilica di Sant’Antonino, patrono di Piacenza, è un esempio di architettura romanica ed è caratterizzata da una grossa torre ottagonale. Ha il rango di basilica minore. Fu voluta da san Vittore, il primo vescovo della città, intorno al 350 e fu ultimata nel 375; conserva le reliquie di Antonino, martire cristiano ucciso presso Travo, in Val Trebbia. Fu sottoposta a varie opere di ristrutturazione in seguito ai danneggiamenti delle popolazioni barbariche calate nel Nord Italia. A lato vi è un chiostro edificato nel tardo Quattrocento. Nell’869 vi fu sepolto il re di Lotaringia, Lotario II. Nel 1183 ospitò i delegati della Lega Lombarda e l’imperatore Federico Barbarossa che vi si riunirono per firmare i preliminari della pace di Costanza.

La chiesa di San Sisto è un’altra basilica rinascimentale che vanta un prezioso coro ligneo del 1514. I lavori iniziarono intorno al XIV secolo dove antecedentemente si trovava un tempio edificato nell’874 per volere dell’imperatrice Angilberga, moglie di Ludovico II il Giovane ed è la prima opera religiosa dell’architetto Alessio Tramello nella sua maturità. Ospita la copia del capolavoro di Raffaello Sanzio, la Madonna Sistina: l’originale, eseguito per la chiesa piacentina, venne venduto dai benedettini nel 1754 ad Augusto III re di Polonia ed elettore di Sassonia. Ancora oggi la Madonna Sistina”, con i suoi angioletti, è l’ambasciatrice più conosciuta della Gemäldegalerie di Dresda ove rappresenta uno dei pezzi più pregiati. La basilica di San Sisto, per secoli il principale monastero benedettino della città prima che le soppressioni decretassero l’allontanamento definitivo dei religiosi, sta tornando ad appropriarsi di capitoli importanti della sua storia, trascurati in passato a causa delle traversie, prima napoleoniche e poi post-unitarie, dalle quali il monumentale complesso ne è uscito separato in due. La quasi totalità del monastero risulta oggi occupata dai militari del Secondo Reggimento Genio Pontieri e gli spazi in uso a San Sisto, trasformata in parrocchia, comprendono la chiesa e una piccola parte dell’edificio un tempo dimora dei benedettini. In quest’ala si stanno concentrando i restauri. Ingresso gratuito.

La Basilica di San Francesco d’Assisi si trova in Piazza Cavalli all’incrocio con via XX Settembre. È realizzata in stile gotico lombardo del XII secolo (1278-1373). Sulla facciata sono visibili due contrafforti, un rosone, una cuspide e alcune guglie, mentre archi rampanti sono presenti sui lati; su quello destro è ancora esistente parte dei chiostri di cui rimane un porticato. Al suo interno, ornato di affreschi del XV e XVI secolo, venne proclamata l’annessione della città al Regno di Sardegna (1720-1861) nel 1848. Il portale mediano della basilica reca al sommo una lunetta con il rilievo di San Francesco stigmatizzato, e all’interno, sulla parete destra del deambulatorio, v’è un bassorilievo con Rettore in cattedra e frati, eseguiti nella bottega di Giovanni Antonio Amadeo intorno al (1490). Nella basilica è sepolto il patriota Giuseppe Manfredi, primo presidente del Senato del Regno d’Italia, morto nel 1918.

Palazzo Comunale della città, detto il Gotico, e suo vero simbolo. Edificato a partire dal 1281 per volere di Alberto Scoto, reggente ghibellino della città. Numerosi sono i palazzi di origine aristocratica e borghese, di notevole pregio caratterizzati da bellissimi giardini. Piacenza risulta appunto “città di palazzi” come nessun altro centro della Val Padana. Mancando una corte fissa (il Palazzo Farnese non fu sempre sede della famiglia dal momento che dopo un certo periodo la capitale ducale fu trasferita a Parma), i nobili ebbero la possibilità di ostentare il proprio rango con lussuose opere architettoniche.

Splendidi sono, inoltre, i giardini pubblici e privati del centro storico, racchiusi fra i palazzi ai quali donano ulteriore bellezza, quasi nascosti alla vista dei passanti i secondi visibili attraverso raffinate cancellate in ferro battuto, conferendo particolare suggestione alla città.

Fino al 1798 esisteva il Teatro della Cittadella che venne distrutto da un incendio e fu successivamente sostituito con il Teatro Municipale, inaugurato nel 1804. Progettato dall’architetto Lotario Tomba, ha una facciata ispirata a quella del Teatro alla Scala di Milano. Alessandro Sanquirico, scenografo presso il teatro milanese, fu appunto il decoratore degli interni. I lavori di ristrutturazione degli ultimi decenni hanno, fra l’altro, trasformato l’ex Sala degli Scenografi (posizionata al di sopra della Sala Grande) in un piccolo teatro di 320 posti.

In città si trovano una sede dell’Università Cattolica del Sacro Cuore con quattro facoltà (Agraria, Economia, Giurisprudenza, Scienze della Formazione), da Ottobre 2010 è stata creata una nuova Interfacoltà di Diritto ed Economia delle banche e dei mercati finanziari, sempre presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, esclusiva della Sede di Piacenza. È presente una sede del Politecnico di Milano (Architettura e Ingegneria) e il Conservatorio di Musica “Giuseppe Nicolini”. Sono inoltre presenti le sedi del corso di laurea in Infermieristica e di quello in Fisioterapia, distaccate dall’Università degli Studi di Parma.


Palazzo Farnese oggi ospita i Musei Civici di Palazzo Farnese, divisi in sezioni dedicate al Medioevo, al Rinascimento, ai Fasti Farnesiani, ai Vetri e alle Ceramiche, oltre alla Pinacoteca, all’Armeria, al Museo delle Carrozze, al Museo Archeologico e al Museo del Risorgimento. Qui è conservato il famoso fegato etrusco, l’unico esemplare al mondo realizzato in bronzo.

Il Museo di Storia Naturale ha cambiato sede e da Palazzo Scotti è stato trasferito all’Urban Center (area nata dalla riqualificazione dell’ex macello cittadino che ospita anche una sede del Politecnico di Milano). È suddiviso nelle sezioni Botanica, Zoologia e Scienze della Terra. Importanti sono l’erbario ottocentesco e la collezione ornitologica.

La città ha dato alla luce numerose persone illustri e di grande spessore. Tra i più importanti nativi del capoluogo e nella provincia o legati ad essi si ricordano: Giulio Alberoni), cardinale e primo ministro di Spagna; Francesco Alberoni, sociologo; Giorgio Armani, stilista; Marco Bellocchio, regista; Osvaldo Bot, pittore; Giorgia Bronzini, campionessa mondiale di ciclismo; Bruno Cassinari, pittore; Barbara Chiappini, showgirl e presentatrice; San Corrado Confalonieri; Enrico Fermi, Premio Nobel per la fisica; Giuseppe Dordoni, campione olimpionico di marcia; Isabella Ferrari, attrice; Fiordaliso, cantante; Milena Gabanelli, giornalista; Papa Gregorio X; Filippo Inzaghi, calciatore; Giuseppe Nicolini, musicista e compositore; Attilio Pavesi, campione olimpionico di ciclismo; Gianni Pettenati, cantante; Gianni Poggi, tenore; Giacomo Radini-Tedeschi, vescovo; Antonino Votto, direttore d’orchestra; Nina Zilli, cantante.

La principale squadra calcistica della città è stato il Piacenza Football Club, che ha militato per 8 stagioni in Serie A. Attualmente, la squadra cittadina con maggior seguito e ritenuta l’erede del defunto Piacenza FC è il Piacenza Calcio 1919, attualmente milita in Serie D. La formazione, inoltre, disputa le partite interne allo Stadio Leonardo Garilli, come in precedenza il Piacenza FC. Tra le società calcistiche cittadine vi è anche il Pro Piacenza 1919, che milita per la prima volta in un campionato professionistico, Lega Pro.

Per quanto riguarda la pallavolo, Piacenza è rappresentata dalla squadra maschile Pallavolo Piacenza (attualmente in serie A1) che ha al suo attivo uno scudetto, una coppa italia, una supercoppa italiana e due coppe europee, e dalla squadra femminile Rebecchi Piacenza, bi-campione d’Italia.

Nella pallacanestro, l’Unione Cestistica Piacentina ha disputato il campionato di Legadue nella stagione 2011-2012 prima di non iscriversi e successivamente fallire. Dopo la scomparsa dell’UCP è stata la Pallacanestro Piacentina a prendere il suo posto, attualmente milita nel campionato di Serie A2 Silver. Tuttavia esiste anche un’altra società ben più presente nella storia della pallacanestro piacentina e si tratta del Piacenza Basket Club, che milita attualmente in Serie D a base regionale.

Sono presenti inoltre diverse squadre di rugby, tra cui Piacenza Rugby Club e Rugby Lyons Piacenza.

Nel baseball è rappresentata dal Piacenza Baseball e dai Red Devils Piacenza, mentre nella pallanuoto dalla Everest Piacenza Pallanuoto, e dalla A.S.D. Pallanuoto Farnese.

La vicinanza del fiume Po ha favorito il sorgere di numerose associazioni per la pratica della motonautica agonistica. Motonautica Associazione Piacenza e G. S. Esercito presso il Genio Pontieri annoverano tra i loro piloti un nutrito numero di campioni e primatisti mondiali. Sempre in riva al fiume, le due ultracentenarie società piacentine “Vittorino da Feltre” e “Nino Bixio” mantengono viva la tradizione piacentina del canottaggio e del nuoto.

I piaceri della buona tavola sono un altro buon motivo per venire a scoprire la Val Tidone. Nelle numerose trattorie e negli agriturismi della nostra valle è possibile gustare i piatti tipici della cucina piacentina e i salumi dei produttori locali.

La provincia di Piacenza è forse l’unica in Italia a poter vantare ben tre salumi riconosciuti con il marchio di Denominazione d’Origine Protetta, un riconoscimento a livello europeo, a protezione e valorizzazione dei prodotti tipici, che viene rilasciato a quei prodotti per i quali tutto il processo produttivo, compreso l’approvvigionamento della materia prima avviene in un’area geografica delimitata. I salumi piacentini D.O.P. sono il salame, la coppa e la pancetta e qui in Val Tidone sono numerosi i salumifici che ancora li producono in modo artigianale conservando quei sapori e quella qualità tipici della tradizione.

In tavola dopo un antipasto di salumi potete gustare i tradizionali primi piatti della cucina piacentina: gli anolini di stracotto serviti nel classico brodo di carne, i tortelli con la coda dalla forma caratteristica che contiene un ripieno a base di ricotta e erbette, i pisarei e fasö, piccoli gnocchetti di farina e pane grattugiato serviti con un sugo di fagioli. La cucina piacentina, come larga parte della cucina emiliana, offre anche diversi secondi piatti a base di carne, spiccano nella tradizione locale la picula ad cavàl e la coppa arrosto. In qualche trattoria avrete inoltre la possibilità di pasteggiare con il gnocco fritto, mentre partecipando alle feste popolari in Val Tidone potrà capitarvi di assaggiare i batarö, un gustosissimo panino sottile cotto sulla piastra del forno a legna che si può mangiare sia vuoto che imbottito con salumi o formaggio.

Diversi ristoratori delle nostre colline stanno infine recuperando la tradizione contadina, che si era perduta per alcuni decenni, delle merende: un ricco spuntino a base di pane, salumi, formaggi e vino da consumare a metà pomeriggio. Il vino che veniva tradizionalmente bevuto durante la merenda è la bonarda dolce frizzante, ma secondo i vostri gusti potete scegliere tra le tante tipologie i vino dei nostri colli.

 

Il Duca Bianco: eclettico, originale, geniale. Resterà nella storia del rock e nei nostri cuori. Grazie per le emozioni che ci hai regalato…

È morto David Bowie, il trasformista del rock

12376347_10208057618068005_5197718948539105363_nLa notizia, arrivata dai profili social ufficiali. Sei giorni fa, l’8 gennaio, aveva compiuto 69 anni ed era uscito il suo nuovo album, “Blackstar”. Da 18 mesi era malato di tumore al fegato.

Tre giorni fa aveva compiuto 69 anni, nello stesso giorno era uscito Blackstar, il suo ultimo album, resterà il suo testamento. Due settimane fa aveva annunciato il ritiro “definitivo e irrevocabile” dai palcoscenici che non frequentava dal 2006. È morto a New York David Bowie, l’annuncio sul suo profilo ufficiale Twitter e Facebook: “Dopo 18 mesi di lotta contro il cancro se ne è andato serenamente, circondato dalla sua famiglia”. La conferma dal figlio, con un messaggio accompagnato da una sua foto da bambino insieme al padre. “Davvero addolorato e triste nel dire che è vero. Sarò fuori dalle reti sociali per un po’. Grande affetto a tutti”.

Il cantante è morto domenica 10 gennaio dopo aver combattuto contro un cancro al fegato per 18 mesi. La rivelazione arriva da Ivo van Hove, il regista del musical Lazarus, spettacolo scritto insieme a Bowie e ancora in scena a New York. Intervistato da NPO Radio 4 ha detto: “Ho visto un uomo lottare come un leone e continuare a lavorare nonostante tutto, anche sul letto di morte. Ho grande rispetto per tutto questo”. Il regista ha spiegato di aver saputo della malattia di Bowie un anno fa e di essere stato uno dei pochi a conoscenza.

Una notizia inaspettata, che ha colto di sorpresa e gettato nello sconforto il mondo intero. Se ne va una delle figure artistiche più celebrate e di maggiore successo della storia della musica. Dal Vaticano a Madonna, i messaggi di cordoglio da tutto il mondo.

“David Bowie è morto oggi pacificamente sostenuto dalla sua famiglia dopo 18 mesi di battaglia contro il cancro”. Così la famiglia ha annunciato la scomparsa della rockstar britannica sull’account Twitter ufficiale dell’artista.

David Bowie festeggia i suoi 69 anni con l’uscita del suo 28esimo album “Blackstar”. Sette canzoni, tra cui il singolo omonimo, già uscito il 20 novembre scorso e sigla della serie TV “The Black Panthers”, e il brano “Lazarus”, lanciato da un video tra l’enigmatico e l’inquietante. “Lazarus” è anche il brano portante del musical scritto da Bowie, in scena in questi giorni a New York.

David Robert Jones – questo il vero nome – nasce a Brixton, Londra, l’8 gennaio del 1947. Il suo primo singolo, Can’t help thinking about me, viene pubblicato il 14 gennaio del ’66 a nome di David Bowie e The Lower Third. Nel 1967 l’incontro cruciale per la sua carriera, quello con Lindsay Kemp. Dall’artista apprende i segreti della teatralità, della mimica, dell’uso del corpo, elementi fondamentali della sua personalità artistica che si affermerà attraverso le sue tante “personalità”. Il primo tour ufficiale è lo “Ziggy Stardust Tour”, iniziato il 10 febbraio 1972 al Toby Jug di Tolworth, 103 date in 60 città, l’occasione per promuovere l’album The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, disco venerato che racconta la storia del primo dei suoi alter ego scenici, Ziggy Stardust, un extraterrestre bisessuale e androgino trasformato in rockstar, fra teatro kabuki e fantascienza, che fa di Bowie un portavoce della libertà sessuale. Ma è solo uno dei tanti alter ego di Bowie, da Aladdin Sane al Duca Bianco, una continua reinvenzione di se stesso che gli ha permesso di mostrare varie sfaccettature della sua arte nel corso della sua prolifica carriera. Nel 1973, con uno straordinario concerto all’Hammersmith Odeon di Londra, insieme agli Spiders from Mars, Bowie annuncia la fine di Ziggy Stardust. All’inizio degli anni Ottante è un mito. Uno dei pochi artisti in grado di conciliare rock e teatro, pop e avanguardia, ambiguità sessuale e arti visive, trasgressione e letteratura. Conta su solidi legami che vanno dal rock’n’roll stardom a Warhol e William Burroughs.

Fonte: LaRepubblica

L’Olanda coccola la mamma e il neonato, con una culla innovativa…

Le rivoluzionarie culle negli ospedali olandesi che favoriscono il contatto tra mamma e neonato

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Dall’Olanda, ecco una soluzione che promette di rivoluzionare i reparti maternità degli ospedali: una particolare culla che si attacca alla sponda del letto della neomamma, in modo da facilitare al massimo il contatto tra mamma e neonato nelle primissime ore dopo il parto e favorire il buon avvio dell’allattamento al seno.

Moltissimi ospedali si concentrano soprattutto sui momenti del travaglio e del parto, prestando invece poca attenzione a quanto accade nelle ore che seguono la nascita di un bambino. Ad esempio, sono ancora numerose le strutture che non prevedono  il rooming-in, costringendo madre e bimbo a separazioni innaturali e più o meno lunghe durante tutta la durata della degenza, e quelle che lo prevedono troppo spesso abbandonano la madre a se stessa, senza offrirle un vero supporto per impostare al meglio sia la cura del neonato che l’allattamento al seno.

Tale deficit è evidente soprattutto nei casi in cui la mamma abbia difficoltà a muoversi, magari per la presenza di numerosi punti di sutura o come conseguenza di un parte cesareo: le culle posizionate ad una certa distanza dal letto rendono molto difficile l’accudimento del neonato e, senza l’intervento del personale ospedaliero, gestire un bambino, dovendosi alzare più volte per raggiungerlo e sollevarlo, può diventare una missione particolarmente complicata. E, come è noto, dolore fisico, fatica, sfiducia e stanchezza possono compromettere il buon avvio dell’allattamento al seno.

Per ovviare a tali difficoltà, un ospedale olandese, il Gelderse Vallei di Ede, una cittadina a sud di Utrecht, ha introdotto nel suo reparto maternità un nuovo tipo di culla che, attaccata direttamente ad un lato del letto della mamma, come fosse una sua piccola propaggine, favorisce il contatto tra la mamma e il neonato nelle primissime ore di vita di quest’ultimo, facilitando non poco sia la cura del bambino che la gestione dell’allattamento.

“Madre e figlio sono quindi vicini tra loro e possono toccarsi, senza l’intervento del personale ospedaliero.” – si spiega sul sito del Gelderse Vallei“L’allattamento al seno è più semplice, perché il bambino si trova accanto alla mamma. Soprattutto nel caso di un taglio cesareo, con la madre che può avere problemi a muoversi per alcuni giorni, questo tipo di culla offre grandi vantaggi.”

Una soluzione che, nella sua semplicità e praticità, si rivela anche molto intelligente e che potrebbe aiutare tante neomamme a vivere con maggiore serenità le prime, meravigliose ore di vita dei loro bambini. E, rendendo le puerpere più autonome, potrebbe facilitare anche il lavoro del personale ospedaliero.

Chissà che qualche ospedale italiano non decida di prendere spunto…

Fonte: GreenMe

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