Bologna, 4 e 5 marzo 2017, ore 16: “Tutti giù per terra”. Viaggio nei luoghi sotterranei della città…

Nel sottosuolo di Bologna, c’è tutto un mondo da scoprire, che racconta una parte della città a molti sconosciuta: dalle chiese sotterranee, alle civiltà villanoviana, etrusca e romana, ai canali nascosti, fino al rifugio antiaereo, utilizzato durante la seconda guerra mondiale…


tuttigiuperterra_bologna“Tutti giù per terra” è un viaggio. Un viaggio nella Bologna antica. Una Bologna d’altri tempi. Un sottosuolo ricco di vicende storiche che partono dall’età villanoviana e arrivano ai giorni terribili della seconda guerra mondiale.

Un tour davvero singolare, che partirà dalla Cripta di San Vitale e Agricola, toccherà gli scavi di Sala Borsa, farà tappa in uno scorcio di una Piccola Venezia d’altri tempi, con i suoi corsi d’acqua e terminerà nel rifugio antiaereo, situato al di sotto del parco della Montagnola.

2004-cripta_4Prima tappa: CRIPTA DI SAN VITALE E AGRICOLA…
La chiesa si vuole innalzata sui resti dell’Arena romana dove, secondo la tradizione, sotto l’impero di Diocleziano, subirono il martirio i Santi Vitale e Agricola, i cui corpi furono riconosciuti da sant’Ambrogio durante la visita compiuta a Bologna nel 392. Ricostruita dalle monache benedettine nel secolo XVI, ospita pregevoli opere artistiche tra cui  la rinascimentale cappella di S. Maria degli Angeli attribuita a Gasparo Nadi e una suggestiva cripta millenaria, unico resto della chiesa primitiva. È una delle “sette chiese di Bologna”. Pare che qui sorgesse l’arena di Bononia dove combattevano i gladiatori e, sempre in questo luogo, hanno trovato il martirio Vitale e Agricola. È considerata una delle prime chiese sotterranee che ricordano le catacombe romane. La cripta che si trova nella chiesa é quindi una grande testimonianza storica.

salaborsascavi_gallerySeconda tappa: SCAVI DI SALA BORSA…
Sotto il cristallo della piazza coperta si possono ammirare gli antichi scavi e la sedimentazione delle varie civiltà in uno scenario di armonia e di luce. Rivivono così secoli di storia, dai primi insediamenti di capanne della civiltà villanoviana del VII secolo a.C., alla Felsina etrusca, alla Bononia romana fondata nel 189 a.C. Che cosa sia stata nel tempo la parte nord del palazzo di città che si affaccia su piazza Nettuno ce lo raccontano gli scavi archeologici intrapresi nel corso dei lavori dell’attuale sistemazione di Sala Borsa. Le tracce di edifici pubblici e religiosi e l’assetto urbanistico testimoniano che il luogo è stato fin dalle origini il baricentro della vita pubblica cittadina. La stratigrafia degli scavi scopre le trasformazioni che si sono verificate in età romana fino a quando, tra la fine del V sec. ed il VII sec. d.C., l’area subisce sempre più marcati fenomeni di degrado, dal crollo delle strutture a spogli del materiale di pregio. La depauperazione del territorio provoca una notevole riduzione degli edifici, fino alla loro quasi totale scomparsa all’inizio dell’alto medioevo.

canale delle moline a bolognaTerza tappa: ACQUE NASCOSTE A BOLOGNA (visita ai canali di via Piella e via Malcontenti)…
Bologna fu uno dei porti più importanti come volume di traffico: 2500 navi con un volume di 200.000 tonnellate di merce in movimento all’anno. Bologna nasconde un complesso reticolo di circa 60 km di vie d’acqua, soltanto in parte visibile. Fin dal XII secolo la città si dota di un sistema idraulico artificiale composto da chiuse, canali e condutture sotterranee che distribuivano l’acqua, utilizzata prevalentemente come fonte di energia per le attività produttive. I Canali di Savena e di Reno sono stati costruiti in epoca medievale per portare le acque dei due fiumi nel cuore della città. Dalla Chiusa di San Ruffillo sul torrente Savena ha origine il canale omonimo che entra nel centro storico a Porta Castiglione. Il Canale di Reno nasce da una grande chiusa che si trova nel vicino Comune di Casalecchio di Reno ed in città scorre al di sotto delle vie della Grada e Riva di Reno, sino a via Capo di Lucca. Le loro acque, una volta uscite dal centro, confluiscono nel Navile,porto_bolognacanale un tempo navigabile, lungo 36 km, che consentiva i collegamenti con le città del Nord ed il commercio internazionale. Le città progredite e industriose avevano bisogno di acqua e Bologna riuscì ad imporre ai suoi fiumi e torrenti un dominio tecnico vicino alla perfezione imbrigliandoli in una serie di canali, di chiuse e di chiaviche che consentiva la navigazione mercantile e l’attivazione di opifici e mulini. Della fitta rete di canali che attraversavano la città, in superficie restano i nomi delle vie (via del Porto, via Riva di Reno, via Val D’Aposa, via delle Moline, via Savenella) ed alcuni suggestivi scorci come la “finestrella di via Piella” (la Piccola Venezia), che si affaccia sul canale delle Moline.

rifugio2Quarta tappa: RIFUGIO ANTIAEREO DEL PINCIO…
Sotto la minaccia di probabili attacchi aerei sulla città è approvato dal Comune il progetto per un grande rifugio sotto la Montagnola. Come primo provvedimento viene sgomberato in fretta il magazzino comunale del Pincio, dove è depositata una grande quantità di legna e altro materiale. Si tratta dei resti di una ghiacciaia dell’antico “castello del papa”, più volte edificato, tra il XIV e il XVI secolo, nei pressi di Porta Galliera e più volte distrutto dai bolognesi. Il ricovero antibomba è appaltato alla ditta Del Fante, che innanzitutto edifica una serie di bagni, con scarico nel vicino torrente Aposa, e un rifugio antigas dotato di porte stagne, che durante la guerra sarà utilizzato come infermeria. L’allestimento del primo lotto del rifugio procederà speditamente e la consegna avverrà il 12 giugno, con un mese di anticipo rispetto al previsto. Il colosso blindato comincerà ad essere utilizzato, e spesso abitato in pianta stabile, dopo le prime incursioni aeree, in particolare dopo quella disastrosa del 24 luglio, che colpirà in più punti il centro cittadino. Il primo lotto sarà in seguito prolungato con un enorme tubo in muratura, che porterà la capienza complessiva a 2.500 persone. Nel 1944 saranno aggiunte altre gallerie, con ingressi dal giardino della Montagnola, da via Indipendenza e da via del Pallone. Intitolato, dopo la sua uccisione, all’ex segretario del PNF Ettore Muti, il grande rifugio della Montagnola sarà l’ultimo ad essere completamente sgomberato: ospiterà alcune famiglie sfollate fino al 1947, ben oltre il termine del conflitto.


I due eventi, che si terranno sabato, 4 marzo e domenica, 5 marzo 2017 (con punto di ritrovo presso Dynamo, la Velostazione, via dell’Indipendenza n. 70/Z, il 4 marzo e in Piazza di Porta Ravegnana, sotto alle Due Torri, il 5 marzo), partiranno alle ore 16 (secondo turno, se necessario, alle ore 16:30), con guida turistica certificata dalla Regione Emilia Romagna e si concluderanno alle 18:30 (secondo turno, se necessario, alle ore 19; con cena tradizionale o vegetariana, la conclusione è prevista per le ore 21:45). Auricolari forniti dallo staff, per un eccellente ascolto del tour. 

Costo della sola visita guidata (con ingresso esclusivo presso la Cripta di San Vitale e Agricola, gli scavi di Sala Borsa e il rifugio antiaereo del Pincio + guida turistica + radio guide):  25,00.
Visita guidata + cena (con cucina tradizionale o vegetariana, presso la “Trattoria Belfiore”):  45,00.
I bambini, sotto i 6 anni di età, non pagano la visita guidata (pagano per intero, soltanto la cena). I ragazzi, dai 7 ai 18 anni, gli over 65 e le persone con disabilità, usufruiscono di uno sconto di € 5,00 sul costo della visita guidata.

Per partecipare alla visita guidata, è obbligatorio prenotarsi, spedendo un SMS/Whatsapp, al numero +39 3897995877, oppure, mandando un messaggio alla pagina di Facebook “I love Emilia Romagna” (indicate il nome e cognome di ogni partecipante, numero di telefono e almeno un indirizzo email).

La quota di partecipazione, per questioni di esclusività del tour, con ingressi a tappe, prenotati e remunerati in anticipo, sarà da saldare in anticipo, tramite carta di credito (PayPal), oppure, bonifico bancario.

In caso di maltempo, la visita guidata si terrà ugualmente, perché completamente al chiuso (verrà modificato esclusivamente il punto di ritrovo).

Durante l’evento, verranno scattate fotografie, che successivamente, saranno pubblicate sulla pagina di Facebook.


Buon divertimento con le visite guidate di “I love Emilia Romagna”…

Bologna, 4 e 5 febbraio 2017, ore 16: “Tutti giù per terra”. Viaggio nei luoghi sotterranei della città…

Nel sottosuolo di Bologna, c’è tutto un mondo da scoprire, che racconta una parte della città a molti sconosciuta: dalle chiese sotterranee, alle civiltà villanoviana, etrusca e romana, ai canali nascosti, fino al rifugio antiaereo, utilizzato durante la seconda guerra mondiale…


tuttigiuperterra_bologna“Tutti giù per terra” è un viaggio. Un viaggio nella Bologna antica. Una Bologna d’altri tempi. Un sottosuolo ricco di vicende storiche che partono dall’età villanoviana e arrivano ai giorni terribili della seconda guerra mondiale.

Un tour davvero singolare, che partirà dalla Cripta di San Vitale e Agricola, toccherà gli scavi di Sala Borsa, farà tappa in uno scorcio di una Piccola Venezia d’altri tempi, con i suoi corsi d’acqua e terminerà nel rifugio antiaereo, situato al di sotto del parco della Montagnola.

rifugio2Prima tappa: RIFUGIO ANTIAEREO DEL PINCIO…
Sotto la minaccia di probabili attacchi aerei sulla città è approvato dal Comune il progetto per un grande rifugio sotto la Montagnola. Come primo provvedimento viene sgomberato in fretta il magazzino comunale del Pincio, dove è depositata una grande quantità di legna e altro materiale. Si tratta dei resti di una ghiacciaia dell’antico “castello del papa”, più volte edificato, tra il XIV e il XVI secolo, nei pressi di Porta Galliera e più volte distrutto dai bolognesi. Il ricovero antibomba è appaltato alla ditta Del Fante, che innanzitutto edifica una serie di bagni, con scarico nel vicino torrente Aposa, e un rifugio antigas dotato di porte stagne, che durante la guerra sarà utilizzato come infermeria. L’allestimento del primo lotto del rifugio procederà speditamente e la consegna avverrà il 12 giugno, con un mese di anticipo rispetto al previsto. Il colosso blindato comincerà ad essere utilizzato, e spesso abitato in pianta stabile, dopo le prime incursioni aeree, in particolare dopo quella disastrosa del 24 luglio, che colpirà in più punti il centro cittadino. Il primo lotto sarà in seguito prolungato con un enorme tubo in muratura, che porterà la capienza complessiva a 2.500 persone. Nel 1944 saranno aggiunte altre gallerie, con ingressi dal giardino della Montagnola, da via Indipendenza e da via del Pallone. Intitolato, dopo la sua uccisione, all’ex segretario del PNF Ettore Muti, il grande rifugio della Montagnola sarà l’ultimo ad essere completamente sgomberato: ospiterà alcune famiglie sfollate fino al 1947, ben oltre il termine del conflitto.

canale delle moline a bolognaSeconda tappa: ACQUE NASCOSTE A BOLOGNA (visita ai canali di via Piella e via Malcontenti)…
Bologna fu uno dei porti più importanti come volume di traffico: 2500 navi con un volume di 200.000 tonnellate di merce in movimento all’anno. Bologna nasconde un complesso reticolo di circa 60 km di vie d’acqua, soltanto in parte visibile. Fin dal XII secolo la città si dota di un sistema idraulico artificiale composto da chiuse, canali e condutture sotterranee che distribuivano l’acqua, utilizzata prevalentemente come fonte di energia per le attività produttive. I Canali di Savena e di Reno sono stati costruiti in epoca medievale per portare le acque dei due fiumi nel cuore della città. Dalla Chiusa di San Ruffillo sul torrente Savena ha origine il canale omonimo che entra nel centro storico a Porta Castiglione. Il Canale di Reno nasce da una grande chiusa che si trova nel vicino Comune di Casalecchio di Reno ed in città scorre al di sotto delle vie della Grada e Riva di Reno, sino a via Capo di Lucca. Le loro acque, una volta uscite dal centro, confluiscono nel Navile,porto_bolognacanale un tempo navigabile, lungo 36 km, che consentiva i collegamenti con le città del Nord ed il commercio internazionale. Le città progredite e industriose avevano bisogno di acqua e Bologna riuscì ad imporre ai suoi fiumi e torrenti un dominio tecnico vicino alla perfezione imbrigliandoli in una serie di canali, di chiuse e di chiaviche che consentiva la navigazione mercantile e l’attivazione di opifici e mulini. Della fitta rete di canali che attraversavano la città, in superficie restano i nomi delle vie (via del Porto, via Riva di Reno, via Val D’Aposa, via delle Moline, via Savenella) ed alcuni suggestivi scorci come la “finestrella di via Piella” (la Piccola Venezia), che si affaccia sul canale delle Moline.

salaborsascavi_galleryTerza tappa: SCAVI DI SALA BORSA…
Sotto il cristallo della piazza coperta si possono ammirare gli antichi scavi e la sedimentazione delle varie civiltà in uno scenario di armonia e di luce. Rivivono così secoli di storia, dai primi insediamenti di capanne della civiltà villanoviana del VII secolo a.C., alla Felsina etrusca, alla Bononia romana fondata nel 189 a.C. Che cosa sia stata nel tempo la parte nord del palazzo di città che si affaccia su piazza Nettuno ce lo raccontano gli scavi archeologici intrapresi nel corso dei lavori dell’attuale sistemazione di Sala Borsa. Le tracce di edifici pubblici e religiosi e l’assetto urbanistico testimoniano che il luogo è stato fin dalle origini il baricentro della vita pubblica cittadina. La stratigrafia degli scavi scopre le trasformazioni che si sono verificate in età romana fino a quando, tra la fine del V sec. ed il VII sec. d.C., l’area subisce sempre più marcati fenomeni di degrado, dal crollo delle strutture a spogli del materiale di pregio. La depauperazione del territorio provoca una notevole riduzione degli edifici, fino alla loro quasi totale scomparsa all’inizio dell’alto medioevo.

2004-cripta_4Quarta tappa: CRIPTA DI SAN VITALE E AGRICOLA…
La chiesa si vuole innalzata sui resti dell’Arena romana dove, secondo la tradizione, sotto l’impero di Diocleziano, subirono il martirio i Santi Vitale e Agricola, i cui corpi furono riconosciuti da sant’Ambrogio durante la visita compiuta a Bologna nel 392. Ricostruita dalle monache benedettine nel secolo XVI, ospita pregevoli opere artistiche tra cui  la rinascimentale cappella di S. Maria degli Angeli attribuita a Gasparo Nadi e una suggestiva cripta millenaria, unico resto della chiesa primitiva. È una delle “sette chiese di Bologna”. Pare che qui sorgesse l’arena di Bononia dove combattevano i gladiatori e, sempre in questo luogo, hanno trovato il martirio Vitale e Agricola. È considerata una delle prime chiese sotterranee che ricordano le catacombe romane. La cripta che si trova nella chiesa é quindi una grande testimonianza storica.


I due eventi, che si terranno sabato, 4 febbraio e domenica, 5 febbraio 2017 (con punto di ritrovo in Piazza di Porta Ravegnana, sotto alle Due Torri), partiranno alle ore 16 (secondo turno, se necessario, alle ore 16:30), con guida turistica certificata dalla Regione Emilia Romagna e si concluderanno alle 18:30 (secondo turno, se necessario, alle ore 19; con cena tradizionale o vegetariana, la conclusione è prevista per le ore 21:45). Auricolari forniti dallo staff, per un eccellente ascolto del tour. 

Costo della sola visita guidata (con ingresso esclusivo presso la Cripta di San Vitale e Agricola, gli scavi di Sala Borsa e il rifugio antiaereo del Pincio + guida turistica + radio guide):  25,00.
Visita guidata + cena (con cucina tradizionale o vegetariana, presso la “Trattoria Belfiore”):  45,00.
I bambini, sotto i 6 anni di età, non pagano la visita guidata (pagano per intero, soltanto la cena). I ragazzi, dai 7 ai 18 anni, gli over 65 e le persone con disabilità, usufruiscono di uno sconto di € 5,00 sul costo della visita guidata.

Per partecipare alla visita guidata, è obbligatorio prenotarsi, spedendo un SMS/Whatsapp, al numero +39 3897995877, oppure, mandando un messaggio alla pagina di Facebook “I love Emilia Romagna” (indicate il nome e cognome di ogni partecipante, numero di telefono e almeno un indirizzo email).

La quota di partecipazione, per questioni di esclusività del tour, con ingressi a tappe, prenotati e remunerati in anticipo, sarà da saldare in anticipo, tramite carta di credito (PayPal), oppure, bonifico bancario.

In caso di maltempo, la visita guidata si terrà ugualmente, perché completamente al chiuso (verrà modificato esclusivamente il punto di ritrovo).

Durante l’evento, verranno scattate fotografie, che successivamente, saranno pubblicate sulla pagina di Facebook.


Buon divertimento con le visite guidate di “I love Emilia Romagna”…

Bologna, 29 gennaio 2017, ore 9:30: “Viaggio nella Memoria”. Tra monumenti ebraici e testimonianze, per ricordare i giorni dell’Olocausto…

Un viaggio nella Memoria, nel ricordo storico della seconda guerra mondiale, durante i terrificanti anni del nazismo, ma anche un viaggio nel tempo in memoria delle discriminazioni che subirono gli ebrei bolognesi, per volere del potere ecclesiastico…

ebrei_bolognaIl Giorno della Memoria è un evento che si celebra in tutto il mondo il 27 gennaio di ogni anno, in ricordo delle vittime dell’Olocausto. Questa è una ricorrenza importante perché sapere e ricordare è un obbligo e nessuno deve dimenticare cosa è accaduto a milioni di persone vittime di barbarie, morte, terrore e persecuzione, in quegli anni. A Bologna, le discriminazioni contro gli ebrei, cominciarono già nella seconda metà del 1500, per volere del Papa.

Con questo tour desideriamo raccontare la storia di un popolo, seriamente discriminato (partiremo da Palazzo Bocchi con le sue iscrizioni ebraiche, continueremo addentrandoci nel Ghetto Ebraico, visiteremo la Sinagoga e il Museo Ebraico), anche attraverso le testimonianze scritte (verranno letti brani relativi, durante il tour) di chi ha vissuto la seconda guerra mondiale.


palazzobocchiboPrima tappa: PALAZZO BOCCHI…
Il nome dell’accademia, Hermatena, derivava dalla fusione di Hermes, dio dell’intelligenza e della parola, con il suo corrispettivo femminile Atena. All’interno sono conservati affreschi cinquecenteschi di Prospero Fontana. Il palazzo è caratterizzato da un alto zoccolo a scarpa, il cui massiccio bugnato si trova anche sul portone d’ingresso e sulle quattro finestre del pianterreno. Lo zoccolo dell’edificio reca due grandi iscrizioni: una, unico caso in Italia e in Europa di iscrizione in ebraico su un edificio monumentale, che riproduce in caratteri ebraici un versetto del salmo 120 del Salterio e recita: “Signore, liberami dalle labbra menzognere e dalla lingua ingannatrice”; l’altra, tratta dalla I Epistola di Orazio, dice: “Sarai re, dicono, se agirai rettamente”..


ghettoboSeconda tappa: IL GHETTO EBRAICO…
Della presenza del ghetto ebraico a Bologna, nella seconda metà del 1500, c’è rimasto poco: qualche targa a memoria e per il resto occorre viaggiare di immaginazione lungo le sue strade e visitare il locale Museo Ebraico. Il ghetto ebraico di Bologna è datato 1566, a seguito di un’ordinanza papale. A Bologna il ghetto aveva due accessi che creavano due luoghi separati; ogni accesso aveva un serraglio che veniva aperto la mattina e chiuso alla sera, era piantonato da guardie del papa e presidiato da strutture ecclesiastiche che avevano lo scopo di indurre la conversione attraverso prediche coatte; il ghetto era delimitato da mura costruite appositamente. Per il ghetto degli ebrei fu scelto il quartiere delimitato dall’attuale via Zamboni e via Oberdan, costituito da via dei Giudei, via dell’Inferno, via Canonica, via del Carro, vicolo San Giobbe, vicolo Mandria e non distante dalla originaria zona di insediamento degli ebrei dalla seconda metà del XIV secolo. Il ghetto venne effettivamente chiuso solo per poco tempo nel 1566, a causa degli ostacoli e resistenze a trasferirsi altrove poste dalle famiglie cristiane che qui possedevano casa. Nove furono i punti stabiliti da sbarrare con porte e muraglie; un alto muro, ad esempio, chiudeva il passaggio da via Canonica a via Zamboni. All’interno del ghetto si svolgeva tutta la vita della comunità ebraica e si concentravano i servizi e le istituzioni indispensabili ad essa. Nell’attuale via dell’Inferno, al vecchio civico n. 2638, ora n. 16, si trovava la sinagoga del ghetto nella “Casa dei Buratti”. In ottemperanza alla bolla (ordinanza) pontificia di Paolo IV (1555) una sola doveva essere la sinagoga attiva in ogni ghetto, senza alcun segno esterno di riconoscimento. Le sinagoghe esistenti prima del ghetto e al di fuori di esso vennero espropriate, distrutte o vendute. I bolognesi cristiani furono tuttavia restii a seguire i dettami papali e molte attività economiche intrattenute con gli ebrei, compreso l’utilizzo del Banco dei Pegni per i prestiti di denaro, continuarono, nonostante il ghetto e le ordinanze ecclesiastiche. Fu così che nel 1569 Bologna assiste alla prima cacciata dalla città, ma nel 1586 un’altra ordinanza ne permette il rientro per poi arrivare al 1593 con la cacciata definitiva. Se un ebreo era costretto a transitare da Bologna per una notte, al massimo 3 dietro permesso, poteva pernottare solamente all’osteria Cappello Rosso, oggi Albergo Cappello Rosso, in via dé Fusari.


sinagogaTerza tappa: LA SINAGOGA DI BOLOGNA…
La Sinagoga di Bologna fu distrutta e ricostruita svariate volte, dalla fine del 1500 in poi. Nel dopoguerra, quando la Comunità faticosamente si ricostituì, si pensò a riedificarla. Il progetto fu affidato all’ingegnere Guido Mugglia. Il nuovo tempio fu portato a termine nel 1953 e tuttora in uso. La Sinagoga conserva la stessa struttura di quella precedente; pianta rettangolare divisa in tre navate; al matroneo si accede da una scala posta all’esterno di una delle navate laterali, con accesso da Via Mario Finzi. La volta di copertura è ancora a botte con nervature riportate; sul muro perimetrale occidentale vi è una grande finestra circolare con all’interno un Maghen David (lo stesso che si vede anche all’esterno). Sul lato opposto, sopra l’Aron, una piccola aula recentemente restaurata, chiusa da un bel portale in legno, sono incastonatele Tavole della Legge, sormontate da una finestra semicircolare con vetrate policrome ed una grande menorà dipinta. Al fianco dell’Aron, in alto ed in basso vi sono scritti alcuni Salmi. Attualmente l’Aron, circondato da una balaustra in marmo, si trova sul lato opposto della Tevà, istituita recentemente. Anche i banchi ora non volgono più verso l’Aron ma sono disposti a raggiera parallelamente all’Aron e alla Tevà, convergendo verso il centro, secondo l’uso italiano.


museoebraicoboQuarta tappa: MUSEO EBRAICO…
Il Museo Ebraico di Bologna ha sede in via Valdonica1/5, nella zona dell’ex-ghetto ebraico, nel cinquecentesco palazzo Pannolini, edificio di proprietà del Comune di Bologna.
La superficie del Museo consta complessivamente di 500 mq., suddivisi in tre spazi distinti destinati alla sezione permanente e alla sezione per attività temporanee al piano terra, al centro di documentazione al primo piano.
La sezione permanente è incentrata sul tema dell’identità ebraica e percorre per punti essenziali le vicende storiche del popolo ebraico nell’arco di quasi 4000 anni, nel corso dei quali ogni generazione ha mantenuto forti vincoli con le precedenti, stabilendo così una continuità tra storia antica, medievale, moderna, fino all’ebraismo contemporaneo. Due sale sono dedicate alla lunga permanenza degli ebrei a Bologna e in Emilia Romagna, dall’epoca medievale a quella contemporanea.
La seconda sezione è quella che comprende gli spazi dedicati a mostre, incontri, dibattiti e attività didattiche rivolte a bambini. È qui che vengono svolte le conferenze, i corsi, i seminari e le presentazioni dei libri organizzate dal MEB. Qui viene ospitato anche un fornito bookshop, in cui è possibile acquistare libri e oggettistica.
La terza sezione è il Centro di documentazione del MEB, composto da una biblioteca specializzata e da un centro culturale e di promozione collegato con musei, università, biblioteche e centri di ricerca aventi sede principalmente in Italia, ma numerosi anche in Europa, in Israele e negli USA


L’evento, che si terrà domenica, 29 gennaio 2017 (con punto di ritrovo in Piazza del Nettuno, davanti a Sala Borsa), partirà alle ore 9:30, con guida turistica certificata dalla Regione Emilia Romagna e si concluderà alle 12. Auricolari forniti dallo staff, per un eccellente ascolto del tour.
Durante la visita guidata verranno letti brani tratti dal terribile periodo dell’Olocausto.

Costo della visita guidata (con ingresso esclusivo presso la Sinagoga e il Museo Ebraico + guida turistica + radio guide):  25,00.
I bambini, sotto i 6 anni di età, non pagano la visita guidata.
A bambini e ragazzi, dai 7 ai 18 anni di età, agli over 65 e alle persone con disabilità, applichiamo € 5,00 di sconto sul tour.

Per partecipare alla visita guidata, è obbligatorio prenotarsi, spedendo un SMS/Whatsapp, al numero +39 3897995877, oppure, mandando un messaggio alla pagina di Facebook “I love Emilia Romagna” (indicate il nome e cognome di ogni partecipante, numero di telefono e almeno un indirizzo email).

La quota di partecipazione, per questioni di esclusività del tour, con ingressi a tappe, prenotati e remunerati in anticipo, sarà da saldare in anticipo, tramite carta di credito (PayPal), oppure, bonifico bancario.

In caso di maltempo, la visita guidata si terrà ugualmente (verrà modificato esclusivamente il punto di ritrovo).

Durante l’evento, verranno scattate fotografie, che successivamente, saranno pubblicate sulla pagina di Facebook.


Buon divertimento con le visite guidate di “I love Emilia Romagna”…

Bologna, 22 gennaio 2017, ore 16: “Tutti giù per terra”. Viaggio nei luoghi sotterranei della città…

Nel sottosuolo di Bologna, c’è tutto un mondo da scoprire, che racconta una parte della città a molti sconosciuta: dalle chiese sotterranee, alle civiltà villanoviana, etrusca e romana, ai canali nascosti, fino al rifugio antiaereo, utilizzato durante la seconda guerra mondiale…


tuttigiuperterra_bologna“Tutti giù per terra” è un viaggio. Un viaggio nella Bologna antica. Una Bologna d’altri tempi. Un sottosuolo ricco di vicende storiche che partono dall’età villanoviana e arrivano ai giorni terribili della seconda guerra mondiale.

Un tour davvero singolare, che partirà dalla Cripta di San Vitale e Agricola, toccherà gli scavi di Sala Borsa, farà tappa in uno scorcio di una Piccola Venezia d’altri tempi, con i suoi corsi d’acqua e terminerà nel rifugio antiaereo, situato al di sotto del parco della Montagnola.

2004-cripta_4Prima tappa: CRIPTA DI SAN VITALE E AGRICOLA…
La chiesa si vuole innalzata sui resti dell’Arena romana dove, secondo la tradizione, sotto l’impero di Diocleziano, subirono il martirio i Santi Vitale e Agricola, i cui corpi furono riconosciuti da sant’Ambrogio durante la visita compiuta a Bologna nel 392. Ricostruita dalle monache benedettine nel secolo XVI, ospita pregevoli opere artistiche tra cui  la rinascimentale cappella di S. Maria degli Angeli attribuita a Gasparo Nadi e una suggestiva cripta millenaria, unico resto della chiesa primitiva. È una delle “sette chiese di Bologna”. Pare che qui sorgesse l’arena di Bononia dove combattevano i gladiatori e, sempre in questo luogo, hanno trovato il martirio Vitale e Agricola. È considerata una delle prime chiese sotterranee che ricordano le catacombe romane. La cripta che si trova nella chiesa é quindi una grande testimonianza storica.

salaborsascavi_gallerySeconda tappa: GLI SCAVI DI SALA BORSA…
Sotto il cristallo della piazza coperta si possono ammirare gli antichi scavi e la sedimentazione delle varie civiltà in uno scenario di armonia e di luce. Rivivono così secoli di storia, dai primi insediamenti di capanne della civiltà villanoviana del VII secolo a.C., alla Felsina etrusca, alla Bononia romana fondata nel 189 a.C. Che cosa sia stata nel tempo la parte nord del palazzo di città che si affaccia su piazza Nettuno ce lo raccontano gli scavi archeologici intrapresi nel corso dei lavori dell’attuale sistemazione di Sala Borsa. Le tracce di edifici pubblici e religiosi e l’assetto urbanistico testimoniano che il luogo è stato fin dalle origini il baricentro della vita pubblica cittadina. La stratigrafia degli scavi scopre le trasformazioni che si sono verificate in età romana fino a quando, tra la fine del V sec. ed il VII sec. d.C., l’area subisce sempre più marcati fenomeni di degrado, dal crollo delle strutture a spogli del materiale di pregio. La depauperazione del territorio provoca una notevole riduzione degli edifici, fino alla loro quasi totale scomparsa all’inizio dell’alto medioevo.

canale delle moline a bolognaTerza tappa: ACQUE NASCOSTE A BOLOGNA…
Bologna fu uno dei porti più importanti come volume di traffico: 2500 navi con un volume di 200.000 tonnellate di merce in movimento all’anno. Bologna nasconde un complesso reticolo di circa 60 km di vie d’acqua, soltanto in parte visibile. Fin dal XII secolo la città si dota di un sistema idraulico artificiale composto da chiuse, canali e condutture sotterranee che distribuivano l’acqua, utilizzata prevalentemente come fonte di energia per le attività produttive. I Canali di Savena e di Reno sono stati costruiti in epoca medievale per portare le acque dei due fiumi nel cuore della città. Dalla Chiusa di San Ruffillo sul torrente Savena ha origine il canale omonimo che entra nel centro storico a Porta Castiglione. Il Canale di Reno nasce da una grande chiusa che si trova nel vicino Comune di Casalecchio di Reno ed in città scorre al di sotto delle vie della Grada e Riva di Reno, sino a via Capo di Lucca. Le loro acque, una volta uscite dal centro, confluiscono nel Navile,porto_bolognacanale un tempo navigabile, lungo 36 km, che consentiva i collegamenti con le città del Nord ed il commercio internazionale. Le città progredite e industriose avevano bisogno di acqua e Bologna riuscì ad imporre ai suoi fiumi e torrenti un dominio tecnico vicino alla perfezione imbrigliandoli in una serie di canali, di chiuse e di chiaviche che consentiva la navigazione mercantile e l’attivazione di opifici e mulini. Della fitta rete di canali che attraversavano la città, in superficie restano i nomi delle vie (via del Porto, via Riva di Reno, via Val D’Aposa, via delle Moline, via Savenella) ed alcuni suggestivi scorci come la “finestrella di via Piella” (la Piccola Venezia), che si affaccia sul canale delle Moline. I percorsi dei canali bolognesi sono sotterranei.

rifugio2Quarta tappa: RIFUGIO ANTIAEREO DEL PINCIO…
Sotto la minaccia di probabili attacchi aerei sulla città è approvato dal Comune il progetto per un grande rifugio sotto la Montagnola. Come primo provvedimento viene sgomberato in fretta il magazzino comunale del Pincio, dove è depositata una grande quantità di legna e altro materiale. Si tratta dei resti di una ghiacciaia dell’antico “castello del papa”, più volte edificato, tra il XIV e il XVI secolo, nei pressi di Porta Galliera e più volte distrutto dai bolognesi. Il ricovero antibomba è appaltato alla ditta Del Fante, che innanzitutto edifica una serie di bagni, con scarico nel vicino torrente Aposa, e un rifugio antigas dotato di porte stagne, che durante la guerra sarà utilizzato come infermeria. L’allestimento del primo lotto del rifugio procederà speditamente e la consegna avverrà il 12 giugno, con un mese di anticipo rispetto al previsto. Il colosso blindato comincerà ad essere utilizzato, e spesso abitato in pianta stabile, dopo le prime incursioni aeree, in particolare dopo quella disastrosa del 24 luglio, che colpirà in più punti il centro cittadino. Il primo lotto sarà in seguito prolungato con un enorme tubo in muratura, che porterà la capienza complessiva a 2.500 persone. Nel 1944 saranno aggiunte altre gallerie, con ingressi dal giardino della Montagnola, da via Indipendenza e da via del Pallone. Intitolato, dopo la sua uccisione, all’ex segretario del PNF Ettore Muti, il grande rifugio della Montagnola sarà l’ultimo ad essere completamente sgomberato: ospiterà alcune famiglie sfollate fino al 1947, ben oltre il termine del conflitto.


L’evento, che si terrà domenica, 22 gennaio 2017 (con punto di ritrovo in Piazza di Porta Ravegnana, sotto alle Due Torri), partirà alle ore 16 (secondo turno, se necessario, alle ore 16:30), con guida turistica certificata dalla Regione Emilia Romagna e si concluderà alle 18:30 (secondo turno, se necessario, alle ore 19; con cena tradizionale o vegetariana, la conclusione è prevista per le ore 21:45). Auricolari forniti dallo staff, per un eccellente ascolto del tour. 

Costo della sola visita guidata (con ingresso esclusivo presso la Cripta di San Vitale e Agricola, gli scavi di Sala Borsa, l’ex ghiacciaia di Palazzo Maccaferri e il rifugio antiaereo del Pincio + guida turistica + radio guide):  25,00.
Visita guidata + cena (con cucina tradizionale o vegetariana, presso la “Trattoria Belfiore”):  45,00.
I bambini, sotto i 6 anni di età, non pagano la visita guidata (pagano per intero, soltanto la cena).

Per partecipare alla visita guidata, è obbligatorio prenotarsi, spedendo un SMS/Whatsapp, al numero +39 3897995877, oppure, mandando un messaggio alla pagina di Facebook “I love Emilia Romagna” (indicate il nome e cognome di ogni partecipante, numero di telefono e almeno un indirizzo email).

La quota di partecipazione, per questioni di esclusività del tour, con ingressi a tappe, prenotati e remunerati in anticipo, sarà da saldare in anticipo, tramite carta di credito (PayPal), oppure, bonifico bancario.

In caso di maltempo, la visita guidata si terrà ugualmente, perché completamente al chiuso (verrà modificato esclusivamente il punto di ritrovo).

Durante l’evento, verranno scattate fotografie, che successivamente, saranno pubblicate sulla pagina di Facebook.


Buon divertimento con le visite guidate di “I love Emilia Romagna”…

Bologna, 21 gennaio 2017, ore 16: “Tutti giù per terra”. Viaggio nei luoghi sotterranei della città…

Nel sottosuolo di Bologna, c’è tutto un mondo da scoprire, che racconta una parte della città a molti sconosciuta: dalle chiese sotterranee, alle civiltà villanoviana, etrusca e romana, ai canali nascosti, fino al rifugio antiaereo, utilizzato durante la seconda guerra mondiale…


tuttigiuperterra_bologna“Tutti giù per terra” è un viaggio. Un viaggio nella Bologna antica. Una Bologna d’altri tempi. Un sottosuolo ricco di vicende storiche che partono dall’età villanoviana e arrivano ai giorni terribili della seconda guerra mondiale.

Un tour davvero singolare, che partirà dalla Cripta di San Vitale e Agricola, toccherà gli scavi di Sala Borsa, farà tappa in uno scorcio di una Piccola Venezia d’altri tempi, con i suoi corsi d’acqua e terminerà nel rifugio antiaereo, situato al di sotto del parco della Montagnola.

2004-cripta_4Prima tappa: CRIPTA DI SAN VITALE E AGRICOLA…
La chiesa si vuole innalzata sui resti dell’Arena romana dove, secondo la tradizione, sotto l’impero di Diocleziano, subirono il martirio i Santi Vitale e Agricola, i cui corpi furono riconosciuti da sant’Ambrogio durante la visita compiuta a Bologna nel 392. Ricostruita dalle monache benedettine nel secolo XVI, ospita pregevoli opere artistiche tra cui  la rinascimentale cappella di S. Maria degli Angeli attribuita a Gasparo Nadi e una suggestiva cripta millenaria, unico resto della chiesa primitiva. È una delle “sette chiese di Bologna”. Pare che qui sorgesse l’arena di Bononia dove combattevano i gladiatori e, sempre in questo luogo, hanno trovato il martirio Vitale e Agricola. È considerata una delle prime chiese sotterranee che ricordano le catacombe romane. La cripta che si trova nella chiesa é quindi una grande testimonianza storica.

salaborsascavi_gallerySeconda tappa: GLI SCAVI DI SALA BORSA…
Sotto il cristallo della piazza coperta si possono ammirare gli antichi scavi e la sedimentazione delle varie civiltà in uno scenario di armonia e di luce. Rivivono così secoli di storia, dai primi insediamenti di capanne della civiltà villanoviana del VII secolo a.C., alla Felsina etrusca, alla Bononia romana fondata nel 189 a.C. Che cosa sia stata nel tempo la parte nord del palazzo di città che si affaccia su piazza Nettuno ce lo raccontano gli scavi archeologici intrapresi nel corso dei lavori dell’attuale sistemazione di Sala Borsa. Le tracce di edifici pubblici e religiosi e l’assetto urbanistico testimoniano che il luogo è stato fin dalle origini il baricentro della vita pubblica cittadina. La stratigrafia degli scavi scopre le trasformazioni che si sono verificate in età romana fino a quando, tra la fine del V sec. ed il VII sec. d.C., l’area subisce sempre più marcati fenomeni di degrado, dal crollo delle strutture a spogli del materiale di pregio. La depauperazione del territorio provoca una notevole riduzione degli edifici, fino alla loro quasi totale scomparsa all’inizio dell’alto medioevo.

canale delle moline a bolognaTerza tappa: ACQUE NASCOSTE A BOLOGNA…
Bologna fu uno dei porti più importanti come volume di traffico: 2500 navi con un volume di 200.000 tonnellate di merce in movimento all’anno. Bologna nasconde un complesso reticolo di circa 60 km di vie d’acqua, soltanto in parte visibile. Fin dal XII secolo la città si dota di un sistema idraulico artificiale composto da chiuse, canali e condutture sotterranee che distribuivano l’acqua, utilizzata prevalentemente come fonte di energia per le attività produttive. I Canali di Savena e di Reno sono stati costruiti in epoca medievale per portare le acque dei due fiumi nel cuore della città. Dalla Chiusa di San Ruffillo sul torrente Savena ha origine il canale omonimo che entra nel centro storico a Porta Castiglione. Il Canale di Reno nasce da una grande chiusa che si trova nel vicino Comune di Casalecchio di Reno ed in città scorre al di sotto delle vie della Grada e Riva di Reno, sino a via Capo di Lucca. Le loro acque, una volta uscite dal centro, confluiscono nel Navile,porto_bolognacanale un tempo navigabile, lungo 36 km, che consentiva i collegamenti con le città del Nord ed il commercio internazionale. Le città progredite e industriose avevano bisogno di acqua e Bologna riuscì ad imporre ai suoi fiumi e torrenti un dominio tecnico vicino alla perfezione imbrigliandoli in una serie di canali, di chiuse e di chiaviche che consentiva la navigazione mercantile e l’attivazione di opifici e mulini. Della fitta rete di canali che attraversavano la città, in superficie restano i nomi delle vie (via del Porto, via Riva di Reno, via Val D’Aposa, via delle Moline, via Savenella) ed alcuni suggestivi scorci come la “finestrella di via Piella” (la Piccola Venezia), che si affaccia sul canale delle Moline. I percorsi dei canali bolognesi sono sotterranei.

rifugio2Quarta tappa: RIFUGIO ANTIAEREO DEL PINCIO…
Sotto la minaccia di probabili attacchi aerei sulla città è approvato dal Comune il progetto per un grande rifugio sotto la Montagnola. Come primo provvedimento viene sgomberato in fretta il magazzino comunale del Pincio, dove è depositata una grande quantità di legna e altro materiale. Si tratta dei resti di una ghiacciaia dell’antico “castello del papa”, più volte edificato, tra il XIV e il XVI secolo, nei pressi di Porta Galliera e più volte distrutto dai bolognesi. Il ricovero antibomba è appaltato alla ditta Del Fante, che innanzitutto edifica una serie di bagni, con scarico nel vicino torrente Aposa, e un rifugio antigas dotato di porte stagne, che durante la guerra sarà utilizzato come infermeria. L’allestimento del primo lotto del rifugio procederà speditamente e la consegna avverrà il 12 giugno, con un mese di anticipo rispetto al previsto. Il colosso blindato comincerà ad essere utilizzato, e spesso abitato in pianta stabile, dopo le prime incursioni aeree, in particolare dopo quella disastrosa del 24 luglio, che colpirà in più punti il centro cittadino. Il primo lotto sarà in seguito prolungato con un enorme tubo in muratura, che porterà la capienza complessiva a 2.500 persone. Nel 1944 saranno aggiunte altre gallerie, con ingressi dal giardino della Montagnola, da via Indipendenza e da via del Pallone. Intitolato, dopo la sua uccisione, all’ex segretario del PNF Ettore Muti, il grande rifugio della Montagnola sarà l’ultimo ad essere completamente sgomberato: ospiterà alcune famiglie sfollate fino al 1947, ben oltre il termine del conflitto.


L’evento, che si terrà sabato, 21 gennaio 2017 (con punto di ritrovo in Piazza di Porta Ravegnana, sotto alle Due Torri), partirà alle ore 16 (secondo turno, se necessario, alle ore 16:30), con guida turistica certificata dalla Regione Emilia Romagna e si concluderà alle 18:30 (secondo turno, se necessario, alle ore 19; con cena tradizionale o vegetariana, la conclusione è prevista per le ore 21:45). Auricolari forniti dallo staff, per un eccellente ascolto del tour. 

Costo della sola visita guidata (con ingresso esclusivo presso la Cripta di San Vitale e Agricola, gli scavi di Sala Borsa, l’ex ghiacciaia di Palazzo Maccaferri e il rifugio antiaereo del Pincio + guida turistica + radio guide):  25,00.
Visita guidata + cena (con cucina tradizionale o vegatariana, presso la “Trattoria Belfiore”):  45,00.
I bambini, sotto i 6 anni di età, non pagano la visita guidata (pagano per intero, soltanto la cena).

Per partecipare alla visita guidata, è obbligatorio prenotarsi, spedendo un SMS/Whatsapp, al numero +39 3897995877, oppure, mandando un messaggio alla pagina di Facebook “I love Emilia Romagna” (indicate il nome e cognome di ogni partecipante, numero di telefono e almeno un indirizzo email).

La quota di partecipazione, per questioni di esclusività del tour, con ingressi a tappe, prenotati e remunerati in anticipo, sarà da saldare in anticipo, tramite carta di credito (PayPal), oppure, bonifico bancario.

In caso di maltempo, la visita guidata si terrà ugualmente, perché completamente al chiuso (verrà modificato esclusivamente il punto di ritrovo).

Durante l’evento, verranno scattate fotografie, che successivamente, saranno pubblicate sulla pagina di Facebook.


Buon divertimento con le visite guidate di “I love Emilia Romagna”…

Come e dove nacquero i tortellini…

La leggenda dei tortellini in brodo  (Turtlin o Caplett in Brod)…

tortellini-in-brodo (1)

È la minestra regina del desco domenicale dell’intera Pianura padana.

Si chiamano cappelletti a Reggio Emilia e Ferrara, tortellini a Modena e Bologna, agnolini a Parma: a Mirandola, terra di confine, si usano indifferentemente le prime due espressioni.

I cappelletti o tortellini che dir si voglia appartengono alla famiglia delle minestre ripiene di origine rinascimentale. A beneficio della servitù si riciclavano gli avanzi di carne dei sontuosi banchetti di corte.

La tradizione vuole che questo piatto sia stato inventato da un oste di Castelfranco Emilia. La leggenda racconta che una notte si fermò nella sua locanda, facendo una sosta durante un lungo viaggio, Lucrezia Borgia, moglie del duca Alfonso I d’Este detto il bombardiere. L’oste fu rapito, abbagliato e stregato dalla bellezza della duchessa; giunta la notte non seppe resistere alla tentazione di spiare la signora dal buco della serratura. Nella penombra, alluminata sola dalla fioca luce di qualche candela, riuscì a scorgere sol­tanto l’ombelico di madonna Lucrezia. La pudica visione fu comunque sufficiente a mandare in estasi l’imperti­nente albergatore guardone che inventò i cappelletti ispi­randosi proprio alla forma del delizioso particolare anato­mico della duchessa.

Ecco quindi che il nostro cappelletto altro non è che la rappresentazione allegorica dell’ombe­lico di una delle donne più belle della storia.

Tutte le volte che lo vedete galleggiare nel brodo, prima di addentarlo, pensateci…

Fonte: “La cucina Mirandolese” di Giuseppe Morselli – Edizioni CDL

Drogheria Gilberto: una delle botteghe storiche di Bologna…

Una vecchia drogheria, richiamo per stranieri e nostalgici: “Qui il tempo si è fermato”

Drogheria Gilberto (1)Una “dispensa” di praline, cioccolata, vini e liquori. Nel “Quadrilatero” una bottega storica a conduzione familiare: tutto intorno cambia, Gilberto resta fedele a se stesso

gilberto1 Drogheria era in origine e drogheria resta. Unica differenza rispetto al 1905, dall’85 la parte alimentare è stata separata da quella non alimentare: si chiana “Gilberto” ed è uno dei nostri negozi storici, di quelli tanto adorati dagli stranieri e tanto apprezzati anche da chi la vecchia Bologna se la ricorda bene.

Nel bel mezzo del “mercato” del Quadrilatero c’è questa bottega storica aperta nel 1905 per volontà di Pietro Montosi (in verità è nata in via Andrea Costa ed è stata trasferita in centro nel 1958, ma nella stessa identica formula e con stesse persone) ed è sua nipote Elisabetta Gozzoli (Pietro era proprio suo nonno) insieme al marito, ai tre figli e a due dipendenti ad alzare le serrande ogni giorno per accontentare chiunque ami la cioccolata, il vino, i liquori rari, i saponi e i detersivi migliori, i prodotti per i dolci e molto altro.

Come è cambiato il Quadrilatero negli anni? “E’ cambiato moltissimo. In meglio. Da quando ci sono i T Days poi per me le cose vanno molto meglio, c’è una vivacità rinnovata che rende questa parte di centro davvero unico. E’ una posizione privilegiata la nostra e siamo contenti di come vanno le cose perchè è la conferma che restare su livelli qualitativi molto alti premia”.

gilberto2Cosa compra la gente per la maggiore? “Abbiamo aceti balsamici eccezionali che piacciono molto ai turisti, come anche i vini. Siamo un punto di riferimento per la cioccolata e le praline…ne abbiamo davvero di ogni tipo”.

Qualche aneddoto o richiesta strana? “In questo momento non ricordo, ma di episodi ce ne sono molti. Penso per esempio a quella volta che un cliente ci chiese della carta igienica ‘lucida’. Non abbiamo mai capito bene a cosa si riferisse, ma di certo è una richiesta che rimane impressa”.

Fonte: Bologna Today

5.000 euro di bonus, a gennaio, per i dipendenti della Ferrari…

Modena, Ferrari premia i dipendenti: cinquemila euro a gennaioModena, Ferrari premia i dipendenti: cinquemila euro a gennaio

Un premio “eccezionale” deciso dalla direzione aziendale grazie ai risultati conseguiti dal gruppo del Cavallino nel 2016

I lavoratori Ferrari riceveranno a gennaio un premio “eccezionale” di 5.000 euro, deciso dalla direzione aziendale grazie ai buoni risultati economici e produttivi conseguiti dal gruppo del Cavallino nel 2016. “Un premio per i lavoratori è sempre una buona notizia, così come sono buone notizie anche le numerose stabilizzazioni ottenute grazie alla stipula del contratto integrativo aziendale”, dichiara il segretario generale della Fim-Cisl Emilia centrale, Giorgio Uriti a fronte della  comunicazione.

“È l’ennesima conferma del valore umano e professionale dei dipendenti ferrari e la dimostrazione che le scelte sindacali compiute insieme all’azienda in questi anni- assicura il sindacalista – producono benefici per i lavoratori. Visto che i brillanti dati economici hanno spinto l’azienda a erogare il premio straordinario, ci aspettiamo un risultato molto positivo anche sul versante del premio di competitività aziendale, che ha puntato forte su un indicatore economico puro, associato a parametri produttivi e qualitativi aziendali in termini di autovetture prodotte”.
Fonte: La Repubblica

Appuntamenti in Riviera per la notte più bella dell’anno…

Renga, Skin e fuochi d’artificio sul mare: il Capodanno della riviera romagnola…Renga, Skin e fuochi d'artificio sul mare: il Capodanno della riviera romagnola

Francesco Renga sul tradizionale palco di piazzale Fellini, Skin in versione dj tra le luci del cantiere del Teatro Galli in ricostruzione: sono loro i protagonisti del Capodanno riminese, o meglio della nottata più attesa del “Capodanno più lungo del mondo”. La capitale della Riviera ripropone l’ormai rodata formula delle feste con 150 eventi in programma tra dicembre e gennaio. E i turisti sembrano apprezzare: quasi l’80 per cento delle camere degli alberghi sono occupate, aumentano le aperture straordinarie di strutture normalmente chiuse durante l’inverno; molti hanno prenotato ancora prima di sapere chi sarebbe stata la star del concertone.

Bologna: cosa fare a Capodanno…

Cosa fare a Capodanno a Bologna? La nostra agenda per tutti i gusti…

Cosa fare a Capodanno a Bologna? La nostra agenda per tutti i gusti

Dalla festa in Piazza Maggiore ai concerti nei club, a cena o a teatro, mini-guida per scegliere come trascorrere la notte di San Silvestro. Per la sicurezza schierati 250 vigili urbani

“Cosa fai a Capodanno?” è la domanda che puntualmente, appena smaltiti i festeggiamenti natalizi, manda nello sconforto chi non ha potuto organizzarsi per viaggi o feste in casa. Per fortuna a Bologna il 31 dicembre ci saranno vari eventi per tutti i gusti, dalle celebrazioni in piazza ai club, dalla musica al teatro.

Piazza. Spending review ma stesso format per il Capodanno sul Crescentone. Per il quinto anno consecutivo la festa in piazza Maggiore è Dallalto di Palazzo Re Enzo, sul cui balcone saliranno i dj che animeranno il party che andrà avanti fino all’1,30 di notte. Stavolta niente nomi internazionali, ma talenti di casa come i dj bolognesi Nas1 e dj Rou. Andrea Bruno, illustratore catanese tra i fondatori del gruppo Canicola, sarà invece l’autore del vecchione, che brucerà davanti al Comune alla mezzanotte.Musica e club. Tanta la scelta per eventi e concerti nei club e nelle discoteche cittadine per ballare dopo la mezzanotte. La novità nell’ambito del clubbing è la 12 ore alla Fiera di Bologna, dalle 20 alle 8, con la prima edizione di Genesi Festival, che ospiterà cinque sale con diversi generi musicali, 40 dj, e le feste di Capodanno del Link Club e della famosa discoteca di Ibiza Pacha (39 euro, 89 col cenone). Tra gli appuntamenti più interessanti per i rocker c’è il live al Covo di viale Zagabria, ospiti i RutsDc, storica punk band inglese anni ’80 (15 euro in prevendita). A seguire, in consolle i migliori dj della stagione dell’indie club. Spazio per le chitarre anche all’Estragon di Parco Nord, con “I love rock’n’roll party”, dj set con le hit rock di ogni stagione. Al Locomotiv di via Serlio cenone e serata sul tema di Willy Wonka e la Fabbrica di cioccolato (50 euro con cena, 15 euro dalle 00,30). Al Giostrà di via Mattei si balla a tema Star Wars, alla Scuderia di piazza Verdi lo stile è quello anni ’20 del Grande Gatsby.

Bologna, ecco il Vecchione che brucerà a Capodanno 2017{}

Cene e locali. Al Bravo Caffè di via Mascarella cena di otto portate e concerto di Cristel & Recovers, 3 ore di spettacolo a ritmo pop a partire dalle 23,30 (cena più spettacolo a 80 euro). Alla Cantina Bentivoglio invece dopo il cenone la musica live è affidata a Roaring Emily Marchin Jazz Band e ai suoni anni ’20. Capodanno con contorno rinascimentale a Corte Isolani, dove dalle ore 20,15 “Courtes du Soleil” darà l’addio al 2016 tra prelibatezze gastronomiche, musica e spettacolo. Coinvolti tre locali dello spaio tra Santo Stefano e Strada Maggiore (La Capriata, Enoteca Giacchero, Caffè della Corte) per altrettante proposte enogastronomiche con degustazioni tutto incluso ed esibizioni di acrobati, sbandieratori e artisti di strada. Dopo cena due sale per ballare, dance e house da una parte, anni’70-’80-’90 dall’altra.

Teatro. Per una serata più tranquilla l’alternativa resta sempre il cinema, con tutte le sale aperte, e il teatro. All’Arena del Sole anche la notte del 31 va in scena lo spettacolo tra circo e danza della Compagnia XY “Il n’est pas encor minuit” (da 11,50 a 25 euro), mentre le tradizioni millenarie delle arti acrobatiche cinesi sono protagoniste al Duse, con l’ensemble The China Acrobatic Troupe di Henan (da 38 a 58 euro). Al Teatro EuropAuditorium c’è invece lo spettacolo dell’imitatrice Virginia Raffaele con tutti i suoi personaggi più famosi, col brindisi a cura del pasticcere Gino Fabbri (da 25 a 57,50 euro). Il Celebrazioni aspetta il nuovo anno con Vito e Claudia Penoni, interpreti dello spettacolo “Adamo e Deva” (prezzi da 35 euro per la data di San Silvestro). Al Tivoli si ripercorre la carriera dell’artista bolognese Arrigo Lucchini, mentre al tendone della Ca’ Lugo d’Arte al Parco della Montagnola va in scena “Un canto di Natale”, adattamento del testo di Dickens.

Sicurezza: 251 vigili schierati. Per la sicurezza del capodanno, Bologna schiera 251 vigili urbani, tra agenti ed ispettori. Lo annuncia il Comune, precisando che ai fischietti si aggiunge il personale “normalmente impiegato nei quartieri, nei reparti e negli uffici che il 31 dicembre svolge le proprie ordinarie attività”. Quella notte sarà valida anche l’ordinanza del sindaco, già in vigore, che vieta l’utilizzo di petardi e botti vari.

Fonte: La Repubblica