Ravenna, la città dei mosaici…

Ravenna, la città dei mosaici

 

Ravenna è la città più grande e storicamente più importante della Romagna; il suo territorio comunale è il secondo in Italia per superficie, superato solo da quello di Roma e comprende nove lidi della Riviera romagnola.

Nella seconda metà del XX secolo la città ha conosciuto un periodo di grande espansione. Alla crescita demografica si è affiancata una serie di progetti architettonici che si concentrano in particolare attorno al canale Candiano, che collega la città al mare Adriatico. La darsena di città e le antiche zone portuali sono al centro della rivoluzione urbanistica che la città conoscerà nei primi decenni del XXI secolo con la creazione di zone verdi, viali, zone a carattere commerciale, del polo nautico e del Tecnopolo per l’energia.


Ravenna, importante centro artistico dell’Emilia Romagna, è situata a poca distanza dal mare. Essa fu capitale per ben tre volte durante l’Impero Romano d’Occidente, nel periodo degli Ostrogoti e in quello Bizantino. Ravenna, la “città dei Mosaici”, conserva tesori inestimabili nel cuore del suo centro storico. Esplorare Ravenna a piedi e visitare i monumenti più importanti, permette di ottenere un vasto panorama storico-culturale. A Ravenna i mosaici non riflettono solo la storia di una città, che è stata tre volte capitale di grandi imperi, ma anche il carattere odierno di un territorio che si collega ad un mare, l’Adriatico, attraverso le sue acque interne che si rivolge alla pianura più centrale.

Ravenna non ha certo bisogno di far “vedere” il suo orgoglio patrimoniale, che sta lì indomito dai secoli, così tanti da diventare millenni. Come uno scrigno di tesori ha visto passare la mano gentile dell’arte, quella forte della storia e quella appassionata della cultura. La curiosità è forte, e per cominciare, possiamo fare subito un salto alla Biblioteca Classense. In una delle sue sale monumentali è custodito il busto scolpito della donna amata da Byron, realizzato nel 1821 da Bartolini. Dopo, puoi recati al Mausoleo di Galla Placidia, che secondo le leggende era la sorellastra di Teodosio. Il Mausoleo (V secolo) fu commissionato dall’imperatrice romana fautrice del trasferimento dell’Impero Romano d’Occidente da Milano a Ravenna nel 402 d. C. ed è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. L’edificio è a croce latina e all’esterno è caratterizzato da mattoncini in laterizio. Al suo interno degno di attenzione sono gli straordinari mosaici di forte ispirazione bizantina, tematicamente a cavallo tra la tradizione greco-romana e quella cristiana, che ricoprono pareti, archi e lunette. La cupola a vela è decorata da un mosaico raffigurante un cielo stellato.

Altri bellissimi mosaici li troverai nella Basilica di San Vitale. Questa basilica (525 d. C.) è uno dei massimi esempi di arte paleocristiana in Italia. All’interno della Basilica, situata nei pressi del Mausoleo di Galla Placidia, si resta incantati dalla pavimentazione, dai ricchi mosaici che decorano il presbiterio e dalla maestosa cupola affrescata. Essa di forma ottagonale presenta all’interno pulvini e capitelli molto particolari. Rimarrai sicuramente affascinato dalla luce che entra da diverse angolazioni creando effetti spettacolari. Famosissimi i mosaici di Teodora e la sua corte e di Giustiniano.

Infine, non perdere la famosa Basilica di Sant’Apollinare in Classe (493-526 d. C.), costruita per volere di Teodorico, ma successivamente “ripulita” di quasi tutti i riferimenti alla stirpe di quest’ultimo a causa di una condanna della memoria. Approfondimento Come e cosa visitare a Ravenna (clicca qui) I mosaici bizantini raffiguranti scene cristologiche e motivi religiosi, rappresentano il più esteso ed importante ciclo musivo del mondo. Con un magnifico abside colmo di mosaici dorati. L’interno è diviso in tre navate e il soffitto è a capriate in legno. Ti consiglio di vedere poi, anche il mausoleo di Teodorico risalente al 520 e realizzato tutto in bianchissima pietra d’Istria.

Chi non ha mai sentito parlare del parco divertimenti “Mirabilandia”? Esso nasce a Ravenna nel 1992 ed è da subito uno dei parchi più grandi d’Italia, dove ogni anno vengono create attrazioni sempre nuove. Mirabilandia regala ogni giorno grandi emozioni per tutta la famiglia. Per i più coraggiosi abbiamo attrazioni dove l’adrenalina sale alle stelle, come sul “Max Adventures Master Thai”, ovvero un doppio ottovolante, oppure “Extreme”, “Kantun”, le celebri “Torri Gemelle”, e infine “Ispeed”, l’ultimo arrivato, che ha la caratteristica di regalare emozioni pari a quelle provate in una gara di Formula 1.

Tuttavia il Parco di Mirabilandia è fortemente consigliato anche per i bambini, poiché ha tante aree gioco create apposta per loro e per le famiglie, con zone pic-nic e relax, zona shopping e tanto altro ancora.

Da qualche anno, Mirabilandia ha inaugurato anche il “Mirabilandia Beach”, un parco acquatico dall’atmosfera caraibica, dove fra gli scivoli, le tante palme e la spiaggia bianchissima, vi daranno l’illusione di essere nel Mar Rosso.

Persone legate a Ravenna: Sant’Apollinare, proto-vescovo di Ravenna; Sant’Ursicino, martire; San Severo, vescovo; Sant’Orso, vescovo; Stilicone, generale romano; Costanzo III, imperatore romano; Onorio, imperatore romano; Neone, vescovo; Galla Placidia, augusta dell’impero romano; Pietro Crisologo, vescovo di Ravenna e santo; Valentiniano III, imperatore romano; Maggiorano, imperatore romano; Romolo Augusto, imperatore romano; Papa Giovanni I, romano pontefice; Teodorico, re d’Italia; Amalasunta, figlia di Teodorico; Vitige, re d’Italia; Marasunta, moglie di Vitige; Massimiano, primo arcivescovo di Ravenna; Rosmunda, regina dei Longobardi; Gerberto di Aurillac, in seguito papa con il nome di Silvestro II, matematico, astronomo e teologo; San Pier Damiani, santo e dottore della Chiesa; Guiberto di Ravenna, arcivescovo, poi antipapa col nome Clemente III; San Romualdo, monaco, fondatore dell’eremo di Camaldoli; Gentile da Ravenna, poeta e letterato; Guidarello Guidarelli, condottiero; Luca Longhi, pittore; Barbara Longhi, pittrice; Serafino Pasolini, abate; Paolo Costa, letterato e fisolofo; Vincenzo Gallina, patriota carbonaro; Anita Garibaldi, patriota; Gaetano Monti, scultore; Cristino Rasponi, mecenate; Jacopo Landoni, scrittore; Angelo Mariani, compositore, direttore d’orchestra e musicista; Giuseppe Pasolini, politico; Enrico Pazzi, scultore; Giovanni Balella, imprenditore e presidente di Confindustria; Alberto Bardi, pittore e partigiano; Arrigo Boldrini, partigiano, MOVM e uomo politico; Bruno Corra, scrittore e sceneggiatore; Angelo Costa, allenatore della Robur e della nazionale di pallavolo; Giuseppe D’Alema, politico e padre di Massimo D’Alema; Serafino Ferruzzi, imprenditore; Giovanni Frignani, tenente colonnello dei Carabinieri, martire delle Fosse Ardeatine e medaglia d’oro al valor militare; Raul Gardini, industriale; Mario Gordini, partigiano; Luigi Guardigli, mosaicista; Gionata Mingozzi, calciatore; Attilio Monti, imprenditore; Ettore Muti, gerarca e militare fascista; Marino Pascoli, giornalista e partigiano; Luigi Rava, ministro del Regno d’Italia e sindaco di Roma; Francesco Tarducci, scrittore e storico italiano; Giuseppe Vitali, matematico; Silvio Buzzi, scenziato; Paola Amadesi, scrittrice; Eraldo Baldini, scrittore; Flavio Caroli, docente, scrittore e critico d’arte; Luce Caponegro, in arte Selen, attrice; Andrea Collinelli, ciclista olimpionico; Antonio Casanova, illusionista e personaggio televisivo; Elisabetta De Palo, attrice; Davide Franceschetti, pianista; Alex Majoli, fotografo; Marco Martinelli, regista; Marco Melandri, motociclista; Ermanna Montanari, attrice; Riccardo Muti, direttore d’orchestra; Davide Reviati, fumettista e illustratore; Claudio Rivalta, calciatore; Paolo Roversi, fotografo; Sergio Zavoi, giornalista.

Le ricette Ravenna racchiudono in sé tutta la tipica gastronomia romagnola; oltre alla famosa piadina che non manca mai sulla tavola dei romagnoli, questa regione ama la pasta fatta in casa. Per questa ragione molte ricette della cucina tipica Ravenna sono a base di tagliatelle, pappardelle, cappelletti e tortelli. In particolar modo i tortelli di origine ravennate sono molto amati: sono generalmente di grande formato e ripieni di ricotta e spinaci. Un altro piatto a base di pasta sono i cappelletti: le massaie della zona di Ravenna li preparavano con un buon ripieno di formaggio, sia molle che duro; solo in seguito ci fu l’aggiunta della carne, pratica importata dalle ricette delle altre provincie romagnole e che diventò un elemento fondamentale delle ricette Ravenna.

I piatti tipici lidi di Ravenna sono anche molto influenzati dalla vicinanza della pineta di San Vitale e del mare che offrono buoni spunti per piatti a base di funghi o pesce. Mentre dal sottobosco si ricavano porcini e tartufi neri e bianchi, con i frutti del mare si preparano gustose polpette di mare e brodetti alla romagnola. I pesci tipici della zona sono l’anguilla, il cefalo, la spigola, la sogliola e il branzino mentre come molluschi si pescano cozze, vongole e scafarche; oltre al pesce nei piatti tipici lidi di Ravenna sono molto apprezzati uccelli e anfibi, come le folaghe ai ferri o il riso con carne d’anitra selvatica e zuppe di rane.

Le Botteghe Storiche di Ravenna…

Le Botteghe Storiche di Ravenna

Ceramiche Gatti
Dal 1928. Davide Gatti è il pronipote di Riccardo, fondatore della faentina “Bottega d’arte Ceramica Gatti”. Uno storico atelier che affonda le sue radici agli inizi del secolo scorso, e che da Faenza tuttora testimonia in tutto il mondo la tradizione e il savoir faire di un’eccellenza Made in Italy.

Ceramiche Gatti – Via Pompignoli, 2-4 – Faenza – Tel. 0546/634301

 

Molini Morini
Dal 1950. Il mestiere del mugnaio è uno dei tanti che sono andati via via scomparendo; dei tredici mulini presenti nel faentino negli anni ’50 ne sono rimasti due. Uno di questi è situato nel Borgo di San Rocco lungo il Canal Naviglio, immediatamente a valle del cavalcavia e lo gestisce fin dal 1949 la famiglia Morini a cui mi lega un’amicizia pluridecennale. Il mio babbo, poi, i Morini se li ricorda fin dagli anni ’30 quando lui abitava a Rio Paglia di Scavignano e loro nel podere “Paglia di Sotto” nella vicina parrocchia di Paglia.

Molini Morini snc di Morini E. e Renzi A. – Via Borgo San Rocco, 1 – Faenza – Tel. 0546/21719

Fochi Dino & Figlio
Dal 1950. La ditta Fochi Dino & Figlio di Fochi Sante vanta un’esperienza centenaria nel settore della pesatura, infatti i primi lavori eseguiti nell’allora sconosciuto mondo della bilancia risalgono al 1906. La piccola officina artigianale, del pioniere Dino Fochi, è cresciuta nel tempo ed ora risulta un punto di riferimento nel panorama nazionale nei sistemi di pesatura industriale, nel settore commerciale dei negozi, dell’attrezzatura per la ristorazione, fino a soddisfare l’esigenza del settore privato/domestico, che richiede strumenti di pesatura ed attrezzature per la cucina similari al professionale. Con aggiornamento continuo sulle nuove tecnologie, la ditta Fochi fornisce oltre ad un’elevata gamma di prodotti delle migliori marche, anche elaborazioni particolari su richiesta della propria clientela.

Fochi Dino & Figlio di Fochi Sante – Via Manara, 4 – Faenza – Tel. 0546/21959

 

Trattoria Marianaza
Dal 1800. Il Ristorante Trattoria Marianaza è il posto giusto per te. Il locale si distingue anzitutto per il clima tipico di locanda ottocentesca, pur essendo in sintonia con i gusti attuali. Il menu offre tante pietanze deliziose: niente manca all’appello, dagli antipasti fino ai dolci, per farti conoscere tutti i sapori del territorio. Ricette rigorosamente fatte in casa con materie prime genuine e scelte accuratamente. In linea con la perfetta tradizione romagnola, propone pietanze, principalmente a base di carne, che il cliente potrà accompagnare con una buona bottiglia di vino.

Trattoria Marianaza – Via Torricelli, 25 – Faenza – Tel. 0546/681461

 

La Vecchia Stamperia
Dal 1920. La Vecchia Stamperia è una Bottega Storica dell’Emilia Romagna che affonda le sue radici nella tradizione artistica e artigianale della città di Faenza. Tutto inziò nel 1920, con la fondazione di una cooperativa tipografica: era un periodo florido per la stampa e nella città diverse tipografie operavano a livello locale e nazionale: si lavorava per case editrici, quotidiani, industrie farmaceutiche ma anche per xilografi e incisori. Sono gli anni in cui venivano stampate diverse riviste artistico lettarie, come La Piè di Aldo Spallicci e Xilografia di Francesco Nonni. Le macchine moderne hanno segnato il tramonto delle tipografie storiche e Faenza non ha fatto eccezione. La Vecchia Stamperia ha tenuto duro: ci furono diversi passaggi di proprietà, ma l’attività non si arrestò mai: locali, caratteri e macchine rimasero pressochè invariati. Oggi Damiano Bandini, nato e cresciuto in tipografia, porta avanti il mestiere di stampatore, con le stesse tecniche e la professionalità di una volta.

La Vecchia Stamperia – Via Castellani, 25 – Faenza – Tel. 0546/29597

 

Pastificio Artigianale Daniele Lusa
Dal 1950. Per chi ama veramente mangiare come una volta. Tutto fatto a mano.

Pastificio Artigianale Daniele Lusa – Corso Saffi, 24/C – Faenza – Tel. 0546/663915

 

F.lli Lega
Dal 1910. Lo Stabilimento Grafico F.lli Lega apre la sua attività nel 1910, quando Francesco Lega acquista la tipografia – immobili, macchine, caratteri di stampa, magazzino libri – dall’Orfanotrofio Maschi e avvia al lavoro editoriale i suoi 10 figli.Gli immobili comprendono i locali macchine e i magazzini al piano terra di Palazzo Cantoni, e i locali aperti al pubblico che si affacciano su Corso Mazzini ai numeri civici 31 e 33.La tipografia Lega eredita un’officina editoriale che risale, attraverso i marchi Montanari, Conti e Archi, agli inizi del XVIII secolo. L’attività tipografica ed editoriale è documentata a partire dal 1910 dalle pubblicazioni con il marchio “Tipografia Francesco Lega” divenuto nel 1915 “F.lli Lega”.

F.lli Lega – Stabilimento grafico, cartolibreria – Corso Mazzini, 33 – Faenza – Tel. 0546/21060

 

Osteria del Mercato
Dal 1979. Dal 1979, negli ambienti delle cantine cinquecentesche sottostanti Piazza della Libertà , l Osteria del Mercato, tra le sue volte in mattoni a facciavista, offre una scelta culinaria che spazia dai primi di pasta, brodi e zuppe, alla pizza, fino alla cucina brasiliana. La carta contiene tre proposte di vini romagnoli vivi alla spina ed una selezione di etichette regionali e nazionali. Le 8 sale, differenti per dimensioni ed atmosfere, si prestano ad una cenetta a due, come ad una serata in comitiva. Proprio a queste ultime si rivolgono le offerte “Menu di Gruppo” , “Spaghetti di Mezzanotte” e “Pizza Party”.

Osteria del Mercato – Piazza Martiri della Libertà, 13 – Faenza – Tel. 0546/680797

 

Stella Sauro
Dal 1961. Già il nonno Giuseppe, dal 1890, a Cesena, iniziò a riparare orologi in casa. Il padre Marcello gestì il negozio a Faenza dal 1935 al 1967, in corso Saffi. “Due vite per gli orologi”. Con le foto dei due Stella qui, sopra, potevo intitolare così quest’articolo. Ma poi, avrei dovuto dire “tre vite” perché questo difficile e appassionante mestiere degli Stella, l’arte di curare gli orologimalati – “l’orologioiatrìa” – dura da tre generazioni. Prima a Cesena con Giuseppe, poi a Faenza: conMarcello e, dopo, con Sauro.

Stella Sauro – Via Marescalchi, 24 – Faenza – Tel. 0546/29818

 

Antiquariato Casemurate
l lontano agosto 1958 la Ditta “Casemurate”, di Maria Stefania Casemurate, si trova sempre nella stessa sede, in piazza San Francesco, sotto i portici del Palazzo della Provincia, dopo esservi stato trasferito da via Diaz dal fondatore Giuseppe Casemurate. Gli ambienti, da allora, sono rimasti pressocchè immutati: due locali piccoli ed un salone grande in mezzo con poche pareti. Il giovane architetto Tosoratti intervenne supplendo alla necessità di pareti e suggerendo l’installazione di un pannello divisorio e, grazie ad un’altezza di sei metri, la costruzione di un soppalco a cui si accedeva e si accede tramite una bella scala in legno, visibile dall’esterno. Nel frattempo si sono registrati cambiamenti anche nella tipologia degli oggetti in vendita: prima si vendevano soprattutto mobili sia di antiquariato che in stile e stampe antiche, soprattutto decorative, mentre di recente le collezioni si sono arricchite con acquerelli e dipinti acquistati nelle aste sia italiane che inglesi, con la possibilità per i clienti di venire in possesso dell’ambito “pezzo unico”.

Antiquariato Casemurate di Casemurate M. Stefania – Piazza San Francesco, 3 – Ravenna – Tel. 0544/32393

 

Ca’ De VéN
Ad ospitare l’enoteca Cà de Ven è il quattrocentesco Palazzo Rasponi, denominato Domus Magna, nel cuore più antico ed ancora vivo e pulsante di Ravenna. La storia della famosa enoteca è dunque legata alla storia del Palazzo se è vero che fin dal 1704 viene indicata in questa sede l’Osteria della Corona poi trasferita nell’adiacente Casa Pizzetti. Nel 1876, dopo diversi trasferimenti di proprietà, il palazzo viene acquistato dall’armatore Giuseppe Bellenghi ed il 17 dicembre 1877 viene aperta la drogheria Bellenghi, che rappresenta fino al 1975 il negozio più caratteristico e meglio fornito della città. E’ durante quest’ultimo anno che nasce la Cà de Ven come enoteca dei vini della Romagna e luogo di ristorazione. Per iniziativa dell’EPT, dell’Ente e del Tribunato vini di Romagna infatti viene creata, d’accordo con gli enti pubblici locali e con la Soprintendenza ai Monumenti, un’enoteca che presenta negli scaffali ottocenteschi della ex drogheria le bottiglie dei più prestigiosi vini romagnoli ma che riserva anche un angolo a libri e riviste care ai cultori del dialetto e delle tradizioni popolari della Romagna. Le volte ad ombrello della Cà de Ven sono impreziosite da affreschi che risalgono al 1700 e la volta più grande è costituita da mattoni originali risalenti al 1500 con dei ganci ai quali venivano appese le antiche lanterne. Anche gli arredi sono quelli originali del 1876.

Ca’ De VéN di Mazzillo Rita – Via C. Ricci, 24 – Ravenna – Tel. 0544/30163

 

Calzature Montanari
L’esordio della “Montanari Calzature” sulla scena commerciale di Ravenna, come laboratorio artigiano, risale al 1900. Alcuni manufatti del primo Novecento (forme di legno personalizzate con riferimento nominativo del cliente) sono ancora presenti negli archivi storici del negozio. Il laboratorio produceva scarpe artigianali e in breve tempo riuscì a consolidarsi in negozio-laboratorio, divenendo valido punto di riferimento dei cittadini ravennati. Nel 1925 il negozio si trasferì dal civico 50 al civico 9 di via Cavour, dov’è tuttora. Nel 1953 avvenne la prima ristrutturazione del negozio in uno stile più moderno. In questo periodo la produzione artigianale cedette il passo, dando sempre più spazio alla vendita di prodotti dell’industria calzaturiera e venne acquistato un innovativo macchinario, il “pedescope”, che permetteva di valutare otticamente se la scarpa ben si prestasse alla conformazione del piede. Nel 1981 il negozio ha registrato una ristrutturazione che ha riportato l’immagine delle vetrine allo stile originario del Novecento. Nel 2000 il negozio ha raggiunto con orgoglio il traguardo dei cento anni di attività.

Calzature Montanari di Montanari Marcella – Via Cavour, 9 – Ravenna – Tel. 0544/214959

 

Cappelleria Inglese
La Cappelleria Inglese venne aperta nel 1935 da Santino Gondolini, ex commesso della Ditta Bubani. Roberto Manzoni lo rilevò nel 1973 mantenendone le caratteristiche fondamentali sia dal punto di vista della merce in vendita che della struttura dei locali. Pur avendo aggiunto capi di abbigliamento prevalentemente maschili e classici a causa delle esigenze del mercato, il cappello resta al centro delle proposte e delle cure del negozio. L’insegna della Cappelleria Inglese fu realizzata nel 1912 dalla famosa Impresa Galassi di Ravenna e successivamente restaurata. Il locale ha subito una ristrutturazione nel 1978 ma nel rispetto della vecchia impostazione; nel 2000 sono state rinnovate le vetrine ed introdotti i necessari accorgimenti per eliminare gli ostacoli di accesso per le persone diversamente abili, mantenendo però coerenza rispetto all’immagine originaria del negozio. Anche gli arredi sono in legno ed in stile classico.

Cappelleria Inglese di Manzoni Roberto – Via M. Gordini, 3 – Ravenna – Tel. 0544/212579

 

Gioielleria Lugaresi
La Gioielleria “Lugaresi” è un’attività legata alla città di Ravenna dal 1895. Ben cinque generazioni si sono succedute, da padre in figlio, in questo negozio di preziosi incastonato nel cuore del centro storico così come la storica cassaforte è ancora incastonata tra le antiche pareti. Nel 1904 l’oreficeria “Lugaresi” coniava la medaglia ricordo dell’”Esposizione Romagnola”, un’importante rassegna economico-commerciale, testimonianza dell’operosità e della laboriosità locali, svoltasi a Ravenna nei mesi di maggio e giugno di quel lontano anno, apparendo, tra l’altro, sul catalogo dell’evento, edito a Milano dalla “Rivista delle Esposizioni ed Attualità”, stampata dalla tipografia Wilmant di Lodi. Nel 1910 l’oreficeria Lugaresi veniva pubblicizzata sui giornali dell’epoca, oggi custoditi gelosamente dai titolari. Il fondatore, Battista Lugaresi, classe 1874, da una foto appesa alle pareti del negozio ancora scruta con lo sguardo fiero ma discreto i clienti che si avvicendano da oltre un secolo.

Gioielleria Lugaresi di Rondelli Paolo – Via G. Matteotti, 12 – Ravenna – Tel. 0544/212203

 

Merceria Cesare
La Merceria Cesare nasce agli inizi del Novecento ad opera di una certa “Minghina”, così come ricordano i vecchi clienti, ormai bisnonni, che frequentavano ed ancora frequentano questo negozio di filati, passamanerie, bottoni, pizzi e sangalli, ricami, bigiotteria e bambole, biancheria intima, confezioni, articoli tessili, accessori per l’abbigliamento. Cesare Lombini, lontano parente dell’attuale titolare, rileva l’attività all’incirca intorno agli anni Quaranta, impone e ne diffonde il nome e la conduce fino al 1979. Dorina Vardanega subentra nel 1980 e si specializza nel settore dell’aguglieria, proponendo un notevole assortimento di filati usati per lavori a mano, eseguiti ai ferri o all’uncinetto. Il negozio dispone inoltre di ben 494 cassetti ad incastro nella parete con a vista il campionario dei bottoni, mantenendo un allestimento che fa rivivere le atmosfere delle botteghe di una volta.

Merceria Cesare di Vardanega Dorina – Via G. Matteotti, 28 – Ravenna – Tel. 0544/33007

 

Officine meccaniche Zoli & Zoffoli
La storia dell’officina meccanica Zoli & Zoffoli inizia il 21 maggio 1955. L’attività, incentrata dapprima sulla trasformazione e commercializzazione delle FIAT 1100, revisionate e convertite in camioncini, si dipana negli anni fino alla svolta del 1995 quando i soci decidono di distinguere l’attività di riparazione da quella di commercializzazione con la nascita dell’ “Eurotractor Center” che cura l’acquisto, il noleggio e la vendita dei trattori. Nel 2005 i due soci festeggiano i cinquant’anni di attività. I primi arredi degli uffici ampliati nel 2002 sono mantenuti all’interno degli ambienti e le prime macchine contabili sono conservate come cimeli. All’interno si trovano attrezzi che datano l’attività dell’officina, tra i quali una fucina. Alcuni di questi attrezzi sono tuttora utilizzati.

Officine meccaniche Zoli & Zoffoli di Zoli Mario – Via Petrosa, 253 – Campiano (RA) – Tel. 0544/563304

 

Radio Televisione Elettrodomestici Tedaldi Alvo
L’avvio dell’attività Tedaldi risale di fatto al 1940 quando il titolare si iscrisse a diversi corsi di radiotecnica per corrispondenza ed iniziò a costruire le prime radio a galena. Nei primi 40 anni di attività “Tedaldi” era uno dei principali negozi di elettrodomestici della Romagna. Negli anni Settanta furono costruiti nuovi locali adiacenti alla sede originale che ebbero funzione di magazzino e spazio espositivo supplementare, lasciando tuttavia invariato il nucleo principale e di accoglienza del negozio. Nei locali costruiti nel 1956 non sono mai state apportate modifiche di sostanza, se si esclude la sostituzione delle vetrine, avvenuta in tempi recenti in occasione dei rifacimenti della strada provinciale via Farini.

Radio Televisione Elettrodomestici Tedaldi Alvo – Via E. Farini, 177 – S. P. in Vincoli (RA) – Tel. 0544/551008

Tessuti, confezioni e maglieria Cortoni Attilio
Attilio Cortoni, da Firenze, apre nel 1947 l’omonimo negozio di abbigliamento in via Corrado Ricci, 31.
Il negozio si caratterizzava per la vendita di tessuti, maglieria ed abiti confezionati ed era conosciuto come “i Toscani”, così come ancora ricordano i figli e i nipoti dei vecchi clienti che ancora lo frequentano, piuttosto che con il nome “Cortoni” riportato sull’insegna. Nel tempo, per l’evoluzione e le esigenze del mercato, il negozio ha trasformato la sua tipologia e la vendita di tessuti ha ceduto il passo a quella esclusiva di confezioni.
L’attività, iniziata come ditta individuale e trasformatasi infine in società, si è tramandata dal padre al figlio al nipote. Le due storiche vetrine sono situate nel Palazzo INA, costruito prima della Seconda Guerra Mondiale ed ora ristrutturato. Il negozio si affaccia su uno dei più frequentati e suggestivi angoli storici di Ravenna che comprende Palazzo Rasponi, la tomba di Dante e piazza San Francesco.

Tessuti, confezioni e maglieria Cortoni Attilio di Cortoni Piero e C. – Via C. Ricci, 31 – Ravenna – Tel. 0544/213584

Cittanova: fattoria didattica celava canile lager…

Animali, Cittanova: fattoria didattica celava canile lager

canileLa “Fattoria delle Rose” rientrava fra le strutture accreditate dalla Provincia di Modena, ma questo non ha impedito ai titolari denunciati per maltrattamenti di ospitare illegalmente 356 cani in pessime condizioni igieniche.

Dal labrador al setter, dal golden retriever al cane corso, fino ai più piccoli chihuahua, barboncino e yorkshire: 365 cani di razza vivevano costretti in spazi angusti, per lo più in piccole gabbie per conigli in pessime condizioni igieniche, accanto perfino a carcasse di topi morti. Il sequestro è stato messo a segno ieri sera alla “Fattoria delle Rose” in via Fossa Gazzuoli, a Cittanova, dalla Polizia Municipale di Modena e del Distretto Ceramico durante un’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Modena. Addirittura, l’ultima cucciolata di quattro cani è venuta alla luce durante l’operazione stessa. E pensare che la struttura posta sotto sequestro rientrava tra le “fattorie accreditate” della Provincia di Modena per le visite scolastiche.

SEGNALAZIONE – Alcuni cittadini, un mese fa avevano segnalato che nell’azienda, autorizzata allo stanziamento di animali come fattoria didattica, sarebbe stato possibile acquistare cani senza microchip e di età inferiore ai due mesi, contravvenendo alle normative di legge: sulla scorta di questa segnalazione, la Municipale ha avviato le indagini accertando anche la pubblicazione su internet di inserzione per la commercializzazione degli animali. Grazie a un annuncio, infatti, agenti in borghese si sono presentati la settimana scorsa all’azienda fingendosi interessati all’acquisto di un cane.

INTERVENTO – Terminata ieri sera, l’operazione è scattata mercoledì mattina: gli operatori della Municipale, accompagnati da due veterinari dell’Università di Bologna hanno eseguito i decreti di ispezione disposti dalla Procura trovando i cani spaventati e stipati ovunque in condizioni inenarrabili nel fienile e nel sottotetto. Gli esemplari, infatti, non erano rinchiusi in gabbie apposite, ma in piccoli box artigianali lunghi e stretti che impedivano il movimento. “Vorrei ringraziare anche i Vigili del Fuoco – ha detto il comandante della Polizia Municipale di Modena Franco Chiari – Grazie alle loro competenze sono riusciti a penetrare in un locale semi-interrato dove sono stati rinvenuti dei resti attualmente in sede di analisi per stabilire di che animale si tratti”. Mario Rossi, comandante della Polizia Municipale di Formigine, ha evidenziato il modo paradossale con cui si presentava la fattoria didattica: “Vista dall’esterno sembrava di essere immersi in una dimensione bucolica pastorale con i cavalli (questi custoditi regolarmente, una ventina i capi) e i coniglietti – ha osservato – Quello che però ci ha colpito maggiormente è stato il volume d’affari rispetto alle reali dimensioni della struttura che commerciava i propri cani su internet”. Le condizioni di salute dei piccoli amici a quattro zampe non destano preoccupazione e hanno consentito il trasferimento in diversi canili della provincia modenese, bolognese e reggiana. Denunciati per maltrattamenti il proprietario dell’azienda e la moglie: “Le indagini proseguiranno per giungere fino in fondo e verificare la presenza di ulteriori elementi da accertare come la provenienza degli animali sequestrati”.

ADOZIONI – Nonostante le persone denunciate portassero avanti un’attività illecita con fini di lucro maltrattando creature più deboli, non rischiano gravi sanzioni: “Con la riforma del 2004 sono state sì inasprite le pene in materia – ha spiegato Lucia Musti – ma queste non consentono di adottare misure cautelari personale (domiciliari o carcere)”. In questo caso, il reto contestato, il maltrattamento di animali, comporterebbe la reclusione da tre mesi a un anno o una sanzione da tremila a 15mila euro. Con l’approssimarsi delle festività natalizie, il Procuratore ha rivolto un appello alla cittadinanza: “L’auspicio della Procura è che ci siano persone capaci di attivarsi per aiutare le strutture e i cani oggetto di sequestro: chi vuole regalare un piccolo amico, direi sia il momento giusto per fare un gesto di solidarietà”. Gli interessati all’adozione possono telefonare per informazioni allo 059-2032211.

Fonte: Modenatoday

Lonely Planet: “l’Emilia-Romagna è il paradiso gastronomico italiano”…


Lonely Planet: “l’Emilia-Romagna è il paradiso gastronomico italiano”
lonely
Un momento della festa della Mortadella a Bologna

Dal ragù all’aceto balsamico, dal parmigiano al prosciutto crudo: la famosissima guida di viaggi folgorata lungo la via Emilia dei sapori.

BOLOGNA – Arriva un ulteriore riconoscimento all’enogastronomia dell’Emilia-Romagna (con Bologna in testa) da parte di un autorevole riferimento internazionale nel mondo del travel. Dopo Forbes, proprio ieri il colosso mondiale delle guide di viaggio Lonely Planet ha pubblicato una recensione sui prodotti tipici dell’Emilia Romagna, definita dall’inviato il paradiso gastronomico italiano. Sì perché questa, spiega Gregor Clark, è la casa del ragù alla bolognese, dell’aceto balsamico, del prosciutto di Parma e del Parmigiano Reggiano, una terra fertile dove mangiare bene è uno stile di vita quotidiano.

Oltre a definire il Parmigiano Reggiano il formaggio più amato al mondo e a descrivere le tecniche di produzione del prosciutto di Parma (entrambi inseriti anche nel video che porta la firma di Silvio Muccino per promuove il Made in Italy nel mercato americano, 116 mila visualizzazioni in un paio di giorni), il reporter britannico alla voce salumi dispensa elogi anche per la mortadella bolognese, il salame di Felino e il culatello di Zibello. Le travel tips di Lonely Planet diventano ancora più appetitose con la segnalazione delle botteghe alimentari storiche nella zona del Quadrilatero dove fare shopping goloso.
Non solo parmigiano e mortadella: con il pampepato sono 42 i prodotti Igp/dop dell’Emilia-Romagna.
Quando il discorso si sposta su tagliatelle e tortellini, poi, spuntano indirizzi di rinomati ristoranti locali perché, come fa notare il giornalista, se Britannici e americani con quello che loro chiamano sugo alla bolognese si accontentano di condirci gli spaghetti, in Emilia Romagna un piatto di tagliatelle e di lasagne al ragù è una vera e propria esperienza per il palato grazie alla pasta fatta in casa, che ruvida e piatta esalta al massimo il sapore intenso
del condimento. Ecco perché ne vale la pena. Una menzione anche per i cappellacci ripieni di zucca tipici del Ferrarese e per i tortelli alle erbette del Parmense, oltre che per alcuni vini regionali tipici come Lambrusco, Pignoletto e Sangiovese. Durante la sua permanenza in regione Clark ha fatto tappa a Bologna, Modena, Parma e Ferrara, senza rinunciare a qualche escursione extra-urbana alla scoperta delle bellezze naturali dell’Appenino Emiliano e del delta del Po.

Fonte: Repubblica

Un video su Bologna, che vi farà commuovere…

Amate Bologna? Non potete resistere ai suoi portici, ai negozietti di via Pescherie Vecchie, alle Due Torri, a Piazza Santo Stefano, al Nettuno, oppure, alla meravigliosa e unica Piazza Maggiore? Beh, bolognesi o amanti della stessa, questo video è per voi.

Perché Bologna, uno, ce l’ha nel cuore! Buona visione…

Facebook chiede ai genitori di non pubblicare le foto dei figli…

Facebook chiede ai genitori di non pubblicare le foto dei figli

bambino sguardoQuanti vogliono pubblicare foto figli su facebook? Dei propri figli o dei figli degli altri. Non c’è niente di più minaccioso per la sicurezza dei vostri pargoli: i pedofili prendono le foto proprio dai social. Ecco perchè bisogna stare molto attenti e come prevenire i pericoli.

Pubblicare su facebook le foto dei propri figli, o dei figli degli altri (vero, cari zii e zie, cugini e cugine, amici e amiche?) è un atto che mette a repentaglio la sicurezza del piccolo, esponendolo a potenziali criminali di cui si ignora persino l’esistenza.

PUBBLICARE FOTO FIGLI SU FACEBOOK – RICERCA SHOCK

Scrive l’Huffpost che “circa la metà del materiale rinvenuto nei siti pedopornografici proviene dai social di papà e mamme che volevano semplicemente condividere un momento di gioia del loro bambino”.

Questo è l’impressionante dato che emerge da una ricerca della Australia’s new Children’s eSafety, l’organismo australiano che ha il compito di monitorare la sicurezza dei minori online.

Parliamo di foto che, agli occhi degli stessi genitori o dei loro amici, appaiono perfettamente innocue ma che nei dossier dei pedofili vengono sessualizzate con commenti irriferibili. Un componente della Australia’s new Children’s eSafety spiega come è possibile che gli scatti dei nostri figli possano finire nelle mani sbagliate: “Molti utenti dicono chiaramente di aver preso quel contenuto trafugandolo da un profilo nei social e spesso queste persone si scambiano l’indirizzo mail con l’invito di connettersi fuori dal sito per vendere il materiale“.

Toby Dagg, un investigatore che lavora per la commissione australiana, riporta che in un sito frequentato dai pedofili, dove erano catalogate 45 milioni di immagini di bambini anche molto piccoli, circa la metà sembravano prese direttamente dai social e poi etichettate in categorie con nomi del tipo: “Le amichette di mia figlia su Instagram“.

La stessa commissione avverte che spesso i genitori non si accorgono di quanto sia semplice rubare una foto postata su Facebook, anche perché dimenticano di postarla in un contesto privato utilizzando gli strumenti che il social comunque ha messo a disposizione per proteggere la privacy. E lancia un avvertimento a tutte le mamme e ai papà: “Una volta che hai condiviso una foto su Facebook, hai perso il controllo sul suo destino“.

PUBBLICARE FOTO FIGLI SU FACEBOOK – PARLA IL PM DEI MINORI

La logica imporrebbe alla coscienza un freno ogni qualvolta scatta l’impulso maniacale-ossessivo di mostrare al resto del mondo la foto della propria creatura. E invece questo non accade ed è dovuto intervenire il pm del Tribunale per i minori di Torino, Valentina Sellaroli, per spiegare nel dettaglio le ragioni di un gesto tanto assurdo quanto inutile ed estremamente pericoloso.

PUBBLICARE FOTO FIGLI SU FACEBOOK – MILIONI DI POTENZIALI CRIMINALI

La prima preoccupazione seria riguarda la diffusione del mezzo.

“Pubblicare su internet la foto dei propri bambini è di per sé atto che potenzialmente può raggiungere milioni di persone, conosciute e non “, ha sottolineato il PM Sellaroli, secondo quanto riportato da Tom’s Hardware. “Non è irrealistico il rischio che pedofili o persone comunque interessate in modi non del tutto lecite ai bambini possano avvicinarsi ai nostri bambini dopo averli magari visti più volte in foto online“.

Siete ancora convinti che sia opportuno pubblicare le foto dei bambini su facebook? A cosa serve, dopo il compleanno, far sapere al resto del mondo – perlopiù popolato da persone sconosciute e potenzialmente pericolose – che vostro figlio, vostro nipote, il vostro figlioccio, il figlio di una coppia di amici, ha ricevuto tanti regali? Perchè mostrare il suo volto offrendolo su un piatto d’argento a persone senza scrupoli?

PUBBLICARE FOTO FIGLI SU FACEBOOK – TAG CRIMINALI

La seconda preoccupazione nasce da condotte criminose anche più frequenti.

“Quelle di soggetti che taggano le foto di bambini online e, con procedimenti di fotomontaggio più o meno avanzati, ne traggono materiale pedopornografico di vario genere, da smerciare e far circolare tra gli appassionati“, prosegue il sostituto procuratore della Repubblica, Valentina Sellaroli.

“Questo genere di condotta non è affatto così infrequente nella realtà, specie se parliamo non di singoli ‘appassionatì del genere ma di circoli e giri di pedopornografici che producono immagini di questo tipo per uno scopo di lucro o comunque per un interesse personale di scambio su larga scala. Si pensi infatti al valore aggiunto che hanno immagini moltiplicate più e più volte a partire dagli stessi bambini reali (e dunque senza troppi rischi materiali) ma giungendo ad ottenere un numero assai significativo di immagini pedopornografiche che sembrano ‘nuove’ e dunque più appetibili“.

A questi schifosi personaggi, che lucrano sulla pelle dei più indifesi, poco importa che il vostro bambino o la vostra bambina siano nudi – occhio quando andate al mare o in piscina o durante un semplice bagnetto… – quello che conta è l’immagine in sè, l’idea di quanto sia facile avvicinarsi virtualmente, e quindi anche un po’ realmente, a quell’essere indifeso.

Siete ancora convinti che sia opportuno pubblicare le foto dei bambini su facebook? A cosa serve, magari dopo il pranzo pasquale, far sapere al resto del mondo – perlopiù popolato da persone sconosciute e potenzialmente pericolose – che vostro figlio, vostro nipote, il vostro figlioccio, il figlio di una coppia di amici, ha mangiato tanta cioccolata? Perchè mostrare il suo volto offrendolo su un piatto d’argento a persone senza scrupoli?

PUBBLICARE FOTO FIGLI SU FACEBOOK – NEL MIRINO DI CHI TI CERCA

Infine da rilevare un altro rischio che riguarda i casi di adozione o di affidamento di bambini allontanati da famiglie pericolose, maltrattanti o abusanti.

“Se il bambino era già abbastanza grande quando è stato allontanato, rischiano di avere un canale di ricerca in più per raggiungere i bambini e le loro nuove famiglie che così non possono più essere tutelati nella loro riservatezza ed anche nella incolumità personale“, chiosa il pubblico ministero Sellaroli.

Che poi conclude spiegando, in dettaglio, la decisione quadro del Consiglio Europeo n. 2004/68/GAI del 22.12.03, relativa alla lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini, che esplicitamente intendeva per pornografia infantile anche, all’art. 1 n. 3 “immagini realistiche di un bambino inesistente implicato o coinvolto nella suddetta condotta“.

“È punita dunque anche la realizzazione virtuale di una immagine che veda bambini o comunque minorenni coinvolti in immagini esplicite (ove per esplicito potrebbe bastare anche la nudità degli organi sessuali) utilizzate per scopi sessuali da chi le produce, le cede, le riceve o le detiene“.

La prossima volta che volete pubblicare la foto di bambini su facebook pensateci cento volte. E poi rinunciate.

Fonte: Infiltrato…

E’ italiano il migliore cardiochirurgo del mondo…

E’ italiano il migliore cardiochirurgo del mondo, premiato negli USA!

Dott. Giuseppe Migliore

E’ italiano, e precisamente di Caltanissetta, il “Miglior Chirurgo Radialista dell’anno” premiato negli Stati Uniti. Si chiama Giuseppe Migliore, ha appena 40 anni ed ha conseguito il prestigioso premio perché effettua gli interventi di angioplastica con una tecnica innovativa, ovvero attraverso l’arteria radiale, riducendo i rischi ed i tempi (oltre che i costi) dell’operazione, che normalmente viene praticata attraverso l’arteria femorale. E’ il sito anni60news.com a divulgare la sua storia, che non ha trovato spazio sui media main stream.

Dopo il caso del dottor Simone Speggiorin, medico 36enne originario del miranese, oggi considerato “il Re del bisturi” nel Regno Unito, dove si è trasferito per sfuggire al precariato italiano, un altro medico italiano guadagna i riflettori all’estero, per gli importanti risultati professionali conseguiti.

20130916_medico

Il dott. Migliore ed il dott. Speggiorin Sono due dei molti medici o ricercatori italiani, che dopo aver conseguito la laurea e le specializzazioni, sono costretti dal “sistema Italia” a cercare fortuna lontani da casa, dalla propria famiglia, dai propri amici. Due italiani che portano in alto il tricolore, raggiungendo risultati in un paese straniero, cosa che, almeno in teoria, è molto più difficile. 

Ma nel caso dell’Italia, non è così. Un sistema come quello italiano demotiva chi ha voglia di darsi da fare fin dall’Università, dove vige il “baronato” e dove sovente assistiamo a ingiustizie. In un contesto come quello italiano, per non demotivarsi, occorre una grande passione e motivazione. 

L’Italia sta costringendo ad emigrare le sue migliori risorse, giovani la cui formazione costa allo stato italiano decine e decine di migliaia di euro, e che vanno a portare le conoscenze acquisite ad altri paesi.

Ovviamente non solo in campo medico, ma un po’ in tutti i settori, gli ingegneri italiani sono un’altra categoria molto richiesta all’estero.

Sono moltissimi gli italiani che hanno abbandonato l’ex belpaese negli ultimi anni, e sono ancora di più quelli che vogliono, o meglio vorrebbero farlo. E’ iniziato un vero e proprio esodo, che nei prossimi anni è destinato ad aumentare, visto come stanno andando le cose in Italia, e l’assenza di reali prospettive di cambiamento.

Negli ultimi anni c’è stato un vero e proprio boom di pensionati che si sono trasferiti all’estero, non riescono più a vivere nel loro paese, e sono costretti ad andarsene dove la pensione è sufficiente per vivere. E anziché fare qualcosa per aiutarli, lo Stato italiano riesce solo a pensare di tassarli, per scoraggiarli. Allucinante.

La sanità italiana è al disfacimento, sta rapidamente raggiungendo il livello dei “paesi del terzo mondo”, hanno chiuso decine e decine di ospedali, hanno tagliato reparti e posti letto, mancano attrezzature, manca il personale, e ogni anno viene tagliato qualche altro pezzo. Per risparmiare la Lorenzin ha tagliato persino il ricorso agli esami diagnostici, e dopo qualche polemica gli italiani hanno digerito anche questa.

Vedere dei giovani medici italiani ottenere grandi risultati all’estero dovrebbe far pensare, dovrebbe suscitare rammarico e rabbia, mentre invece ormai la gente è assuefatta a tutto, non si indigna più per nessun motivo.

Le Botteghe Storiche di Rimini…

Le Botteghe Storiche di Rimini

Farmacia San Michele

La prima “bottega storica” di Rimini nasce nel 2010. Si tratta della farmacia San Michele, ex farmacia dell’Ospedale, iscritta all’apposito Albo comunale istituito per la valorizzazione dell’ambito commerciale storico.

La farmacia San Michele, attualmente posizionata in via Circonvallazione Occidentale n. 120/G, è, come si legge nella determinazione dirigenziale che attribuisce il nuovo status, l’odierna prosecuzione della farmacia dell’Ospedale aperta al pubblico nel 1910 nel palazzo Valloni in corso d’Augusto 160, dalla Congregazione di Carità. Nel 1978 il dott. Pier Luigi Ghetti, padre di Patrizia Ghetti l’attuale titolare, acquista la farmacia dell’Ospedale, dall’Ente Ospedaliero Ospedale Infermi di Rimini, quale universitas di diritti e di beni strumentali, commerciali, materiali ed immateriali finalisticamente organizzati all’esercizio della farmacia, ad eccezione dell’immobile ove la stessa è ospitata, da cui è costretta a traslocare nell’aprile del 1992. L’attuale locale sede della Farmacia San Michele contiene arredi d’uso, mobili, attrezzature e strumenti originali del 1910 perfettamente conservati e visibili.

Con l’iscrizione all’Albo Comunale delle Botteghe Storiche e dei Mercati Storici del Comune di Rimini, la Farmacia San Michele può fregiarsi della vetrofania e marchio che ne caratterizza e testimonia l’appartenenza, nel rispetto della tipologia ed uso definito dalla Regione Emilia Romagna.

Farmacia San Michele – Via Circonvallazione Occidentale, 120 – Tel. 0541/781488

Ricordiamoci che è Natale anche per i nostri amici a quattro zampe…

Non abbandoniamoli, mai. Permettiamo loro di vivere sempre accanto a noi. E, se proprio non possiamo tenerli in casa, regaliamo loro una bella cuccia da tenere in giardino e un caldo giaciglio in cui ripararsi. Ricordiamoci di trattarli come tratteremmo uno di noi: un amico, un figlio, un genitore.

Buone feste ai nostri amici…

10 film sull’adolescenza che devi vedere…

10 film sull’adolescenza che devi vedere…

Ecco la top ten dei film sull’adolescenza.

 foto di 10 film sull'adolescenza che devi vedere

Quante volte vi siete ritrovati a casa, sdraiati sul divano a chiedervi: “E questa sera cosa vedo?”. Una buona soluzione può essere quella di mettersi alla ricerca dei film più belli in assoluto, quelli da vedere almeno una volta nella vita. Ma quali sono? Domanda da un milione di dollari! Ecco stilata una classifica dei film sull’adoloscenza più belli in assoluto. Almeno secondo noi…

#10 L’attimo fuggente

 foto de "L'attimo fuggente"

Il compianto Robin Williams interpreta il prof John Keating che si distingue dai suoi colleghi per il suo metodo d’insegnamento non proprio “formale”. Non a caso, è rimasta nella storia la celebre scena in cui fa salire gli studenti sul banco invitandoli a dire ciò che vogliono. Un film sull’adolescenza non proprio “nuovissimo”, ma assolutamente da vedere. E da far vedere anche a qualche prof…

#9 Come te nessuno mai

 foto di "Come te nessuno mai"

Come te nessuno mai vede davanti alle telecamere un giovanissimo Silvio Muccino il quale interpreta un liceale romano. Il film segue le sue vicende divise tra l’occupazione turbolenta della sua scuola e la scoperta del vero amore.

#8 4 amiche e un paio di jeans

 foto di "4 amiche e un paio di jeans"

Tibby, Lena, Carmen e Bridget sono quattro amiche sedicenni. Hanno vissuto a stretto contatto l’un l’altra fin dall’infanzia, ma si ritrovano alle porte dell’estate che le vedrà per la prima volta separate. Durante una giornata dedicata allo shopping trovanoun paio di jeans che calza perfettamente a tutte e quattro. Così, decidono acquistarli e dividerseli equamente, tenendoli una settimana per una, al termine della quale, sono tenute a spedirli all’ amica che ne ha diritto, raccontando cosa è successo mentre indossava i jeans. Un film sull’adolescenza in cui l’estate segna il passaggio da ragazze a giovani donne.

#7 Notte prima degli esami

 foto di "Notte prima degli esami"

Anni ’80. Luca e i suoi amici si preparano ad affrontare la tanto temuta maturità… Tuttavia, il destino non li aiuta e, infatti, si trovano più ad affrontare una serie di disavventure piuttosto che passare il tempo sui libri. Una pellicola assolutamente da non perdere per prendere più alla leggera l’esame di Stato…

#6 Juno

 foto di "Juno"

Juno McGuff, la protagonista del film, è una giovanissima ragazza che si ritrova ad affrontare una gravidanza inaspettata. Nonostante le difficoltà, però, decide di tenere il bambino mostrando grande saggezza e sensibilità nelle sue decisioni. Un film sull’adolesenza che è considerato un classico.

#5 The Last Song

 foto di "The Last Song"

La diciassettenne Veronica “Ronnie” Miller (interpreta da una giovane Miley Cyrus) è costretta dalla madre a trascorrere l’estate in una piccola cittadina della Carolina del Nord. All’inizio, non prende bene questo trasferminto ma tutto cambia dopo l’incontro con il bellissimo Will Blakelee (Liam Hemsworth), con cui avrà una bellissima storia d’amore.

#4 Bianca come il latte, rossa come il sangue

 foto di "Bianca come il latte, rossa come il sangue"

La pellicola è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Alessandro D’Avenia e segue le tormentatissime vicende amorose di Leo, un giovane liceale del terzo anno. Un film sull’adolescenza tanto bello quanto struggente. Se siete particolarmente sensibili preparate tanti fazzoletti.

#3 Scialla! (Stai sereno)

 foto di "Scialla"

Luca, è un quindicenne irrequieto che non ama la scuola e sogna di diventare un malviente di successo. Cresciuto senza padre, vive con la madre, la quale, costretta a partire per lavoro, lo affida a Bruno Beltrame un ex-professore ed ex-scrittore cinquantenne padovano che vive mantenendosi con lezioni private e facendo il ghostwriter. Prima di partire, la madre di Luca rivela a Bruno che il ragazzo è suo figlio. L’ex professore, allora, cerca a fatica di prendersi cura del ritrovato figlio…

#2 Noi siamo infinito

 foto di "Noi siamo infinito"

Film sull’adolescenza ambientato nel 1991. Charlie è un ragazzo molto intelligente ma anche molto timido e insicuro. Per questo motivo non riesce a farsi degli amici all’interno della scuola fino a quando non conosce Sam (Emma Watson) ed il fratellastro Patrick, con cui si trova ad affrontare una serie di avventure.

#1 La prima volta (di mia figlia)

 foto di "La prima volta"

Alberto è un medico della mutua, totalmente dedito a Bianca, sua figlia quindicenne. Un giorno, legge di nascosto il diario di sua figlia scoprendo che Bianca ha “in programma” di fare l’amore per la prima volta. Sconvolto da questa scoperta, decide di impedirglielo con ogni mezzo e così, per dissuaderla, organizza una cena con la sua amica Marina, esperta di adolescenti in quanto ginecologa al consultorio, e due ospite inaspettati: il marito di Marina (Stefano Fresi) ed Irene, collega psicologa di Alberto.