Riciclo creativo: i bastoncini dei gelati…

Come riciclare i bastoncini dei gelati

Come riciclare i bastoncini dei gelati

Uno dei materiali che si presta enormemente, ad essere riciclato e riutilizzato è il legno. In questa guida vedremo come dei semplici bastoncini per il gelato potranno essere utilizzati per creare numerosi oggetti e dar libero sfogo alla propria fantasia. Vediamo quindi, come riciclare, in modo intelligente, i bastoncini dei gelati. Potrete disegnare la vostra sagoma su di un comune foglio di carta da disegno e poi procedere ad incollarci sopra i bastoncini rispettando la forma del disegno. Date spazio alla vostra fantasia e divertitevi a realizzare i vostri simpatici oggetti, e ricordate che molti di essi potranno essere realizzati sostituendo i bastoncini del gelato con dei semplicissimi stuzzicadenti.

Assicurati di avere a portata di mano: Bastoncini del gelato – colori a tempera – carta e cartoncino – forbici – lucido acrilico spray – colla -porporina – bottoni e nastrini

Per prima cosa diremo che ci occorreranno numerosi bastoncini del gelato, i quali, mediante l’ausilio di altri materiali, potranno essere assemblati e formare i più disparati oggetti. Vi occorrerà della colla, preferibilmente vinilica o colla con pistola, dei colori a tempera, e in relazione al tipo di oggetto dei bottoni, della porporina, della vernice acrilica da passare sia a pennello che spray (qualora volessimo lucidare gli oggetti), e altri oggetti di recupero quali nastrini, bottoni, passamaneria fiori di vecchie bomboniere e così via.

  Come riciclare i bastoncini dei gelati

In primo luogo dovremo decidere cosa realizzare con i nostri bastoncini. Va detto che questo materiale si presta molto bene alla realizzazioni di cestini, portapenne, cornici, e tutta quella tipologia di oggetti prettamente natalizi: potrete dare forma con estrema facilità a stelle, alberelli di Natale dalle linee semplici, avvalendovi anche dell’uso di parti in cartoncino. Infine potrete realizzare simpatici Babbo Natale o pupazzi di neve, nonché semplici animaletti.

Prendiamo in considerazione l’alberello di Natale e le stelle natalizie che abbiamo creato: si noterà che sono di una semplicità estrema; basterà assemblarle insieme e incollarle bene sovrapponendo un poco i bastoncini di gelato, nella loro parte finale.  In questo modo rimarranno saldamente incollati. Una volta realizzata la forma (stella, fiocco di neve, alberello ecc.), dovremo decidere, in modo personale, come dipingerla e decorarla.  L’arte del riciclo, negli ultimi anni, sta andando sempre più di moda, sulla scia della valorizzazione e difesa dell’ambiente, si tende a realizzare oggetti d’arredo e piccoli regali green.

stelline

Il metodo più semplice e di gran effetto, consiste nel dipingerla di un colore (es. Rosso), e poi, una volta asciugata la forma, incollarci sopra una bella spolverata di brillantini. Sempre con l’ausilio della colla, sistemate in cima ai vostri lavoretti, un laccetto di raso o un semplici cordino (in argento o in oro). In questo modo potrete appenderli con facilità e decorarci l’albero di Natale.

Riciclo creativo: i tappi di sughero…

Riciclo creativo dei tappi di sughero: 10 idee originali

Timbri con tappi di sughero

Riciclo creativo dei tappi di sughero, perché chi l’ha detto che una volta tolti dalla bottiglia non possano avere nuova vita e funzione? Ecco 10 idee originali per riciclare in modo davvero unico i tappi di sughero: dagli stampini o timbrini, che faranno felici i bambini e daranno un tocco in più a ogni loro disegno o creazione, fino alle decorazioni natalizie e ai porta candela fai da te.

I timbrini colorati

Occorrente: tappi di sughero; matita; cutter; colori a tempera atossici.

Come fare: disegnare con la matita sui tappi di sughero delle sagomescelta, per poi inciderli con il cutter, seguendone il contorno; eliminare la parte in eccesso fuori dai contorni e, per utilizzarlo, pressarlo sui colori a tempera.

La dama

Occorrente: un foglio di cartoncino o un pannello di compensato; matita; colori a tempera; righello; tappi di sughero; cutter.

Come fare: prima si prepara la base, realizzando e colorando la griglia della dama sul cartoncino o sul compensato; per i pedoni, invece, basta tagliare i tappi di sughero a dischi, da colorare di due cromie differenti.

Il porta candele

Occorrente: una candela; un piattino (di plastica, vetro o ceramica); tappi di sughero; cutter; fil di ferro; nastro colorato.

Come fare: innanzitutto vanno tagliati a metà, longitudinalmente, i tappi di sughero, che poi andranno disposti intorno alla candela, in modo da coprire tutta la superficie; la candela va appoggiata sul piattino e i tappi fissati con il fil di ferro, da coprire poi con il nastro colorato.

Il segnaposto

Occorrente: tappi di sughero; cutter; bigliettini; pennarellino colorato.

Come fare: i tappi vanno resi stabili, eliminando una rotondità con cutter e, con lo stesso va inciso un altro lato in cui inserire il biglietto dove è stato scritto il nome corrispondente.

La ghirlanda

Occorrente: tappi; fil di ferro; colore acrilico (vernice spray); nastro colorato.

Come fare: unire tra loro a piacere i tappi, fissandoli con il fil di ferro, per poi colorare il tutto con la vernice spray e completare la ghirlanda con un bel nastro colorato.

Il tappetino

Occorrente: un foglio di pvc rettangolare; colla; tappi di sughero; cutter.

Come fare: tagliare a metà i tappi e disporli sul tappetino in fila, in modo da coprirne tutta la superficie; fissare il tutto con la colla.

Le tovagliette

Occorrente: tappi di sughero; cutter; fil di ferro.

Come fare: tagliare a metà i tappi di sughero e unirli tra loro, in file parallele e regolari utilizzando il fil di ferro, fino a ottenere un rettangolo utile come tovaglietta.

Il sottopentola

Occorrente: tappi di sughero; colla a caldo; cartoncino; cutter.

Come fare: disporre a piacere i dischetti di sughero, ricavati dai tappi, sul cartoncino; incollare il tutto ed eliminare con il cutter gli eccessi di cartoncino.

La cornice

Occorrente: tappi di sughero; cartoncino; cutter; colla a caldo.

Come fare: Ritagliare la cornice di cartoncino delle dimensioni desiderate e incollare, dopo averli tagliati a metà, i tappi di sughero su tutta la superficie della stessa.

Bijoux eco-chic

Occorrente: tappi di sughero; colori acrilici; ganci metallici per orecchini; pinze; strass; colla a caldo; cutter.

Come fare: tagliare a piacere i tappi, per ottenerne dei dischetti da colorare della sfumatura preferita e, una volta asciutti da montare sui ganci e da impreziosire con gli strass, per ottenere degli orecchini fai da te davvero originali.

Bologna: numeri utili…

Numeri utili della città di Bologna

Servizi Pubblici

  • Carabinieri 112
  • Polizia di Stato 113
  • Vigili del Fuoco 115
  • Guardia di Finanza 117
  • Vigili Urbani 051266626
  • Polizia Stradale 051526911
  • URP Comune 0512193111
  • Provincia 051521380
  • Regione 800662200
  • Università 0512099111
  • CORECOM Emilia Romagna (garante per le Telecomunicazioni) 0515276377
  • Associazione Consumatori 0516087120
  • CAF di Bologna 051522066 (dichiarazioni – ISEE, 730, CUD -, assistenza familiare)

Emergenze sanitarie

  • Bologna Soccorso 118
  • Croce Rossa 051583360
  • Fondazione CATIS Ambulanza Cinque 0516389341
  • Servizio di Continuita assistenziale – guardia medica – EST: Quart. San Vitale, San Donato, Santo Stefano e Saven 0513131
  • Servizio di Continuita assistenziale – guardia medica – OVEST: Quart. Borgo Panigale, Reno, Saragozza, Porto e Navile 0513131
  • Guardia medica odontoiatrica 051543850
  • Guardia medica ostetrica 0516364429
  • Pronto Soccorso Farmaco 800547454 (recapito a domicilio farmaci urgenti)
  • Farmacie di turno 051239690 (Scarica l’opuscolo con i turni del 2015)
  • A.N.T. 0517190111
  • Cup 2000 0514208411

Trasporti

  • Aeroporto “Marconi” 0516479615
  • Trenitalia 0668475475 (Prenotazioni telefoniche 892021 – Assistenza Disabili 800906060)
  • Autostazione 051245400
  • Prenotazione Taxi COTABO 051372727
  • Prenotazione Taxi CAT 0514590
  • Prenotazione auto con conducente 0516646666
  • Tper (ex ATC) 051290290
  • Viabilità strade (autostrade italiane) 840042121
  • Soccorso ACI 803116

Servizi turistici

  • IAT Piazza Maggiore 051239660
  • IAT aeroporto 051647211

Guasti

  • Pronto intervento idrico 051287111
  • Pronto intervento GAS 051287111
  • Pronto intervento rete elettrica 051287111

Ecco a voi una carrellata di numeri utili, della città di Rimini…

Numeri utili della città di Rimini

Servizi Pubblici
  • Carabinieri 112
  • Polizia di Stato 113
  • Vigili del Fuoco 115
  • Guardia di Finanza 117
  • Vigili Urbani 0541704324
  • Polizia Stradale 0541926162
  • URP Comune 0541707202
  • Provincia 054121586
  • Regione 800662200
  • Università 0541434157
  • CORECOM Emilia Romagna (garante per le Telecomunicazioni) 0515276377
  • Associazione Consumatori 0541391850
  • CAF di Rimini 0541783862 (dichiarazioni – ISEE, 730, CUD -, assistenza familiare)

Emergenze sanitarie

  • Rimini Soccorso 118
  • Croce Rossa 054129788
  • AUSL – guardia medica – continuità assistenziale 0541787461
  • Guardia medica odontoiatrica 0573913617
  • Pronto Soccorso Farmaco 0541707305 (recapito a domicilio farmaci urgenti)
  • Farmacie di turno: Guarda le farmacie di turno, questo mese
  • Cup 2000 800448822

Trasporti

  • Aeroporto “Federico Fellini” 0541715755
  • Trenitalia 0668475475 (Prenotazioni telefoniche 892021 – Assistenza Disabili 800906060)
  • Autostazione 0541300511
  • Prenotazione Taxi 054150020
  • Prenotazione auto con conducente 3319131575
  • AM trasporti pubblici 0541300511
  • Viabilità strade (autostrade italiane) 840042121
  • Soccorso ACI 803116

Servizi turistici

  • IAT 0541704587

Guasti

  • Pronto intervento idrico 800713900
  • Pronto intervento GAS 800713900
  • Pronto intervento rete elettrica 800498616

Un video di immagini natalizie, a Bologna…

Un mix di immagini natalizie, tratte dalla città di Bologna. Per entrare nell’atmosfera…

Avete voglia di passatelli in brodo? Eccovi la ricetta…

Passatelli in brodo

Passatelli in brodo

Difficoltà: molto bassa
Preparazione: 15 min
Cottura: 3 min
Dosi per: 4 persone
Costo: basso

Presentazione

I passatelli sono un formato di pasta fresca tradizionale romagnola e consistono in grossi e ruvidi spaghettoni del diametro di circa 4 mm e della lunghezza di circa 4 cm, preparati con un impasto di pangrattato, Parmigiano grattugiato, uova, noce moscata e scorza di limone.
I passatelli si ottengono facendo passare l’impasto attraverso l’apposito attrezzo, formato da un disco di metallo leggermente bombato del diametro di 15 cm, dotato di fori di circa 4-5 mm di diametro che possiede un manubrio con due impugnature laterali .
Il ferro per passatelli viene posto sopra una palla di impasto e quindi pressato sopra di essa in modo che dai suoi fori fuoriescano gli spaghettoni, che verranno tagliati con un coltello alla lunghezza di 4 cm e, secondo la tradizione, dovranno essere cotti in un buon brodo di carne. In alternativa al ferro tradizionale potete utilizzare uno schiacciapatate con fori larghi.

Ingredienti
Parmigiano reggiano grattugiato 120 gr
Uova 3
Limoni la scorza grattugiata di 1/2
Sale q.b.
Noce moscata 1 abbondante grattata
Brodo di carne 1 lt
Midollo di bue 20-30 gr (facoltativo ma tradizionale)
Pangrattato 120 g

Preparazione

Passatelli in brodo

Preparate un buon brodo di carne cuocendo per almeno 2 ore un pezzo di carne di manzo (oppure manzo e gallina), 1 costa di sedano, 1 carota, 1 una piccola cipolla e 1 pomodoro in 4-5 litri di acqua. Quando il brodo sarà pronto, sgusciate le uova dentro ad una ciotola quindi sbattetele con una forchetta e aggiungete il Parmigiano grattugiato, il pangrattato, il sale, la noce moscata, il pepe e la scorza di limone grattugiata (evitate di aggiungere la parte bianca e amara della buccia).

Passatelli in brodo

Amalgamate bene gli ingredienti fino ad ottenere un composto compatto ma elastico (nel caso risulti duro aggiungete un po’ di brodo per ammorbidirlo o nel caso contrario un po’ di pangrattato).

Passatelli in brodo

Lasciate riposare 5 minuti, poi prendete un po’ di impasto alla volta e pressatelo nello schiacciapatate avendo cura di utilizzare il disco a fori larghi. Tagliate con un coltello i passatelli a circa 4 cm di lunghezza e sparpagliateli su di un canovaccio pulito senza sovrapporli.

Passatelli in brodo

portate il brodo a bollore e versatevi dentro i passatelli . Quando i passatelli riaffioreranno in superficie prelevateli e poneteli in un piatto fondo con del brodo; servite con parmigiano reggiano grattugiato a parte.

Consiglio

I passatelli, per mantenere la loro forma, vanno cotti quando sono ancora morbidi; una volta secchi infatti, si sbriciolerebbero nel brodo. Se per preparare i passatelli volete utilizzare il midollo di bue, dovrete lavorarlo a crema con una spatolina ed amalgamarlo assieme agli altri ingredienti nell’impasto.

Parma: anolini in brodo…

ANOLINI DI PARMA – LA RICETTA DI NONNA ADELE

ANOLINI  “anulèn”  CAPPELLETTI  “caplètt”

 ”Anolini” (senza la g) è termine esclusivo di Parma per denominare una pasta ripiena che nel resto dell’Emilia Romagna si chiama, invece, cappelletti, tortellini, ravioli, agnolotti ecc. Gli anolini di Parma hanno la forma di un dischetto senza frangia, del diametro di 2,8 cm, fatto di due strati sovrapposti di pasta sfoglia.
Il ghiotto ripieno non contiene carne, ma è un impasto di formaggio Parmigiano Reggiano stravecchio grattugiato, di poco pane raffermo grattato, tuorlo d’uovo e sugo ristretto di stracotto di manzo con sapore di noce moscata a piacere.
E’ il contenuto, non l’involucro, che fa l’anolino e lo distingue dagli altri prodotti similari. Il suo segreto e la sua bontà consistono nella giusta dose degli ingredienti, che solo le vere “rezdore” sanno dare.

Siamo emozionate, perchè preparare gli anolini o cappelletti non è solo fare la sfoglia, scottare il pane secco con il sugo dello stracotto mettere due tipi di formaggio parmigiano reggiano grattuggiato di età diversa, tagliarli a forma di disco con un stampino piccolo e liscio senza frange per carità e farli bollire con cura nel brodo che, per le feste, deve essere speciale o a regola d’arte, ma sono i ricordi, le emozioni, le risate, i gesti delle mani della nonna, della mamma, assaggiarli da crudi come si faceva da bambini “rubandoli” sul tagliere, sono il profumo e il sapore di casa che solo le ricette del cuore hanno e che rifacendole cerchi di riassaggiare e fare assaggiare a chi non le conosce.

Ecco che già nel fare la spesa il rito degli anolini ha il suo inizio.
Sei attenta che la carne per lo stracotto sia quella giusta, il pane e i formaggi siano di ottima qualità e ti raccomandi: “guardi che devo fare gli anolini”.
E’ inutile dire che ogni famiglia ha la sua ricetta e che è sempre la più buona, c’è chi mette la carne nel ripieno e chi non la mette, chi li chiama anolini e chi cappelletti… in dialetto “anulèn” o “caplètt” ma sono sempre molto amati.

E’ una esecuzione lunga e va programmata soprattutto perchè lo stracotto deve bollire in 3 giorni diversi, il ripieno, una volta pronto, se riposa un giorno diventa più gustoso e l’ultima fase, la preparazione della sfoglia e la foggiatura degli anolini ha bisogno di diverse ore.
La nostra ricetta ha già alcune note “moderne” come l’uso della pentola in acciaio, l’utilizzo del congelatore e quindi il vantaggio di prepararli con anticipo per poi scongelarli almeno 6 ore prima di cuocerli nel brodo, che la nostra nonna Adele già utilizzava e che noi oggi rifacciamo pensando a lei con grande amore.

Ingredienti per lo stracotto
gr. 600 mix di manzo – vitello – maiale (il maiale si può sostituire con un pezzetto di gallina)
1 lt. e mezzo di acqua
1 cipolla steccata con 6 chiodi garofano
1 spicchio aglio
2 carote piccole
gamba di sedano
sale grosso quanto serve

Mettere nella casseruolina l’acqua fredda e tutti gli altri ingredienti,  metterla sul fuoco, schiumarla con cura, mettere il coperchio e fare bollire lentissimamente per 3 ore.
Spegnere e lasciare riposare una notte.
Il riposo va in frigo!!
Il giorno dopo si aggiunge un cucchiaio scarso di triplo concentrato di pomodoro, si fa bollire ancora due ore, e si lascia riposare una notte.
Il terzo giorno,  si fa bollire due ore e il sugo del nostro stracotto è pronto.

Ingredienti per il ripieno
gr. 300 pane raffermo grattato
gr. 300 parmigiano reggiano grattugiato 24 mesi
gr. 300 parmigiano reggiano grattugiato 30 mesi
sugo di stracotto quanto serve
noce di burro
3 uova intere
profumo di  noce moscata grattata

Mentre lo stracotto bolle per le ultime due ore, si gratta il pane raffermo (pane comune non all’olio) e i due tipi di parmigiano reggiano.

La fase della “scottatura del pane” è molto importante; è la base della buona riuscita del ripieno e va fatta con amore.
In una ciotola, dove resterà il ripieno finito, mettere il pane grattato e una noce burro.
Bagnare con un mestolo di stracotto bollente il burro freddo, che si deve sciogliere, il pane, mescolare, aggiungere il sugo di stracotto fin ad ottenere un impasto omogeneo, sodo e profumato.

Aggiungere, poco alla volta, i due tipi di formaggio grattugiati e mescolare.

Aggiungere uno alla volta le uova.

Grattatina di noce moscata e amalgamare bene il tutto.

Questo è il risultato. Fare riposare 1 giorno in frigorifero I sapori fanno amicizia e il ripeno è pronto per diventare dei meravigliosi anolini.

Ingredienti per la sfoglia

1 Kg. di farina 00
10 uova
e… mani in pasta!
Mettere la farina a fontana sul tagliere, al centro rompervi le uova.

Con le mani o con l’aiuto di una forchetta sbattere le uova e incorporarvi man mano la farina “rubata” ai bordi.
Proseguire lavorando sempre con le mani fino a che tutta la farina sarà amalgamata.

E’ necessario lavorare a lungo l’impasto per averlo liscio, omogeneo e compatto.
Metterlo in un sacchettino per alimenti e farlo riposare in frigorifero almeno 1 ora.

Finalmente, possiamo cominciare a “far su” gli anolini!
Posizionare la macchina per la pasta, togliere dal frigorifero la sfoglia, il ripieno e prendere lo stampino rotondo e liscio.
Del ripieno farne tanti “grissini”.
Questa operazione è molto utile e rende più veloce la composizione dell’anolino. Sarà più facile farne delle piccole quantità pari ad una nocciola.

Tirare con la macchinetta per la pasta delle striscie di sfoglia sulle quali si posano le palline di ripieno a distanza di poco meno di 4 cm.

Ripiegare sui mucchietti in fila la falda della sfoglia rimasta libera.

Premere, con le dita, intorno al ripieno per togliere tutta l’aria e con lo stampino tagliare e finalmente, ecco il nostro anolino!

Si continua così fino ad esaurire il ripieno: si ottengono circa 800 anolini.

Solitamente li prepariamo con largo anticipo.
Li mettiamo in bell’ordine su vassoi coperti da canovacci di bucato e li  mettiamo in freezer mezz’ora e una volta che si sono induriti li mettiamo in sacchetti per un numero di 200 l’uno. Naturalmente li teniamo in freezer fino al giorno che verranno tuffati nel brodo bollente.

Li facciamo scongelare per 5/6 ore dopo averli messi, sempre in bell’ordine, su vassoi coperti da canovacci di bucato… così facendo non raffreddano il brodo quando vengono tuffati nella pentola.

E l’amico fedele dei nostri anolini il brodo come si fa?
Vi vogliamo regalare la ricetta di nonna Adele scritta di suo pugno…

Buon appetito!

Cappelletti alla reggiana…

Cappelletti reggiani (ricetta della tradizione)

Questa versione che vi proponiamo è una antica ricetta della tradizione reggiana.

Ingredienti per il ripieno
200 gr. polpa magra di maiale
1 salsiccia
200 gr. polpa magra di vitello
350 gr. polpa magra di manzo
2-3 magoni di gallina
100 gr. di prosciutto crudo in un’unica fetta
1 cipolla grossa
50 burro
noce moscata
2 uova
500 gr. di parmigiano reggiano

Mettere il burro e la cipolla in una padella a rosolare, quando la cipolla è ben appassita aggiungere i dadini di prosciutto crudo e lasciare insaporire, successivamente, unire la carne e lasciare cuocere.

Questa è la carne cotta.

E’ giunto il momento di tritare la carne.

Quando la carne è stata tritata a dovere, aggiungervi il parmigiano reggiano, un paio di uova e la noce moscata.

Unire tutti gli ingredienti e mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo.

A questo punto il ripieno si lascia riposare in frigorifero per almeno un giorno in modo che i sapori si mescolino bene.
Si prepara la pasta sfoglia classica usando 1 uovo ogni hg. farina e si tira la sfoglia (preferibilmente, con il mattarello).

Posizionare un po’ di ripieno sulla sfoglia, farne dei piccoli ravioli e arrotolarli sul dito, quindi, unire le estremità del piccolo raviolo, fino ad avere il tipico cappelletto di Reggio.


Questo è il risultato

La tradizione vuole che i cappeletti reggiani siano consumati in un buon brodo di cappone nostrano.

La ricetta dei tortellini in brodo…

Tortellini in brodo

Tortellini

Tipici della gastronomia Emiliana, i tortellini sono, tra le paste all’uovo ripiene, i più conosciuti al mondo; etimologicamente parlando, il nome “tortellino” è un diminutivo di tortello che deriva a sua volta dalla parola “torta”, proprio ad indicare che come una piccola torta, anche i tortellini possono essere ripieni. I tortellini sono considerati da sempre un piatto prettamente bolognese, forse in pochi sanno che ancora oggi Bologna e Modena se ne contendono la paternità, ed è proprio a questa eterna rivalità che è legata la storia dei tortellini.
Vista la grande confusione che si è sempre creata sul ripieno “perfetto” per i tortellini, la “confraternita del tortellino” nel 1974 ha depositato la ricetta originale del ripieno dei tortellini che consiste in: lombo di maiale, prosciutto crudo, mortadella Bologna, Parmigiano Reggiano, uova e noce moscata. Sempre secondo la ricetta originale depositata, la sfoglia dei tortellini deve essere preparata semplicemente con farina ed uova ed ogni tortellino deve essere ricavato da un pezzettino di sfoglia di 4 cm per lato. In realtà, come ogni ricetta regionale, il ripieno dei tortellini subisce variazione da famiglia a famiglia: c’è chi usa carne di vitello o di pollo insieme al maiale, chi non mette la noce moscata. Del resto, avendo una tradizione molto antica, i tortellini venivano preparati con ciò che le massaie avevano in casa.
Per rendere più saporito il ripieno abbiamo usato metà polpa di vitello e metà lonza di maiale e gli immancabili prosciutto crudo di Parma e la mortadella Bologna!
I tortellini sono uno dei piatti più buoni della cucina italiana che richiedono pazienza e dedizione nella preparazione, elementi che rendono questo piatto unico e inimitabile!

Ingredienti per la sfoglia
Farina 00 400 gr
Uova grandi 4 (circa 250 gr)

Ingredienti per il ripieno
Carne bovina polpa di vitello 70 gr
Carne di suino lonza di maiale 70 gr
Prosciutto crudo di Parma 80 gr
Mortadella Bologna 80 gr
Parmigiano reggiano grattugiato 150 gr
Burro 20 gr
Noce moscata q.b.
Sale q.b.
Pepe q.b.
Uova 1 grande

Preparazione

Tortellini

Per preparare i tortellini per prima cosa preparate la pasta all’uovo: disponete la farina su di una spianatoia, formando una conca larga al centro e aggiungete le uova (1). Con un forchetta rompete le uova e raccogliete la farina ai lati per addensare l’uovo (2) quindi impastate con le mani fino ad ottenere un impasto morbido e liscio (3) che coprirete con pellicola e lascerete riposare per circa 30 minuti in un luogo fresco.

Tortellini

Nel frattempo preparate il ripieno: tagliate a pezzi grossolani la polpa di vitello (4) e la lonza di maiale e metteteli da parte; fate la stessa cosa con il prosciutto crudo e la mortadella (5-6).

Tortellini

Fate sciogliere in un tegame il burro e aggiungete la carne a pezzi (7): fatela rosolare per una decina di minuti o comunque fino a che non perderà completamente i succhi. Una volta pronta, fatela intiepidire, e trasferite la carne  in un mixer insieme al prosciutto crudo e la mortadella (8) e frullate fino ad ottenere un composto fine e ben amalgamato. Unite il parmigiano reggiano (9), la noce moscata, pepe a piacere.

Tortellini

Aggiungete l’uovo (10) e fate andare ancora le lame per ottenere un composto omogeneo (11). Aggiustate, se occorre, di sale assaggiando prima l’impasto, in quanto sia il prosciutto crudo che il parmigiano reggiano sono piuttosto saporiti. Ora che il ripieno è pronto, riprendete la pasta all’uovo e stendetela con la macchina per la pasta oppure un mattarello (12) in una sfoglia sottile, cercando di mantenere la pasta umida il pù possibile, utilizzzando poca farina per spolverizzare. Secondo i canoni la sfoglia dovrebbe essere di circa 0,6 mm.

Tortellini

Con una rotella tagliapasta liscia ottenete dei bordi regolari (lo scarto conservatelo sempre nella pellicola e stendetelo di nuovo) e ricavate dalla sfoglia dei quadrati delle dimensioni di 4 cm per lato (13). Sopra ogni quadrato, adagiate un paio di grammi di ripieno ormai freddo (14) e passate alla realizzazione dei tortellini. Prendete un quadrato e piegate a la pasta a triangolo, punta su punta, premendo bene i bordi per farli attaccare (in caso la pasta si sia leggermente seccata, spennellate leggermente i bordi con un po’ di acqua) (15).

Tortellini

Prendete il triangolo di pasta ottenuto, piegate verso l’alto la base del triangolo (16); appoggiate adesso la pasta ottenuta sul dito indice, con la punta del triangolo rivolta verso l’alto e con l’auto dell’altra mano, unite le due estremità della base attorno al dito con una lieve pressione e girando leggermente verso il basso, cercando di far aderire bene i bordi (17-18).
Estraete con delicatezza il tortellino dal dito e adagiatelo su di un canovaccio leggermente infarinato; procedete nel medesimo modo fino a finire gli ingredienti. Lasciate i tortellini in un luogo fresco su di un canovaccio infarinato e cuoceteli rigorosamente in un buon brodo di carne!

Conservazione

I tortellini freschi, appena fatti, si possono congelare, ben separati uno dall’altro per 30 minuti e poi raccolti insieme in un sacchetto per congelare.
Se non volete congelarli, fateli seccare bene e conservateli per un giorno in frigorifero, ben chiusi in un contenitore, sia crudi che cotti (in questo caso senza brodo).

Consiglio

I tortellini devono essere cotti rigorosamente in brodo di carne ( di gallina ma ancora meglio di cappone) e serviti con il brodo stesso oppure asciutti con altri condimenti.
Potete usare accanto alla carne di maiale anche altri carni se preferite, come pollo o tacchino, oppure usare solo carne di maiale. La noce moscata è facoltativa e se non la gradite potete ometterla.
Instancabili massaie emiliane preparano ancora oggi centinaia di tortellini (calcolate che ce ne vogliono almeno 30 a testa), soprattutto per le occasioni importanti come Natale o Pasqua o per il pranzo domenicale!
Il segreto è lavorare molto velocemente per non far seccare la pasta: l’ideale è prepararli insieme a qualcuno per velocizzare le operazioni!

Curiosità

La leggenda racconta che, impegnate in una lotta durata 12 anni per il furto di un secchio, Bologna e Modena chiesero aiuto agli Dei per risolvere la questione e far finire la lunga guerra che avevano intrapreso. Scesi in terra per aiutare i Modenesi, Bacco, Marte e Venere si ritrovarono a passare la notte in un osteria al confine tra le due città in guerra.
Fu così che il locandiere di origine Bolognese, conquistato dalla favolosa bellezza Venere, decise di riprodurne perfettamente l’ombelico che aveva intravisto, utilizzando la sottile sfoglia che stava preparando in cucina.
Secondo un’altra versione, l’ombelico in questione sarebbe stato invece di Lucrezia Borgia fermatasi alla locanda per riposare durante un suo viaggio.
Dal giorno della sua invenzione i tortellini hanno subito diverse variazioni che hanno riguardato soprattutto il suo gustosissimo ripieno.

Apre la nuova terrazza di San Petronio, un punto di vista inedito sui tetti di Bologna…

Apre la terrazza della Basilica di San Petronio:
un nuovo punto di vista, sui tetti di Bologna…

Vista da qui, è ancora più bella: Bologna dalla terrazza di San Petronio

 

Vista da qui, è ancora più bella: Bologna dalla terrazza di San Petronio

Apre la nuova terrazza di San Petronio, un punto di vista inedito sui tetti di Bologna dal ponteggio allestito per il restauro dell’abside e del tetto. Mentre la basilica rimane blindata per l’allerta terrorismo, ora c’è un nuovo punto di vista sui tetti di Bologna, ed è quello regalato dalla “scalata” dei ponteggi che danno su piazza Galvani. Anche qui ci sono i controlli, prima di salire, e i visitatori vengono monitorati da 4 telecamere. Ma il panorama, visto  sostanzialmente dall’altezza della Garisenda, merita la visita. “Vogliamo restaurare questo lato della basilica e ci servono circa 1,5 milioni – spiega il presidente degli amici di San Petronio, Gian Luigi Pagani – ora con la pubblicità esposta sul ponteggio e con i 3 euro di contributo richiesto a chi vuole salire, speriamo di raggranellare la somma necessaria”. Lungo le scale sono state montate delle reti “per mitigare l’effetto di vertigine – spiega Paolo Gramigna dell’omonima ditta di ponteggi – e per evitare che cadano dall’alto i telefonini usati per i selfie”. Si può salire anche in ascensore e gli accompagnatori hanno seguito un corso “ad hoc”, per condurre bolognesi e turisti dove fino ad ora “osava” solo la coppia di falchi che abita in un nido tra i mattoni della basilica (a cura di ELEONORA CAPELLI, foto GIANLUCA PERTICONI / EIKON STUDIO)