Ozzano (Bologna), 27 dicembre 2016 – E’ stato chiamato Connor il lupo di sette mesi investito il 13 dicembre scorso lungo via Idice, tra Mercatale di Ozzano e Monterenzio: un giovane esemplare operato d’urgenza nella clinica veterinaria di Ozzano e ora in cura nel Centro di tutela e ricerca fauna esotica e selvatica di Monte Adone. Il lupo, in seguito a un violento impatto con una vettura, aveva riportato due fratture gravi a entrambi gli arti posteriori. Il suo percorso di riabilitazione sarà lungo, ma tornerà a correre su per i monti bolognesi. Lì dove non è affatto raro notare anche caprioli, tassi, puzzole, faine o scoiattoli attraversare la strada.

E se Connor è riuscito a sopravvivere, a settembre un altro lupo era stato investito ma è morto sul colpo in un incidente avvenuto a poche centinaia di metri dal punto dell’ultimo schianto. A finire sotto le ruote di una macchina, in quel caso, era stata stata una femmina adulta che non è riuscita a salvarsi a causa di un trauma riportato alla testa.

Via Idice, infatti, è una strada che si snoda tra le prime colline bolognesi: un tratto di asfalto amato da molti perché immerso nel verde, ma anche luogo dove ogni anno si contano in media 50–60 decessi di animali appartenenti alla locale fauna, tragicamente protagonisti e spesso vittime di incidenti molto pericolosi anche per chi è alla guida di un’auto o di una moto. Non si tratta solo animali di piccole o medie dimensioni, ma anche di cinghiali e lupi. Un allarme più volte lanciato dai residenti che abitano nei comuni lungo via Idice, perché nonostante le precauzioni adottate alla guida è difficile sapere se qualche esemplare attraverserà la strada.

Per questo qualche cittadino ha puntato nuovamente l’attenzione sul sottopasso tra Castel de Britti e Mercatale: un tunnel di una decina di metri pensato tempo fa, e in parte già realizzato, per invogliare e aiutare tutta la fauna selvatica ad evitare l’attraversamento di via Idice dove quotidianamente transitano centinaia di auto, il cui completamento era previsto per la primavera del 2016. «Il sottopasso rientra nel Parco dei Gessi e Calanchi dell’Abadessa e non è terminato – spiega Massimo Rossi, direttore dell’area protetta – . Abbiamo chiesto le apposite risorse alla Regione che dovrebbero arrivare nel 2017. In questo modo potrà essere completato l’intervento».

Fonte: La Repubblica