Sono arrivati da tutta Italia, tra le mani calde coperte di lana dove avvolgerli e tenerli al caldo. Circa duecento persone sono accorse all’Azienda Agricola trasformata in un canile all’avanguardia «Madonna della Guadalupe» tra Cogruzzo e Meletole, frazioni alle porte di Castelnovo Sotto.

Lì sono arrivati 120 cuccioli provenienti da un sequestro disposto dalla Procura di Venezia e operato dalla Polizia Stradale che durante un controllo a metà novembre, si era imbattuta in un furgone dov’erano stipati i poveri cuccioli, strappati troppo presto alle cure materne e senza vaccinazioni.

Un carico del valore di circa 150mila euro. Ipotizzato il maltrattamento animale (è in corso un procedimento) nel frattempo le bestiole sopravvissute sono arrivate a Reggio e grazie al lavoro del veterinario Loretta Boni a cui sono stati consegnati, hanno trovato nuove e amorevoli famiglie. «E’ stato un lavoro di grande responsabilità – ammette Boni – li abbiamo curati per un mese e ora sono tutti in buone condizioni».

Si va per numeri, si viene chiamati in ordine d’arrivo e si entra in una stanza dove tra fogli e documenti, sono espletate le obbligatorie formalità curate dalla Forestale e dal vice Ispettore della sezione di Gualtieri, Fabio Gangemi che sovrintende alle operazioni e spiega: «Ci siamo accertati che chi ha fatto richiesta non faccia altri usi dei cani se non quello di dare loro una famiglia e tanto amore».

Poi finalmente i volontari portano i piccoli, alcuni solo di età perché dalle zampe si capisce che diventeranno dei giganti, tra le braccia dei «nuovi» padroni. Per loro anche in omaggio un giochino. L’emozione è forte, qualcuno piange mentre guarda negli occhi il suo amico a quattro zampe che ricambia con vigorose leccate. Sono tutti cani di razza alcuni anche pregiati ma qui il valore economico non c’entra. L’amore puro e disinteressato che lega queste persone ai loro animali testimonia l’inizio di una nuova vita insieme.

Tutti i 120 cani hanno trovato casa. Non è la prima esperienza del genere per questo canile: «Tredici anni fa – spiega il titolare Claudio Balugani – abbiamo deciso di comprare all’asta la struttura e grazie alla collaborazione del Comune, abbiamo investito e regolarizzato. Quando ci sono sequestri portano qui i cani perché siamo all’avanguardia e seguiamo tutte le linee guida dell’Emilia Romagna».

Fonte: Il Resto del Carlino