La festa. Il compleanno che si celebra oggi, con il manifesto e i segnalibri disegnati da Andrea Bruno in omaggio ai “topi” di biblioteca e l’esibizione musicale stasera alle 21 dei Solisti dell’Orchestra Mozart, segna lo spartiacque tra la Sala Borsa come fino ad oggi è stata conosciuta e amata e gli sviluppi futuri. Anche se tutto parte dalle origini stesse della biblioteca, per la quale Umberto Eco aveva pensato a un “portico telematico” all’alba di Bologna 2000.

Bologna, Sala Borsa festeggia i primi 15 anni e cambia volto così

I progetti serali. “Il laboratorio aperto che verrà allestito nel corso del 2017 – spiega l’assessore Matteo Lepore – prende le mosse da quell’intuizione, per mettere insieme tecnologie e progetti culturali, aperti a tutta la città che nei weekend affolla gli spazi di Piazza Maggiore tra la biblioteca, il cinema Modernissimo (l’apertura è prevista l’anno prossimo, ndr) e il sottopasso con l’Archivio Simenon “. Per fare questo, l’Urban Center che oggi si trova al piano più alto della biblioteca di piazza Nettuno 3, verrà spostato al piano terra e occuperà gli spazi del corridoio del Bramante, dell’auditorium Biagi e di alcuni uffici al livello del Cortile del Pozzo. Sul cortile che collega la biblioteca con il Comune affacciano anche due porte vetrate della sala studio che verranno aperte, in modo da rendere indipendente questo segmento di Sala Borsa che sarà il cuore del laboratorio e anche dell’ufficio per l’immaginazione civica.

Le aperture serali. “Questi spazi saranno isolabili dal resto della struttura e quindi anche il Cortile verrà in qualche modo “annesso” – spiega Lepore – . Grazie a queste modifiche strutturali sarà possibile tenere aperta questa parte anche la sera, un po’ come è successo per la “maratona” delle elezioni americane. Pensiamo a un posto dove non si va solo per leggere o vedere delle cose, ma anche per costruire innovazione, dalla singola applicazione a vere e proprie imprese”.

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I lavori. L’idea, insomma, è quella di abbattere le barriere tra il Palazzo e la città. Sala Borsa, uno dei luoghi più amati e affollati, può essere un naturale “trait d’union” per portare tutti gli affezionati frequentatori a contaminare con la loro vitale presenza anche il palazzo comunale. Dopo i lavori di adeguamento strutturale (1,5 milioni compresi gli interventi nel sottopasso in piazza dove verrà ospitato l’Archivio Simenon) e l’organizzazione di iniziative ad hoc (1,5 milioni), si cercheranno altri finanziamenti per completare l’opera. “Il passo ulteriore sarà aprire delle sale studio per gli universitari a Palazzo d’Accursio, negli spazi rimasti vuoti dopo il trasferimento in Liber Paradisus – continua Lepore – per dare una dimensione anche simbolica di Palazzo aperto alla comunità e all’ateneo, con un atto concreto”.
La torre dell’orologio. La “ciliegina sulla torta” sarà aprire alle visite guidate la Torre dell’Orologio, dove dal 1444 troneggia il grande orologio meccanico. Spegnendo oggi le sue prime 15 candeline, Sala Borsa con i suoi 100mila libri e i suoi 40mila utenti può festeggiare il fatto di essere diventata un modello di vitalità culturale, che adesso il Comune vuole espandere a tutta piazza Maggiore. Con i punti cardinali del Modernissimo, del sottopasso e di Palazzo d’Accursio aperto anche agli studenti che devono far tardi sui libri.
Fonte: La Repubblica