BOLOGNA – La serranda dell’agenzia interinale Trenkwalder che ieri era stata abbassata all’improvviso, stamattina è stata rialzata. L’agenzia ha riaperto le porte ma solo per dare informazioni ai dipendenti che, uno dopo l’altro, sfilano negli uffici di viale Masini 12/14 per avere notizie del loro stipendio, che non è arrivato il 15 ottobre. La preoccupazione è soprattutto di chi ha il contratto scaduto ed oggi esce sconsolato dagli uffici dicendo: “Mi hanno detto che lo stipendio arriverà, ma senza contratto non posso lavorare”. “Vorremmo avere anche noi maggiori informazioni – spiegano dentro l’agenzia – ma purtroppo non abbiamo tutte le risposte”.

La chiusura improvvisa ieri di molte filiali dell’agenzia tra Bologna e la provincia di Modena ha mandato nel panico sia i dipendenti dell’agenzia sia chi, tramite i contratti di somministrazione Trenkwalder, lavora nelle aziende della via Emilia. La rabbia dei precari è esplosa su Facebook, dove la pagina del gruppo è tempestata di messaggi. «Si parla di fallimento», scrivono molti utenti, «la situazione è grave». Che tutto avvenga in fretta lo dimostra la replica iniziale della Trenkwalder Italia: «Siamo rammaricati. Ad oggi non siamo ancora in grado di fornire una data certa. Ci impegniamo a fornire tutte le informazioni dovute e gli stipendi arretrati».

L’assessore Matteo Lepore, a margine di un convegno in Fiera questa mattina, non nasconde la sua preoccupazione e promette che, a breve, convocherà i vertici dell’agenzia interinale: «Con la nuova giunta metropolitana – assicura Lepore – riattiveremo subito il tavolo di salvaguardia. Mi sentirò oggi stesso con Massimo Gnudi, sindaco di Vergato che ha la delega alle politiche del lavoro,  per fare il punto della situazione e convocare l’azienda. Penso che serva anche un’udienza conoscitiva in consiglio comunale. Dobbiamo attivare le istituzioni il più possibile per capire in cosa consiste questa situazione, che riguarda la vita di migliaia di lavoratori e lavoratrici».

Decine di precari bussano in queste ore ai sindacati per capire cosa stia accadendo. L’allarme viene rilanciato da Cgil, Cisl e Uil: «Siamo fortemente preoccupati per questa criticità», spiegano i confederali, che parlano di 8-10mila lavoratori tra dipendenti diretti Trenkwalder e somministrati. Il dato è nazionale, ma una parte consistente è qui in Emilia-Romagna. Molti non ricevono lo stipendio «dal 15 ottobre», col rischio, temono i sindacati, che saltino migliaia di contratti: «Le aziende utilizzatrici si stanno rivolgendo a noi e a Confindustria perché non ricevono risposte dalla Trenkwalder sui pagamenti degli stipendi dei lavoratori da loro impiegati».

Ieri pomeriggio ha parlato Peter Zehentleitner, capo della Trenkwalder Italia, che ha fatto capire quanto la situazione sia complicata: «Si sono sviluppate dinamiche di oggettiva difficoltà per l’accesso al credito bancario, circostanza di cui sono sinceramente rammaricato, che ci ha impedito di far fronte con la consueta puntualità all’esecuzione dei pagamenti dei nostri lavoratori, il cui adempimento non è mai stato né è in discussione». L’allarme resta, anche se il gruppo sta provando a uscire dall’impasse: «Nei prossimi giorni — assicura Zehentleitner — prenderò tutte le necessarie decisioni che possano garantire al meglio la continuità aziendale e il suo rilancio».

Il caso della Trenkwalder rappresenta solo una parte della galassia delle agenzie interinali che, anche a Bologna, ha preso sempre più piede: nel 2010, secondo l’Ires Cgil, venivano firmati ogni anno in città 27.821 contratti di somministrazione; lo scorso anno si è arrivati a quota 41.447, quasi il doppio.