“Al meeting di Sasso Marconi, quando ho tagliato il traguardo da vincitore e mi hanno comunicato che avevo fissato il mio personale in 3:11:28 stentavo a crederci”. Potenzialità condite da eleganza e naturalezza nella corsa gli fanno prevedere un buon futuro. Passione e spirito di sacrificio ripagata con risultati importanti ottenuti in soli tre anni di attività. Guida la classifica metropolitana di corsa campestre con la maglia di vice campione italiano UISP di prove multiple. “Mi piace il “vortex” ma preferisco il mezzofondo – racconta – L’allenatore mi fa gareggiare in diverse specialità per vedere qual è la resa anche in altre discipline sportive: salto in lungo, peso, triathlon, mille cinquecento, seicento, centocinquanta, sessanta metri piani e ostacoli ”.La scuola di atletica ha due sedi estive, “Biancolelli” a Borgo Panigale e stadio di Anzola Emilia. Nel periodo invernale il percorso è in salita, al coperto sotto i portici di San Luca. Per affinare il gesto atletico ha prenotato in agosto un posto in prima fila davanti al televisore per le Olimpiadi di Rio. “Sono molti i ragazzi della mia età che sognano di vestire la maglia azzurra in un evento olimpico – afferma – Questo è il mio obiettivo. Vorrei si realizzare alla prossima occasione. Nel 2020 avrò gli stessi anni di Sydney McLaughin, l’atleta più giovane delle Olimpiadi brasiliane. In un evento del genere ci si va per vincere. E questo vale anche per me quando indosso la maglia e il numero di gara. Vincere ma con lealtà verso me stesso e gli avversari ai quali stringo sempre la mano a prescindere dal risultato. Vincere con le forze naturali del mio corpo senza il supporto di sostanze che uccidono il fisico. I risultati si ottengono solo se ti alleni ogni giorno e con qualsiasi condizione meteo. Ricordo di un allenamento sotto la grandine ma andavo talmente forte che sono riuscito a evitare quale chicco di ghiaccio. Correre sotto la pioggia mi fa sentire pulito anche dentro. E’ chiaro che il gesto dei grandi campioni serve per imparare ma voglio assomigliare solo a me stesso. Conta molto lo stile di corsa e quindi è importante curare ogni movimento del corpo. Servono testa e gambe. Anche mio fratello, Francesco, corre ma preferisce inseguire il pallone. Gioca con i ragazzi del Bologna”.

Questa affermazione gli fornisce l’assist per spedire in Canada a Saputo, presidente del Bologna calcio, due richieste: “Rifare la pista di atletica allo Stadio “Dallara” e costruire una nuova al Centro di Casteldebole. E’ lì che si impara la velocità. Credo sia
importante per un giocatore raggiungere più in fretta la porta avversaria”. A settembre siederà sui banchi della terza media alle scuole “Gandino” di Bologna. Fra le materie preferite il primo posto è riservato all’educazione fisica, segue arte e immagine, musica. “Mi piace la classica ma anche “pop”, “rock”. Jovanotti mi fa sentire “positivo” per davvero”. Canzone che gli terrà compagnia allo stage di Asiago organizzato dalla Blizzard. Mattina corsa in altura, verso sera in pista, programma da veri professionisti. “Durante gli allenamenti spero di incrociare i campioni del Kenya. Per preparare la stagione invernale si allenano in queste zone. Sarà l’occasione di imparare come si corre con leggerezza. Queste saranno le mie vacanze: in corsa per realizzare un sogno”.

Fonte: La Repubblica