The world’s 50 Restaurants 2016: Bottura fa volare al primo posto la cucina emiliana…

Bottura fa volare al primo posto la cucina emiliana

Massimo Bottura

The world’s 50 Restaurants 2016, ecco qual è il prestigioso concorso in cui per la prima volta ha vinto un italiano. Massimo Bottura, con la sua Osteria Francescana, ha battuto la temuta cucina spagnola El Cellar de Can Roca di Girona, facendola precipitare al secondo posto. Bottura, classe ‘62, due figli e una moglie americana, Lara Gilmore. Inizialmente petroliere, poi giurista all’università ed infine cuoco per seguire la sua vocazione. L’Osteria Francescana apre i battenti nel 1995, prima stella Michelin nel 2002, tre stelle dal 2012. La cerimonia che lo ha visto incoronato si è tenuta il 13 giugno scorso a New York e ha classificato al terzo posto Eleven Madison Park di New York, al quarto Il Central peruviano, al quinto il Noma della Danimarca, al sesto il Mirazur francese, segue il Mugaritz spagnolo al settimo, lo Steirereck viennese all’ottavo, al nono il Narisawa giapponese e ai piedi della top ten l’Asador Etxebarri spagnolo. Troviamo l’Italia in classifica anche con Piazza Duomo ad Alba di Enrico Crippa al 17° posto, Le Calandre a Rubano dei fratelli Alajmo al numero 39 e il Combal Zero a Rivoli di Davide Scabin al 46, tutti rientrati nella top 50.

Ciò che fa sussultare le femministe, ma a dir la verità un po’ tutti, è l’assenza di nomi femminili all’interno della graduatoria. La prima donna vincitrice, Elena Arzak Espina, si è piazzata al ventunesimo posto con Arzak, mentre Dominique Crenn ha ricevuto il premio specifico Best Female Chef 2016. Forse un po’ lasciate in disparte, rispetto alla miriade dei nomi maschili (ma si sa, le donne devono sempre combattere un po’ di più per avere riconosciuti i propri meriti e non sempre vi riescono).

Bottura e la moglie

La vittoria di Bottura regala un grande riconoscimento per l’intera cultura gastronomica nazionale grazie alla valorizzazione di materie prime di pregevole qualità (soprattutto quelle della sua regione, l’Emilia-Romagna), dal Parmigiano Reggiano, al prosciutto, all’aceto balsamico, che ne fanno i punti cardine della sua cucina. Una vittoria “saggiamente” conquistata, dato il suo motto «conoscenza apre la coscienza e la coscienza porta alla responsabilità». Vedremo in futuro quali vantaggi porterà la vittoria di un italiano all’interno di una prospettiva culinaria internazionale.

Fonte: Voi di città

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