“I gioielli della nostra Regione”. Oggi parliamo di…

ARDOLA DI ZIBELLO (PR) – SANTUARIO DI SAN ROCCO
LE FONTI MIRACOLOSE

Il settecentesco Santuario di San Rocco in Ardola di Zibello svetta nella campagna parmense con la sua facciata slanciata e con la storia, decisamente affascinante, che lo riguarda.

Il sacro edificio, pur con evidenti problemi strutturali, in buona parte risolti grazie all’iniziativa del locale Comitato San Rocco, rimane a testimoniare gli eventi prodigiosi accaduti nell’anno 1746 in occasione di una terribile epidemia di peste.

Il 15 luglio di quell’anno, mentre numerosi fedeli si trovavano davanti al vecchio oratorio di San Rocco (che sorgeva laddove oggi si trova il Santuario) per implorare il Santo ed impetrare benedizioni celesti affinché avesse finalmente termine la calamità, improvvisamente, davanti allo sguardo stupito dei presenti, in un piccolo fosso che correva, come corre ancora oggi, poco distante, in fregio alla strada comunale, scaturirono due sorgenti d’acqua, sul principio di colore “rossetto” per assumere poi una colorazione più naturale, come si legge nel prezioso diario lasciato dal parroco don Bartolomeo Zerbini.

L’evento in sé venne ritenuto subito come innaturale e straordinario, attesa l’aridità del suolo, la stagione estiva e la persistente siccità che si stava manifestando lì come altrove. La popolazione, conscia del fatto che si stava verificando un fenomeno soprannaturale, iniziò ad abbeverare gli animali colpiti da pestilenza, i quali immediatamente guarivano in maniera prodigiosa. Diffusasi ben presto la voce del fatto miracolosa, i fedeli d’ogni parte accorrevano numerosi per pregare, elargire elemosine e celebrare feste in onore del Santo protettore. Giungevano pellegrini anche dalla vicina Lombardia, e dalla provincia di Cremona in particolare, dimostrandosi particolarmente devoti alla popolarissima figura di San Rocco che si venerava in Ardola.

In appena pochi giorni venne raccolto tanto denaro da consentire l’edificazione di un nuovo e più ampio oratorio del quale, il giorno 24 settembre di quello stesso anno, si posero le prime pietre della fondamenta. Nel settembre di tre anni più tardi, il sacro edificio era già terminato ed il giorno otto del susseguente mese di ottobre veniva solennemente benedetto da Monsignor Missini, vescovo di Borgo San Donnino (l’odierna Fidenza). Ancora nelle sue memorie don Zerbini scrive: L’Oratorio è quello che ora si ammira per la sua elegante costruzione d’ordine Corinto, lavoro senza dubbio di abilissimo architetto di cui non si conosce il nome.
Della comparsa delle sorgenti di acqua prodigiosa e degli effetti miracolosi per gli animali e per gli uomini, Monsignor Adeodato Volpi, Arciprete e Canonico della vicina parrocchia di Pieve Ottoville, nella sua qualità di Vicario Foraneo, venne incaricato dal vescovo Monsignor Missini di redigere una relazione. Nella stessa, redatta a stampa e tuttora conservata nell’Archivio Parrocchiale di Zibello, il sacerdote, non solo conferma gli eventi così come si sono manifestati, ma dà puntualmente conto delle guarigioni riportando nome e cognome, oltre l’infermità della quale erano colpite, delle persone delle quali riferisce. Monsignor Volpi conclude il suo resoconto riconoscendo la veridicità dei miracoli operati da Dio per intercessione di San Rocco.

Dopo un lungo periodo di declino, il Santuario, che anche al suo interno presenta numerosi “richiami” alle pestilenze, sta andando incontro ad una lenta ma significativa opera di valorizzazione e di restauro ed ancora oggi sono numerose le persone che si recano alle sue fonti per ottenere grazie…

La chiesa oggi risulta in stato di decadimento nonostante un tempo, grazie agli innumerevoli pellegrinaggi verso le acque miracolose, era una delle più importanti della zona. Difficile stabilire i motivi per cui la chiesa sia stata abbandonata; forse per le dimensioni ridotte del paese e anche per lo scarso interesse di diversi sacerdoti.
In questi anni, dopo un lungo declino, il Comitato di San Rocco, di cui l’articolo, è riuscito a recuperare un po’ di fondi e ad avviare i primi restauri. Solo a lavori avvenuti si è scoperto che in oltre due secoli questa chiesa ha avuto periodi molto altalenanti…a momenti “gloriosi” se ne sono alternati altri di incuria e abbandono. Ma ogni volta, guarda caso, per un motivo o per l’altro, è sempre capitato qualcosa che riportava lustro e vigore a questo luogo….una mano dall’alto??

Dei fatti accaduti non ci si è mai dimenticati perchè, pur nei periodi di declino e abbandono, la gente ha sempre tramandato la memoria di quanto accaduto indicando, in pratica, che i due pozzi davanti alla chiesa, celano qualcosa di straordinario.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *